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il sito sui cerchi nel grano
articoli: A che ora è la fine del mondo?

(versione in PDF - click qui)
A che ora è la fine del mondo?
di Leonardo Dragoni
Cropfiles.it - 2012


Canta Ligabue: “a che ora è la fine del mondo?… che rete è?”, e cominciamo a chiedercelo anche noi.

La notte che divide il 19 dal 20 maggio 2012 non è stata come tutte le altre. Si è infatti verificato un allineamento planetario tra le Pleiadi, la Terra e il Sole, e si è verificata una eclissi solare anulare. Questi due eventi erano stati annunciati dal disegno impresso in un cerchio nel grano (crop circle) rinvenuto già il 9 agosto del 2005 a Wayland’s Smithy (Ashbury – Wiltshire, Inghilterra).

 Wayland’s Smithy crop circle
Immagine: api.nign.com/…


Soprattutto, in questa tragica notte, si è verificato un forte terremoto in Emilia, profetizzato sia dai Maya sia da Nostradamus. Ove non bastasse, l’epicentro del terremoto è collocato a soli 150 km di distanza dal luogo del rinvenimento di un nuovo imponente crop circle, materializzatosi proprio nella notte tra il 19 e il 20.

 Bertinoro crop circle
Immmagine: http://www.cropfiles.it/cropcircles2012/Bertinoro_20Maggio2012.html


Inevitabile che tutti questi eventi, concentrati in un sol giorno, o meglio in una sola notte, abbiano risvegliato le bramosie speculative del variopinto mondo che ruota attorno al dietrologismo.

Il “due più due” è stato pressappoco il seguente: se i Maya parlano del 20 maggio 2012, se lo fanno anche alcuni cerchi nel grano (vedi appunto quello dell’agosto 2005), se – almeno nella credenza popolare – le eclissi e gli allineamenti planetari sono forieri di cataclismi, e se perfino Nostradamus ha predetto un terremoto in quella data … beh c’è indubbiamente di che preoccuparsi.

Preoccupazione fortificata poche ore dopo, quando tutti i televisori del bel paese trasmettevano edizioni speciali che informavano delle conseguenze del sima notturno, mostrando le immagini delle macerie. Intanto sul web impazzava la notizia di un incredibile cerchio nel grano che si era materializzato proprio durante il terremoto, a poca distanza dall’epicentro.

Tutto ciò, dicevamo, ha indotto anche i più cauti osservatori a commenti poco prudenti, e i catastrofisti a gridare alla fine del mondo.

Fine del mondo che non c’è stata ma che, a proposito, potrebbe avvenire proprio oggi, nella notte tra il 5 e il 6 giugno. Mentre stiamo scrivendo è infatti in corso un allineamento Sole-Venere-Terra. Secondo l’archeologa Maria Longhena e l’astrofisico Jesùs Galindo Trejo, dobbiamo dunque affrettarci a ultimare questo articolo.

Noi invece non abbiamo fretta, e su questo aspetto torneremo più avanti. Stavamo invece ancora parlando del 20 maggio.

Un recentissimo articolo di “RomagnaNoi.it” recitava così: “non c'è da stupirsi se il Sole24Ore, La Repubblica e giornalisti inglesi scendono in Romagna per capire se esiste un nesso tra il pittogramma apparso nella notte tra il 19 e il 20 maggio a Bertinoro e i terremoti che proprio da quella sera sconvolgono la bassa Emilia e i territori limitrofi. E un nesso, per questi studiosi, c'è”
www.romagnanoi.it/news/ravenna/731965/Terremoti-cerchi-nel-grano-e-plasma.html

Invece, diciamo noi, se testate giornalistiche importanti hanno di questi dubbi, c’è da stupirsi eccome. E se gli “studiosi” dicono che un nesso c’è, forse dovrebbero studiare di più.

L’articolo prosegue illustrando tutta una serie di ipotesi sul presunto collegamento tra attività solare e cerchi nel grano, argomento che noi abbiamo affrontato in tempi non sospetti dimostrando ampiamente come in tali ipotesi non vi sia barlume di fondatezza (si veda: www.cropfiles.it/articoli/Sun-Crops.html)

Nel nostro piccolo, ora proveremo anche a spiegare perché non c’è nessuno scenario apocalittico da dipingere. Non c’era ieri, non c’è oggi.

I Maya non predissero nulla riguardo il 20 maggio 2012, se non appunto una eclissi solare. Con “leggerissimo” anticipo rispetto a chi questa predizione la fece il 9 agosto 2005, disegnando un cerchio nel grano che sembrava indicare i prossimi futuri allineamenti celesti e – appunto – l’eclissi solare appena passata. Eventi astronomici largamente noti, da tempo. Nessun cataclisma quindi, a meno che non si voglia sostenere che allineamento = cataclisma, o eclissi = cataclisma. Il che sarebbe arbitrario e contrario a ogni evidenza.

