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il database sui cerchi nel grano
Disinformazoine Ufologica Nazionale

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Disinformazione Ufologica Nazionale


Leonardo Dragoni
& Cropfiles.it - copyright 2015


Pochi giorni fa, in un intervento su Facebook, mi stupivo del fatto che ancora oggi un istituto come il Centro Ufologico Nazionale, di fronte al ritrovamento di un cerchio nel grano, continuasse a inviare qualche autoproclamato "esperto" a effettuare dei sopralluoghi "tecnici" con contatori geiger, bussole, misuratori di radioattività e magnetometri. Lo avevo definito grottesco, e credo di aver utilizzato anche un termine piuttosto edulcorato. Oggi mi imbatto in alcune dichiarazioni del Presidente del suddetto Centro Ufologico Nazionale (http://www.telecolor.net/2015/07/cerchi-nel-grano-la-parola-a-pinotti/), il quale, intervistato sul fenomeno dei cerchi nel grano, mi fa comprendere perfettamente il motivo di un simile agire da parte dell’Istituto da lui presieduto e dei sedicenti “esperti” di cerchi nel grano. Mi limiterò solamente alle sue dichiarazioni strettamente attinenti al fenomeno dei cerchi nel grano, che ho la presunzione di conoscere molto approfonditamente. Darò per assodato che il Presidente conosca l’argomento come o meglio di me, così da poter citare le sue dichiarazioni e porgergli delle semplici obiezioni o domande, alle quali spero vorrà rispondere. Sarebbe l’occasione per fare un po’ di contraddittorio e soprattutto di informazione …

Il Presidente del Centro Ufologico Nazionale dichiara infatti che i cerchi nel grano sono sì aumentati di numero in modo esponenziale negli ultimi decenni, ma il fenomeno non sarebbe affatto recente, tanto che "esistono documentazioni comprovate di almeno trecento anni fa, che ne parlano, addirittura illustrando il tutto con la pittoresca immagine di un diavolo mietitore".

Ma Presidente – Le chiedo - non è al corrente che l’illustrazione a cui si riferisce è un pamphlet-manifesto inglese del XVII secolo realizzato a scopo educativo e morale? Non le sembra molto più ragionevole e storicamente seria e verosimile questa spiegazione (http://www.cicap.org/crops/002.htm) sostenuta anche dal Dr. Owen Davies, professore di Storia alla "University of Hertfordshire", piuttosto che quella secondo cui sarebbe la raffigurazione di qualcosa all’epoca inesistente come un cerchio nel grano? Non le sembra curioso che la spasmodica ricerca all’indietro per retrodatare l’origine del fenomeno dei crop circles sia un’invenzione contemporanea? E non le suona strano che prima dell’esplodere di questo fenomeno nessuno si fosse mai occupato di (neppure menzionare) questi incredibili pittogrammi? Non le sorge il dubbio che forse gli agroglifi non esistevano? Magari non le piacciono i professori di storia, allora si accontenti di un giornale a Lei sicuramente piuttosto gradito, Il “Fortean Times”, che pubblicò per primo la notizia. Ebbene scrisse un articolo a nome di Bob Rickard in cui proponeva una lettura politico-sociale del pamphlet, in chiave quasi marxista. La storia del Diavolo Mietitore poteva infatti ritenersi una parabola il cui vero soggetto era l’eterna diatriba tra il lavoratore perseguitato e il capitalista oppressore. Come ha fatto questa storia a diventare l’antenato dei cerchi nel grano? Potrebbe fornire una semplice prova, o almeno una spiegazione logica? Tra l’altro, riguardo ciò che vi era raffigurato, bisogna dire che la figura rappresentata nell’immagine ha in mano una falce, e sta mietendo il grano, falciandolo e non appiattendolo. Il pamphlet in proposito utilizza parole ben precise ed inequivocabili come “mowing” (mietitore), “cut” o “cut down” (tagliato, abbattuto). Per questa ragione questo documento, per quanto antico ed autentico, non poteva rivoluzionare la storia dei cerchi nel grano. Lo stesso Colin Andrews (entusiasta ufologo e “believer”) sembrò titubante e disse che quella poteva essere al massimo una forma antica di cerchi nel grano. Di circlemakers, direi io. Ecco, se volessi fare l’operazione che sta facendo Lei, potrei dire che quel pamphlet dimostra che trecento anni fa c’erano gli artisti che creavano i cerchi nel grano. Non usavano una tavola di legno all’epoca, ma evidentemente una falce. È una follia, lo so bene, infatti mi guardo bene dal sostenere una cosa del genere. Lei invece la sta sostenendo. Lo sapeva, le chiedo ancora, che nel giochino di retrodatare il fenomeno dei cerchi nel grano alcuni sono giunti a individuare raffigurazioni di crop circles nei Rotoli del Mar Morto, nella Genesi, nel Libro dei Morti, in una iscrizione del 3.200 avanti Cristo (Neolitico) e addirittura in pitture rupestri di 60.0000 anni fa (Tardo Pleistocene)? Ovviamente si tratta di suggestioni, proposte in tempi recenti da parte di entusiasti “believers”. Ma Lei forse crede che siano anch’esse autentiche raffigurazioni di crop circles?

