| HOMEPAGE | DATABASE | FORUM | NEWS | BIBLIO | DOCUMENTS | COLLABORATE | HYPOTHESIS | SPECIAL | ABOUT US | LINKS | CONTACT | NEWSLETTER |
La notizia ci giunge dal centro ufologico ferrarese. Nel giorno 27 Maggio sarebbe apparsi due cerchi concentrici nel grano, con semicerchi esterni
foto: G. BianchiLa foto aerea ci è stata gentilmente concessa dall'autore, il sig. Giovanni Bianchi di Melara, grazie all'intercessione del dott. Nicola Testoni, giornalista del Resto del Carlino di Rovigo, residente a Melara. Nell'area posta fra il centro di Villamarzana e il corso del fiume Tartaro-Canalbianco sono stati rivenuti, durante alcune arature alla fine degli anni '60, vari reperti archeologici riferiti al periodo compreso fra l'Età del Bronzo finale e la prima Età del Ferro. Le località interessate ai ritrovamenti si trovano tutte nella vasta area identificata come "Campagna Michela" e precisamente: 1- Boaria, a circa un km ad ovest di Campagna Micherla; 2- Boaria Ciarelle, a circa 350 m ad est di Campagna Michela; 3- Argine Canalbianco, a 750 m a sud della fattoria Tosini; 4- Oratorio della Beata Vergine della Salute. Qui è stato rinvenuto un antichissimo abitato, caratterizzato da almeno due fasi distinte di insediamenti indagati con i lavori di canalizzazione del 1993. Gli oggetti rinvenuti sono stati: frammenti ceramici, ossa animali, ossa umane, oggetti e pani di bronzo. Indagine Il giorno 28 maggio 2007, alle ore 15.44, abbiamo ricevuto una segnalazione in posta elettronica che ci avvisava di un grande agroglifo in località Comune di Villamarzana (RO) e, a dimostrazione di ciò, ci avevano inviato anche una bella fotografia in allegato. Così, non appena abbiamo potuto, abbiamo avvisato i colleghi del 45° GRU di Rovigo del fatto ed insieme abbiamo organizzato una ricognizione in zona, che è stata programmata per tutta la giornata del 31 maggio 2007. Noi di Ferrara ci siamo recati colà la mattina presto e, dopo aver faticato non poco ad individuare la zona, situata fra Lendinara e Villamarzana, difficilmente raggiungibile via auto per chi non è del posto, abbiamo iniziato la nostra indagine che si è protratta per circa due ore. Dopo un po' che eravamo in zona, ci ha raggiunti il proprietario il quale ci ha spiegato che quella formazione stava lì da almeno la metà di maggio in quanto sua figlia, tornando a casa, l'aveva notata mentre si trovava sul cavalcavia della Transpolesana. Dopo questa informazione, il proprietario ci ha pregati sia di non divulgare la notizia sulla stampa, in quanto era assai preoccupato del proprio raccolto, sia di non fornire le sue generalità. Noi abbiamo accettato ma gli abbiamo chiesto il permesso di inserire la notizia nel nostro sito, trascorse che fossero due settimane. Egli ci ha concesso il permesso e così, nel rispetto dei patti, oggi 14 giugno 2007 riportiamo il fatto. Cominciamo subito col dire che si tratta dello scherzo di alcuni buontemponi che hanno commesso quattro vistosi errori: 1 - hanno lasciato le impronte delle gomme di due loro auto nelle vicinanze; 2 - hanno lasciato evidenti segni dei corridoi di entrata e di uscita nell'agroglifo; 3 - hanno lasciato una grande calpestio al centro esatto della formazione; 4 - hanno sbagliato le misure di tre semicirconferenze che avrebbero dovuto essere uguali. Per la cronaca, l'agroglifo realizzato rappresenta una formazione del terzo tipo, riferita al lontano periodo storico 1989-1991, ha le spighe tutte piegate con un orientamento a sinistra e, dopo la formazione di Melara del 2003, è il secondo agroglifo rinvenuto ufficialmente in provincia di Rovigo. Esso è costituita da un cerchio interno del diametro di m. 14 e della circonferenza di m. 49, distante circa 6 metri da un cerchio esterno del diametro di m. 31 e della circonferenza di m. 88; il sentiero che li percorre ha una larghezza di circa cm. 80; esternamente al cerchio grande vi sono tre semicerchi di 5 metri di raggio: quello ad est ha una semicirconferenza di m. 20, quello a sud ha una semicirconferenza di m. 17 e quello ad ovest ha una semicirconferenza di 19 metri. Abbiamo eseguito diverse fotografie, raccogliendo campioni di spighe e di terreno, quindi abbiamo completato l'indagine, utile solo per la cronaca data l'evidente natura artificiale della formazione, ricercando al suo interno eventuali presenze significative di microsferule di ferro o di magnetite, presenza di insetti morti, presenza di steli con i nodi scoppiati. Ovviamente, non abbiamo rinvenuto alcunché ma possiamo comunque concludere che "quei ragazzi" sono stati davvero bravi nonostante i macroscopici errori di gioventù evidenziati ed hanno realizzato uno dei più interessanti agroglifi italiani del 2007. Concettualmente, il cerchio rappresenta l'eternità, vista nella sua duplice dimensione delle cose celesti, intese come un tutto indiviso, e del tempo, inteso come la successione degli istanti tutti uguali fra di loro. Per la cronaca, sul campo è intervenuto nel pomeriggio dello stesso giorno, a distanza di poche ore dalla nostra indagine, anche il 45° GRU del Polesine di Rovigo, coordinato dal prof. Jerry Ercolini, che ha eseguito una indagine completa di oltre quattro ore, comprensiva di stupende fotografie all'infrarosso, indirizzate all'eventuale scoperta di qualcosa non visibile all'occhio umano. Presto pubblicheremo i risultati che ne sono scaturiti in quanto, di solito, il 45° GRU si occupa principalmente di indagare i fenomeni luminosi in atmosfera, le onde VLF (radio Natura) e l'infrared vicino e, quindi, non tratta direttamente questo tipo di fenomenologia ma, assieme a noi, ha messo ha punto un protocollo di indagine il cui iter è leggibile al seguente link: Crop circle a Ferrara, riferito al "Caso di Consandolo". Questo caso è stato presentato in anteprima nazionale nel corso della conferenza ufologica che abbiamo tenuto nel Comune di Corbola (RO), la sera del giorno 1 giugno 2007 e intitolata, giustappunto "I cerchi nel grano" |