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il database sui cerchi nel grano
SCIE CHIMICHE - SEZIONE "ALTRI MISTERI"

(versione in PDF - click qui)
Scie chimiche.
Opinioni a confronto.


Leonardo Dragoni e Cropfiles.it copyright 2012

Il tema delle scie chimiche negli ultimi anni ha suscitato grande interesse, divenendo oggetto di conferenze, articoli, libri, interviste, documentari. Quasi che fosse impossibile discuterne serenamente, troppo spesso tra gli interpreti sono volate parole grosse, accuse reciproche, a volte corredate da minacce, diffamazioni, insulti e querele. Inevitabile, poichè se l’oggetto del contendere fosse attendibile costituirebbe qualcosa di rilevante per le sorti dell’umanità. Ma lo è?

Non è qui possibile in un sempice articolo affrontare l’intera tematica, estremamente vasta e complessa. Ci proponiamo tuttavia di fornire al lettore un insieme di fonti cui attingere per successivi approfodimenti, e ci proponiamo di spiegare il quadro generale e quale sia esattamente l’oggetto del contendere, nel modo più elementare e diretto possibile. Dopo una breve premessa introduttiva, ascolteremo il punto di vista alternativo delle due “fazioni” (scettici da un lato, “sciachimisti” dall’altro), poste a confronto in un ipotetico ed immagnario “botta e risposta” in prima persona. Lasceremo che sia il lettore a trarre le sue conclusioni.

Ma andiamo per gradi, e vediamo prima quale sia l’oggetto del contendere. In termini davvero elementari.

Avete presente un aereo? Sicuramente si.

Avete presente che, al suo passaggio, a volte rilascia delle scie dalla coda o dalle ali? Sicuramente si.

Ebbene quelle scie sono chiamate scie di condensazione o di vapore (in inglese condensation trails, o contrails). Si chiamano così perché sono generate dalla condensazione del vapore acqueo. Si formano infatti perché – detto in termini semplici - i gas di scarico degli aerei tendono ad aumentare l’umidità dell’aria (e ciò porta alla condensazione del vapore acqueo), oppure perché le ali degli aerei generano una diminuzione della pressione dell’aria e una diminuzione di temperatura (che a sua volta fa condensare il vapore acqueo). Si formano generalmente (almeno quelle più consistenti e durevoli) ad alta quota (sopra i 6.000 – 8.000 metri), in presenza di basse temperature (circa 40 gradi sottozero) e alte percentuali di umidità relativa (circa 60-70%).

aereo di linea con scie
Immagine Wikimedia Commons, http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Kondensstreifen2.JPG

Ora, le emissioni provocate dagli aerei contengono anche degli idrocarburi (particolato, solfati, metano) e una serie di materiali quali biossido e monossido di carbonio, ossidi di azoto.

Ma se contenessero altro? Se contenessero agenti chimici o biologici, rilasciati ad esempio per alterare il clima o per altri scopi segreti? Allora non sarebbero più scie di condensazione, ma dovremmo chiamarle scie chimiche (chemtrails). Dall’oservazione delle scie di alcuni aerei nell’atmosfera terrestre, è nata così la cosìddetta “teoria del complotto sulle scie chimiche” (chemtrails conspiracy theory).

Questa teoria originò attorno alla metà degli anni novanta, diffondendosi sottotraccia tra il 1996 e il 1999, e poi a macchia d’olio dal 2000 ad oggi. Presenta diverse varianti, sia nell’individuazione dei complottisti (aeronautica, governi, vertici militari, servizi segreti, magistratura, google, CIA, NASA, corporazioni private, Vaticano, SMOM, ecc.) che degli scopi ultimi (controllo climatico per fini bellici, controllo mentale e condizionamento psicologico, freno dell’esplosione demografica, mitigazione del riscaldamento globale, attacchi terroristici, imprecisati esperimenti militari o governativi, ecc.).

Tralasciando questi aspetti, che emergeranno in gran parte dal successivo dibattito, proveremo ora ad inscenare una ipotetica disputa sulle principali controversie che da circa un ventennio animano questa diatriba tra “sciachimisti” da un lato (testo azzurro) e scettici dall’altro (testo marrone). Cercheremo di farlo senza lasciarci influenzare dalle nostre opinioni personali, in modo quanto più possibile imparziale.

È evidente che il vis-à-vis di seguito recitato è del tutto virtuale, sebbene tragga spunto da osservazioni e dibatti reali.

Sciachimista: Fino a circa dieci anni fa le condensation trails cosìddette “persistenti” (la cui durata spazio-temporale è cioè insolitamente lunga) non comparivano in nessuna classificazione: sia la nuvologia ufficiale che i gruppi di osservazione sembravano ignorarne l’esistenza, quasi non esistessero. Invece oggi vengono presentate come qualcosa di assolutamente naturale e normale. Come mai? A me sembra che ciò possa essere allo scopo di coprire la loro reale natura di chemtrails (scie chimiche).

Scettico: Premesso che non esiste neppure una definizione di “scia chimica”, e che quindi Lei dovrebbe precisare meglio cosa intende, va puntualizzato che le scie di condensazione, invece, sono note già dagli anni venti. Basti pensare che queste scie sono presenti in coda ad alcuni aerei della seconda guerra mondiale, come dimostrano varie fotografie dell’epoca.

