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Quello del 4 giugno 2004 a Sabaudia è tra i crop circles italiani più belli e più discussi dell’anno (anche perché nello stesso appezzamento si era verificato un caso analogo esattamente un anno prima). Sabato 5 giugno, il giorno dopo il suo rinvenimento, ne scrive già “Il tempo”, con un articolo on-line di Romano Tripodi (segue).
Questa volta su un’area di Stefano Bedin, sempre a Sant’Andrea, tra la Litoranea e il mare. A distanza di un anno dalla scoperta dei «crop circles» nel terreno della famiglia Cenci il fenomeno si è ripetuto.
SABAUDIA — Messaggi da lontane Galassie o esercitazioni di comuni mortali con grande dimestichezza con il disegno e la geometria? Altri "crop circles", quei disegni che sembrano fatti al computer tanto sono perfetti, sono apparsi alcuni giorni fa come d’incanto su un campo di grano proprietà di Stefano Bedin, agricoltore apprezzato e discreto, con annesso podere familiare in zona Sant’Andrea. Il podere è distante poche centinaia di metri da quello della famiglia Cenci, balzata suo malgrado agli onori della cronaca regionale e nazionale per quei cerchi concentrici tracciati, quasi un anno fa, esattamente ai primi di giugno 2003, su un altro campo di grano, situato quasi a ridosso di via Sant’Andrea, immediatamente dopo la curva della Litoranea. I "crop circles", che mani ignote hanno tracciato nel settore più interno del podere di Stefano Bedin, sono caratterizzati da un doppio cerchio concentrico centrale sul quale appaiono il profilo di una figura ed uno strano simbolo e da altri due cerchi laterali: quello a sinistra più complesso, quello a destra, che è anche il più piccolo è a tutto tondo. A differenza dei "crop circles" che turbarono la proverbiale quiete della famiglia Cenci e finirono per diventare il "tormentone" dell’Estate 2003 a Sabaudia, quelli tracciati sul terreno di Stefano Bedin, sono praticamente invisibili da terra. Prova ne sia che ad accorgersi della loro presenza non è stato l’agricoltore di Sant’Andrea bensì uno dei piloti decollati dalla vicina aviosuperfice di Fabio Dapit. E soltanto salendo su un piccolo aereo da turismo il cronista è riuscito a constatare che le voci circolate sommessamente giovedì sera al bar Zannoni, in località Sacramento, erano rispondenti al vero. Fra Sacramento e Sant’Andrea la distanza è relativamente breve.
In attesa che sul fenomeno tornino a parlare gli esperti di ufologia o comunque quanti credono all’esistenza degli extraterrestri o comunque di "intelligenze superiori" a rompere il riserbo, a patto di non essere fotografato, è proprio Stefano Bedin. Il proprietario del campo su cui sono stati tracciati o sono misterisamente apparsi i "crop circles" è fermamente convinto che essi siano opera di qualche "burlone".«Un anno fa nel vedere i cerchi tracciati sul campo di grano dei Cenci rimasi sinceramente perplesso, tanta era la complessità e la perfezione del disegno, e non volli escludere l’intervento di esseri provenienti da altri mondi. Questa volta sono sicuro al cento per cento che abbiamo a che fare con qualcuno in vena di scherzi» ci dice Bedin confermando di non aver sentito o udito nulla.
«I cerchi sono stati fatti al massimo due sere fa, quando la zona era rischiarata dalla luna piena», spiega il proprietario del terreno. In attesa di risposte chiarificatrici resta da chiedersi perché anche questa volta nessuno si sia accorto di nulla.
Sempre “Il Tempo” ritorna sul caso qualche giorno dopo, con un nuovo articolo.
RIAPPARE IL CROP CIRCLES DI SABAUDIA.
Dopo l’aratura e la semina le inquietanti immagini nel podere Bedin di Sacramento. Sconcerto tra la gente.
