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Nel 2003 sembra che in Italia il fenomeno “cerchi nel grano” abbia una netta impennata: è la metà di Giugno quando un pilota di Melara, Gino Bianch, avvista e fotografa un cerchio nel grano (crop circle) in località “Le Glorie” di Corregioli. Si tratta di un grande cerchio di 20 metri di diametro, con vegetazione appiattita in senso orario, e tre cerchi satellite più piccoli e schiacciati in senso antiorario. Al centro di ogni cerchio risultava un’area di pochi centimetri non appiattita. Un articolo appare anche sulla stampa locale (Il Gazzettino). Leggiamo Tra i campi che separano Melara dalla cittadina mantovana di Ostiglia, a due passi dal santuario mariano della Comuna, sono apparse 4 grandi impronte circolari, quelli che gli inglesi chiamano "Crop circle". L'immaginario collettivo è servito, tanto che il campo è stato subito preso d'assalto dai curiosi. Le stesse impronte sono apparse in provincia di Latina. A Melara, in località le glorie, la scoperta è stata fatta da Gino Bianchi, pilota di un Cessna dell'aeroclub di Legnago. Scherzo di un sapiente gruppo di burloni? In ogni caso l'effetto è assicurato. «Sono l'esempio meglio riuscito in Italia - spiega Marco Morocutti del Cicap, il comitato italiano per il controllo del paranormale - si tratta della prima forma corretta e regolare, che ricalca quelle apparse in Inghilterra alcuni anni fa». Sulla natura delle forme l'esperto è lapidario: «Si tratta di forme di origine artificiale. Niente di imputabile a cause naturali». Insomma, dietro ai cerchi c'è la mano dell'uomo. Le caratteristiche delle figure impresse nel campo di grano non lasciano pensare che possa trattarsi di un fenomeno di allettamento, cioè il piegamento delle spighe dovuto al vento, né che possano essere state create dal movimento o dal gioco di qualche animale. «Lo si può escludere solo pensando alle dimensioni e alla regolarità dei cerchi - sottolinea Morocutti -. Il cerchio maggiore, infatti presenta un diametro di oltre venti metri e i tre piccoli erano equidistanti. Del resto, si possono realizzare piantando un picchetto, anche di piccole dimensioni, a cui si lega una corda. Girando intorno si schiacciano le spighe, pian piano si allunga la corsa, si cancellano le impronte e il gioco è fatto. Poi basta spostarsi sui solchi già presenti sul campo senza lasciare traccia del proprio passaggio».Il 15 giugno esce anche un articolo di Davide Oldazzi sulla Gazzetta di Mantova, intitolato “Crop circle in Veneto”. Lo riportiamo. Una serie d'impronte circolari, con un disegno simile a quelli noti in Inghilterra come «crop circle» ritenuti dagli ufologi probabile opera d'alieni, è stato scoperto in un campo di grano in località le Glorie di Santo Stefano, tra Correggioli e Melara (Ro). Il fenomeno è stato fotografato da un pilota d'aereo da turismo, Gino Bianchi di Melara. «Domenica pomeriggio stavo facendo un giro a bordo di un Cessna dell'aeroclub di Legnago con mio figlio Francesco» spiega Bianchi, 53enne tecnico di una ditta di giostre. «Di ritorno da Ostiglia, attorno alle 18.30, siamo passati per Santo Stefano, per salutare mia sorella. In un campo di grano abbiamo visto quello strano disegno: impronte di un grande cerchio e di tre piccoli. Incuriosito» continua «ho fatto 3 o 4 sorvoli: ho capito subito che si trattava di quei disegni misteriosi che gli inglesi chiamano crop circle. Sono ritornato all'aeroclub e ho raccontato l'esperienza ai colleghi che sui trovavano in quel momento alla pista. Il giorno dopo sono andato sul posto, a terra per cercare di capire, questa volta accompagnato da un amico, un ex ufficiale della Guardia di Finanza». Il campo, secondo la descrizione di Bianchi, non presentava tracce di calpestio nelle immediate vicinanze. Né ruotate che potessero far indicare l'uso di veicoli. Le uniche tracce di pneumatici presenti erano quelle dei mezzi agricoli che hanno eseguito le consuete pratiche, lasciando tracce del loro passaggio. «Il cerchio più grande misurava oltre venti metri di diametro» spiega il pilota «e quattro i tre più piccoli. La cosa stupefacente è che le spighe non sono tagliate, ma semplicemente coricate in senso orario ed in un cerchio piccolo antiorario. Sembrano piegate una ad una, in modo perfetto. Sinceramente non so cosa pensare. Ma stento a credere che possa trattarsi d'opera umana. Per