La grande maggioranza delle foto di quell’epoca mostrano aeroplani senza scie, e comunque senza scie “chimiche”. Visto che finge di ignorare cosa siano, Le dirò che le scie chimiche sono scie con presenza di composti chimici (bario, alluminio, metalli pesanti) rilasciati intenzionalmente dagli aerei; sono scie visibili in zone estranee alle normali aerovie civili; scie che magari si intersecano o si espandono sino a formare della nuvolosità non naturale; sono infine scie più consistenti, più basse, e soprattutto – di questo stiamo parliamo ora - più “persistenti” di quelle di condensazione.

La persistenza di una scia (di condensazione, non ne conosco altre) si verifica generalmente quando l’umidità relativa in quota supera il 60%. Ma l’entità di questa persistenza dipende anche da altri parametri, come la temperatura e la pressione ad esempio. Questi parametri sono in correlazione tra loro, in modo NON indipendente. La persistenza infine dipende da ulteriori fattori quali venti, correnti, velocità dell’aereo, potenza del motore, tipo di propellente utilizzato. La combinazione di questi numerosi elementi (correlati tra loro e di difficile misurazione), non può determinare parametri stringenti nella determinazione della persistenza.
Il fatto che fino a pochi anni fa non fossero note scie persistenti – come Lei sostiene - non è del tutto esatto. Già nel 1953 lo scienziato H. Appleman pubblicò un grafico usato per prevedere la formazione di condensation trails – anche persistenti - chiamato “Appleman Charts”. Esiste poi uno studio intitolato "A Satellite-Based Climatic Description of Jet Aircraft Contrails and Associations with Atmospheric Conditions, 1977–79" nel quale si prendono in esame numerose foto satellitari del biennio 1977-1979, mostranti appunto lunghe contrails persistenti.


Mi sembra troppo comodo, o almeno elusivo, dire che è impossibile ridurre il fenomeno a parametri stringenti, parlare di combinazioni numerose e non catalogabili tra parametri correlati in modo non indipendente, o parlare di numerosi fattori difficilmente misurabili ecc. Magari invece, le scie del biennio 1977-1979 da Lei citate, sarebbero potute essere sperimentazioni delle chemtrails (iniziate verosimilmente ben prima della datazione “ufficiale” - 1995) e quindi non essere semplici contrails.

Questo lo dice Lei, ma non ci sono prove che sia così. Invece, che non sia possibile ridurre il fenomeno a parametri stringenti lo dice la meteorologia e la scienza tutta. Mi sembra comunque molto più impreciso, elusivo, o di comodo, sostenere che siano scie chimiche, rilasciate da non si sa bene chi, e non si sa bene perché…

Scusi ma non è bizzarro che certe scie di condensazione siano lunghe molti chilometri? Non sarebbe più logico ritenere che siano sostanze rilasciate dal velivolo?

No, dal momento che – ripeto - la consistenza e la lunghezza delle scie dipende da innumerevoli variabili di cui le ho detto sopra. Al variare di questi elementi, può variarne anche la lunghezza. Da pochi metri a diversi chilometri. Al contrario è strano pensare che scie così lunghe possano essere chimiche, dal momento che non esiste alcun aereo in grado di avere a bordo materiali chimici in così grande quantità.

Neanche un tanker? Se la mette così mi dica allora quando una scia diventa "troppo lunga" da dover contenere quantità di materiali chimici che nessun aereo potebbe contenere.

Me lo dica Lei, è Lei che (erroneamente) fa della lunghezza delle scie un elemento discriminante in suo favore. Cercavo di spiegarLe che, al limite, se proprio insiste, possiamo ritenerlo perfino un argomento contrario.

Visto che non le piace la questione della lunghezza delle scie, parliamo allora della loro espansione (larghezza). Un fisico ha dimostrato che le dimensioni in larghezza delle scie mostrate da alcune immagini satellitari non è compatibile con l’ipotesi delle scie di condensazione, le quali non possono espandersi (allargarsi) così tanto neanche in presenza di condizioni meteorologiche favorevoli ad una espansione. Che mi dice?

Come ho già detto e Le ripeto, le contrails ed il loro aspetto, la loro espansione e permanenza, dipendono da un insieme molto complesso di variabili (temperatura, umidità, pressione, vento, correnti, aereo, propellente ecc). Variabili, per altro, non sempre stabili nel tempo, nello spazio, nell’altitudine, nella longitudine, correlate tra loro e non sempre facilmente misurabili. Lei cita lo studio di un fisico secondo cui non è possibile che delle semplici scie di condensa possano espandersi oltre certi limiti. Costui però non è l’unica persona qualificata ad aver affrontato questo tema, non è neppure un premio nobel per la fisica aerospaziale (insegna fisica e matematica nelle scuole superiori), e al contempo si è fatto sostenitore di alcune teorie discutibili quali la non infettività dell’AIDS, il complotto psichiatrico, le menzogne della scienza e della medicina ufficiale, l’incombente dittatura globale del “nuovo ordine mondiale”, e altre tematiche di ambiente cospirazionista.
(http://www.scienzadiconfine.eu/frontiere%20scienza/ricevitori%20e%20generatoru/scie%20chimiche.html).
(http://www.osservatorioapocalittico.it/?p=1153)


Con questo non voglio infangare né lo studio di un fisico, che avrà le sue valide pezze d’appoggio, tantomeno la persona, che non ho il piacere di conoscere. Diciamo però almeno che secondo moltissimi altri studi - di fisici, metereologi, istituti e istituzioni, scienziati e mondo accademico in coro – le cose stanno diversamente da quanto suggerisce il "suo" fisico. Trattandosi di argomenti tecnico-scientifici, una confutazione non sono in grado di farla io, sarebbe opportuno chiederla a un esperto del ramo.