Il Presidente dichiara, poi: “Se noi riscontriamo che queste tracce sono costituite ad esempio da spighe spezzate possiamo tranquillamente dire che si tratta di manifestazioni fasulle [..] se invece il fenomeno è costituito da spighe piegate, e piegate in un certo modo, già questo ci dice che potrebbero essere qualcosa di genuino. Poi c’è tutto un discorso molto complesso dietro”.

Presidente, mi perdoni, una questione propedeutica, di igiene mentale: “genuino” cosa significa? Perché non dice mai la parola “alieno”, se poi la sottintende a ogni piè sospinto? Comunque, non sa che la questione delle spighe piegate e spezzate è un luogo comune? Vuole mostrarmi, gentilmente, delle immagini di un cerchio nel grano in cui non ci siano spighe spezzate e siano invece tutte piegate uniformemente? Vuole mostrarmi una sola immagine in cui si noti la flessione basale dello stelo delle spighe? Scommetto che non le ha. Peccato, perché secondo le ipotesi a cui Lei fa riferimento (quelle del gruppo di pseudo-ricerca Burke-Levengood-Talbott, un cui esempio di disinformazione è qui: www.cropfiles.it/articoli/Considerazioni%20Clay-Mineral.html) questo avrebbe dimostrato che la formazione era “genuina”. E si sbaglia anche su questo, lo sa? Io, se vuole, posso mostrarle delle foto che ritraggono la flessione basale dello stelo e perfino i nodi allungati, rigonfi, e fortemente curvati, in una formazione realizzata tradizionalmente con una tavola di legno a scopo sperimentale. Questo suggerisce che la tendenza delle spighe a piegarsi piuttosto che a spezzarsi può dipendere non solo dalla forza impressa, dal tipo di cereale e dal suo stadio di evoluzione o senescenza, ma anche dalla disposizione delle spighe stesse, che verosimilmente sono più resistenti laddove la vegetazione e le radici sono più fitte e compresse. Quanto al discorso “complesso” che c’è dietro, si tratta in realtà di semplice agronomia di base: il fenomeno del “tropismo” spiega come le piante piegate tendono a raddrizzarsi e a crescere in direzione della luce. Non entro nel merito perché sarebbe noioso, ma è spiegato e dimostrato scientificamente ed empiricamente, non con illazioni. Provi a documentarsi su quello che in agronomia è noto come fenomeno della “ginocchiatura”, e che riguarda di solito i nodi lontani dalla base (ovvero apicali: ultimo e penultimo nodo). Insomma quelli il cui allungamento secondo voi rappresenta la prova della famigerata “genuinità”. Di quanto si allunghi il nodo che ginocchia dipende invece dalle caratteristiche genetiche della pianta (più è geneticamente alta, più si allunga), dal grado di fittezza della coltivazione (più piante competono, più si allungano), da com’è avvenuto l'allettamento (maggiore o minore compressione, intrecci), dal grado di copertura di altre piante (quelle sotto si allungano di più di quelle sopra). In ogni caso la pianta generalmente non muore, bensì mette in atto una reazione all’evento traumatico. Il nodo dunque si piega, si curva e si allunga, senza che ciò rappresenti affatto un’anomalia. Che gliene pare? Le sembra più facile sostenere che i nodi si piegano per “inspiegabili irraggiamenti di microonde”? In tal caso perché non mette una spiga in un microonde, e guarda cosa succede? Provi lei stesso ad allettare un po’ di grano con una tavola di legno, è più facile di quanto immagina. E di novo provi a vedere cosa succede. Credo che resterà sorpreso.

