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“Una nuova segnalazione di crop circle è arrivata ieri dalla zona di Ancona. Un “cerchio nel grano” è stato individuato in un appezzamento seminato a cereali a San Biagio, al confine tra Ancona e Osimo. Una collinetta che pare disegnata da un Monet prima maniera, adagiata tra la statale che porta a Osimo e la soprastante via di Colle San Biagio. Sul declivio un cerchio perfetto di circa trenta metri di diametro, ricavato non si sa come né perché, al confine tra due appezzamenti coltivati con varietà differenti di grano, in corrispondenza di un traliccio dell’alta tensione che contribuisce a rendere ancora più onirico lo scenario. I residenti delle villette a schiera non hanno dubbi: “Si tratta di un pittogramma, ci siamo accorti dieci giorni fa, ma nessuno ha udito rumori o notato movimenti nel campo. Di notte, poi, è da qualche giorno che i cani abbaiano inspiegabilmente”. A intricare ancora di più la leggibilità del disegno è il fatto che si trova situato a cavallo di due campi che i proprietari – uno dei quali è stato primario del reparto di Urologia presso l’ospedale di Osimo – hanno destinato a culture diverse: il primo ad una varietà di grano detta “Grazia”, più scura di quella tradizionalmente bionda, cui si avvicina di più, invece, la varietà “Appio” che contraddistingue il secondo lotto. Risultato? Un ideogramma che appare ancor più inquietante per la sua perfetta bicromia”. Il Messaggero on-line, 1 luglio 2005
![]() Sono stato personalmente sul posto il giorno 3 luglio 2005. Come di consueto accade in questi casi, il pellegrinaggio di curiosi non ha salvaguardato lo stato del pittogramma, che ho trovato in condizioni pessime. Il primo impatto non è stato particolarmente affascinante. Non c’era modo di vedere il disegno dall’alto, e dal campo ci si ritrovava di colpo all’interno del crop, del quale non si riusciva neppure a capire la forma. Al centro era stato tracciato un solco che probabilmente non faceva parte del pittogramma originale, ma era opera di qualche mezzo agricolo. Le spighe erano, all’interno della formazione, completamente rovinate, divelte dal suolo, calpestate da troppi passanti. Ho provato ad allontanarmi, cercando un’altura per fotografare il crop dall’alto: purtroppo l’unico “appiglio” nelle vicinanze era costituito da un traliccio dell’alta tensione. Ho trovato così, poco più distante, il muro di cinta di una villa su una altura circostante, ed ho fotografato da lì la formazione (come si vede dalla foto qualcuno ha sfidato la sorte arrampicandosi sul traliccio dell’alta tensione, ma francamente – avesse anche delle foto migliori delle mie - non lo invidio).
![]() Tornando a casa ero piuttosto deluso, poiché mi aspettavo – come diceva il Messaggero - un “ideogramma di perfetta bicromia tanto bello da sembrare disegnato da Monet”, e mi ritrovavo invece un semplice campo di grano devastato dai passanti, che alla vista aveva francamente ben poco di affascinante. Pochi giorni dopo lessi anche un articolo riportato dal Corriere Adriatico, che spiegava come anche dal punto di vista “ufologico”, ad Osimo non c’era stato nulla di cui riflettere. Riporto l’articolo: ”Tra l’Aspio di Ancona e San Biagio di Osimo. Prelevate alcune spighe ma l’ipotesi Ufo non regge”. "ANCONA - Gli extraterrestri non c’entrano, sicuramente. Però sono stati fatti dei prelievi nel campo di grano tra la frazione dorica dell’Aspio e quella di San Biagio di Osimo. La coordinatrice regionale del Centro ufologico nazionale Fabiana Fiatti, residente nella vicina Offagna, i ha messo poco ieri pomeriggio a precipitarsi sull’appezzamento per un primo sopralluogo. Una rapida perlustrazione della zona, qualche campione raccolto tra le spighe piegate e sul terreno, che verrà subito inviato presso il laboratorio analisi di Parma dove opera un consulente del Cun. Ma l’ipotesi ufologica non sembra reggere. Negativo, del resto, era stato il responso per quanto attiene al primo dei due cerchi apparsi nelle campagne di Montegranaro, mentre la Fiatti non ha ancora osservato il secondo. Dopo un sopralluogo condotto la scorsa domenica a Montegranaro – i campioni prelevati sono ora allo studio dei laboratori di Roma Tor Vergata - è in procinto di giungere un nuovo esperto. Per la verità Adriano Forgione, scrittore e direttore della rivista “Hera”, non è un ufologo. Studia i fenomeni di “crop circles” in giro per l’Europa da almeno 10 anni. Ma il suo approccio non chiama in causa forme di vita provenienti da altri pianeti. A suo dire i “segni nel grano” sarebbero l’effetto di sfere luminose d’energia, probabilmente porte di un universo paradimensionale: “In quelli autentici – spiega - lo stelo del grano appare piegato, all’altezza del primo nodulo, secondo un gradiente che può arrivare fino a 90 gradi. E sulle spighe rovesciate si è soliti trovare alcuni segni di bruciature, chiocciole e piccoli insetti letteralmente cotti ma non carbonizzati". dal Corriere Adriatico, luglio 2005 Ma non è finita. Punti di vista? |