Però non l’hanno fatta…

Beh l’hanno fatta nella misura in cui hanno pubblicato altri studi che forniscono risposte incompatibili con la suddetta. Questo in tempi recenti, ma se non erro già negli anni settanta ci sono due studi che suggerirei all’attenzione di chi voglia farsi una cultura in merito: Knollenberg, Mesurements of the growth of the ice budget in a persisting contrail, J. Atm. Sc., 1972, 1367; e Murcray, On the possibility of weather modification by aircraft contrails, Monthly Weather Review, 1970, 745.

Inoltre non sono mai state fatte – da parte degli sciachimisti - analisi chimiche delle scie, né dirette né indirette. Intendo analisi delle scie prese direttamente in aria. Qui si sta parlando di una analisi sostanzialmente visiva, su una foto satellitare…


Le normali scie di condensa non dovrebbero però apparire nelle foto satellitari, e se appaiono significa che si tratta di scie chimiche.
Inoltre le scie si generano soltanto ad altezze superiori agli 8000 metri. Negli anni settanta - cui Lei si riferiva citando degli studi sulle scie - gli aerei non erano pressurizzati, quindi non potevano volare sopra gli 8000 metri.


Che le scie non possano apparire in foto satellitari è un’altra leggenda metropolitana, infondata. Le basti guardare le foto scattate dall’astronauta Paolo Nespoli
(http://www.flickr.com/photos/magisstra/5363154875/).
Riguardo l’altitudine e la pressurizzazione, anche qui sta dicendo delle imprecisioni. Non necessariamente sono indispensabili 8000 metri, ne possono bastare 6000, o anche meno, secondo quale zona del globo è interessata e in funzione delle condizioni metereologiche in corso. Anche questo dipende sempre dall’insieme di variabili di cui si parlava prima. Comunque – se vuole assumere per buona la generalizzazione degli 80000 metri - gli aerei della seconda guerra mondiale erano in grado di volare a circa 10.000 metri. Il 2 ottobre 1938 il generale Mario Pezzi raggiungeva anzi 17.000 metri.


Aerei militari… Come spiega, a proposito, che abbiamo fotografato numerose scie che si incrociano tra di loro o proseguono parallele tra loro? Operazioni del genere (a volte si tratta di incroci molto stretti) non sono concepibili per aerei di linea.

Prenda una qualsiasi carta nautica, e osservi quanti incroci e rotte parallele e simil-parallele ci sono tra le aerovie.
Poi, quanti casi di incroci stretti e quasi simultanei potrebbe documentarmi? Se si tratta di uno o due casi su miliardi e miliardi di tratte aeree, anche volendo escludere che si possa essere trattato di errori di rotta (e rischio di collisione) non mi sembra possa fare testo.


E gli aerei che compiono delle curve? Sulle carte nautiche non ci sono curve.
E le scie che compiono delle virate ad “u”? E quelle che sono interrotte? A tratti?


Sulle carte nautiche convenzionalmente non ci sono curve, ma rette. Ma un aereo non si muove come un modellino, a scatti ed angoli retti. Per cambiare angolo di traiettoria effettuarà delle curve.
Un aereo inoltre può virare, pensi, è una manovra consentita, e neanche insolita o remota. La sua scia, virerà con lui. Riguardo le scie interrotte – sarò ripetitivo - dipende dalle condizioni metereologiche, dall’umidità, dai venti. In alta quota è molto facile che ci siano condizioni differenti tra punti anche vicini. In alcune zone i cristalli di ghiaccio vengono meno in fretta, o si creano meno, e in altri punti non è così. Si tratta di fronti caldi e di fronti fredddi, e di banale meteorologia. Molto semplice. Altrimenti anche il cosiddetto “cielo a pecorelle” dovrebbe rappresentare un’anomalia chimica.


Comunque – lo ha detto lei stesso poco fa - le scie di condensa si formano solo in presenza di un tasso di umidità relativa pari almeno al 60%. Eppure capita di vedere scie anche in giorni secchi, o durante l’inverno, quando l’umidità è decisamente bassa.

Ho detto che la persistenza di una scia si verifica generalmente con umidità relativa in quota superiore a 60%, precisando inoltre che ci sono molti altri fattori ad influire. Le scie di condensa (quindi non necessariamente persistenti) non è vero che si formano soltanto con umidità superiore al 60% (esattamente come non è vero che possano durare soltanto secondi o minuti, o pochi metri). Generalmente è così, ma possono durare anche 24 ore, e formarsi anche con percentuali di umidità bassissime. Ci sono spiegazioni scientifiche per questo.

Ma lei si rende almeno conto che perfino le dichiarazioni degli organi ufficiali, interpellati in merito, finiscono per confermare (loro malgrado) l’esistenza del fenomeno?