Non è certo la prima volta che si tenta di mettere in relazione fenomeni astronomici, quali eclissi e allineamenti planetari o satellitari, con fenomeni geologici quali eruzioni e sismi. Questa ipotetica relazione, lo ribadiamo dati alla mano, non trova il benché minimo riscontro scientifico né empirico. Anche su questo punto torneremo più avanti.

Qualcuno ha fatto notare che l’eclissi del 20 maggio si è verificata sullo Zenith della piramide di Chichén Itzá (detta El Castillo) eretta in onore di Kukulkan, una divinità venerata dal popolo mesoamericano (nota anche col nome di Gukumatz o Quetzalcoatl), del quale gli stessi Maya attendevano il ritorno. Alcuni studiosi dei Maya hanno sostenuto che la data di questo ritorno doveva essere proprio il 20 maggio.

Ammesso che si possa credere a Quetzalcoatl come divinità, e ad un suo ritorno sulla Terra, negli anni sono state molte le date proposte per il possibile “rimpatrio” del “Serpente Piumato”. Montezuma, imperatore azteco, nel 1519 vide nella persona del conquistatore Hernán Cortés il ritorno di Quetzalcoatl. A parte ciò, l’eclissi del 20 maggio non può in ogni caso essersi verificata sullo Zenith de “El Castillo”. Qui in Italia l’eclissi massima si è avuta attorno alle ore 13. Questo significa che nello Yucatan il sole tramontava (se non era già tramontato), e non poteva certo essere allo Zenith della piramide. Il che non avrebbe comunque avuto particolari significati. In realtà è al calare e al sorgere del sole, e non allo Zenith, che gli angoli della piramide proiettano un'ombra a forma di serpente piumato, Kukulkan appunto, lungo la scalinata nord. Ma ciò accade solamente agli equinozi di primavera e d'autunno, giammai al 20 di maggio.

A proposito di distanze geografiche e fusi orari, val la pena anche precisare che tra il terremoto e il cerchio nel grano di Bertinoro da un lato, e l’eclissi dall’altro, può intercorrere circa una intera giornata, pertanto è inesatto parlare di contemporaneità. Ad esempio a Sydney, l’eclissi ha avuto luogo il 21 maggio alle ore 11:30. Non conosciamo invece i dati esatti sull’orario di allineamento di Terra Sole e Pleiadi, ma è probabile che anche qui la “contemporaneità” con l’eclissi (durata alcuni minuti) sia del tutto indicativa.

Sgombrato dunque il campo dall’equivoco Maya, veniamo a Nostradamus. Ebbene neppure Michel de Notre-Dame predisse nulla riguardo il 20 maggio. Per identificare gli scritti del profeta francese si utilizzano le centurie e le quartine. Incriminata, in questo caso, è la quartina 83, nona centuria:

“Il Sole dentro i venti gradi del Toro così forte la terra trema,
Il grande teatro riempito crollerà,
L’aria, Cielo e terra, oscurati e turbati,
Quando l’infedele Dio e i santi invocherà”.


È la stessa quartina utilizzata un anno fa per paventare che l’11 maggio del 2011 un terremoto con epicentro sotto il Colosseo avrebbe raso al suolo Roma. Si, l’11 maggio, non il 20. Il Sole è infatti a “venti gradi nel Toro” il giorno 11 maggio di ogni anno, e non il giorno 20 del solo 2012.

Come spiegare dunque il terremoto del 20 maggio? È mai possibile che sia una coincidenza?

In effetti no, non lo è. Nel mondo si verificano scosse di terremoto ogni giorno, e il 20 maggio non ha fatto eccezione.

Qualcuno dirà: d’accordo, ma non terremoti così forti. Allora rettifichiamo e integriamo la precedente affermazione: nel mondo si verifica mediamente ogni giorno almeno una scossa molto forte di terremoto (cioè superiore a magnitudo 5,5 della scala Richter, come quella del 20 maggio), più decine di scosse di media e leggera entità.
È superfluo precisare che questi dati non li inventiamo noi, essendo invece dati scientifici acquisiti e irrefutabili, disponibili a chiunque voglia averne conto.

Come spiegare allora il cerchio nel grano di Bertinoro, avvenuto contemporaneamente al sisma, e a pochi km di distanza? Anche questo è un caso?