Il Presidente dichiara: “Mentre il fenomeno UFO è fugace, e quindi lo puoi documentare ma fino a un certo punto, le tracce nei campi di cereali restano, e restano addirittura dopo che tu hai falciato e annientato addirittura la traccia(insomma mietuto).

Ma Presidente, su questo sono perfettamente d’accordo con Lei, esatto, le tracce a volte (non sempre però!) restano. E allora se è più facile documentarsi, perché non vi documentate? Quello a cui lei allude si chiama fenomeno dei ghost-circles (cerchi fantasma) e ha una spiegazione perfettamente naturale e scientifica: www.margheritacampaniolo.it/crop%202004/a_ghost_crop_circles.htm
Semplicemente accade che la rimanenza sul terreno di spighe dell’agroglifo precedente (quindi schiacciate), interferiscono sulla quantità di seme caduto a terra in quelle zone, e sulla sua capacità di sviluppo. In sostanza è la crescita delle piante (stentata o meno), secondo la loro disposizione (fitta o meno), che ricrea parzialmente il pittogramma della stagione precedente. Accade spesso che alcuni terreni sottoposti a coltivazioni di grano e cereali vengano ogni tanto lasciati un anno a riposo, allo scopo di realizzare la rotazione delle colture, o semplicemente di rigenerare il campo e renderlo più prolifico per le annate successive. Così, su un terreno a riposo, è possibile che si generi il fantasma (ghost) del crop circle dell’anno precedente. Questo accade generalmente all’inizio della primavera. L’erba foraggera o spontanea, infatti, prolifera più intensamente e più velocemente proprio in zone interessate da compressione e schiacciamento, nelle quali i resti e la decomposizione delle spighe (dell’anno precedente) fungono da fertilizzante e costituiscono un microclima localizzato ideale per la crescita di erbe spontanee. Questo può anche spiegare perché a volte il ghost rappresenti una sorta di “negativo” del crop circle precedente. Nell’originale infatti le parti schiacciate e meno in rilievo appariranno più chiare, mentre l’anno successivo, a causa della precoce crescita, queste stesse parti saranno più scure o addirittura in rilievo. A primavera inoltrata l’erba sarà cresciuta su tutto il terreno, e il “fantasma” sarà scomparso. Ma anche qui a Lei, Presidente, sembrerà più facile credere che i “fantasmi” sono frutto di misteriose e insondabili forze aliene … nonostante non ci siano indizi che lascino pensare a questa eventualità.

L’intervistatore chiede poi qualcosa a Pinotti riguardo le c.d. teoria delle Leyines (https://it.wikipedia.org/wiki/Linee_temporanee). Si tratta di presunte linee di forza energetica, vale a dire invenzioni totalmente prive di alcun fondamento, ma che secondo alcuni rappresentano un reticolato di linee immaginarie che unisce un insieme di aree sacre o megalitiche, in corrispondenza delle quali si paleserebbero anche alcuni cerchi nel grano. La domanda dell’intervistatore, dicevo, è: “cosa dice la scienza su questo?”

La risposta del Presidente è significativa: “La scienza dice poco, perché la scienza empirica tradizionale tende a dare poco valore non soltanto a quelle che vengono chiamate Leys ma anche a tutte le linee di forza, se così si può dire, come pure alle energie telluriche sotterranee che pure esistono. Non dimentichiamo che cose come la radioestesia o la rabdomanzia che pure avevano una grande valorizzazione nel periodo fra le due guerre […] sono poco considerate dalla scienza empirica attuale. Ciò nonostante funzionano. [..] quindi io pur perseguendo una metodologia rigidamente scientifica per tutto quanto attiene alla ricerca in quanto tale, la scienza non deve mai porsi dei limiti altrimenti si sclerotizza e diventa indegna di chiamarsi scienza. Il problema è proprio questo, noi oggi a livello scientifico siamo gestiti da baroni codini che non hanno nessuna fantasia, e credono che i testi su cui loro hanno studiato siano ancora giusti e vadano ancora bene, e non hanno capito che non hanno capito niente di quello che sta succedendo sotto il loro sedere”.