Non mi risulta. Si spieghi meglio…

Mi spiego. Gli abitanti di Espanola, in Canada, firmarono una petizione che chiedeva l’interruzione delle operazioni di irrorazione di aerosol sulle loro teste. Il governo canadese rispose che non erano loro a irrorare. Dunque chi era?
Tra il 2003 e il 2005 vi furono delle interrogazioni parlamentari in Italia, alle quali l’allora Ministro della Difesa Martino rispose così: “I velivoli dell'Aeronautica militare non sono coinvolti nella generazione o emissione di scie differenti da quelle normalmente dovute alla condensazione del vapore acqueo”. Disse quindi che non era responsabile l’Aeronautica italiana, ma - lungi dal negare il fenomeno - implicitamente ammise l’esistenza di scie “differenti” dalle contrails.
La stessa cosa fece il Presidente della Repubblica Napolitano quando la signora Marchesi denunciò operazioni di irrorazione aerea nelle vicinanze della sua abitazione: "pur comprendendo le motivazioni e il coinvolgiimento morale ed emotivo che hanno originato la Sua istanza, devo mio malgrado informarLa che risulta impossibile intervenire su materie regolate da specifiche disposizioni di legge, la cui applicazione spetta ai competenti ministeri e su cui la Presidenza della Repubblica non può in alcun modo intervenire […] La informo che la sua istanza è stata nuovamente portata del competente Ministro della Difesa, per un sollecito esaustivo diretto riscontro". Non si dice che le scie chimiche non esistono, bensì che sono di competenza del Ministro della Difesa. Ripeto, della Difesa.


Abbia pazienza. Al governo, al Ministro, o al Presidente della Repubblica, non era stata chiesta una opinione o valutazione sull’esistenza o sull’entità del fenomeno. Era stato chiesto di porvi fine – dando per scontato (erroneamente o meno) che il fenomeno fosse esistente e pericoloso. Le risposte fornite mi sembrano perfettamente in linea con la richiesta. Sostanzialmente infatti, si dice che non è possibile porre fine a qualcosa di cui si ignora l’esistenza, non si conosce la reale portata, o non si è competenti a intervenire o a giudicare. Si esclude inoltre che l’Aeronautica militare abbia mai irrorato con prodotti chimici, il che non significa per nulla che altri devono averlo fatto. Secondo Lei come avrebbero dovuto rispondere ad un cittadino preoccupato, o ad un parlamentare che presentava una istanza pubblica? Dicendo che si trattava di panzane?
Se va a leggersi tutte le interrogazioni parlamentari (ad esempio è molto esplicativa quella fatta dall’on. Di Pietro al Sottosegretario di Stato Roberto Menia, nel 2008) vedrà che le risposte sono molto documentate, chiare e dettagliate, e che non sono mai emerse prove concrete, né elementi scientifici, che ad oggi possano realmente avvalorare l’ipotesi delle scie chimiche, tantomeno del complotto. In altri termini si dice che per quanto consta, il fatto – fino a prova contraria – sembrerebbe non sussistere.
Forse, secondo Lei, il Presidente della Repubblica, nonché tutti i parlamentari e ministri che hanno risposto alle varie interrogazioni negli anni, sono tutti membri del grande complotto? Quale complotto poi, ordito da chi, e per quale scopo? Ci sono tra gli schiachmisti numerose correnti di pensiero, tutte fantasiose e diverse tra loro. E in questo mega-complotto sarebbe coinvolta l’USAF, l’ENAV, l’Aeronautica, centinaia di piloti, scienziati, metereologi, i vertici militari e governativi di tutto il mondo? E’ davvero questo che pensa? Siamo seri...


Allora mi spieghi questo: come mai alcune scie non sono bianche? Alcune sono colorate, altre risultano grige, o perfino nere. E non mi venga a dire che è questione di “controluce” o di angolazioni della foto rispetto al Sole, perché non è così.

Mah, cosa le posso dire. Ci sono numerose foto di aerei di linea, in vari posti del mondo, che producono scie di condensa rosa, rosse, blu. Queste foto sono tutte scattate all’alba o al tramonto, o in condizioni di luce particolari, che giustificano ampiamente la colorazione della scia.
Riguardo le tonalità di bianco-grigio-nero invece (quindi escludendo i colori), devo dire che – tranne casi di guasti o malfunzionamenti – è proprio una questione di controluce, di posizione del fotografo rispetto al sole, e di ombre. Se la scia cade nel cono d’ombra della fusoliera, o di una scia parallela, appare più scura.
So che ci sono delle fotografie in cui appaiono scie scure anche laddove non sembra che possa dipendere da coni d’ombra o dalla posizione del Sole. Su questi casi (rari) non ho una risposta definitiva. Potrebbe benissimo trattarsi di coni d’ombra generati da qualcosa che non rientra nell’immagine fotografica; potrebbe trattarsi di guasti, di giochi di luce o effetti ottici insoliti, o perfino potrebbe dipendere dal fatto che le gocce d’acqua più spesse, condensate, tendono al grigio. Se ci fossero centinaia di casi di scie nere, mi preoccuperei anche io. Invece c’è un irrisoria percentuale di scie grigie… di cui la gran parte sono dovuti a cause note e naturali. Del resto gli aerei non volano per opera dello spirito santo, e invece inquinano, esattamente come le automobili. Ha mai visto un’automobile emettere gas di scarico grigio o nero? Penso di si. Stava irrorando l’ambiente con sostanze chimiche a scopi complottistici? Penso di no.


Parliamo allora di cloud-seeding (inseminazione delle nuvole). Questo fenomeno è noto, e neppure Lei potrà negarlo. Si tratta – per chi non lo sapesse – del rilascio di sostanze chimiche al fine di modificare il tempo atmosferico. In altre parole gli aerei rilasciano delle sostanze per favorire la pioggia (ioduro d’argento, azoto liquido) o per scongiurarla (sali di bario, gel al silicio). Fin qui ha obiezioni?

Non sostanziali. Prosegua..

