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il database sui cerchi nel grano
Cerchi nel grano - Crop circles

20 Maggio 2012: Bertinoro (Forlì-Cesena)

(versione in PDF - click qui)
20 Maggio 2012: Bracciano, frazione di Bertinoro (Forlì-Cesena)


L.D - @ Cropfiles.it

Ritrovato nella mattinata del 21 maggio, questo crop circle risale probabilmente alla precedente nottata.

crop circles a Bertinoro
Immagine: Demetrio Santini, per Cropfiles.it


crop circles a Bertinoro crop circles a Bertinoro
Immagini: G. Marchi, Faenzashiatsu.it


Una spirale circolare con delle linee disposte trasversalmente, quasi a formare una scala a chiocciola. Suggestiva la forma, notevoli le dimensioni, e discreta la fattura. Un buon cerchio nel grano per una annata, finora, poco interessante.

Tre video dell’agroglifo sono su "youtube" agli indirizzi:
http://www.youtube.com/watch?v=GfpPWdD_qpw&feature=player_embedded
http://www.youtube.com/watch?v=_q4xvDiPox0
http://youtu.be/B57IijAYaRQ


Non è la prima volta che in questa zona si verifica un cerchio nel grano. Tralasciando la vicina Faenza e tutti i casi della vicina provincia di Ravenna, nella sola provincia di Forlì-Cesena si registrano diversi casi:

Ve ne furono ben tre nel 2004:
www.cropfiles.it/cropcircles_2004/Bacciolino_10giugno2004.html
www.cropfiles.it/cropcircles_2004/Borello_10giugno2004.html
www.cropfiles.it/cropcircles_2004/Lizzano_27Giugno2004.html

uno nel 2005:
www.cropfiles.it/cropcircles-2005/MercatoSaraceno-9giugno2005.html

uno nel 2006:
www.cropfiles.it/crop_circles2006/Lizzano_19Giugno2006.html

tre nel 2007:
www.cropfiles.it/cropcircles2007/Forli_29aprile2007.html
www.cropfiles.it/cropcircles2007/Forlì_30aprile2007.html
www.cropfiles.it/cropcircles2007/Forli_13Maggio2007.html

e uno nel 2008:
www.cropfiles.it/cropcircles2008/Lizzano_12Giugno2008.html

Erano però quattro anni che i cerchi nel grano non si verificavano in queste zone. Inoltre stavolta si tratta di una data particolare. Ci sia consentita allora una breve digressione, che per il momento non riguarda strettamente e direttamente questo cerchio nel grano (ma temiamo possa riguardarlo presto).

Il fatto che questo pittogramma si sia “materializzato” il 20 maggio, probabilmente darà adito a molte riflessioni e speculazioni. In questa data infatti si è verificato un allineamento planetario tra le Pleiadi, la Terra e il Sole, e si è verificata una eclissi solare anulare. Inoltre, secondo alcune profezie Maya e altre di Nostradamus (o meglio secondo alcune interpretazioni date alle stesse), in questa data era previsto un terremoto, che – ahinoi – si è tristemente verificato in Emilia, con epicentro non più di 150 km dal luogo del crop circle (presumibilmente, e indicativamente, allo stesso orario).

Spesso si tende a mettere in relazione fenomeni astronomici quali eclissi e allineamenti planetari o satellitari con fenomeni geologici quali eruzioni e sismi. Questa relazione, tuttavia, è per lo più di stampo fideistico, poiché di fatto non trova alcun riscontro scientifico né empirico.

Nello specifico, ci piace prendere in prestito un articolo apparso sul sito di “rai3”, intitolato: “Ma quando maya!?!?!?” (http://www.rai.it/dl/tg3/articoli/ContentItem-7d0b4816-2eae-4c2e-a705-351f0c55a855.html?refresh_ce).

Riguardo la profezia di Nostradamus si dice:

“Il verso dovrebbe essere la quartina 83 della nona centuria, che in realtà recita:

Sol vingt de Taurus si fort terre trembler, Le grand theatre remply ruinera, L'air, ciel & terre obscurcir & troubler, Lors l'infidele Dieu & saincts voguera.

“Il Sole dentro i venti gradi del Toro così forte la Terra trema, il grande teatro riempito crollerà, l’aria, cielo e terra, oscurati e turbati, quando l’infedele Dio e i santi invocherà."

