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il database sui cerchi nel grano

1 Giugno 2005: Ranzano di Fontanafredda (Pordenone)

cerchi nel grano: Ranzano
foto: Nikola Dupher

Il Gazzettino on-line, riporta un articolo su una formazione apparsa nei pressi di Ranzano, il 1° giugno 2005:

I "crop circle", ovvero i cerchi nel grano, sui quali esiste una corposa letteratura, sono di nuovo comparsi nel campo d'orzo "della Rina", ovvero Caterina Silot, 52 anni, a Ranzano. «A due anni di distanza dalla prima "creazione", le entità intelligenti e aliene - così le definisce la donna - hanno voluto darmi un altro segno. Sono felice - aggiunge - peccato che in questo modo il raccolto andrà distrutto, quando devo ancora pagare la semina. I curiosi e gli ammalati hanno infatti già incominciato ad arrivare a frotte, quasi come a un pellegrinaggio. Questa volta i cerchi sono 4 e concentrici, il più grande dei quali con un diametro di circa 50 metri. «Sembrano - ha spiegato la Rina - il calendario Maja». I signs sono comparsi la notte del 1° giugno. Ad accorgersene è stata la stessa Rina che al mattino si è recata al capitello di Sant'Antonio a portare un cero. «Lo sapevo - ha detto - che sarebbe successo già da due giorni. Ne avevo avuto un segnale.

“Il Gazzettino” edizione di Udine, 5 giugno 2005

La Filiale Ansu (Progetto di indagine ufologia aerea) di Udine ha condotto un'indagine presso questo Crop circle. Riportiamo in sintesi la relazione di Barbara Trevisan:

Il 1° giugno 2005, mentre la signora proprietaria del campo prega l'immagine di S. Antonio nella cappella che si trova sulla strada che porta ai campi, vede il riflesso di lampi di luce, si gira e dal campo coltivato ad orzo (distante circa una trentina di metri) nota sollevarsi delle sfere color rosa trasparente grandi circa 12 cm.
Il cerchio si e' formato in prossimità di una strada, ma non ci sono segni di intrusione.
La signora si reca nel campo e vede il disegno formato. Avvisa i conoscenti ed ecco con il tempo arrivare, come si trattasse di un santuario, gente di ogni tipo e credo: dai maghi ai rabdomanti, dai malati ai curiosi, dai giornalisti agli studiosi. Una moltitudine di persone che devastano tutto.
Il crop è composto da quattro cerchi, le cui misure inserite nel diagramma mi sono state date dal proprietario del campo. Egli dichiara che la geometria del pittogramma è stata modificata di cm 0.50 circa dai numerosi visitatori entrati. La passerella che vedete nell'immagine qui sopra collega il cerchio di 12 metri a quello di 4 metri, ed ha le spighe rivolte nella sua direzione: dal cerchio grande a quello piccolo il movimento dell'orzo piegato al suolo è antiorario.
Le spighe all'interno del cerchio si presentano intrecciate, i fusti dell'orzo sono piegati nei nodi, si trovano anche insetti morti nella formazione. Non possono essere scattate foto aeree in quanto la base militare di Aviano dista da lì 8 km circa in linea d'aria, e quindi il cielo e' bloccato da divieti militari. Le uniche foto dall'alto (non in mio possesso) sono state fatte usando una piattaforma sopraelevata, collegata ad un braccio elevatore, un sistema simile a quelle che usano gli operai per sostituire le lampade ai lampioni stradali.
Da attenta analisi del centro dei cerchi non sono stati riscontrati fori che avrebbero potuto far pensare all’opera di burloni. Venerdì 10 giugno 2005, di sera verso le 22.00 circa dei testimoni raccontano del riapparire delle luci davanti ad altri spettatori increduli e stupiti. Una delle cose che in questa storia non manca sono le testimonianze di più persone, diverse dalla famiglia dei proprietari (cosa rara a trovarsi); tutti sono concordi nella descrizione dei fatti. I proprietari dei campi in esame sono persone disponibili, gentili ed educate, e non traggono alcun vantaggio da questa storia; non solo i visitatori hanno devastato il magnifico cerchio ma anche parte dei campi adiacenti, e quindi parte del raccolto.