Allora le chiedo se questo non sia esattamente irrorare il cielo con scie chimiche. Quale sarebbe la differenza?

Se per “scie chimiche” intende queste, posso convenire. È tutto qui il fenomeno delle scie chimiche? Si riduce all’inseminazione delle nuvole con prodotti innocui? Per scongiurare la pioggia durante – ad esempio - un evento pubblico? O per favorirla durante la siccità? Mi fa piacere. Avevo capito che si paventasse l’irrorazione del cielo con prodotti tossici, perpetuata segretamente su vasta scala, per fini segreti, ufologici, militari, bellici, o al fine di modificare il clima globale (non il tempo atmosferico locale) per chissà quale finalità remota.

Non ha capito il punto. Chi mi dice quali prodotti vengono realmente irrorati nell’inseminazione delle nuvole? Chi mi dice che quei prodotti siano quelli dichiarati, e siano innocui? Perché questa netta distinzione tra inseminazione delle nuvole e scie chimiche?

Francamente non la seguo. L’inseminazione delle nuvole è pratica nota da sessant’anni. È noto quali prodotti si usano (li ha citati lei poco fa), da chi sono utilizzati, come, quando e perché. Inoltre è molto costosa, e non da risultati certi, tanto che viene praticata sempre meno. Questo è quanto. Mi pare non c’entri niente con la teoria del complotto delle scie chimiche.
Per finire le citerò ancora la risposta del Il Sottosegretario di Stato per l'ambiente R. Menia all’interrogazione parlamentare del 2008: “Da molti anni esistono teorie che prevedono la possibilità di controllare il clima; tuttavia, nell'unico caso oggetto di una lunga e ben documentata sperimentazione, cioè l'inseminazione delle nubi per la stimolazione delle piogge, i risultati sono ancora controversi dopo 60 anni di esperimenti. È pertanto prematuro ritenere che altre tecniche, come ad esempio l'uso del bario per ridurre la precipitazione o l'uso dell'antenna HAARP, possano essere considerate efficaci ed affidabili senza aver condotto una lunga e attenta sperimentazione. In entrambi i casi, non sono state trovate chiare informazioni che permettano di legare una sperimentazione in tal senso alle scie di condensazione”.


A proposito di HAARP, immagino che non la preoccupi neanche l’High Frequency Active Auroral Research Program. Al di la del suo utilizzo “in chiaro” e dei suoi scopi dichiarati, potrebbero essercene altri inquietanti. È lecito ritenere che HAARP possa essere parte in causa del complotto sulle scie chimiche, poiché HAARP potrebbe immettere grandi quantità di energia nella ionosfera, scaldandola e innalzandola, potrebbe modificare le molecole della ionosfera (con conseguenti reazioni a catena, buco nell’ozono e via dicendo), funzionare come ombrello capace di far rimbalzare e indirizzare onde elettro-magnetiche in quasiasi parte del globo, potrebbe rappresentare un’arma militare, un disgregatore dei processi mentali umani, servire per il controllo climatico, potrebbe – in una parola – avere numerose applicazioni a dir poco allarmanti.

Come dice la parola stessa HAARP è un programma di ricerca scientifica sugli strati alti dell'atmosfera e della ionosfera e sulle comunicazioni radio per uso militare. Nel primo caso le sperimentazioni riguardano le comunicazioni a breve e lunga distanza, e sono di dominio pubblico: ci sono diversi enti indipendenti a monitorarne l’impatto ambientale (http://www.haarp.alaska.edu/haarp/osite.html). HAARP è periodicamente accessibile al pubblico, e viene utilizzato anche da alcune Università e aziende commerciali interessate alle nuove tecnologie delle telecomunicazioni. Non mi starei a preoccupare. Nel secondo caso invece si tratta di sperimentazioni di interesse militare, sono evidentemente riservate e i dati non sono resi pubblici. In questo caso comprendo la sua preoccupazione, che è anche la mia. Tuttavia come ogni sperimentazione avanguardistica, dovremmo valutare attentamente tutti i suoi risvolti prima di farne uno spauracchio. A quanto sappiamo si tratta di ricerche che riguardano le comunicazioni radio a lunga distanza, tramite la riflessione della ionosfera di onde radio, per scopi ricognitivi e di sviluppo, e non distruttivi o bellici. Ad esempio modulando i segnali in frequenze bassissime, cioè onde ELF o VLF, si potrebbe indagare il sottosuolo, individuare bunker, silos missilistici, installazioni sotterranee, comunicare con i sottomarini ecc. Ma potrebbero esserci anche numerosi risvolti civilistici e positivi dallo sviluppo di questa sperimentazione. Anche in questo caso esistono degli organi di controllo che dovrebbero garantire la comunità sull’utilizzo di HARP e sulle sperimentazioni militari. La commissione degli affari esteri del parlamento europeo ha presentato una risoluzione in cui “reputa che il sistema HAARP (High Frequency Active Auroral Research Project) sia da considerarsi, a causa del notevole impatto sull'ambiente, una questione mondiale ed esige che le sue conseguenze giuridiche, ecologiche ed etiche vengano analizzate da un organismo internazionale indipendente prima di ogni nuova ricerca e di qualsiasi esperimento». La Commissione inoltre «chiede al gruppo di esperti per la valutazione delle opzioni scientifiche e tecnologiche (STOA) di accettare di esaminare le prove scientifiche e tecniche fornite in base ai risultati esistenti della ricerca sull'HAARP onde valutare la natura esatta e il livello di rischio posto dall'HAARP per l'ambiente locale e globale e la salute pubblica in generale”.
Esiste inoltre una vasta letteratura scientifica (estranea ad ambienti militari) rassicurante in tal senso, ed atta ed escludere in modo assoluto che HAARP sia in grado di provocare terremoti, tsunami, calamità in genere. Da parte mia posso dirle che sono favorevole ad un controllo più ficcante delle attività svolte tramite HAARP, ma non per questo considero questo progetto come la fonte di tutti i mali e di tutti i complotti. Non vedo inoltre nessun collegamento logico e diretto tra scie chimiche e HAARP. Rendere la ionosfera, tramite irrorazione di sostanze chimiche, più efficace per gli scopi complottistici? Non sta in piedi.
Se però permette, adesso sono io che vorrei proporre degli argomenti, e farle delle domande, altrimenti mi costringe a giocare di rimessa.


