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il database sui cerchi nel grano

25 Giugno 2004: Panocchia (Parma)

cerchi nel grano: Panocchia
foto: "Galileo", grazie a Umberto Mora

Il 3 di Luglio – dopo averne parlato anche il 29 giugno - la Gazzetta di Parma fa uscire un articolo su un crop circle rinvenuto presso Panocchia una settimana prima, e destinato a far molto parlare di se. Leggiamo l’articolo.
”IL CASO. C'è chi sostiene che i disegni siano una burla mentre altri parlano di alieni. Uno scherzo da Ufo? Continua il mistero sui cerchi nel grano a Panocchia”
Il viavai è continuo e dalla carraia alla spianata si è oramai formato un sentiero in mezzo al campo di grano. D'altra parte la notizia si è diffusa in tutta la provincia e arrivano gruppi di persone: curiosi, appassionati o, comunque, chi crede che da quelle parti siano passati gli Ufo.
Telecamere, macchine fotografiche e anche telefonini, sono in molti a voler immortalare una fetta di mistero. Un'incognita che prende le forme di tre cerchi «incatenati», comparsi misteriosamente sabato mattina in un campo di grano alle porte di questa frazione di Parma: il primo vero e proprio “crop circle” (come lo chiamano gli esperti) della nostra provincia. Ad accorgersi del disegno tre giorni fa, due giovani agricoltori, Roberto Martini e Luca Pacchiani: “Passo di qui tutti i giorni con il trattore – racconta Pacchiani-. Sabato mi sono accorto che il grano era schiacciato in modo strano. Ho pensato subito ad un mulinello di vento, ma quando mi sono fatto alzare con le pale del trattore ho visto questo disegno. Una cosa incredibile, bella, ma per me è uno scherzo”.
Tra il soprannaturale, la burla, la scienza e le battute c'è anche chi, a cavallo tra promozione turistica e goliardia, vuole lanciare questo pittogramma come simbolo di Panocchia, promettendo nei prossimi giorni l'uscita di una maglietta celebrativa: “Non succede mai nulla qui – sottolinea Davide Guatelli-: adesso, almeno, un motivo per venire c'è”. Per questo giovane studente di ingegneria c'è anche un doppio coinvolgimento: «Abito proprio qui di fronte: non ho visto nulla. Che sia uno scherzo o meno è difficile dirlo, la scienza comunque fornisce spiegazioni a questi fenomeni». Mentre in paese si rincorrono anche voci di chi, pare, abbia visto luci «strane» sul cielo di Panocchia proprio quella sera, il popolo dei visitatori si divide tra chi crede ad una visita di qualche extraterrestre e chi si “complimenta” per la burla ben riuscita.
”Non mi sono accorto di nulla”, ripete chi, come Diana Rossi e Carlo Mazza, abita proprio lì di fronte. “Se è stato uno scherzo – ironizza Francesco Tosi - è stato fatto da chi se ne intende di campagna: è uno che sa "rastrellare" bene”. “Non si tratta di uno scherzo – replicano in coro Denis Zennoni e Angela Tripodi -. Sfido qualunque umano a fare un disegno del genere, di notte e senza punti geometrici di riferimento”.
Da Adelmo Ponzi, uno dei titolari del terreno su cui è comparso l'agroglifo, arriva una sorta di doppia rassicurazione per gli appassionati: “Tra qualche giorno, comunque, dobbiamo trebbiare il campo: la nostra intenzione è però di lasciare un po' di grano attorno in modo che la figura si veda ancora”. In attesa dell'esito degli esami biochimici del terreno (previsti in settimana), per la scienza è ancora presto per esprimere un giudizio: “Alcuni dati che ho rilevato – spiega Giorgio Pattera, vicepresidente del “Galileo”, il centro di ricerche esobiologiche che si occupa dell'espisodio - fanno pensare ad un'azione umana: certo è che se è un artifizio, non solo è stato ben fatto, ma è stato eseguito da un gruppo di sei persone che ha impiegato molto tempo. In questo caso mi rifiuto di credere che nessuno abbia visto nulla”.