News: SABAUDIA — Sull’ampia distesa di grano, ancora verde, di Stefano Bedin e della moglie Rosa, sono tornati ad apparire i "crop circles". Nessun dubbio che il disegno scoperto nei giorni scorsi e con una certa difficoltà dal pilota decollato dalla vicina aviosuperficie di Colle Piuccio sia lo stesso di quello che, con bel altra evidenza, venne avvistato quasi un anno fa e sempre nello stesso punto. Ma c’è da chiedersi come mai il profilo dei vecchi "crop circles" sia uscito indenne dalla aratura e dalla successiva semina del campo della famiglia Bedin, fra Sacramento e Sant’Andrea. E neppure la signora Rosa, che si è lasciata eccezionalmente intervistare, sa darsi una spiegazione completamente convincente. «Quel tratto di terreno, come il restante campo, è stato calpestato centinaia di volte e può darsi che le spighe ed i semi siano rimasti conficcati nel terreno e proprio seguendo lo scherma curvilineo dei crop circles» ci dice. Ma osservando attentamente le immagini riprese dall’aereo a lasciarci perplessi è non soltanto la perfezione del cerchio ma il disegno, una specie di cuspide, che vi è inserito. E poi perché degli originali crop circles, quelli che apparvero ai primi di giugno del 2004, soltanto questi sono rimasti impressi sul terreno? Domande al quale un profano, seppur affascinato da una materia intrigante e sempre più di attualità, divenuta oggetto di articoli scientifici, pubblicazioni varie e persino di film, non è in grado di rispondere. Una cosa è comunque certa. Dal giugno scorso, quando seppure a malincuore, divennero protagonisti delle pagine provinciali e nazionali dei mass-media, la vita della famiglia Bedin non è cambiata né tantomeno è stata sconvolta. «Continuiamo ad occuparci della nostra terra come prima e più di prima. Semmai i nostri bambini hanno vissuto qualche momento esaltante, corteggiati dai loro compagni di scuola. Oggi ne parliamo ancora ma senza preoccuparci più di tanto. Sono comunque curiosa di vedere queste nuove immagini» ci dice, congedandoci, Rosa Bedin, la semplicità fatta persona. Le analisi di laboratorio effettuate lo scorso anno su alcuni campioni di spighe prelevati dal terreno dei Bedin evidenziarono la presenza di tracce di ferro di provenienza meteoritica; di insetti rimasti come incollati alle stesse spighe e geneticamente mutati, quasi avessero subito l’influsso di vibrazioni. Colpì inoltre i ricercatori del Centro di studio Intelligenze extraterrestri la presenza di quella lettera "F" che compariva a mo’ di firma su tutti i cerchi. Inoltre gli steli delle spighe erano orientate verso sinistra ed i chicchi di grano esplosi dall’esterno all’interno. Un anno prima, esattamente nel giugno del 2003, i cerchi erano apparsi - fatto senza precedenti per Sabaudia - sul vicino campo della famiglia Cenci, a poche centinaia di metri dal podere dei Bedin. Certo che, ancora una volta, i fantomatici cerchi sul grano, o meglio "crop circles", sono tornati a farsi notare sullo stesso terreno di Sabaudia. Dalle foto scattate si ha quasi l’impressione che il suolo che ha ospitato i precedenti cerchi sia stato modificato chimicamente tanto da far crescere dell’erba in maniera diversa. Naturalmente, queste sono semplicemente delle sensazioni osservando il panorama dall’alto. Adesso dovranno essere gli esperti a dirci se qualcosa è cambiato nel suolo dell’agricoltore di Sabaudia ed in che modo. Certo è che, ancora una volta, come per magia (o per fantascienza) i cerchi sul grano sono ricomparsi e come la precedente... misteriosamente.
Il 16 giugno una notizia ANSA da Latina:
Folla di curiosi in un podere di Sabaudia dove in un campo di grano sono comparsi degli strani 'disegni' che si vorrebbero legati alla presenza di Ufo. Si tratta, secondo gli ufologi, dei cosiddetti 'crop circle' ovvero presunti segnali inviati sulla terra da parte di altre forme di vita presenti nell'universo. A notarli e' stato il titolare del podere. Fenomeni conosciuti come 'crop circle' sono stati scoperti anche negli Stati Uniti e in Inghilterra e non e' mai stato possibile spiegarli.
Il 17-06-2003 “Il Denaro” online, quotidiano di Napoli, spende anche qualche parola.
Sabaudia, cerchi misteriosi in un podere: sono gli Ufo?