Va bene…

Queste scie chimiche da Lei paventate, ammetendo che Lei per assurdo abbia ragione, come verrebbero rilasciate? Dovrebbe esserci un apparato apposito immagino, atto a rilasciare queste sostanze…

Evidentemente si…

E non è corretto dire che tutti gli aerei sono soggetti costantemente a ispezioni tecniche? Non crede che sia assurdo – se il fenomeno fosse reale e di grande portata - che nessuno abbia mai ritrovato questi apparati, né li abbia mai denunciati?

Sono per lo più aerei militari e tanker. Dovremmo dire che molti aerei che sono stati osservati rilasciare delle scie sospette, erano privi della livrea di riconoscimento e completamente bianchi. In alcuni casi sugli stessi aerei sono stati fotografati degli apparecchi bizzarri, che potevano costituire degli erogatori-spruzzatori. Inoltre c’è una denuncia del SULTA (sindacato dei trasportatori di volo) del 2003 alla procura della repubblica di Civitavecchia. Viene denunciato lo stazionamento e il passaggio di aerei militari privi di livrea di riconoscimento, e completamente bianchi. All’aeroporto di Fiumicino. Che ci facevano lì?

Esistono numerosi aerei civili che, lungi dall’essere tanker, hanno sembianze simili e sono bianchi ad eccezione di piccolissime porzioni (come un piccolo stemma della bandiera, o della compagnia). Se parliamo poi di evidenze basate su fotografie di aerei in volo che rilasciano scie in quota, a maggior ragione è impossibile riconoscere livree e segni distintivi. Visti da terra si notano soltanto le parti sottostanti delle fusoliere, che sono quasi sempre bianche.
Gli strani apparecchi bizzarri sono invece tali soltanto agli occhi di un comune osservatore inesperto, trattandosi invece di volta in volta di carenature aerodinamiche, ugelli di scarico, turbine a gas, windget, insomma regolari componenti dell’aereo.
Riguardo l’esposto del SULTA non ne conosco i dettagli. Posso dirle che Fiumicino è un aeroporto civile, che gli aerei erano stazionanti e non decollavano da li (tantomeno rilasciavano sostanze o scie) e che – per quanto ne so – erano stati autorizzati dal governo, che semplicemente aveva ritardato la comunicazione di questa autorizzazione. Poi ripeto non conosco i particolari, e non so in che modo si è risolto quell’esposto. In ogni caso non mi pare proprio ci siano gli estremi per sollevare un caso internazionale di cospirazionismo…


Non faccia l’ingenuo però…

Le sembro ingenuo anche se le dico che rilasciare sostanze chimiche a quote mediamente superiori agli 8.000 metri avrebbe, per le sostanze rilasciate, un comportamento non prevedibile? Ad esempio potrebbero essere disintegrate dal calore dei gas combusti, o subire gli imprevedibili influssi di forti venti ad alta quota.

Non saprei. Qualcosa nel passato sarà anche andata storta, ma l’esperienza avrà reso più affidabile questa tecnica. Non mi sembra un punto rilevante. Inoltre molte volte le scie chimiche vengono rilasciate ad altitudini ben inferiori agli 8.000 metri necessari per la formazioni di contrails.

No, un momento. Come fa a dirlo? Ha misurato l’altitudine di un aereo mentre rilasciava delle scie?

Beh si, ci sono varie testimonianze, osservazioni, e misurazioni telemetriche.

Le testimonianze sono basate appunto sull’osservazione. E l’osservazione non è attendibile, perché è impossibile misurare ad occhio l’altitudine di un aereo in volo. A meno che non sia talmente basso … ad esempio in fase di atterraggio. Ma in questo caso, se rilasciasse scie (di condensa o no) sarebbe impressionante, sconvolgente… non so se ha presente una scia di condensa.
Invece riguardo le misurazioni, quelle effettuate dagli sciachimisti sono rilevazioni amatoriali, nessuna delle quali è mai stata verificata o certificata. È da eslcudere che al di sotto degli almeno 6 km si possano vedere delle scie consistenti.


E chi è che dovrebbe certificarlo? La telemetria è telemetria….

E la medicina è medicina. Ma il medico, oltre ad avere la laurea e l’abilitazione ad esercitare, può essere bravo o pessimo. Avere assistenti bravi o pessimi. Avere strumenti avanzati o medievali.

Capisco, quindi se i dati non combaciano con l’assunzione scettica, sono amatoriali. Sennò sono certificati.