Quindi non il giorno 20 del toro, ma i venti gradi del Toro. E il sole è a 20 gradi nel Toro l'11 maggio di ogni anno, non il 20.
Tanto è vero che la stessa quartina fu usata l'anno scorso, per prevedere il terribile terremoto che avrebbe dovuto spazzare via Roma l'11 maggio 2011, sempre secondo le precisissime profezie che avevano identificato nel "grande teatro" il Colosseo”


Sui Maya invece, la profezia deriverebbe da un altro cerchio nel grano, rinvenuto il 9 agosto del 2005 nell’Oxfordshire, che mostrava – secondo le analisi di alcuni “esperti” – la situazione del cielo proprio al 20 maggio 2012 (allineamento ed eclissi). Quello che si omette è che, al 2005, sapevamo già (e da moltissimo tempo) che il 20 maggio 2012 si sarebbe verificato questo evento. Che ciò invece possa rappresentare un potenziale pericolo di eruzioni vulcaniche, sismiche, o di altra natura, è del tutto arbitrario. Sempre l’articolo sopra citato, a riguardo, sostiene che l’interpretazione del crop circle del 2005, lungi dall’essere inequivocabile, “è un fantastico modo per rendere oggettiva una cosa non solo soggettiva, ma diciamo pure totalmente inventata”.

Come spiegare dunque che il terremoto c’è stato?

Continuiamo a leggere l’articolo, che per la risposta prende in prestito il pensiero del giornalista Paolo Attivissimo, da sempre cacciatore di "bufale": "E prima che a qualcuno sembri comunque azzeccato prevedere un terremoto per oggi, ricordo che dire "da qualche parte nel mondo il giorno X ci sarà una scossa di terremoto" è come annunciare "il giorno X sorgerà il sole". Bella forza: i dati sismici rivelano che una scossa di terremoto, da qualche parte nel mondo, avviene ogni giorno.
Non ci credete? Seguite su Twitter @INGVterremoti oppure @QuakeReports. Oppure guardate la mappa delle scosse recenti Centre Sismologique Euro-Méditerranéen (grazie ad @AltEnergyIt per la segnalazione): ai poveracci dell'Azerbaigian, colpiti da un sisma il 7 maggio, i Maya non hanno dedicato neanche un trafiletto? Questa è la mappa delle scosse in Europa negli ultimi 14 giorni. Guardate quanti pallini bianchi, gialli e arancioni ci sono. I dati parlano chiaro: non c'è nessuna profezia all'opera, ma solo la nostra tendenza innata a cercare nessi fra eventi e cercare spiegazioni facili che diano ordine all'Universo."


sisma
Immagine “Centre Sismologique Euro-Mediterraneen”, via “rai.it/dl/tg3”


Ma torniamo sul caso di Bracciano di Bertinoro.
Abbiamo parlato con Demetrio Santini, autore di alcune splendide immagini. Santini conosce abbastanza bene questo fenomeno (sue sono alcune segnalazioni anche in anni passati) ed è stato sul posto in prima persona. Ci ha detto:

“Del cerchio (si trova precisamente in via Molino Bratti, in prossimità di Bracciano) ho avuto notizia da un amico che vive in zona, già la mattina di domenica: seguendo la corsa ciclistica "Nove Colli" (che passa anche per Bertinoro) aveva notato qualcosa Un signore che abita nella collina di fronte dice di averlo visto anche lui domenica mattina. Riferisce di un fitto via vai di persone, anche se durante la mia visita eravamo solo in 3 (più altri 3 ragazzini che sono sopraggiunti dopo). Lo schiacciamento non è nettissimo, il grano appare rado ed il terreno sottostante è in pendenza e piuttosto irregolare. Al centro della formazione ci sono 3 ciuffetti: uno circa al centro, gli altri due via via più spostati verso l'esterno. Il primo ciuffo è un classico tuft [termine inglese per indicare un cespuglio, un cespite, abbastanza frequente nei cerchi nel grano, solitamente al centro di un cerchio e spesso a forma di nido di rondine], il secondo assomiglia ad un groviglio, il terzo è un tuft annodato o intrecciato alla base. I sentieri che collegano i corridoi della spirali hanno larghezza di circa 50cm. Non sono riuscito a contarli, ma sembrano incrementare la loro distanza a mano a mano che la spirale si srotola dal centro. A tratti sembrano più regolari, a tratti di meno. Difficile giudicare in mancanza di foto aeree”.