Una folla di curiosi è accorsa a Sabaudia, in provincia di Latina dove in un campo di grano sono comparsi alcuni cerchi concentrici che si attribuiscono agli Ufo. A notare i cerchi concentrici formati dalle spighe di grano abbassate è stato, nei giorni scorsi, Giovanni Cenci, 55 anni, titolare del podere in via Sant' Andrea. "Credevo a uno scherzo, poi ho notato che quei disegni sono perfetti e soprattutto che nessuno è entrato nel campo per arrivare fin lì e realizzarli, altrimenti si sarebbe visto il passaggio". Si tratta, per gli ufologi, dei cosiddetti “crop circles” ovvero presunti segnali inviati sulla terra da parte di altre forme di vita presenti nell'universo.
A occuparsene sono vari studiosi del settore. Tra questi c’è il C.R.O.P. (Centro Operativo di Ricerche sul Paranormale), con una relazione di Marco Garbati che riportiamo:
Composto da tre cerchi disposti due ai lati ed uno al centro, di raggio circa 25m l’uno (il centrale è poco più grande); non ci sono anomalie elettromagnetiche..e, sopratutto, gli steli sono piegati come da una tavola. Piccolo e semplice, riprende il logo di una associazione che, guardacaso, e proprio a 300 metri in linea d'aria... Purtroppo il campo è stato saccheggiato, ci sono passati motorini e una valanga di vandali... quindi i dati sono molto inquinati. Ecco alcune foto dei rilievi dei campi. Cogliamo la bellezza anche se potrebbe essere stato fatto "artigianalemte".
Situato nella regione di sant'Andrea, a poca distanza dal cerchio dell'anno prima (circa 1 km). Tutte le persone che sono entrate hanno avuto giramenti di testa. Sarà stato un effetto placebo. In genere avvengono delle strane reazioni dentro i cerchi nel grano a chi è molto sensibile ma sicuramente da associare alla emozione vissuta.
La vera stranezza è in quella specie di chiave che è sita all’interno di un cerchio, sul logo della azienda vicina non appare. Che sia la chiave per una altra dimensione?
COMMENTO DI UN ESPERTO TROVATO SUL POSTO
I crop circles non sono perfettamente rotondi ma leggermente ovali. I loro bordi crespi sono formati dal raccolto appiattito, come se fossero disegnati con un compasso ed incisi con precisione chirurgica. Fra le altre anomalie c'è l'aumento di produzione di infrarossi su ogni formazione nuova, indice che il contenuto di calore delle piante ed il circostante è stato modificato. Sono stati trovati inoltre isotopi radioattivi a vita breve nel suolo dove sono apparsi crop circles genuini (questi isotopi si disperdono dopo tre o quattro ore), ed il suolo intorno a loro sembra essere stato cotto al forno.
I cerchi nel grano, generalmente, si formano di notte tra le 10:30 di notte e le 6 del mattino, durante le sere più corte dell'anno italiano quando l'oscurità dura solo 6 ore
Altra testimonianza che riportiamo è quella del direttore della rivista “Hera”, Adriano Forgione:
I cerchi nel grano italiani hanno fatto la loro apparizione anche quest'anno. Due formazioni principalmente hanno riempito le cronache, il primo apparso a Rho, vicino Milano, il secondo a Sabaudia (Latina). Ho investigato personalmente il Cerchio nel Grano di Sabaudia, apparso tra il primo e il due giugno 2004, che considero certamente autentico. Ho svolto l'inchiesta il giorno6 giungo 2004. Dopo aver sorvolato con un aereo la zona e realizzato le foto che vedete qui allegate, con Roberto Volterri siamo stati accolti dal proprietario del campo Stefano Bedin che ci ha gentilmente concesso l'ingresso al podere, altrimenti impossibile. La formazione è piuttosto grande, 110 metri di lunghezza.
Perché lo considero autentico? Perché ho trovato spighe bruciate sul primo nodulo, che appariva piegato, a differenza degli altri noduli ancora freschi e verdi: segno dell'imposizione energetica che ha agito sulle spighe. Inoltre nel cerchio all'estremità destra della formazione a bilanciere, il più piccolo, quello caratterizzato da un piccolo anello decentrato formato da spighe ancora in piedi, sono presenti una serie di piante attorcigliate in modo "impossibile", frutto certamente dell'aggregazione energetica che in quel punto ha assunto una sorta di andamento "a mulinello".
