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Ne da notizia, il 22 maggio 2005, il quotidiano piemontese “L’eco del Ghisone”, di cui riportiamo l’articolo in versione integrale:
Realizzato da ignoti (ufo o burloni?) nella notte di sabato 21. Misterioso cerchio di grano a Macello. Il campo, in regione Povertà, è a 150 metri dalla strada, vicino all'alta tensione.
MACELLO - Un grande cerchio, perfetto, dal diametro di 20 metri esatti, è spuntato all'improvviso nel bel mezzo di un campo di grano, nella campagna macellese.
Finalmente, dirà qualcuno, si sono fatti vivi anche nel Pinerolese. I misteriosi "cerchi nel grano" sono un classico dell'ufologia. Cronache da mezzo mondo, in particolare Stati Uniti e Gran Bretagna, più volte, hanno riferito, documentato e ironizzato su questo fenomeno.
Quello comparso nella notte tra sabato 21 e domenica 22, al centro di un campo di grano, a pochi metri di distanza da una linea elettrica di alta tensione, di proprietà di Michele Salvai, in regione Povertà a Macello, è altrettanto misterioso e difficile da spiegare.
“Sicuramente sabato pomeriggio il grano era intatto, domenica mattina, per puro caso, mentre stavo allargando il fieno nel prato confinante, ho notato questo grosso cerchio, formato dal grano schiacciato, in senso rotatorio - spiega il proprietario -. Né noi, né i vicini di casa, sabato notte, abbiamo visto o notato movimenti strani o sentito rumori particolari”.
Si è fatto un'idea di cosa possa aver creato quel cerchio? «Assolutamente no, nella notte, non c'è stato temporale, non c'era neanche vento, il grano, tolto il cerchio, è perfetto, nessun segno di passaggio a piedi o con mezzi». Michele Salvai, non si avventura oltre. Il mistero del cerchio però rimane.
Che sia frutto di un faticoso scherzo di qualche buontempone del sabato sera, suggestionato magari dagli effetti speciali del film televisivo, trasmesso in settimana, proprio sul tema dei "cerchi nel grano"? “Resta da spiegare come siano riusciti a non lasciare tracce tutto intorno e poi, perché scegliere un campo di grano così fuori mano, visto che è lontano almeno 150 metri dalla strada più vicina (la provinciale Buriasco-Vigone) ed è raggiungibile solo da una stradina di campagna, erbosa, conosciuta appena dai confinanti”.
Se Salvai non fosse andato a lavorare nel campo adiacente, nessuno si sarebbe accorto del cerchio. Una burla che rischiava di non essere mai scoperta dunque. Che senso avrebbe?
Che siano arrivati gli ufo a Macello? Michele Salvai, con una battuta finale, non lo esclude, e commenta «potevano almeno farlo nel prato vicino, così non mi pestavano il grano.
http://www.ecodelchisone.it
Grazie al signor “F.D.”, collaboratore di www.ufoitalia.net, abbiamo anche una foto dall’alto, davvero suggestiva, del crop circle di Macello.

Sempre L’eco del Ghisone torna a parlare di questo crop il primo di Giugno. Segue l’articolo.
Grande interesse e molta curiosità - e non poteva essere diversamente - ha suscitato in tutto il Pinerolese e oltre, la comparsa di un misterioso "cerchio nel grano" in regione Povertà.
Dallo scorso mercoledì, quando si è diffusa la notizia, il via vai di persone è stato incessante. Hanno fatto un sopralluogo anche il sindaco di Macello, Bruno Bonetto, il vigile con la responsabile dell'Ufficio tecnico, i Carabinieri in via ufficiosa, poiché non c'è stata alcuna denuncia ufficiale, e poi tanta gente.
La grande disponibilità e pazienza della famiglia di Michele Salvai, proprietaria del campo di grano dove era comparso, sabato 21 maggio nella notte, il misterioso cerchio (di ben 20 metri di diametro) è stata messa a dura prova.