me resta un mistero». Il campo, che ieri è stato trebbiato, non presentava segni di bruciature, mentre al centro di ciascuno dei quattro cerchi si trovava una piccola zona scoperta. «Un'area di pochi centimetri» dice Bianchi «ma con il terreno intatto. Lì non sono stati piantati pali od altro». Il disegno sarebbe apparso nell'arco di una notte, fra sabato e domenica. Nei giorni seguenti è stato meta di curiosi che hanno voluto verificare il fenomeno.Anche “Il Resto del Carlino”, il 17 giugno, si occupa di questo evento,con un articolo di Nicola Teston intitolato “CROP CIRCLE' NEL CAMPO DI FRUMENTO: IL VENTO, UNO SCHERZO O QUALCOS'ALTRO?” La scoperta di quattro misteriosi cerchi in un campo di frumento presso la località melarese 'Le Glorie' in via S. Stefano ha attirato non poco l'attenzione di un folto gruppo di curiosi che per tutta la giornata di ieri si è recato sul luogo dell'insolito fenomeno. Anche se il campo è stato trebbiato nei giorni scorsi, le tracce dei quattro 'crop circle' sono ancora perfettamente visibili: la mietitrebbiatrice, infatti, non è riuscita a raggiungere gran parte delle spighe che sono state dolcemente coricate al suolo, una accanto all'altra, con movimento rotatorio nella stessa direzione e senza essere spezzate. Non solo il cerchio più grande con un diametro di 20 metri esatti, ma anche i 3 più piccoli di 4 m. sono tuttora osservabili nonostante il continuo calpestio dei visitatori. Sul posto si sono già recate le forze dell'ordine. Il 70enne Mario Guernieri, proprietario del terreno agricolo in cui sono apparse le impronte circolari, è ancora stupefatto: «Ho saputo dello strano fenomeno tre giorni fa, quando il conducente della mietitrebbiatrice mi ha contattato telefonicamente per informarmi dell'accaduto ed appena ho visto di cosa si trattava ho subito pensato agli effetti del vento, poi ad uno scherzo da parte di qualche ragazzo col motorino o all'atterraggio di un elicottero. Ma quando mi sono chinato ho rilevato che i chicchi avevano raggiunto la piena maturazione come tutte le altre spighe non sdraiate». Il 53enne di Bergantino Gino Bianchi, pilota dell'aeroclub di Legnago, sapeva delle forme geometriche melaresi già da una settimana, quando a bordo del suo Cessna, le fotografò assieme al figlio Francesco. Anche lui è senza parole. La maggior parte dell'opinione pubblica melarese propende per l'ipotesi dello scherzo ben riuscito ad opera di qualche buontempone. C'è anche chi fa leva sulla mancanza di indizi significativi per motivare il sorvolo in piena notte di veloci e luminosi corpi volanti non convenzionali e ritiene che, forse, quello alle 'Glorie' non è l'unico crop circle nell'arco di qualche chilometro. E La Gazzetta di Mantova torna sul caso sempre il 17 Giugno, con un articolo di Francesco Romani e l’intervista al Cicap nella persona di Morocutti. Le quattro impronte circolari fotografate da un pilota di aereo da turismo tra Corregioli e Melara? Sono l'esempio meglio riuscito in Italia di quelli che gli inglesi chiamano "crop circle", letteralmente cerchi nel grano. Parola di Marco Morocutti del Cicap, il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale. «Si tratta della prima forma completa e regolare - spiega l'esperto - mai apparsa in Italia. Il disegno, nella sua semplicità ma nella ottima qualità della fattezza, ricalca le prime geometrie che sono iniziate ad apparire in Inghilterra una ventina di anni fa, quando il fenomeno iniziò a diffondersi. Oltremanica poi le fattezze dei disegni sono andate sempre evolvendosi verso una maggiore qualità. Ma nella nostra penisola non ci sono precedenti di crop circle così ampi e dalla forma così ben definita come quelli di Ostiglia». Sulla natura delle impronte "apparse" nel campo di grano in località le Glorie di Santo Stefano, Morocutti è lapidario: «Si tratta di forme di origine artificiale. Niente di imputabile a qualsivoglia causa naturale». Tradotto in altre parole: dietro ai cerchi c'è la mano dell'uomo. Le caratteristiche delle figure impresse sul campo di grano non lasciano pensare che possa trattarsi di un fenomeno di "allettamento" - ossia il piegamento delle spieghe dovuto al vento - né che possano essere state "create" dal movimento o dal gioco di qualche animale. «Lo si può escludere solo pensando alle dimensioni e alla regolarità dei cerchi» sottolinea Morocutti. Quello maggiore, infatti, aveva