Ho prelevato, ed è in mio possesso, anche una spiga con un insetto, un piccolo coleottero, attaccato per il rostro ai semi, fuso con essi. Il resto del corpo è rizzato in perpendicolare rispetto alla spiga in una sorta di spasmo che gli ha fatto allungare il collo. La superficie della corazza è cotta e manca completamente di interiora (in controluce è assolutamente trasparente), evaporate come accade per i noduli irraggiati da un forte campo elettromagnetico. L'insetto e la spiga erano situate all'interno del secondo anello interno di spighe abbattute, nel cerchio caratterizzato dalla chiave centrale.
Tutto ciò mi ha convinto della sua autenticità.
Presto altri aggiornamenti.
Si ringraziano il Signor Stefano Bedin per la gentilezza e disponibilità e Roberto Volterri per la professionale assistenza.
Ma ora la parola agli scettici: il Cicap (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale ).
Attraverso una indagine anche fotografica (vedi la versione PDF di questo documento, nell’archivio 2004), il Cicap tenta di smentire le voci sulla autenticità del cerchio.
Sempre il Cicap incarica Mirco Corridori (del “Cicap Lazio”) di compiere una indagine sul cerchio nel grano di Sabaudia, che uscirà presto sotto forma di articolo, il cui titolo è un programma: “Non siamo sòle”. Leggiamolo.
Sabaudia, 4 giugno 2004, un nuovo crop circle è comparso in zona Sant'Andrea, non molto distante dal terreno in cui è stato rinvenuto il primo cerchio lo scorso anno. Paura eh? Non tanta a dire il vero, nella bella cittadina di mare sono ormai convinti che a disegnare questi spettacolari pittogrammi siano esseri umani. Nonostante la spiegazione sia semplice e logica, parlando con i curiosi provenienti da ogni parte del Lazio accorsi a vedere l'opera, ho notato un divertito compiacimento nel tentare di scoprire indizi e prove che avrebbero potuto spostare l'ago della bilancia verso lo scetticismo più radicale o verso la posizione ferma e convinta dei "believers", i credenti che ritengono siano opera di sfere di luce, BOL (ball of lights) che piu' di una volta si dice sono comparse in prossimità di un cerchio nel grano.
A Sabaudia il fenomeno dei cerchi nel grano sta diventando un rituale che la gente del luogo accetta di buon grado, divertita dalle sempre più illogiche speculazioni che alcuni giornali locali e nazionali diffondono per poter riempire le loro pagine di cronaca estiva. In realtà a crederci sono ben pochi, tutti però si riservano il diritto di fantasticare un po'.
Nel 2003 il cerchio ritrovato nel terreno di Franco Cenci ha attirato l'attenzione dei media di tutta Italia: giornali locali, nazionali e importanti telegiornali, non sempre preparati in materia, hanno dedicato ampi spazi a questo fenomeno, o rituale appunto, che ormai sta diventando famoso quanto l'infiorata di Genzano o la sagra della porchetta di Ariccia. Nel luglio del 2003 a Sabaudia si è svolta la conferenza dal titolo: "Cerchi nel grano: messaggi dal cosmo", pubblicizzata come prima conferenza sull'argomento auspicando evidentemente altri ritrovamenti. Il dibattito tra i credenti si concentra sul rapporto tra il cerchio e i monumenti megalitici poco distanti, prova tangibile secondo la leggenda, della presenza di giganti presumibilmente di origine extraterrestre che in anni passati hanno abitato la zona.
La sofisticata costruzione geometrica del cerchio del 2003 ha dato il via all'affair crop circles incuriosendo chi era a digiuno di conoscenze sull'argomento e convogliando l'attenzione dei turisti. Il cerchio di quest'anno ha prospettive molto simili: stessi codici, stesse tecniche di realizzazione, stessi messaggi cifrati. Il suo creatore ha ribadito il concetto che non siamo soli, o forse lo siamo purtroppo, ma è comunque divertente pensare che non sia così
- Geometria del cerchio
Il pittogramma è stato rinvenuto il 4 giugno da Fabio Dapit, il proprietario di una locale scuola di volo ultraleggero. Sorvolando la zona ha notato in un podere non facilmente accessibile, questo maestoso disegno lungo all'incirca 100 metri comprendente tre cerchi principali: il cerchio di destra rispetto alla via di accesso ha il diametro di 20 metri, il cerchio centrale 40 metri, e il cerchio di sinistra 30 metri. Nonostante il campo di grano fosse molto ampio, il cerchio non era molto distante dall'unica stradina presente.