Ma Presidente, mi scusi, di ciò che non esiste la scienza non può dire molto, non crede? Però qualcosa dice. Infatti qualsiasi matematico potrà spiegarle che unendo dei punti disposti casualmente su una mappa, si posso ottenere risultati simili a quelli osservati da Watkins, trovando così numerose rette passanti per determinati punti (nel nostro caso luoghi di culto, archeologici o megalitici). In altre parole questi allineamenti sono casuali, e l’esistenza di Ley Lines è viziata da una costruzione mentale artefatta. Lo sapeva che – rispettando la teoria delle Leylines – tracciando una mappa di linee che collegano tra loro pizzerie, cabine telefoniche, ristoranti si ottiene lo stesso risultato che si ottiene con la mappatura-allineamento dei siti sacri o archeologici? Come lo spiega? Forse gli alieni amano la pizza. Ma soprattutto, forse non ho ben capito, Lei sostiene che la radioestesia ( https://it.wikipedia.org/wiki/Radioestesia) e la rabdomanzia ( https://it.wikipedia.org/wiki/Rabdomanzia) degli anni Venti siano valide e “funzionino”, quindi che siano manifestazioni di “Scienza”? È così? Poi, come se non fosse sufficiente, critica la scienza dei non meglio identificati “baroni codini” (qualche nome aiuterebbe), accusandoli di aver studiato su testi (ma non ci dice quali) non abbastanza aggiornati? Non si rende davvero conto della gravità e dell’assurdità delle sue affermazioni? Della palese contraddizione? Questi “baroni codini” dovevano forse studiare su libri di rabdomanzia degli anni Venti? O sui più aggiornati testi delle televendite di Wanna Marchi?

Ma andiamo avanti.

Il Presidente dice che: “Ci sono delle intelligenze esterne all’uomo che cercano attraverso i cerchi nel grano di dare un qualche tipo di comunicazione”.

Ma Presidente, Lei non sa che le possibilità di un contatto alieno sono trascurabili? Guardi, glielo spiega il professor Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica, qui:



Non le sembra che abbia ragione? E se anche non avesse ragione, a Lei davvero pare normale che se anche per un assurdo statistico stesse accadendo proprio adesso un contatto, questi esseri così evoluti da aver attraversato l’universo per arrivare da noi, una volta giunti si manifestassero facendo dei disegni incomprensibili su campi di grano? Andiamo, non lo trova ridicolo?

Ah Presidente, quando poi, poco più avanti, Lei parla di forme di comunicazione che avvengono “addirittura con cerchi nella sabbia” (e vengono mostrate delle immagini eloquenti), le vorrei presentare il signor Julian Richardson (https://www.facebook.com/landartist.org?fref=ts) che è l’artefice di quel Sand Circle, autentica opera di Land-Art. Se lo conoscesse scoprirebbe che ha fatto centinaia di cerchi sbalorditivi, con un semplice rastrello e tanta fantasia. È proprio lui l’alieno che forse cerca altrove.

Dopo di questo, il Presidente ci racconta del crop circle di Chilbon, che rappresenterebbe la risposta aliena al messaggio inviato dall’uomo nel 1974 tramite il radiotelescopio di Arecibo. Fa una dichiarazione illuminante, dicendo che quel cerchio nel grano non può in alcun modo essere stato realizzato da esseri umani. Ora non vorrei tediare i lettori con una lunghissima spiegazione, ma a rischio di autocitarmi e sembrare saccente, invito il Presidente e chiunque voglia approfondire questa tematica, a leggere un mio articolo qui (http://www.cropfiles.it/articoli/Arecibo_Reply.html) in cui si DIMOSTRA (non io, ma le evidenze dimostrano di per sé) come quel crop circle non possa in alcun modo essere opera di quelle intelligenze aliene accreditate dal Presidente.

Infine, tanto per buttare carne al fuoco, il Presidente tira in ballo anche le “BOL” (Balls of Light, sfere di luce). Ecco cosa dice: “Nel momento in cui ci troviamo di fronte alla comparizione di agroglifi (cerchi nel grano) in concomitanza col passaggio sulla zona di BOL […] tutto questo ci potrebbe anche consentire di parlare in senso strettamente tecnico di oggetti volanti non identificati […] questo ci porta a concludere che sicuramente ci può essere un collegamento tra il fenomeno degli UFO e il fenomeno dei crop circles”.