”Da quando è uscito "L'Eco", mercoledì scorso, c'è stata la fila per vedere il cerchio - racconta Domenica, moglie di Michele Salvai -: in macchina, in bici, in motorino, molti passavano di qui a chiederci, altri vagavano per i prati. Gente del posto, molti anche da lontano.”
Alla fine, per favorire il "pellegrinaggio" e per non trovarsi gente nel cortile ogni momento, i Salvai hanno pensato bene di mettere alcune frecce direzionali per facilitare il percorso verso il campo di grano.
Singolare e curioso, poi, il comportamento di diversi visitatori: alcuni, raggiunto il "cerchio", addirittura si sono coricati sul grano piegato, altri si sono portati via delle spighe, altri ancora delle zone di terreno.
Molto vari e discordi, naturalmente, i pareri e le impressioni raccolte tra le persone che si sono recate sul posto; prevale chiaramente la tesi della burla, dello scherzo organizzato, ma nessuno è riuscito a spiegare come hanno fatto materialmente a farlo, questo cerchio, senza lasciare tracce visibili (forse usando dei trampoli?).
E non sono mancati, tra i visitatori, anche quelli che l'hanno presa molto sul serio, come una signora molto distinta accompagnata dall'autista, che si è fatta indicare il terreno dalla signora Salvai dichiarandosi “molto interessata e tutt'altro che disposta a scherzarci sopra”.
Nessuno apertamente ha avuto il coraggio di dichiarare di credere in un segnale degli "alieni" o di una loro visita, ma più d'uno l'ha pensato. E Michele Salvai, se dovesse mai trovare un altro "cerchio" nel suo grano, probabilmente la scoperta se la terrebbe per sé.
(Fonte: Eco del Ghisone)
Quando ormai il caso sembrava archiviato, il 6 luglio, l’Eco del Ghisone tornava ancora a scrivere di Macello, pubblicando una lettera inviatagli da Giovanna De Liso, che sostiene la autenticità della formazione piemontese. Segue l’articolo.
”Riceviamo e pubblichiamo una lettera. Crop circles scoperti a Macello: «non sono opera di un burlone”.
Da anni si osservano strani cerchi perfetti, di matrice ignota (i cosiddetti "crop circles") con complesse rappresentazioni geometriche, più raramente altri disegni, formati dal piegamento anomalo di spighe di grano, a volte di altre specie erbacee, ben visibili dall'alto. Non mancano nella storia antica (1600) testimonianze con schizzi dei disegni attribuiti allora al "diavolo mietitore".
Da anni studiosa e testimone di fatti "anomali", mi sono recata anche a Macello, dopo richiesta di permesso ai proprietari, nel "crop circle" di diametro maggiore (20 metri) prodottosi il 21 maggio scorso. Le canne erano incastrate tra loro con assetto a "trama ed ordito", avvoltolate a "nido d'uccello", con andamento rotatorio in senso orario. Non v'era effetto "a domino", ossia di coricamento tipico di una pressione esercitata meccanicamente sulle spighe da eventuali burloni. Il proprietario mi ha confermato che la mattina del rinvenimento non v'era segno di passaggio attorno ai "crops". Solo una sottile striscia di quello maggiore presentava un assetto uniforme delle spighe. I valori medi di radioattività naturale e di campo magnetico erano nella norma, con fluttuazioni da considerarsi significative al solo fine della ricerca.
Sono le vistose alterazioni morfologiche del grano nel cerchio che mi fanno dire con certezza che il crop analizzato di Macello non è opera di burloni: l'allungamento creatosi in poche ore notturne delle fibre dei "nodi" (struttura del fusto), le deformazioni torcenti di alcuni fusti, nodi rigonfi e più larghi rispetto alla media, spighe letteralmente scoppiate o strinate, nodi allungati da una media di 2 mm a 8 mm, con allungamento diverso delle fibre rivolte verso il centro rispetto a quelle rivolte verso l'esterno, tanto da creare degli angoli, responsabili delle piegature dei fusti. Più l'angolo è acuto, più il fusto assorbe radiazione ultravioletta: i nodi degli angoli ottusi sono fluorescenti alla luce ultravioletta.
