HOMEPAGE ARCHIVIO DOCUMENTI ARTICOLI BIBLIO NEWS LINKS ALTRI MISTERI INTERVISTE CHI SIAMO FORUM FEEDBACK


il database sui cerchi nel grano
Cerchi nel grano - Crop circles

versione in PDF - click qui

IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN… STOVE.




A quando risalgono I primi crop circles? La maggior parte degli esperti di questo fenomeno, risponderebbe – secondo i casi – che l’origine del fenomeno può essere datata attorno alla fine degli anni Settanta, per poi divenire un fenomeno di massa negli anni Ottanta. Probabilmente ci sono dei precedenti poco noti, negli anni Sessanta.

Certo non mancano studiosi e ricercatori che hanno tentato di avvalorare l’ipotesi che i crop circles risalgano a tempi di gran lunga antecedenti (si pensi al “Mutus Liber”, al “The Mowing Devil”, alle dichiarazioni che Rand Capron fece a “Nature”, o alla pittura rupestre a Newgrange in Irlanda). Senza voler entrare nel merito della discussione relativa alla esatta datazione dei pittogrammi, limitiamoci ad osservare che queste ultime interpretazioni soffrono di pezze d’appoggio claudicanti, di scarsezza di riscontri empirici, di indeterminatezza o impossibilità dimostrativa ecc. In una parola sono tutt’altro che acclarate, ed anzi si tende a considerarle non verosimili. La datazione ufficiale rimane pertanto agli anni Settanta del Novecento.

Ecco perché la notizia del ritrovamento di un quadro datato 1913, e raffigurante un crop circle, ha suscitato scalpore.



immagine del quadroimmagine del quadro


Come si evince dall’immagine sopra, non c’è dubbio: raffigura un cerchio nel grano. Non c’è dubbio: è firmato “Stove”, e l’anno indicato è il 1913.

I dubbi sono semmai altri: chi è Stove? Si tratta di un quadro autentico? E’ davvero del 1913? Dove si trova questo quadro? Da dove salta fuori?

Ecco allora che compare un certo signor Tucker Darby. Questi avrebbe trovato il quadro durante le vacanze natalizie del 2005, in una soffitta a casa dei genitori, a Newton, in Iowa. Da allora Egli si sarebbe dedicato, in modo ossessivo, a scoprire chi fosse l’autore di questo quadro.

Così ha iniziato a chiedere in giro, ha aperto un blog (www.whoisbenjaminstove.com) ed un forum, per chiedere aiuto in questo suo proposito. Ha anche investigato in prima persona, ed avrebbe scoperto delle cose su Stove. A quanto sembra dalle indagini svolte dal sig. Tucker Darby (tutte incentrate su Stove e ben poco sul quadro) sarebbe emerso che il sig. Stove era anch’egli di Newton (Iowa), nato nel Marzo 1958, cresciuto dai nonni (i genitori erano morti in circostanze poco chiare quando lui era piccolo), ed aveva (o ha) una sorella minore di nome Elisabetta. Benjamin Stove si era diplomato nel 1976, e nel 1988 – anno in cui la fattoria venne verosimilmente chiusa – avrebbe abbandonato la famiglia, e fatto scomparire ogni traccia di se. Tucker, parlando con gente del posto ed ex compagni di scuola, avrebbe raccolto delle testimonianze su Stove. Molti – dice – lo ritenevano pazzo, o strano, e lui stesso diceva di parlare con gli spiriti, gli alieni, con esseri di altre dimensioni. La moglie probabilmente si chiama Vera (questo spiega anche il perché la firma sul quadro sia “V. Stove” ? ). Anche i genitori di Darby, la madre soprattutto, sembra che conoscessero il signor Benjamin Stove. Forse allora il quadro fu consegnato da Stove alla signora Darby? Non è chiaro. Sembrerebbe infatti che nel 1988, quando la fattoria di Benjamin Stove venne chiusa e venduta, e con essa ciò che c’era dentro, questo quadro fosse stato acquistato prima da un privato presso Jasper County, salvo poi comparire anni dopo nella soffitta dei genitori del sig. Tucker Darby. Queste notizie le abbiamo apprese cercando di mettere insieme alcune informazioni inviateci da Andreas Muller e David Kingston, da una lettera ricevuta da quest’ultimo e inviata da Jeff Wilson, e soprattutto dal blog di Tucker Darby stesso.

