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Il cerchio è stato rinvenuto il 13-14 luglio 2003, ma era stato avvistato nei giorni precedenti, e la sua formazione risale verosimilmente ai primi giorni di Luglio.
Si tratta di un cerchio di circa 26 metri da cui parte un piccolo braccio che lo collega ad un altro cerchio di circa 16 metri che contiene un altro cerchio di circa 8 metri (le spighe piegate sono solo lungo la circonferenza dei 3 cerchi [NdR: zona grigia nel disegno]). Il grano è stato tagliato, sono visibili ancora e solo le spighe piegate. Purtoppo si è saputo del cerchio troppo tardi: molte sono le piante infestanti cresciute sul posto.
Questo è un primo commento al crop di Turbigo, per il quale ringraziamo il Gruppo Camelot. Le informazioni e le immagini che seguono sono state estratte dalla rivista Camelot Chronicles on-line, e ringraziamo Alessandro Luè e tutte le persone citate che sono occupate di questo caso. (http://www.camelotchronicles.com/Altro/turbigo1.htm)
Le prime persone ad accorgersi del cerchio nel grano di Turbigo (MI) pare siano state due signore che, in data 7 luglio 2003, si trovavano a bordo di un aereo in procinto di atterrare all’aeroporto di Malpensa: durante l’avvicinamento alla pista d’atterraggio, le due passeggere hanno notato due cerchi in un campo che stavano sorvolando.
Una volta a terra, le due donne han voluto andare in cerca di ciò che avevano visto dall’alto: nei giorni successivi, quindi, si mettono alla ricerca dello strano disegno chiedendo informazioni alla gente del posto: nessuno, però, è al corrente della strana formazione.
Arriviamo, quindi, intorno al 13 - 14 luglio 2003, giorno in cui un lavoratore agricolo, che presta la sua opera presso la proprietà del signor B., a bordo del suo mezzo era intento al taglio del grano nel campo adiacente alla strada statale di Turbigo: mietendo il grano scopre la misteriosa formazione.
Si tratta di una formazione composta da un cerchio avente un diametro di circa 26 metri, collegato con un “braccio” lungo 9 metri ad un altro cerchio di 16 metri di diametro, con al suo interno un cerchio di 8 metri di diametro.
Personalmente vengo informato della presenza della formazione, grazie alla segnalazione del ricercatore Emiliano Rizzo del Gruppo Camelot, in data 25 luglio 2003. È passato un po’ di tempo dalla scoperta del crop circles, ma visto che il giorno precedente (nota: il 24 luglio 2003) del cerchio nel grano se n’è occupato il settimanale locale “Città Oggi”, decido immediatamente di recarmi sul posto.
Riesco a trovare il campo che, dalle indicazioni fornitemi, dovrebbe essere il campo che ospita la formazione: si vede il grano tagliato ma, ad un primo esame dai bordi del campo, non si nota nulla di particolare.
Decido allora di proseguire sulla strada, chiedendo ai residenti. Trovo una cascina dove un agricoltore, saputo l’oggetto della mia ricerca, mi dice di non saperne nulla, ma spinto da grande curiosità, si offre disponibile ad accompagnarmi con la sua Jeep attraverso i campi della zona.
Giriamo per campi, stradine, etc..., ma del crop circles nessuna traccia.
Poi, passando per il paese, l’agricoltore capisce chi è il proprietario del campo interessato ed, insieme, ci dirigiamo verso l’abitazione dello stesso.
Qui troviamo il signor B., che ci racconta come un suo lavoratore, giorni prima, stava lavorando sul suo campo e lo abbia improvvisamente chiamato: il signor B pensava che lo chiamasse per un guasto al mezzo agricolo, mentre una volta raggiunto il suo lavoratore, hanno trovato le spighe piegate creanti il disegno in questione.
Il signor B, scettico sugli UFO, è sicuro si tratti di uno scherzo ed è un po’ seccato per via del fatto che la formazione sul suo campo gli abbia procurato un danno economico.
Dopo il breve colloquio, e capito dove si trova il campo in questione, lascio i due gentilissimi agricoltori e mi reco verso il campo.
Il campo è praticamente il primo terreno da me visitato: raggiungo questa volta l’interno del campo e qui riesco a notare le spighe piegate a terra e ad avere una prima visuale della formazione. Sottolineo che era impossibile scorgere le spighe piegate dai bordi del campo, in quanto da giorni il grano era stato tagliato e già alcune erbe infestanti erano cresciute sul posto. Unicamente arrivando nelle vicinanze della formazione (situata praticamente all’interno del campo) era possibile notare le spighe piegate a terra: il mezzo agricolo, infatti, non riesce a tagliare le spighe adagiate a terra.
Dopo il mio primo sopralluogo, il giorno successivo (sabato 26 luglio), Eugenio Ballini (Presidente Arup e Membro Gruppo Camelot), Emiliano Rizzo (ricercatore e Membro Gruppo Camelot), Andrea Finessi (Fotografo Professionista) ed il sottoscritto siamo sul posto per un dettagliato sopralluogo.
Durante la nostra indagine, incontriamo un lavoratore di quel terreno agricolo, abbastanza seccato del viavai di curiosi delle ultime ore.
Ci dice di aver trovato la formazione mente stava tagliando il grano. Gentilmente ci lascia condurre il nostro sopralluogo, dicendoci che, quando il grano non era ancora tagliato, la formazione appariva “bella come una cartolina”. Per lui si tratta di qualcosa che si è posato sul terreno.
Sia lui che il signor B. non hanno notato nulla di strano nei giorni della comparsa del crop circles, anche se occorre dire che il campo è lontano dall’abitazione del signor B. Mie impressioni: non posso esprimere giudizi su questo crop circles.
Purtroppo si è saputo troppo tardi della sua presenza e, soprattutto, quando il grano era già stato tagliato.
Anche sul discorso delle spighe piegate penso non si possa dire più di tanto, visto che durante il taglio del grano ci sarà stata comunque una sollecitazione meccanica sulle stesse al passaggio del mezzo agricolo.
Segue una interessante analisi geometrica di Alfonso Rubino
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