un diametro di oltre venti metri e i tre piccoli erano tra loro equidistanti. Quella degli animali, assieme a quella affascinante dell'intervento degli ufo, sono due delle ipotesi fatte dai tanti curiosi che fanno un giro in zona per andare a dare un'occhiata alle forme, ignari che sono già scomparse poiché il campo è stato trebbiato poche ore dopo la scoperta fatta dal pilota del Cessna dell'autoclub di Legnago.Ulteriori informazioni sono reperibili nel sito www.usac.it, grazie ad un resoconto di Sebastiano Di Gennaro e Giuseppe Garofano. Leggiamo da qui: I tre cerchi più piccoli, di quattro metri di diametro, sono disposti ai vertici di un ipotetico triangolo isoscele. I due cerchi, rispettivamente rivolti a Nord e a Sud-Ovest, mostrano le spighe piegate in senso orario, mentre quello rivolto a Sud-Est in senso antiorario. Giuseppe Garofalo provò a passare il Metal-detector nei punti centrali dei cerchi, senza nessun risultato, e raccolse dei campioni di terreno, del piumaggio e altro materiale misto, consegnandolo all’equipe tecnico-scientifica dell’USAC. Una volta ricevute le diverse campionature delle spighe e del terreno, ho compiuto personalmente (essendo tra l’altro un chimico professionista prima d’essere ufologo) le opportune analisi. Sul terreno e le spighe non sono state rilevate forme d’elettricità statica né di magnetismo né di radioattività. Nel terreno totale assenza di sferule di ferro e di elementi chimici non comuni. Alcune spighe mostravano ad un'indagine del microscopio binoculare la superficie ricoperta a puntini di una patina nerastra, che, analizzata successivamente, risultava di carbonio microcristallino, sintomo di bruciatura della crusca da parte di una notevole fonte d'energia (probabilmente microonde). Sono da escludere formazioni di muffa o colonie di batteri. Le analisi sono state eseguite con gli strumenti a disposizione del nostro Centro USAC. […] Il fatto che le spighe analizzate non presentino nodi allungati e la maggior parte delle piegature in prossimità degli stessi nodi, dipende dalla spinta maturazione del grano, dall'aridità delle spighe, prive d'acqua e quindi scevre dall'azione di microonde che, agendo sull'acqua, provocano il detto fenomeno della piegatura in prossimità dei nodi e la formazione di cavità d'espulsione al di sopra degli stessi nodi. Inoltre, come fatto notare da Giuseppe Garofalo durante una sua ricerca d'archivio, i quattro cerchi (uno grande di circa 22 metri di diametro e i tre piccoli di 4 metri di diametro) sono una ripetizione, un'appendice di un altro pittogramma apparso nelle campagne inglesi il 17/04/2002, come nella foto. Combinazione? Non credo. Anch'esso mostra i tre cerchi più piccoli disposti in modo asimmetrico intorno al cerchio più grande. […] Non è possibile, però, stabilire le sue dimensioni rispetto al secondo. La forma è identica. Il cerchio di per sé simboleggia la perfezione, ha un’infinità di punti, il punto non occupa spazio. Il tre con i suoi multipli è da sempre il numero divino di perfezione e nella Triade-Trinità ci sono gli elementi base di tutta la creazione. Il numero tre ricorda i tre stati della materia: solido, liquido e gassoso; le tre particelle della materia: protoni, neutroni ed elettroni; le tre forze del cosmo: gravitazionale, elettrodebole e magnetica; la divisione del tempo: passato, presente e futuro; l’uomo: spirito, anima e corpo; le facoltà dell’uomo: intelletto, memoria e psiche; le tre virtù teologali: fede, speranza e carità, ecc. La formazione in ambedue i casi sembra disarmonica. Cosa vuol dire? Le interpretazioni possono essere diverse. L’orientamento sembra molto simile a quello della grande piramide di Giza, verso Nord, con la sua facciata a triangolo isoscele, sembra un messaggio del tipo: siete in disarmonia con tutta la creazione, ritornate ai valori più profondi, alla natura, alla spiritualità… Altra cosa strana è il piumaggio riscontrato su alcuni steli. Evidentemente qualche pennuto stava pranzando con i chicchi di grano quando è stato investito da microonde. Forse avrà fatto in tempo a fuggire non impedendo, però, di perdere delle piume, che sono rimaste attaccate, quasi incollate agli steli. Se le spighe non si presentavano così aride, quindi prive d’acqua all'interno (colpevole anche l'alta temperatura), avremmo potuto osservare degli insetti morti su di loro. […] |