Un altro ricercatore che conosce abbastanza bene questo fenomeno, e che è stato personalmente sul posto, è Gian Domenico Marchi. Abbiamo parlato anche con lui, e ci ha confermato quanto scritto nel suo sito, dove c’è un reportage su questo caso. Qui si legge che il crop circle è “apparso nella notte tra il 19 e il 20 maggio 2012 e visto dal contadino alle [ore] 8 del [giorno] 20. Si trova in V. Molino Bratti 3189 in un campo di grano con bella pendenza ed esposizione. [Coordinate:] N 44° 08' 35,9'' E 12° 09' 37,8''. Misura 55,8 mt ha 67 semicerchi, una spirale destrosa e una circonferenza esterna.
Al centro del cerchio interno che misura 16 mt di diametro troviamo qualche spiga rimasta volutamente eretta”.

(www.faenzashiatsu.it/crop/Bracciano_Bertinoro.html)

È il “tuft” di cui parlava anche Santini, e che molto spesso ritroviamo al centro dei cerchi nel grano. Qui, i “ciuffi” non si trovano al centro del cerchio, ma ve ne sono almeno tre (più alcune spighe erette), alla rinfusa.

crop circles a Bertinoro crop circles a Bertinoro
Immagini: D. Santini, concesso l’uso a Cropfiles.it


Cogliamo comunque l’occasione per provare a fare un po’ di informazione riguardo questi ciuffi. L’idea che sottostà al ciuffo centrale è di natura “vorticistica”. Come avrete sicuramente già sentito dire, al centro di un tornado o vortice di vento si genera un cono statico all’interno del quale regna il silenzio e una pressoché totale calma. Per questo motivo le spighe, all’interno di questo centro, non vengono intaccate. È questo uno dei motivi per cui in passato si è ritenuto che i crop circles potessero essere generati da vortici di vento o di plasma. Oggi questa spiegazione non è più in auge, e ai “tuft” centrali sono stati attribuiti altri significati, più o meno convenzionali o fantasiosi. Senza voler addentrarci troppo in questioni di dettaglio, cogliamo però l’occasione per spiegare come questi ciuffi facciano anche parte del repertorio di alcuni land-artists o circlemakers. E di come, ad un occhio esperto, questi ciuffi possano anche essere un elemento di valutazione sul livello di abilità di questi ultimi. Nell’appiattire il grano, è possibile procedere dall’esterno verso l’interno, o viceversa dall’interno verso l’esterno. Nel primo caso il circlemaker si ritroverà, una volta giunto al centro (e quindi al completamento del cerchio) degli steli che – essendo più o meno lunghi – andranno a collidere tra loro, finendo per sovrapporsi a quelli del semicerchio opposto.

crop circles a Bertinoro
Immagine: D. Santini, concesso l’uso a Cropfiles.
Immagine dell’incrocio tra due sezioni del crop circle di Bertinoro. L’incrocio delle spighe causa un intasamento simile a quello che accade nel centro del cerchio quando si procede ad appiattire in grano dall’esterno verso l’interno


La soluzione, in questi casi, è molto spesso quella di utilizzare quest’ultima tornata circolare, annodando fra loro gli steli centrali, o creando un groviglio, cespite, o “tuft” appunto, solitamente a nido di rondine (che in certa misura si crea da solo, per il convogliare delle spighe. Più facile a farsi che a spigarsi).
crop circles a Bertinoro
Immagine di un tuft a Bertinoro, foto G. Marchi, Faenzashiatsu


Nel caso contrario, se si procede dall’interno verso l’esterno, si ha il problema contrario. Al centro si verificherà una diradazione degli steli,una sorta di buco (a volte un vero e proprio buco, causato però dalla presenza di un paletto utilizzato come perno centrale).

crop circles a Bertinoro
Immagine: G. Marchi, Faenzashiatsu.it


Per mascherare questa zona centrale, diradata e a volte forata, una delle possibile tecniche è quella di lasciare degli steli integri, non abbattuti, a formare appunto un “tuft” (ma anche in questo caso, in certa misura si crea da solo, se non si ha l’accortezza di stringere la rotazione verso il centro man mano che si procede con il primo giro. Anche qui: più facile a farsi che a spiegarsi).