Da una prima analisi delle foto aeree è balzata subito all'occhio la presenza del simbolo "F" nel cerchio di sinistra; il simbolo deriva da un geroglifico "Neteru": "coloro che ci guardano dal cielo". Questo geroglifico è stato associato alla leggenda degli abitanti del decimo pianeta Nibiru, visibile ogni 3600 anni. Nibiru avrebbe dovuto essere avvistato nella primavera del 2004 ma così non è stato a quanto pare. Il cerchio esterno ha uno spessore di 2 metri, quello interno di 4,80 metri circa. La "F", detta anche chiave da molti, è formata da un segmento di 1,30 metri ed un secondo segmento di 2,30 metri di lunghezza. Entrambi sono spessi un metro. Anche l'asta principale della chiave ha lo spessore di un metro. Il cerchio finale accanto ad essa e coincidente con il centro del cerchio di sinistra, ha un diametro di 2 metri.
Il cerchio di destra ha un diametro di circa 20 metri e presenta al suo interno un cerchio più piccolo, decentrato, che a detta di alcuni studiosi accorsi nei primi giorni di ritrovamento, presentava una treccia di spighe anomala prelevata per una ricerca più approfondita. Purtroppo Stefano Bedin, il proprietario del terreno, non ha saputo indicare l'organizzazione che ha prelevato la treccia. E' interessante specificare che anche lo scorso anno numerose organizzazioni e istituti, compresa l'onnipresente università La Sapienza di Roma, si sono presi la briga di prelevare campioni di grano e terreno senza però divulgare i risultati delle ricerche.
Il cerchio decentrato ha un diametro di 2 metri. La lunga linea retta che unisce i tre grandi cerchi ha lo spessore di un metro. Avrete senz'altro notato che le misurazioni rivelano una abbondante presenza di linee e raggi di circonferenza misuranti un metro. E' ipotizzabile pensare quindi che sia stato utilizzato un rullo metallico o un asta di tale lunghezza per la realizzazione del pittogramma.
Il cerchio centrale è formato da quattro cerchi proporzionati i cui centri appartengono all'arco di circonferenza che taglia la sua area. Questa sembra essere l'unica funzione dell'arco che potrebbe quindi essere stato tracciato soltanto per rilevare i centri e tracciare le circonferenze interne. Il cerchio più piccolo ha il raggio di circa 4 metri, il secondo cerchio è esattamente il doppio del primo. Il terzo è doppio rispetto al secondo, quindi quattro volte il primo, mentre il cerchio esterno è cinque volte quello più piccolo. Prendendo il primo cerchio come unità di misura si ha la sequenza di valori: 1,2,4,5. Un procedimento simile è stato utilizzato per la realizzazione del crop circle del 2003. Anch'esso oltre ai riferimenti a Nibiru, presentava regole geometriche ben precise che in ogni modo non dimostrano assolutamente la sua natura soprannaturale. Più che un messaggio sembra quasi essere una firma.
- Alla ricerche di anomalie
Stefano Bedin si è dimostrato molto disponibile nel lasciar visitare il cerchio ai curiosi e nel dare informazioni utili agli studiosi. Stefano, che si è dichiarato scettico ma aperto ad ogni eventualità, è stato il primo a visitarlo ed esplorarlo. Ha precisato in maniera molto convinta che nessuno prima di lui conoscesse la sua esistenza, a parte naturalmente i presunti circlemakers e il pilota dell'aereo ultraleggero che lo ha avvistato dall'alto. Sin dai primi giorni ha notato che le spighe di grano non erano piegate come avrebbero dovuto essere, ma grossolanamente spezzate alla base. Dopo una settimana l'interno dei cerchi si presentava completamente rovinato dal passaggio dei turisti, ma è comunque abbastanza chiaro che una delle peculiarità di base dei pittogrammi fosse venuta meno sin dall'inizio dimostrando la superficialità con cui è stato realizzato.