Comunque al quadro sarebbe allegato un documento cartaceo, una lettera, di un certo “Dottor Martinez”.

la lettera di Martinez

Dalla lettera si evince che il Dr. Martinez stava svolgendo delle ricerche su un qualche evento, e ringrazia gli Stove per aver lasciato fotografare il quadro e per l’ospitalità. Ecco cosa dice testualmente la lettera:

Cari Mr. & Mrs. Stove, grazie per avermi permesso di prendere in prestito il tuo dipinto per poterlo fotografare. Per quanto io possa desiderare ci fosse stato l'uso di fotografie dell'evento reale, avere la vostra testimonianza oculare è di grande aiuto alla mia ricerca. La vostra ospitalità è molto apprezzata, da uno così lontano da casa. Firmato: dottor Martinez.
PS Informate vostro nipote Benjamin che sarei felice di scrivermi con lui, sembra un ragazzo brillante.


Ma chi è questo Dott. Martinez? Su cosa stava investigando esattamente e perchè? A quale “actual event” si riferisce? La lettera è autentica? Gli Stove sono stati testimoni oculari di un evento di crop circling? È plausibile che Martinez stesse investigando proprio su questo?

Tutti questi interrogativi hanno appassionato i milioni di visitatori del sito e del forum del sig. Darby. Una sorta di “chi l’ha visto?” on-line, divenuto per qualche mese più famoso del suddetto programma televisivo.

Nell’aprile del 2006 la storia sarebbe stata svelata. Vediamo di cosa si è realmente trattato.

Questa storia è sembra molto sospetta fin dall’inizio. Innanzi tutto Tucker Darby sembra essere assai più interessato a scoprire chi sia il signor Stove che non a scoprire l’autenticità o meno del quadro. A quanto sappiamo Jeff Wilson ha contattato più volte Darby, offrendogli anche la possibilità di pagare gli esami scientifici del caso sul quadro e sulla lettera. Darby non avrebbe mai fatto seguire alcuna risposta. Molti, nel suo forum, lo hanno invitato a fare accertamenti scientifici, e lui ha sempre risposto di non avere i soldi necessari (al contempo però non accettava i soldi di Jeff Wilson). Avrebbe invece portato a far vedere il quadro ad un illustre professore di storia dell’arte, che gli avrebbe confermato ciò che ci si aspettava venisse confermato per gettare benzina sul fuoco di questa storia. Il presunto autorevole storico dell’arte, ovviamente, resta nel totale anonimato.

Roberto Malini, di ufoitalia.net, pur senza essere un autorevole storico dell’arte, ha notato che “Il dipinto firmato Stove, di cattiva qualità artistica, non sembra presentare patina né polvere. La grafia della firma (anch'essa senza tracce di sporco) e quella della lettera non seguono alcuna norma calligrafica del primo Novecento. La stesura del colore fa pensare a una tempera, forse acrilica. Analizzare per grandi linee un dipinto presso un antiquario o un museo non costa nulla: non si capisce (anzi, si capisce benissimo) la reticenza del proprietario. Sono pronto a giurare che opera e lettera sono state eseguite fra il 2003 e il 2005”. Inoltre – aggiunge – “La formazione si estende su un terreno pianeggiante e il recinto mostra come il punto di osservazione sia in pianura (altrimenti la recinzione dovrebbe trovarsi in cima a uno strapiombo verticale). Da quel punto non sarebbe possibile osservare così dettagliatamente il crop circle. Non solo recentissimo, dunque, ma di pura fantasia”. [fonte: corrispondenza con Cropfiles.it]. Questo dunque dovrebbe definitivamente escludere almeno l’ipotesi che il pittore stesse dipingendo il quadro mentre osservava il pittogramma.

Ancora più sospetto è il fatto che la notizia emerga da un blog creato appositamente in rete. La cosa somiglia molto ad una trovata pubblicitaria. Il Cicap (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) si è giustamente premurato di fare un semplice “whois” su questo dominio, ed è emerso che il sito era stato creato il 22 dicembre 2005. Nell’homepage del sito Tucker Darby scriveva il 5 Gennaio: “durante le vacanze [natalizie – ndr] ho ritrovato questo quadro a casa dei miei”. Se così fosse, e ammettendo che le vacanze inizino prima del 22, avrebbe dovuto creare un sito in poche ore. Tra l’altro un sito molto ben fatto, quasi professionale. Suona quantomeno strano che, ingolosito da una scoperta occasionale, il signor Darby non trovi di meglio da fare che costruire con incredibile velocità e maestria un sito web intitolato “chi è Benjamin Stove”. Infatti dal “whois” del dominio risultava anche che quest’ultimo era di proprietà della GMD Studios. Una società specializzata in operazioni di marketing via web. La GMD è anche membro della “Viral & Buzz Marketing Association”, cioè un gruppo internazionale per l’uso di tecniche virali orientate al marketing.
Appariva chiaro che si trattava di una manovra commerciale per pubblicizzare qualcosa, o di un nuovo ARG (Alternate Reality Gaming). Si tratta di un gioco virtuale in cui la storia deve trovarsi a metà tra il mondo reale e quello immaginario. In cui c’è una vicenda falsa o preconfezionata, che entra nel mondo reale attraverso siti web, e-mail, telefonate, lettere, giornali, foto, ecc. Poi ci sono i giocatori, persone reali di una o più comunità che operano per ricostruire il puzzle e risolvere l’enigma. Che non può essere risolto, perché la vicenda è artefatta, e i nomi delle persone coinvolte sono immaginari, mentre quelli delle persone REALMENTE coinvolte, sono segreti.