In questo caso sembrerebbe che abbiamo entrambe le due ipotesi-metodologie sopra menzionate. Infatti – e torniamo così a quanto riportato da G. Marchi su “Faenzashiatsu”:

“I semicerchi sono larghi 50cm e le spighe sono state piegate in modo alternato tra un semicerchio e l'altro, verso il centro o dal centro del cerchio”.

Il report sostiene infine che nel centro dei cerchi alcune spighe a terra siano state distaccate dal suolo, e che si sono trovati gambi con bruciature.

Anche qui, l’occasione è buona per fare l’avvocato del diavolo. Al di la delle spighe divelte dal suolo (ce ne sono sempre se si osserva con attenzione), va detto che la questione delle bruciature non convince. Viene spesso utilizzata da coloro che ritengono che il pittogramma sia stato generato da imponenti fonti di calore, presumibilmente a microonde. Tuttavia, se così fosse, non si capisce come mai soltanto le spighe appiattite (o più spesso soltanto alcune di esse) presentino tale bruciatura (spesso solo apparente, oppure reale ma dovuta a cause naturali), mentre tutte le altre siano esenti. Discorso complesso da approfondire in questa sede, ma – per quel che vale la nostra opinione – il discorso dell’irraggiamento non sta in piedi, per questa e molteplici altre ragioni. In ogni caso, qui, a Bertinoro, quelle “bruciature” che sembrano esserci su alcune spighe, a noi sembrano semplicemente la guaina fogliare (di colore brunastro-marrone) che avvolge le spighe, particolarmente visibile su piantagioni acerbe ed immature (di colore verde).

crop circles a Bertinoro
Particolare di spighe divelte, e guaina fogliare.
Immagine: faenzashiatsu.it


Santini ci invia anche una foto che sembra ritrarre un insetto morto su una spiga.

crop circles a Bertinoro
Immagine: D. Santini, concesso l’uso a Cropfiles.it


La cosa, apparentemente insignificante, è stata in passato utilizzata da alcuni ricercatori per sostenere l’ipotesi dell’irraggiamento a microonde: l’esposizione a forti fonti di calore arrostirebbe gli insetti, causandone la morte. In generale va detto che questa ipotesi è stata ampiamente confutata, nella misura in cui – come accennato sopra - non è pensabile ritenere che tale presunta fonte di calore possa aver agito solamente su determinate spighe preservandone altre. Inoltre, si è scoperto che la morte per esposizione a microonde presenta caratteristiche molto diverse da quelle riscontrate dai sostenitori di questa ipotesi, e che gli insetti (per lo più mosche) presi a pretesto per avallare questa idea erano morti per cause fungine e naturali (in particolare “enteromorpha muscae”). Nel caso specifico di Bertinoro invece, possiamo soltanto dire che l’immagine non chiarisce molto, e che comunque l’insetto (mosca? morta?) si trova su uno stelo marginale, eretto, quindi non direttamente interessato dal fenomeno.

Veniamo ora ad alcune curiosità. Qualcuno, tra i visitatori del pittogramma, deve aver deciso di apportare un piccolo ritocco al disegno, o forse semplicemente ha voluto rendersi conto di quanto possa essere facile, o difficile, realizzare dei disegni sul grano. Lo si nota nella zona a destra della foto sottostante, in cui sono stati aggiunti due piccoli semicerchi, originariamente non presenti. Costui avrà capito che forse non è così difficile, ma neppure così facile. Non ci si improvvisa circlemakers per caso, all’improvviso, con strumenti di fortuna. Ed è infantile guastare il lavoro altrui per il proprio capriccio.

crop circles a Bertinoro
Immagine: G. Marchi, Faenzashiatsu.it, concesso l’uso a Cropfiles.it


Forse però quell'aggiunta può avere un altro significato? A Pewsey (Wiltshire) nel 2002 venne realizzato un crop circle molto interessante, che ricorda moltissimo questo di Bertinoro. In entrambi i casi una spirale, e in entrambi i casi vi è la presenza di un piccolo cerchio marginale modificato in un secondo momento.
Pewsey vs Bertinoro



Quello di Pewsey era già presente in origine, e venne poi successivamente modificato. Quello di Bertinoro venne aggiunto ex-novo.
Coincidenze? Probabilmente si… ma il dubbio resta. Sembra quasi che qualcuno, a Bertinoro, abbia voluto aggiungere quel riferimento per riportare la memoria a Pewsey. Forse si è trattato solo di un vandalo, e il resto sono suggestioni.