Articolo di Matteo Scipioni, Gazzetta di Parma del 03/07/2004

Oltre al racconto, la Gazzetta parmigiana aggiunge qualcosa in più, in un altro articolo sempre del 3 Luglio, a seguito delle analisi in corso presso il centro Galileo.
”Il centro Galileo: “Nel fenomeno c'è qualcosa di anormale”. Ufo, il mistero rimane ma a Panocchia si pensa soprattutto a una burla”.
Ancora dubbi sul mistero dei cerchi nel grano di Panocchia, soprattutto dopo il secondo esito degli esami biochimici sui cristalli contenuti nel terreno coinvolto dall'agroglifo.
Se da una parte l'assenza di Itterbio e Palladio aveva fatto pendere, ieri, la bilancia dalla parte dell'artificio umano, a creare ulteriori dubbi e a riportare in parità le percentuali con la possibilità che a produrre questi tre cerchi incatenati sia stata una sorgente elettromagnetica, sono le percentuali dei cristalli. Dati che cambiano in quantità sensibile e non concordano con i parametri usuali per i terreni in uso agricolo della nostra zona.
Dai campioni prelevati in tre punti specifici - al centro del “trifoglio”, nel cerchio ad est e in un punto “neutro” fuori dal pittogramma- i dati che coinvolgono, ad esempio, la fluorite evidenziano come la sua concentrazione sia assente al centro, arrivi al 66% nel cerchio esterno e sia al 73% fuori.
Andamento analogo per cristalli come silicio, goetite, calcite, ematite e quarzo: per quest'ultimo è stato riscontrato un 33% al centro, 14% ad est e 4% all'esterno.
”Ritorniamo al punto di partenza - spiega Giorgio Pattera, vicepresidente di "Galileo", il centro di ricerche esobiologiche che si occupa di studiare l'agroglifo di Panocchia - con una serie di strade aperte. Con questi dati sarà importante valutare come sia stato gestito il terreno dall'azienda agricola che lo coltiva: diserbanti, ammendanti e concimi vari, anche se non credo che le piogge che abbiamo avuto in questi tempi abbiano potuto influire sulle percentuali dei composti. Se avessimo trovato Palladio e Itterbio non avrei avuto dubbi, ma questi dati che mi aspettavo rientrassero nella media dei terreni della zona rimettono le cose in parità. Non sto parlando di alieni o altro…ma qualcosa di anormale c'è”.
Sulle voci che circolano in paese che i cerchi siano frutto di una burla, l'esperto ribadisce: “In tal caso faccio i complimenti a chi ha eseguito questo agroglifo”. Frattanto un gruppo di ragazzi ha messo in vendita magliette su prenotazione con l'immagine dell'agroglifo.

Articolo di “M.Sc.”, Gazzetta di Parma del 03/07/2004.

Per le analisi biologiche e chimiche ci viene allora in soccorso la Commissione Scientifica della Fondazione Sentinel, nella persona di Sabrina Brianzoli, e il Centro Studi Fortiani. Riportiamo nella versione PDF di questo documento i loro studi, limitandoci qui alle conclusioni: la soglia naturale minima di radioattività delle spighe non ha superato il livello oltre il quale si rende necessario un'approfondimento delle analisi. I campioni non si possono definire radioattivi.
Sabrina (della Fondazione Sentinel) ha anche piantato alcuni chicchi delle spighe in vari vasi, per verificarne la crescita: ”nessuna anomalia è risultata nella crescita,lo sviluppo naturale delle piante è avvenuto in maniera regolare, quindi per quanto riguarda questo tipo di "prova", nulla da segnalare”

Se non bastasse per fugare ogni dubbio, arriva anche la conferma di Giorgio Pattera e del centro Galileo. La rende nota ancora la Gazzetta di Parma, il 7 Luglio, con un articolo (visibile nella versione pdf di questo documento).

Per ulteriori approfondimenti, foto ed articoli, si consiglia discaricare la versione PDF del documento, reperibile nell’archivio 2004.


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