Oppure no?

Mary Challender, Register Staff Writer del “The Des Moines Register”, ha scoperto che al reparto della polizia di Newton non hanno mai sentito parlare di Benjamin Stove; che il nome di Tucker Darby non è nei registri della High School di Newton (la scuola che nella storia era stata frequentata sia da Stove che Tucker); che l’unica persona che a Newton sembra conoscere sia Tucker che gli Stove è Holly Youngquist, il bibliotecario alla biblioteca pubblica. Però, a Tampa (città originaria di Darby secondo la storia) non risulta esistere nessun Tucker Darby.

Darby e Stove sono probabilmente due nomi di fantasia, mutuati da persone reali che però non hanno a che fare con questa faccenda (ad esempio un T. Darby risulta a Rosswell). Per scoprire la verità non resta che rivolgersi alla GMD Studios. Il suo direttore generale è Brian Clark, che - con la sua società – non è nuovo allo sviluppo di alternate reality games. L’ "Art of the Heist," (per la Audi) fu ideato proprio da Clark, ed ha incluso il reale furto di un'automobile a New York. Clark, sulle prime, negò tutto (negare è una delle regole-base per il successo di un Alternate Reality Game).

La verità venne dichiarata poi dai promotori stessi di questo “gioco”, ponendovi fine dopo averlo fatto evolvere nelle direzioni da loro volute. Si trattava appunto di un alternate reality game sviluppato per la General Motors. L’obiettivo era supportare la loro campagna pubblicitaria chiamata “Live Green Go Yellow”, e il concetto fu sviluppato guardando a forme di pubblicità non convenzionali. Si voleva creare una campagna basata sulla teoria della cospirazione, che coinvolgesse l’etanolo, la General Motors (introdotta nelle fasi finali della storia come un pezzo del puzzle, senza svelare che ne era la promotrice) e i cerchi nel grano. Il modo migliore per riuscire in questo era creare discussioni online, che avrebbero accreditato l’operazione. E il modo migliore per riuscire a creare queste discussioni online era sviluppare un sofisticato alternate reality game. I risultati furono infatti eccezionali. Oltre 380,000 visitatori del sito, quasi 2 milioni di pagine viste, quasi 9000 discussioni nel forum.

David Eriksson, direttore creativo della North Kingdom, dichiarò che lo scopo della campagna era stato reso convincente dalle attività online e offline, e che questa forma di pubblicità integrata era il modo migliore per ottenere impatto sul pubblico. L’unica preoccupazione – aggiungeva – è che la connessione con il prodotto reale avrebbe potuto essere più chiara.

Vero. Il prodotto reale, comunque, era l’etanolo combustibile rinnovabile, utilizzato su veicoli prodotti dalla General Motors.

Caso chiuso. E ora… pubblicità!


Note per l’utente: tutte le immagini, fotografie, disegni, articoli o citazioni, sono di proprietà esclusiva dell’autore o del sito citato. L’utilizzo di tale materiale è dunque subordinato all’esplicito consenso del medesimo, in mancanza del quale è fatto divieto di diffondere il suddetto materiale.
Note per gli autori: abbiamo cercato di contattare direttamente tutte le fonti dalla quali abbiamo reperito foto, immagini, disegni, citazioni ecc riportati in questo articolo. Tuttavia per ragioni non dipendenti dalla nostra volontà, in alcuni (rari) casi non è stato possibile rintracciare i legittimi proprietari. Qualora dunque nella presente pubblicazione fossero presenti immagini o altro di vostra proprietà e vogliate che siano immediatamente rimossi, sarà sufficiente comunicarlo via e-mail e provvederemo immediatamente


L' utilizzo di questo testo è vietato senza esplicito consenso scritto da parte di Cropfiles.it

logo cropfiles
htpp://www.cropfiles.it