Premesso che 150 km non sono esattamente pochi, e che la contemporaneità col sisma è solo presunta (il pittogramma è stato rinvenuto all’alba del 21 maggio, ma non è certo l’orario in cui è stato realizzato), si tratta stavolta di coincidenze. Si, almeno fino a prova contraria. “Prova contraria” che, illuminati “spiriti liberi”, per loro fortuna non offuscati dal germe del “cover-up”, hanno provato a fornire. Seguiamo allora il loro ragionamento. Prendiamo ad esempio un articolo (apparso sotto la voce “Scientific theories”!) apparso sul sito “cropcircleconnector” (il più famoso sito al mondo che si occupa nello specifico di cerchi nel grano) intitolato: “Modern crop pictures and earthquakes: new evidence for a possible relation”. Per cominciare si sostiene che possa esserci un legame geografico tra il terremoto e il crop circle, poiché essi sono distanziati soltanto da 100 km, e uniti da una ipotetica linea retta che punta approssimativamente a Nord-Ovest.

 eartquake
Immmagine: www.cropcircleconnector.com/inter2012/italy/Bracciano2012c.html


Ricordiamoci però che, presi due punti qualsiasi, unendoli si ottiene un retta. Ricordiamoci poi che una retta che “punta” a Nord-Ovest (per la precisione “approssimativamente” a Nord-Ovest), all’estremità opposta punterà evidentemente (e approssimativamente) a Sud-Est. Ricordiamoci infine che una distanza di 100 km (che per la verità sono qualcuno in più) non è propriamente irrisoria se si vuole accomunare geograficamente i due eventi.

Riguardo questa nostra ultima obiezione troviamo però risposta alcune righe sotto, dove si legge che il crop circle non è stato impresso troppo vicino all’epicentro del terremoto perché si sarebbe preferita una località vicina sì al terremoto ma anche vicina alla residenza di molti ricercatori. Infatti Bertinoro è a circa 10 km da casa di alcuni ricercatori, che così hanno potuto facilmente investigare il fenomeno.

Fermo restando che questa osservazione si commenta da sola, diciamo soltanto che chi scrive non è a conoscenza della dislocazione dei ricercatori italiani, perché ne troverebbe molti di più, e di molto validi, in numerosissime altre località, anche più vicine all’epicentro (Parma, tanto per dire una). Queste prime argomentazioni ci fanno fortemente temere che – anche stavolta – siamo di fronte a un insieme di illazioni scagliate forsennatamente una dietro l’altra tanto per gettare carne al fuoco. Purtroppo non ci sbagliamo, dal momento che la successiva “evidenza” vuol convincerci che il crop circle di Bertinoro avrebbe suggerito perfino la profondità del terremoto: la collina su cui il pittogramma è stato impresso è approssimativamente dirimpettaia (a 100 km di distanza) dell’epicentro del terremoto, ed è degradante verso il basso, come ad indicare il sottosuolo. Se assumiamo una distanza orizzontale di 100 km tra il glifo e l’epicentro, e consideriamo che l’epicentro è avvenuto tra i 5 e i 10 km di profondità, notiamo che una ipotetica linea retta degradante verso il basso raggiungerebbe l’epicentro se avesse un angolo tra i 3 e i 6 gradi di pendenza. La collina ha una pendenza di circa 10 gradi verso il basso, valore non molto distante.

 eartquake
Immmagine: www.cropcircleconnector.com/inter2012/italy/Bracciano2012c.html


Orbene, qualsiasi punto unito ad un altro punto da un retta sarebbe “dirimpettaio” del primo. Essendo il disegno del crop circle una spirale, non ha nemmen senso attribuirgli forzatamente un a direzione obbligata, e lo stesso dicasi per la pendenza della collina (che potrebbe essere inclinata verso l’alto anziché verso il basso, se osservata da sotto). È comunque del tutto evidente che 3, 6 o 10 gradi di pendenza, in distanze nell’ordine di 100 km, danno luogo a profondità estremamente diverse. Ma onestamente non val la pena neppure di sviscerare calcoli esatti, dal momento che siamo di fronte a palesi approssimazioni sensazionalistiche.

L’autore di questo articolo non manca poi di far notare che c’è una corrispondenza numerica tra il glifo di Bertinoro e il 128° ciclo di Saros.

Cos’è? Diremo semplicemente che esiste una periodicità nelle posizioni che reciprocamente assumono tra loro la Terra, il Sole e la Luna, i quali ogni circa 18 anni vengono a trovarsi nella stessa posizione (da cui una conseguente ciclicità delle eclissi). Questo è però il “periodo Saros”, che tiene conto solamente della posizione geometrica dei pianeti, e non delle angolazioni e rotazioni. Per tener conto anche di queste ultime si parla appunto di “ciclo di Saros”. Per farla semplice, l’eclissi del 20 maggio appartiene al 128° Saros, il quale conta 73 eventi.

 eartquake
Immmagine: www.cropcircleconnector.com/inter2012/italy/Bracciano2012e.html


Invece nel pittogramma di Bertinoro gli eventi, o elementi, o frazioni della sezione circolare (quelli che – per intenderci – somigliano ai gradini di una ipotetica scala a chiocciola) sono 71 (addirittura 69 secondo il conteggio svolto da G. Marchi la mattina del 22 maggio). I conti non tornano.