Una volta entrato all'interno del cerchio mi sono prodigato nella ricerca delle anomalie. Prendendo come esempio uno studio di W.C. Levengood, ho prelevato un campione di 30 spighe in maniera casuale e ho ricercato meticolosamente eventuali insetti morti attaccati per il rostro, nodi esplosi, nodi più grandi del dovuto e bruciature. In nessun campione prelevato sono riuscito a riscontrare anomalie di questo genere. Sono da evidenziare due piccole curiosità: in alcuni casi le spighe del grano erano piegate verso il basso. Ciò può essere causato da due fattori, il primo riguarda gli uccelli che si posano sul grano non ancora maturo viziandone la crescita, infatti i bordi del campo in cui gli uccelli si recano più spesso presentano un elevato numero di spighe piegate verso il basso. Il secondo fattore è dovuto, secondo Stefano Bedin, alla pesantezza della spiga. Ad attirare l'attenzione di tutti i presenti però, è stato il rinvenimento di una spiga bruciata. Apparentemente alcuni chicchi di questa spiga sembravano carbonizzati, ma è stata sufficiente una piccola grattatina per capire che era semplicemente ricoperta di sterco di insetto.
Le due bussole utilizzate per valutare l'orientamento geografico del crop circles non hanno mostrato anomalie del campo magnetico. Riguardo questo argomento Stefano Bedin ha smentito nella maniera più assoluta la notizia che riportava di malori occorsi ad alcuni turisti una volta entrati nel cerchio. Alcune voci infondate avrebbero sostenuto inoltre, che le forze dell'ordine locali avrebbero preso in considerazione la possibilità di porre sotto sequestro il terreno a causa di queste presunte anomalie magnetiche. Anche l'avvistamento di sfere di luce nei dintorni del terreno rientra nella casistica del "sentito dire da qualcuno".
La prova più evidente che il cerchio è di natura umana, è rilevabile analizzando il cerchio centrale. Esso presenta in più punti alcune ingiustificate curvature verso l'interno (osservate le foto). E' una chiara e lampante prova del fatto che in quei punti la corda o lo spago utilizzato per tracciare la circonferenza partendo dal centro, sia stato allentato tanto quanto basta per commettere il fatale errore.
- CSI Sabaudia: la ricostruzione della scena del crimine.
Un buon agricoltore come Stefano Bedin sa riconoscere ogni piccola traccia lasciata sul proprio terreno. La sua natura scettica lo ha indotto a cercare vicino la stradina, all'altezza dei centri dei tre cerchi, tracce del passaggio di persone. In via confidenziale mi ha fatto notare numerose impronte di scarpe lasciate sul terreno presumibilmente da due o tre persone. Grazie al bel tempo e alla composizione del terreno, alcune impronte erano ottimamente visibili anche a distanza di giorni: Stefano Bedin ha gelosamente custodito il segreto in modo che nessuno potesse inquinare queste preziose prove.
Per realizzare un cerchio sono necessarie almeno due persone, tre persone sono più che sufficienti anche per trasportare eventualmente un rullo metallico largo un metro dal peso di 20\30 kg.
Il lavoro è stato svolto presumibilmente tra l'una di notte, l'ora in cui la zona si svuota di turisti e gli abitanti locali vanno a dormire, e le cinque del mattino, il sole infatti è sorto alle 5,34. Quattro ore sono più che sufficienti per realizzare un pittogramma che in fondo non ha caratteristiche geometriche troppo complicate.
La ricostruzione cronologica del cerchio può essere ipotizzata basandosi sulla sovrapposizione del grano nelle zone di intersezione. Questo lascia pensare che il cerchio di sinistra sia stato il primo ad essere realizzato. La luna piena del 3 giugno ha sicuramente aiutato i circlemakers. Gli artisti bucolici hanno realizzato il cerchio esterno, successivamente quello più spesso all'interno del primo, utilizzando verosimilmente una corda o uno spago per tenere bene le distanze. Stefano Bedin è convinto che sia stato usato un rullo di metallo, non troppo pesante e quindi facilmente trasportabile da via Sant'Andrea; un operazione del genere comunque necessita di parecchia pazienza e parecchie energie. Nella zona in cui è stato rinvenuto il cerchio non ci sono abitazioni, quindi non è difficile inoltrarsi nel terreno senza essere visti.