Altra curiosità riguarda una dichiarazione rilasciata da G. Marchi sul suo portale Faenzashiatsu:
“Secondo lo studio di Jay Goldner i pezzetti che formano il pittogramma risultano dalle mie foto aeree essere 71mentre io ho contato a terra il giorno 22, 67 archi e quindi dovevano essere solo 69, ciò resta un mistero, a meno che tra il 22 e il 24, giorno del sorvolo, siano state fatte modifiche”.
Altra modifica? A che scopo?

crop circles a Pewesey 2022crop circles a Pewesey 2022
Immagini reperibile in molti siti online


Giovedì 24 maggio viene messo su youtube anche un video di Faenzashiatsu, che potete vedere sotto:

http://www.youtube.com/watch?v=bpvsOXqSNWE


Nel video si fa riferimento ad alcune ipotesi di collegamento del terremoto a questo crop circle, per il tramite di una eruzione solare avvenuta pochi giorni prima. Del terremoto abbiamo già detto, mentre per quanto riguarda le presunte relazioni tra attività solare e crop circles, abbiamo ampiamente documentato il nostro punto di vista nell’articolo: "Crop circles e attività solare. Quale relazione?", consultabile all’indirizzo: http://www.cropfiles.it/articoli/Sun-Crops.html

A seguire riportiamo un articolo apparso sul “Corriere di Romagna”:

CAPOCOLLE DI BERTINORO
Rispuntano i cerchi nel grano

Sulle pendici di un podere la figura geometrica lunga decine di metri A scoprirla, domenica, il 31enne Marco Casamenti con un amico
BERTINORO. Ufo, energia, fenomeno naturale ancora da identificare o, più probabilmente, la sapiente - e ferma - mano di un burlone all’origine del cerchio nel grano apparso domenica mattina sul declivio di un podere in via Mulino Bratti, a Capocolle di Bertinoro. A scoprirlo, per esserne subito incuriosito vista la passione per tutto ciò che non rientra propriamente nella normalità, il 31enne Marco Casamenti, che gestisce insieme al padre e al fratello un’impresa edile a San Colombano, e l’amico Andrea Mandolesi. «Stavamo facendo un giro - ricorda - quando abbiamo notato quel disegno nel grano. Ci siamo fermati per scattare qualche foto, anche se per avere la visione complessiva bisogna allontanarsi un po’ visto che parliamo di una geometria lunga una cinquantina di metri. Mi è capitato di leggere di fenomeni simili, attribuiti comunque all’uomo, ma vederlo di persona è stato molto emozionante». Anche il sopralluogo in mezzo a quel gigantesco “ghirigoro” - «una doppia spirale policentrica di Archimede», precisa Casamenti - non ha risolto il “giallo”. «Non abbiamo trovato impronte umane o tracce di mezzi meccanici, trattori e cingoli. O comunque di strumenti atti a comprimere il grano. Al punto che sotto le parti schiacciate il terreno era ancora soffice». Chiacchierando con gli agricoltori della zona, poi, la conferma che nella notte tra sabato e domenica - quando presumibilmente il disegno è stato “creato” - nessuno ha avvertito rumori particolari o luci per illuminare l’area interessata. «Il 20 maggio l’attività solare ha iniziato il suo picco, in coincidenza con una eclisse nell’alto Pacifico - conclude lo “scopritore” - ma trovare un nesso è impossibile. Certo è che tornerò sul posto ancora. Quel disegno è uno spettacolo».Gaetano Foggetti


http://www.corriereromagna.it/forli/2012-05-22/capocolle-di-bertinoro-rispuntano-i-cerchi-nel-grano

crop circles a Bertinoro


Un altro articolo appare su “Romagnanoi.it”:

BERTINORO - Cerchi di grano sono apparsi di recente poco distante dal ristorante Villa Prati a Bertinoro. Segnali dalle stelle, burla per i tanti che passano, o opera artistica mal riuscita? Sicuramente i cerchi comparsi in un campo di grano nella campagna di Bertinoro hanno attirato l’attenzione di parecchi curiosi che hanno potuto ammirare l’inconsueto scenario. Resta il solito alone di mistero. Non è la prima volta, infatti, che pubblichiamo foto di misteriosi cerchi enormi in mezzo ai campi di grano. L'ultima volta risale esattamente a due anni fa, quando il 30 maggio e il 16 giugno 2010 le insolite "geometrie agricole" apparirono nel Faentino. Il primo disegno, preciso e come sempre con forme circolari, fu notato dal cavalcaferrovia di via Granarolo, a poche centinaia di metri dal ristorante "Syrené". Il secondo di disegno, eseguito in una notte di metà giugno, tradì invece le aspettative degli ufologi: si trattava di un cerchio con una corona talmente malfatta da rendere addirittura improbabile la mano di un uomo adulto dietro la realizzazione.

