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Il 19 maggio 2005 il sito www.noitv.it (sito della televisione locale e delle informazioni di Lucca), dava notizia di un nuovo crop apparso tra Tonfano e Pietrasanta. Riportiamo l’articolo. ”Dopo i disegni apparsi a San Donato, il misterioso fenomeno si è verificato, sempre nella notte martedì e mercoledì anche in alcuni campo a Tonfano. Di alcuni giorni dopo è il sopralluogo svolto dall’ A.N.S.U. (Associazione Nazionale Studio Ufo) dell’ Emilia Romagna, di cui riportiamo una ampia sintesi (è reperibile integralmente presso il sito: www.ufoitalia.net. Per la sintesi fotodocumentata vi invitiamo a scaricare la versione PDF di questo documento) A Pietrasanta (prov. di Lucca) si erano formate due strane figure in un campo coltivato ad orzo, adiacente la strada. Sul luogo si notava subito lo schiacciamento delle spighe al suolo ed una sorta di due disegni speculari indefinibili; non potendo utilizzare un punto di osservazione non più alto di una scala, ed ormai passati alcuni giorni nei quali persone ed intemperie avevano sicuramente deformato e quindi compromesso la vera figura, sono stati comunque raccolti dei campioni e documentati alcuni dati. Ad un primo sguardo sul campo d’orzo sembrerebbe che la causa della formazione di questi strani disegni sia dovuta a condizioni atmosferiche, pioggia e forte vento, ma ad una più attenta analisi della disposizione delle spighe (ed alla natura del loro piegamento al suolo) sono state riscontrate alcune anomalie che meritano una più attenta valutazione. Immaginiamo che la forza del vento, applicata su quella data zona di terreno, abbia spinto e poi schiacciato al suolo le piantine d’orzo determinando la strana figura presente nel campo. Il movimento che avrebbe trasformato la sollecitazione da verticale ad orizzontale dovrebbe essere stata graduale e non violenta, altrimenti gli steli e soprattutto le spighe si sarebbero rovinate, però al tempo stesso deve essere anche stato consistente, visto che è riuscita a compattare al suolo gli steli in modo molto evidente. Le pianticelle risultano quindi adagiate al suolo orizzontalmente, piegate sopra il punto in cui escono le zolle e sui nodi con un angolo di circa 45°. All’interno delle due figure non vi era nessuna spirale centrale, né vortici che aumentano o si aprono; piuttosto la conformazione delle piantine (rispetto al suolo) la si può definire “radiale”: sono solamente piegate al suolo e non hanno subito alcuna rotazione. Partendo dal centro della figura le piantine risultano allineate una sopra l’altra, in direzione Nord (particolare curioso) per poi puntare in modo diretto verso il bordo esterno. Al loro termine, contro il confine della figura, spiccano tutto attorno gli steli mantenutesi eretti in perfette condizioni. Si nota all’interno della figura che, mentre quasi tutti gli steli sono fortemente schiacciati a terra, alcuni non mostrano di essere minimamente interessati al fenomeno, a dimostrazione che la forza (o le forze) che hanno indotto le pianticelle allo schiacciamento al suolo non sono così potenti da determinare l’abbattimento di tutte le piantine nella zona interessata. Nella zona al limite della strada la disposizione delle piantine d’orzo (in questa zona del campo interessato al fenomeno) era molto curiosa, infatti alcune piantine risultavano schiacciate al suolo ma alcune in una direzione ed altre nella direzione opposta, dando l’impressione di essere state “pettinate”. Nettissima è la linea di demarcazione fra le due schiere di steli, non esiste alcuna gradualità al momento dell’inversione del senso di direzione. Tutti gli steli sono fortemente schiacciati alla base ma non presentano rottura o danni. E' estremamente difficile risollevare senza danno una piantina coricata in questo modo. Imitare con qualsiasi mezzo ciò che si vede in questa immagine è quasi impossibile senza rovinare gli steli. Ma il particolare più è nei nodi degli steli, che erano notevolmente differenti da quelli raccolti al di fuori della formazione. Dai campioni raccolti e dalle analisi si riscontra che i nodi cellulari delle piantine (facilmente riconoscibili lungo gli steli come piccole “nocche”) erano allargati, ingrossati in maniera abnorme; alcuni risultavano fortemente allungati e piegati in un angolo di circa 45°. A tale proposito si ricordi la scoperta fatta dal biofisico William C. Levengood, riguardante proprio i rigonfiamenti dei nodi delle piante di cereali presenti all’interno delle formazioni. Egli ipotizza che la causa del rigonfiamento ed allungamento dei nodi cellulari sia causato da una radiazione a microonde, che dilata il contenuto fluido delle cellule della pianta presenti nel nodo grazie ad una dilatazione termica. Le pareti cellulari degli steli, avendo proprietà viscose ed elastiche al tempo stesso, fanno si che i nodi mantengano la loro forma dilatata e allungata, anche dopo il loro raffreddamento. E’ bene dire che l’origine della radiazione a microonde non è stata ancora identificata, ma Livengood ipotizza possa essere collegata a “energia al plasma”, riconducibile a qualche fenomeno atmosferico non noto. |