Nessun burlone può in poche ore allungare le fibre di cellulosa dei nodi di una spiga di grano.
Eco del Ghisone del 6 luglio 2005, pubblica una lettera di Giovanna De Liso
A pensare che si tratti di un cerchio autentico è anche la Commissione per l'Indagine sui Fenomeni Fortiani
della Ecospirituality Foundation, che recatasi sul posto ha avuto modo di fare misurazioni, rilevare campionature e effettuare
immagini del sito. Ha potuto anche parlare con il proprietario del campo raccogliendo la sua diretta testimonianza dell'accaduto.
Riportiamo il tutto nella versione in PDF di questo documento, che potte gratuitamente scaricare dall’archivio.
A rispondere alla De Liso – e indirettamente alla Eco Spiritualità Fondation - è il Cicap (Comitato Italiano per il Controllo
delle Affermazioni sul Paranormale, www.cicap.org ) sostenendo una tesi contraria:
”quasi tutti i crop circles comparsi nel corso del 2005 nella nostra regione sono stati ritenuti opera umana.
Fa eccezione il cerchio di Macello, che secondo Giovanna De Liso non sarebbe opera di un burlone. Le prove di quanto afferma sarebbero
tre:
• L'assenza di tracce d'ingresso al campo
Durante l'indagine dell'anno scorso presso il crop circle di Fossano avevamo già dimostrato che è possibile
aggirarsi per un campo di grano senza lasciare alcuna traccia di passaggio: è sufficiente camminare lungo le tramlines - ovvero le tracce
lasciate dalle ruote dei trattori dove non sono cresciute piante. Rimandiamo dunque all'indagine 2004, dove abbiamo pubblicato anche
qualche fotografia dell'esperimento.
• L'intreccio a "nido d'uccello", con andamento rotatorio in senso orario
L'intreccio a nido d'uccello è esattamente quanto si produce con la tecnica dell'asse sotto il piede: la pressione meccanica eseguita
in senso rotatorio non crea l'effetto domino (che invece è osservabile nei tratti rettilinei dei crop circles) ma l'effetto
"nido d'uccello". E' sufficiente una prova pratica per rendersene conto.
• L'allungamento dei nodi delle spighe
Quando si accede all'interno di un crop circle, le spighe coricate che si raccolgono mostrano delle vistose pieghe sui nodi.
Se si prova a piegare manualmente una spiga in un nodo, questa si spezza oppure la spiga si appiattisce senza allungare il nodo.
L'esperienza di ritrovare nodi piegati in quel modo è sorprendente per chi non conosce bene la natura delle spighe e il comportamento
che hanno quando vengono "allettate" da una forza meccanica (quale può essere il vento, la pioggia o l'asse di legno di un circlemaker).
Tre di questi quattro campioni sono stati raccolti all'interno di un campo di grano in cui era transitata un'automobile:
Sulle due tracce lasciate dagli pneumatici, le spighe piegate mostravano caratteristiche diverse. Il campione invece che proveniva
da un punto all'esterno delle due tracce è stato piegato manualmente per mostrare la differenza rispetto alle pieghe "naturali".
Cos'ha provocato l'allungamento dei nodi nei campioni?
Il fenomeno è noto agli agronomi come fototropismo: molti organismi vegetali tendono a dirigersi naturalmente verso gli stimoli luminosi.
Nel caso delle spighe, dopo che una sollecitazione meccanica le ha coricate, queste tendono a rialzarsi facendo forza sui nodi:
Le spighe che riescono ad alzarsi, si trovano poi sollevate rispetto al piano del terreno. Altre si intrecceranno naturalmente fra di loro,
formando degli estetici effetti "canestro". Il tutto senza l'intervento di forze sconosciute.
Il fototropismo non è l'unica causa dell'allungamento dei nodi: esistono anche ragioni patologiche legate alla natura delle spighe
coinvolte.
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