http://www.romagnanoi.it/news/forl%C3%AC/731652/Cerchio-nel-grano-nei-campi-di-Bertinoro-.html


Un articolo (di Alberto Mori) anche sul giornale online “befan.it”:

Hanno suscitato l’interesse e la curiosità delle persone fin dal momento della loro “comparsa” ed oggi, a distanza di tanti anni, conservano il loro alone di mistero.

Gli ormai celeberrimi Crop Circles, nient’altro che i “Cerchi nel Grano“, apparirono nelle campagne della bassa Inghilterra già all’inzio degli anni ’90 per poi diffondersi a catena in ogni parte del mondo. Studiosi e appassionati si sono messi fin dai primi avvistamenti a cercare di comprendere in quale modo, e soprattutto da chi e perchè, i cerchi venissero realizzati.

Divenute nel tempo sempre più complesse e geometricamente articolate, le figure che si distinguono con precisione solamente da una certa altitudine, hanno diviso esperti ed opinione pubblica. Così, se per qualcuno sono i segni lasciati da entità extraterrestri intente nel comunicare con noi e per qualcun’altro sono creazioni di artisti umani, i cerchi nel grano continuano a suscitare scalpore.

L’ultimo caso che ci riguarda da vicino viene direttamente dalle campagne di Forlì. Nei giorni scorsi, infatti, alcuni abitanti del paese di Bracciano di Bertinoro hanno segnalato la presenza di un grosso simbolo creato durante la notte in un campo coltivato.

La figura, che rappresenta una sorta di spirale con un cerchio al centro presenta tutte le caratterisitche dei cerchi nel grano. Le spige, infatti, sono state ritrovate ricurve e le piante appiattite in maniera uniforme, tanto da formare la figura geometrica che, dall’alto, si percepisce indistintamente. Preso atto dell’evento il dubbio rimane così come le domande sulla provenienza, umana o aliena, del cerchio nel grano.

http://www.befan.it/cerchio-nel-grano-a-bracciano-di-bertinoro-forli/

Anche “La voce” ne dà conto:

crop circles a Bertinoro


Un articolo in inlese anche all'indirizzo: http://www.earthfiles.com/news.php?ID=1981&category=Environment

Il 28 maggio è la volta di “Forlì24ore.it”, con un articolo di Michele Dori intitolato “Folla di curiosi a Bertinoro per i cerchi nel grano”:

Si è sparsa la voce ed i curiosi sono arrivati come mosche sul miele per vedere il crop-circle, il cerchio nel grano di Bertinoro. Comparso nella notte tra il 20 e il 21 maggio in località Capocolle, in un podere di via Mulino Bratti, l’originale disegno ha attirato l’attenzione di tanti appassionati di ufo.
Manca ancora la conferma dell’autenticità del disegno nel grano da parte del centro ufologico nazionale, conferma che, come è facile immaginare, non potrà mai essere definitiva. Il mistero, quindi, si fa fitto. La Romagna è, peraltro, da sempre un luogo prediletto per l’avvistamento degli oggetti volanti non identificati e la presenza di un crop-circle, peraltro neanche il primo rinvenuto in zona, aumenta quel senso di inquietudine che riporta alla domanda fatidica: “siamo o non siamo soli nell’Universo?”
Anche per rispondere a questa domanda, sabato 26 maggio si è tenuto a Forlì il congresso del centro ufologico nazionale, a cui ha preso parte il presidente Roberto Pinotti. Molte le testimonianze portate a riprova di un’attività aliena, che sono state rinvenute sia nella storia antica, sia in documenti più recenti. È nota, infatti, agli appassionati di ufologia l’esistenza di un archivio di epoca fascista, sorto in seguito al presunto schianto nei pressi di Milano di un velivolo dalla provenienza incerta nel 1933. E sono meno noti, ma altrettanto inquietanti, gli avvistamenti che lo storico forlivese Leone Cobelli riportò nelle sue Cronache Forlivesi del 1487 di alcuni oggetti volanti non identificati sopra la Rocca di Montepoggiolo. Nella sua descrizione, uno degli oggetti si presentava «come una rota di carro, alcuni dicono che più di mezz’ora prima l’avevano veduta a la montagna», mentre in altri passaggi si parla di «spade insanguinate nel cielo» e «lance che solcano la notte».
Rimane comunque da preferire la possibilità che il cerchio nel grano di Bertinoro sia opera di un bislacco burlone, magari a caccia di una qualche notorietà.
Al fenomeno dei cerchi nel grano il regista M. Night Shymalan aveva dedicato un film nel 2002 dal titolo “Signs”, con protagonisti Mel Gibson e Joaquin Phoenix.