Dovremmo spiegare cosa sono queste BOL, se esistono. Già, perché la cosa è ancora allo studio di fisici, ingegneri e scienziati, e secondo alcune recenti pubblicazioni potrebbe trattarsi addirittura di allucinazioni (Physics Letters A, Volume 347, Issue 47, pp. 4797-4799 (2010); arXiv:1005.1153v3 physics.med-ph).
Ma ammettiamo che esistano. Perché dovremmo ritenere che siano guidate da una qualche forma di intelligenza aliena? Non è dato sapere. Volano ... danzano ... creano cerchi nel grano, ecco perché. E qui casca l'asino. Quelle che spesso vengono presentate come BOL si sono rivelate essere molto spesso delle naturalissime ORBS, o degli effetti ottici, o lens flare, perfino creazioni di Photoshop. Ma quelle autentiche, si insomma avete capito quelle “genuine”, quelle aliene? Forse si da per scontato che esistano a causa delle conclusioni pubblicate su “Physiologia Plantarum” da Levengood e Talbott, e da Haselhoff. Secondo questi signori nella formazione dei cerchi nel grano era coinvolta una sorgente di radiazione elettromagnetica. Il problema è che quelle conclusioni sono state totalmente inficiate dalla pubblicazione scientifica di Grassi, Cocheo e Russo (Journal of Scientific Exploration, Vol. 19, No. 2, pp. 159–170, 2005. Balls Of Light: The Questionable Science of Crop Circles), la quale ha evidenziato l’uso scorretto e fuorviante sia dei protocolli sperimentali sia delle procedure statistiche, l’omissione arbitraria di risultati indesiderati e la debolezza dei modelli fisici proposti per le ipotesi sostenute. La stessa “Physiologia Plantarum” si è trovata in imbarazzo, lasciando intendere di aver commesso un errore a publicare quelle cose. Vorrei anche ricordare che l’unico filmato che mette in diretta correlazione (causa-effetto) queste presunte BOL con la creazione di un cerchio nel grano, è il famoso video di Oliver Castle, che si è rivelato un falso. Se ne conosce l’autore, smascherato e perfino condannato. Non esistono altri casi in cui sono state avvistate delle sfere di luce creare cerchi nel grano. A meno che il Presidente non voglia fare come Colin Andrews, che pur di sostenere questa teoria, e buttarci dentro anche quella delle leylines, volle ad ogni costo assemblare un presunto avvistamento luminoso con ben due cerchi nel grano, dicendo che i tre eventi erano contemporanei e allineati (rif: “Croce di Alresford”, 1985). In realtà non erano contemporanei, né allineati, e tra loro passava qualcosa come 250 chilometri di distanza.

Ecco, Presidente, a mio avviso il Centro Ufologico Nazionale sta facendo esattamente questo tipo di errore. Sta combattendo una battaglia di retroguardia, ideologica, ignorando le evidenze e continuando a soffiare sul fuoco del sensazionalismo. Forse sarebbe il caso di ammettere alcuni errori, e di riconsiderare l’ufologia (o almeno alcuni aspetti di essa) con una visione più moderna, più sobria. Non sono certo io che posso dettarle la linea, e neppure dare suggerimenti. Tuttavia, che i cerchi nel grano siano stati una allucinazione collettiva, lo ammettono ormai anche alcuni tra i più entusiasti creduloni. Tra dieci anni sarà chiaro anche ai sassi. Lei che farà allora? Inforcherà le bacchette da rabdomante e ci mostrerà (magari telepaticamente) le misteriose linee energetiche in corrispondenza delle quali imperscrutabili forze aliene sotto forma di misteriose sfere di luce stanno cercando ad ogni costo di comunicare con noi? Accusando quelli come me, ma più ascoltati e più bravi di me, che aiutano la “scienza ufficiale” a insabbiare chissà quali inaudite verità per chissà quali reconditi e abietti motivi?

O semplicemente prenderà atto che si è sbagliato?

Grazie se vorrà rispondere alle basse insinuazioni di questo articoletto. Era l’ultima domanda, Presidente. In bocca al lupo …

di Leonardo Dragoni
per “Cropfiles.it”


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