Mah guardi i daiti certificati sono certificati e basta. Li certifica chi è predisposto a certificarli, in modo professionale, con le giuste competenze e apparecchiature. E sono registrati, nero su bianco. Se poi vuole dire che chi certifica è anch’egli parte del grande complotto, mi arrendo. Mi sembra inutile proseguire su questa china. Piuttosto mi sa dire cosa conterrebero le scie chimiche secondo Lei?

Alluminio e bario soprattutto, poi quarzo, cobalto, manganese, silicio, torio, arsenico, piombo, mercurio, uranio, zinco, stronzio, rame, selenio, titanio, fosforo, zolfo, calcio, dibromuro di etilene, cloruro di acelticolina, batteri pseudomonas aeruginosa, batteri pseudomonas fluorescens, batteri serratia marcescens, streptomiceti, virus, retrovirus, batteri, micoplasmi, funghi, spore, muffe, parassiti nematodi , globuli di sangue essiccato, sostanze sedative, fibre, polimeri.

Però! Niente altro? Se così fosse, e queste scie sarebbero anche a bassa quota, mi vuole spiegare perché non andate a prenderle e le analizzate? Così scoprirà che quella lista di sostanze nocive che mi ha appena stilato non esiste.

Sono state analizzate le acque piovane a terra, campioni di aria raccolti al livello del suolo in seguito ad operazioni di rilascio di scie chimiche (in cui sono stati ritrovati alluminio e bario), molte persone hanno accusato malesseri dopo alcune strane precipitazioni, e la dottoressa Staninger ha ritrovato sul corpo di alcune persone colpite probabilmente da irrorazione, delle fibre a base di silicio simili ai filamenti che fuoriescono dal corpo delle persone colpite dal morbo di Morgellons, una malattia negata dagli organismi sanitari federali statunitensi, ma recentemente riconosciuta come patologia dal “Centro per il Controllo delle Malattie”. Non Le basta?

Francamente no. Analizzare le acque piovane non è affatto la stessa cosa che analizzare una presunta scia chimica in aria, se ne rende conto spero. Per di più queste analisi sono state condotte in sporadici casi (si contano sul palmo di una mano) e con risultati ancora da vagliare. Riguardo le persone che hanno accusato malessere dopo un evento piovoso, sono numerosi i casi in cui si è trattato di normalissimi virus intestinali, tutt’al più favoriti da condizioni meteorologiche favorevoli all’espansione virale. Non hanno poi portato alcuna conseguenza seria su nessuna persona affetta. I campioni di aria contenenti polveri di bario e alluminio (sulla cui tossicità e nocività peraltro si aprirebbe un discorso complesso, in cui spesso non concordano neanche tra loro medici e scienziati) non sono mai stati messi a disposizione delle autorità per un controllo, e ci si è perfino rifiutati di dicharare come fossero state campionate e con che metodo fossero state eseguite le prove. Il morbo di Morgellons (da cui per inciso si auto-dichiarano afflitti molte presunte vittime di presunte abductions, cioè rapimenti alieni) è da considerarsi – fino a prova contraria - una forma di parassitosi allucinatoria. E questo lo dice la comunità medico-scientifica a qualsiasi livello, non certo il sottoscritto. Non le sembra quantomeno allarmistico e irresponsabile tirare conclusioni così catastrofiche e gravi sulla base di queste congetture? Ripeto: perché non analizzate queste scie chimiche in aria, subito dopo la loro emissione! Non mi venga a dire anche Lei che è troppo costoso noleggiare un aereo, La prego. Qui stiamo parlando di salvare l’umanità… dovreste faro immediatamente, ed è incomprensibile che ancora non lo abbiate fatto.

Non è facile come vuole farlo sembrare. E se anche lo facessimo, trovereste il modo di dire che quelle rilevazioni sono sbagliate e scientificamente inconcludenti.

Fatelo bene allora, secondo la metodologia scientifica, in presenza di uno specialista scienziato e di un esperto “scettico”, sia sull’aereo che in sede di analisi di laboratorio. E vedrà che nessuno solleverà questa obiezione. Se io avessi avuto anche solo il minimo sospetto che Lei potesse aver ragione, è ciò che avrei fatto immediatamente.

Senta, proviamo a impostare la discussione diversamente allora. Le attività di manipolazione chimica dell'atmosfera sono testimoniate da un documento del Pentagono intitolato “Il clima come moltiplicatore di forza - possedere il controllo climatico entro il 2025”. Dalla tabella che si trova a pagina 34 emerge che l'utilizzo dei composti chimici per la modificazione dell'atmosfera e quello dei veicoli aerei per la disseminazione erano già disponibili nel 1995. A pagina 25 si prevede la creazione di una "superficie ionosferica artificiale" a quota bassa. A pagina 32 Si prevede di assumere il controllo delle precipitazioni, delle tempeste, di foschia e nuvole, e di creare condizioni climatiche artificiali. E infine si elencano i mezzi tramite i quali ottenere questi risultati, tra cui mi limito a citare i veicoli aerospaziali per il “rilascio”, e composti chimici. Neanche questo La preoccupa o La fa riflettere?