Fonte: http://www.forli24ore.it/news/forli/0022929-folla-curiosi-bertinoro-cerchi-nel-grano

Una supplica: smettetela di citare questo benedetto film ad ogni occasione.

-----------------Aggiornamento----------------------


Come era facilmente prevedibile, non sono mancati tentativi di collegare questo pittogramma all’eclissi anulare del 20 maggio 2012. Dal sito Cropcirleconnector è Red Collie – non nuovo a sviscerare corrispondenze astrali per diversi crop circles – a far notare che c’è una corrispondenza numerica tra il glifo di Bertinoro e il 128° ciclo di Saros. Proviamo a spiegare in termini elementari cosè il ciclo Saros, e poi vediamo se questa corrispondenza sussiste o meno. Diremo semplicemente che esiste una periodicità nelle posizioni che reciprocamente assumono tra loro la Terra, il Sole e la Luna, i quali ogni circa 18 anni vengono a trovarsi nella stessa posizione (da cui una conseguente ciclicità delle eclissi). Questo è però il “periodo Saros”, che tiene conto solamente della posizione geometrica dei pianeti, e non delle angolazioni e rotazioni. Per tener conto anche di queste ultime si parla appunto di “ciclo di Saros”:

Dopo un periodo saros, vale a dire 18,32 anni ritroveremo la stessa situazione geometrica, ma a causa della minuscola differenza di 0,46 giorni (vedi il calcolo precedente) il Sole sarà spostato di 29' rispetto al nodo. Pertanto si ha una famiglia di eclissi, che comincia quando il Sole è distante dal nodo il massimo per avere una eclissi, in pratica quando i dischi del Sole e della Luna si sfiorano appena. Poi, saros dopo saros, il Sole si sposta, la percentuale di disco solare eclissata aumenta fino a generare eclissi totali, poi la sequenza si inverte e questo ciclo si chiude quando il Sole è così lontano dal nodo che ormai non si possono più verificare eclissi. Questi cicli durano circa 1315 anni e sono chiamati cicli saros.

La numerazione è stata stabilita nel 1955 dallo studioso G. van der Bergh: il ciclo saros numero 1 ebbe inizio il 3 giugno -2872 e terminò l'11 luglio -1582. L'eclissi dell'11 agosto 1999 appartiene al ciclo saros 145, iniziato il 4 gennaio 1639 e che contiene 77 eclissi di cui 34 parziali, 1 anulare, 1 anulare-totale e 41 totali

http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=6446

Si veda anche: http://www.apan.it/conferenze/leeclissi/leeclissi5.htm

In ogni caso l’eclissi del 20 maggio appartiene al 128° Saros, il quale conta 73 eventi.

crop circles a Bertinoro
Immagine: http://www.cropcircleconnector.com/inter2012/italy/Bracciano2012e.html


Però nel cerchio di Bertinoro gli elementi o frazioni della sezione circolare (quelli che – per intenderci - noi abbiamo indicato come gradini di una ipotetica scala a chiocciola) sono 71 (addirittura 69 secondo il conteggio svolto da G. Marchi la mattina del 22 maggio). I conti non tornano.

Ecco dunque l’escamotage: il 128esimo ciclo conta 71 eclissi “maggiori” e 2 “minori”, e nel crop circle di Bertinoro ci sono 71 sezioni e 2 “tuft” (cespugli) all’interno del cerchio centrale, e 71+2 fa 73.

Ma, se ricordate, poco fa di “tuft” ne avevamo contati almeno tre, più alcune spighe erette. Evidenza confermata dal “field report” pubblicato sullo stesso “cropcircleconnector”: “The centre of the formation contains three tufts of standing crop…”. I conti continuano a non tornare.



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