Relazione di Barbara Trevisan (Ansu), con la collaborazione del sig. Antonio Mucignat e del webmaster di “Stargate Toscana”

L’ANSU ha anche elaborato un diagramma della formazione, che potete vedere (insieme ad altre immagini) nella versione in PDF di questo documento.

Anche Nikola Dupher, gestore del sito www.x-cosmos.it , si è recato sul posto ed ha scritto poi un breve riassunto, che riportiamo testualmente:
Ieri,4 giugno,ho fatto una breve visita al famoso campo di Ranzano per verificare la presenza di un secondo cerchio nel grano,dopo quello del 2003. Infatti, grazie alla segnalazione di Rudy Bressan, ho potuto vedere un altro cerchio nel grano di fronte al capitello di S.Antonio. Essendo arrivato piuttosto tardi c'è stato giusto il tempo per scattare un paio di foto e per fare due chiacchiere con 4 simpatici ragazzi. Nel frattempo ho visto arrivare anche il proprietario del campo, già conosciuto due anni fa, con sua moglie.? ?E qui la storia si fa interessante. La signora ci racconta che il mercoledì 1 giugno, verso le 11.30 di mattina, si è recata al suo campo per accendere una candela al Santo. Mentre era ancora girata verso capitello,? ?con il campo alle sue spalle, ha percepito il riflesso di una forte luce simile a un lampo. Si è girata e ha visto nel campo la formazione che vedete sulla foto. Si è precipitata verso il cerchio nel grano,? ?distante circa 50m dal capitello, e avvicinandosi ha visto due sfere di luce alzarsi velocemente verso il cielo. Non erano molto grandi, approssimativamente 12cm di diametro e di colore piuttosto rosa. Mi ha raccontato che questo campo, nell'arco degli ultimi due anni, ha vissuto altri episodi misteriosi osservati anche da diverse persone.

Dunque un elemento interessante e di novità è costituito dal fatto che questo crop si è formato di giorno.
Il diagramma elaborato da Dupher differisce solo leggermente (nelle misurazioni) da quello proposto dall’ANSU.

Uno studio più approfondito è stato svolto dal Dott. Giuseppe Ferlenga (autore del libro “I misteri del cielo”) insieme ad una equipe di ricercatori, e prova la natura umana ed artificiale di tale formazione. E’ stato pubblicato dal sito www.ufonetwork.it e ne abbiamo riportiamo una ampia sintesi fotodocumentata nella versione PDF (scaricabile dall’archivio)

Ulteriori importanti spunti di riflessione e curiosità su questo crop circle ci vengono dagli studi effettuati dal Dottor Corrado Malanga, che ringraziamo(insieme a “Semiasse” di www.sentistoria.org) per averci autorizzato a riportare le informazioni (anch’esse liberamente scaricabili nella versione PDF). Qui riportiamo solamente le conclusioni:

Conclusioni:
Tenendo in giusto conto le testimonianze oculari e quelle strumentali, a nostra disposizione, possiamo asserire che nei pressi del crop fotografato, cioè nelle immediate vicinanze, erano presenti sorgenti che emettevano radiazioni luminose ma non nel visibile (i testimoni non vedevano nulla), in lieve e rapido movimento tra loro, e del tutto indipendenti da presenza umana. La natura di queste fonti luminose ci è assolutamente sconosciuta ma l’ipotesi più attendibile sulla base delle nostre conoscenze, potrebbe essere fornita dalla presenza nei ccd utilizzati, di sensori particolari, che rendono tali fotocamere digitali molto sensibili alla radiazione infrarossa, tant’è vero che tali fotocamere necessitano di un filtro che elimini in entrata, anche in parte, le emissioni di questo tipo. Su questa base potremmo essere di fronte a radiazioni infrarosse non completamente filtrate dall’apparato fotografante. Sorgenti calde dunque e non visibili ad occhio nudo.



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