Capisco che quel documento possa apparire inquietante, e su questo potremmo discutere. Cominciamo però col dire che fu presentato in risposta alla richiesta di delineare le future strategie di modifiche del sistema climatico, come fittizia rappresentazione di future situazioni e scenari, al fine di mantenere il predominio USA nel 2025. L'Air Force ha abbondantemente chiarito che tale documento non riflette le attuali politiche e pratiche militari, e che non è (mai stato) in corso alcun esperimento di modifica del clima.
Ciò nonstate, si… mi preoccupa e mi fa riflettere. Badi che io non discuto che possano esserci (stati) degli studi o degli esperimenti sul controllo climatico, per fini bellici o di potere, o altro. Del resto in passato ci sono state sperimentazioni di ogni genere: armi chimiche, batteriologiche, tecnologie aberrnati e disumane, cavie, torture, c’è stato pure il nazismo non più di ottanta anni fa. Sarebbe compito di tutti noi vegliare affinchè cose del genere non abbiano mai più a ripetersi.
Tuttavia quel documento non mi sembra una prova a sostegno delle scie chimiche o di un presunto complotto, bensì un progetto tecnologico, sebbene con finalità discutibili (o, se preferisce, aberranti). Qui stiamo discutendo se le paventate scie chimiche siano il risultato di questi esperimenti militari sul controllo del clima, e la mia opinione – se non lo avesse capito - è che non sia affatto così, per tutti i motivi che Le sto spiegando. Se anche mi sbagliassi – e non mi sbaglio – pretenderei che gli sciachimisti dimostrassero (ripeto dimostrassero, l’umanità gliene sarebbe grata) i loro assunti. Non è possibile lanciare accuse così enormi basandosi su claudicanti congetture complottistiche.


Il termine "scie chimiche" è menzionato anche da Dennis Kucinich nello “Space Preservation Act” del 2001, come arma “esotica” da bandire.

Il termine "scie chimiche" era in un paragrafo che elencava una serie di armi inesistenti: "armi ultrasoniche", "armi extraterrestri" ecc. La legge non fu approvata, e quel paragrafo fu perfino rimosso.
Le posso fare io una domanda? Lei non si è mai chiesto perché ai vertici di questa teorie delle scie chimiche ci siano, almeno in Italia, solamente persone che divulgano quasi esclusivamente tramite siti internet, e tutte affascinate dal complottismo a tutti i livelli? Non troverà uno sciachimista che non abbia un blog, e soprattutto che non creda anche al complotto dell’11 settembre, ai complotti lunari, agli ufo, ai cerchi nel grano, a qualsiasi cosa purchè ci sia complotto, cover-up, e purchè sia in opposizione “al sistema”, “ al regime”, ecc ecc… Non le sembra insolito? Nel rispondermi tenga anche conto di quanto affermato dal Ministro Pecorario Scanio (notoriamente attento a tematiche ambientaliste) nel 2006:
Su internet esiste molto materiale […] Non è stato però possibile trovare alcuna ricerca sulle scie chimiche pubblicata su riviste scientifiche; manca completamente, cioè, del materiale pubblicato che sia stato oggetto di una revisione indipendente e anonima da parte di altri ricercatori
e dal Sottosegretario di Stato Roverto Menia nel 2008:
Dall’esame della letteratura scientifica internazionale e del contenuto dei siti web specialistici non è possibile confermare l’esistenza delle scie chimiche. I siti specialistici degli osservatori delle scie chimiche, in particolare, risultano carenti dal punto di vista scientifico”.


Premesso che le cose non stano esattamente come Lei dice, non le sembra invece strano che le istituzioni e tutti i canali “ufficiali” (visto che “di regime” non le piace parlare) si impegnino tanto a sminuire e a negare questo tema?

Di Leonardo Dragoni
per “Cropfiles.it”


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Fonti (oltre quelle citate all’interno dell’articolo):
- http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_complotto_sulle_scie_chimiche
- http://iesperanto.eu/2010/04/la-teoria-delle-scie-chimiche-delucidazioni-con-paolo-attivissimo.html
- http://www.md80.it/approfondimenti-2/la-cospirazione-delle-scie-chimiche/
- http://csat.au.af.mil/ (“Owning the Weather in 2025”)
- http://www.awra.us/gallery-jan05.htm
- http://pechino2008.blogosfere.it/2007/04/pechino-2008-ioduro-dargento-per-evitare-la-pioggia-durante-lacerimonia-di-apertura.html
- http://www.meteogiornale.it/news/read.php?id=11356&action=pdf
- http://asd-www.larc.nasa.gov/SCOOL/contrails.html
- http://www.afrc.af.mil/photos/index.asp?galleryID=335
- http://www.luogocomune.net/documento-scie-chimiche
- http://it.scribd.com/doc/4028570/Chemtrails-Il-Dr-Stranamore-e-le-nanoparticelle
- http://bragwebdesign.com/contrails/
- http://simoneangioni.blogspot.it/2010/02/analisi-delle-scie-di-condensazione.html
- http://www.sciechimiche.org/scie_chimiche/index.php?option=com_content&task=view&id=46&Itemid=102
- http://attivissimo.blogspot.it/search/label/scie%20chimiche
- http://it.scribd.com/doc/6445604/SCIE-CHIMICHE-Confutazioni-Alle-FAQ-Del-CICAP-by-Tanker-Enemy
- http://scienzamarcia.blogspot.it/2011/11/perche-le-scie-di-condensa-non-posso.html
- http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/index.php?op=viewarticle&artid=164

Interrogazioni della comunità Europea:
- http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2001:187E:0043:0044:IT:PDF
- http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2002:160E:0056:0057:IT:PDF
- http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2007-2455+0+DOC+XML+V0//IT

Interrogazioni parlamentari in Italia:
- http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/showXhtml.Asp?idAtto=241&stile=6
- http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=658&stile=6
- http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=3573&stile=6
- http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=3977&stile=6