Ecco dunque l’escamotage: il 128° ciclo conta 71 eclissi maggiori e 2 minori, e nel crop circle di Bertinoro ci sono 71 sezioni e 2 “tuft” (cespugli) all’interno del cerchio centrale: 71+2 fa 73.

Noi però di “tuft” ne abbiamo contati almeno tre, più alcune spighe erette. Evidenza confermata dal “field report” pubblicato sullo stesso “cropcircleconnector”: “The centre of the formation contains three tufts of standing crop…”. I conti continuano a non tornare. Dove saranno andati?

Sempre in questo articolo si fa poi notare come i tre cerchi nel grano apparsi in Italia fino al 20 maggio, se uniti da ipotetiche linee rette, formano “approssimativamente” (di nuovo approssimazioni!) un triangolo rettangolo. Ma inutile inseguire questo argomento, dal momento che i cerchi apparsi in Italia nel 2012, fino al 20 maggio, non sono tre bensì quattro: hanno dimenticato quello di Figline Valdarno del 16 maggio. Che, guarda caso, per la sua collocazione geografica non aiuta a postulare alcun mistero geometrico.

La conclusione, per l’articolista di turno, è semplice: il cerchio nel grano ci diceva dove si sarebbe verificato il terremoto, a che profondità e quando, ed è plausibile che ci sia un nesso tra il pittogramma stesso, il terremoto e l’eclissi di Sole.

Anche per noi la conclusione è semplice: questi argomenti ci dicono dove si verificano le mistificazioni e quando, quanto sono profonde, e perfino come e ad opera di chi.

I terremoti purtroppo non li possiamo evitare, i mistificatori per fortuna sì…

Veniamo brevemente al 5 Giugno, che avevamo lasciato in sospeso. Venere in queste ore, mentre vi scriviamo, si sta allineando alla Terra, interponendosi in linea retta tra noi e il Sole.

allineamento Venere
Immmagine: osservatorioapocalitico.it


Ora, a detta di Maria Longhena, archeologa esperta di culture mesoamericane, entro le prossime 6 ore (l’allineamento di Venere terminerà attorno alle 6 del mattino del 21 giugno 2012, ora italiana) il mondo potrebbe conoscere la sua fine.

Infatti Venere, per i Maya, è associata a eventi nefasti, come guerre, cataclismi, alluvioni. La fine del ciclo del c.d. «conto lungo» calendariale maya, è prevista come quella del ciclo precedente rappresentato - nel Codice di Dresda - con un diluvio universale. Questa ipotesi, trova conforto presso l’astrofisico Jesus Galindo Trejo, che ha studiato i dipinti parietali nella «Sala degli Affreschi» a Mayapan, ed è giunto alla stessa conclusione della Longhena: i 13 Baktun del «Conto lungo» si compiranno al prossimo transito di Venere sul Sole, il 5 giugno 2012. In questo giorno, secondo le scritture incise su una grande stele di pietra a Tortuguero, assisteremo a “la discesa dal cielo di un essere soprannaturale, il quale porterà…” …porterà? A questo punto, come una reclame lanciata un secondo prima del climax, l’incisione diviene illeggibile. Confortiamoci col fatto che non ci resta che attendere qualche ora.

Nel frattempo ci piace ricordare che – per quanto ne sappiamo – il Codice Dresda non dice nulla di preciso riguardo ciò che avverrebbe alla fine del “Lungo Computo”. A dirlo è semmai Trejo, sulla base della sua interpretazione di alcune incisioni in cui la parte decisiva è illeggibile. Invece Venere, per i Maya, era semplicemente il dio della guerra, o comunque era associata ad una divinità guerriera. Era considerata molto importante, al punto che ne studiarono a lungo le orbite e che fu sviluppato un calendario religioso basato in parte sui suoi movimenti e sulle sue fasi, per valutare il tempo propizio per eventi quali incoronazioni o appunto guerre (che venivano cominciate quando Venere tornava visibile nel cielo).

Il resto a noi paiono speculazioni di bassa lega.

Che altro dire, sono le ore 1:45 della fatidica notte tra il 5 e il 6 giugno 2012, e siamo ancora vivi.

Se state leggendo questo articolo, significa che il 5 maggio è ormai alle spalle, e anche voi siete ancora vivi.

Contiamo di farvi leggere il prossimo, di questo tenore, il giorno 22 dicembre, allorché non mancheremo di farvi gli auguri di un sereno Natale.



Articolo di Leonardo Dragoni,
direttore del sito www.cropfiles.it e autore del libro “La verità sui cerchi nel grano. Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile. (Alvorada 2011).
Ulteriori articoli di approfondimento disponibili nella apposita sezione del sito.

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