Il secondo cerchio ad essere realizzato è il cerchio di destra. All'altezza del centro di questo cerchio ci sono altre evidenti tracce del passaggio umano: impronte di scarpe e spighe spezzate. Le tramlines in quel punto non sono sufficientemente ampie.
Dopo aver realizzato i due cerchi, i land artist li hanno collegati con un lungo viale. Ritenendo improbabile che i due estremi del viale possano essere stati tracciati seguendo una corda, abbiamo ipotizzato l'uso di una luce laser indicante la direzione da intraprendere. Se questa ipotesi fosse vera avvalorerebbe l'uso di un rullo metallico, il quale una volta direzionato verso la luce può essere portato verso di essa senza troppe difficoltà.
I quattro cerchi centrali sono stati gli ultimi ad essere realizzati. Il cerchio esterno è stato naturalmente il primo. L'arco che taglia i cerchi è stato realizzato utilizzando come centro il punto di intersezione tra il cerchio esterno e il viale. A questo punto sono stati realizzati i tre cerchi di 4,8 e 16 metri di raggio. La "F" è stata realizzata partendo dalle estremità piegando le spighe verso l'interno. Le spighe alle estremità della "F" sono state presumibilmente piegate a mano per far posto a chi avrebbe dovuto successivamente passarci sopra con la tavola o il rullo. Infatti su tutti i "vicoli ciechi" di questo genere, la piegatura del grano avviene sempre verso l'interno. Le spighe sembrano essere state scelte casualmente: ci sono spighe rimaste in piedi davanti a spighe piegate, non esiste una precisa linea di demarcazione.
-Conclusioni
Le orme rinvenute all'altezza dei due cerchi all'astremità del viale, le spighe spezzate, le imperfezioni riscontrate e l'assenza delle principali anomalie, fanno indubbiamente pensare che il crop circle sia di origine umana. Alcuni curiosi presenti si sono dichiarati credenti per quanto riguarda la possibile presenza di entità aliene sul nostro pianeta, ma nessuno di essi è convinto che questi agroglifi possano essere messaggi inviatici per comunicare la loro presenza. I cerchi del grano sono divenuti famosi alla fine degli anni settanta in quanto ricordavano la forma dei dischi volanti. Qualcuno ipotizzò quindi che delle navicelle aliene si fossero posate sui campi lasciando delle orme. Successivamente la questione divenne più complessa: i cerchi non erano più cerchi, ma costruzioni geometriche legate a simbologie di varia natura, fino a diventare in anni più recenti complicati disegni frattalici. Se inizialmente molti pensavano che fosse impossibile adentrarsi in un campo di grano senza lasciare tracce, adesso sono tutti convinti invece che sia possibile utilizzando le tramlines, le linee che i trattori lasciano durante la semina. Se prima della pubblica ammissione di Douglas Bower e David Chorley si pensava che fosse impossibile piegare il grano senza spezzarlo, adesso sappiamo che è sufficiente utilizzare tavole di legno, corde e tanta pazienza. Le teorie che rendevano i crop circles particolari sono sempre state puntualmente smentite e sostituite con nuove teorie. Il Cicap in ogni modo studia e da' il proprio parere sui singoli cerchi senza nessun giudizio aprioristico. Purtroppo il cerchio di Sabaudia ha evidenziato molte imperfezioni che hanno convinto me e tutti presenti che fosse sicuramente opera umana. In Italia sta nascendo una scuola di circlemakers che deve ancora affinare le proprie tecniche di realizzazione nonostante abbia dimostrato una buona conoscenza teorica del fenomeno.
Nel momento dei saluti con Stefano Bedin ci siamo dati appuntamento al 2005: siamo entrambi convinti che l'anno venturo ci regalerà un nuovo cerchio nel grano, forse non nella località Sant'Andrea, ma sicuramente non molto lontano. Spero che l'agricoltore che verrà coinvolto nella faccenda non se la prenderà troppo, in fondo i 150 euro che il signor Bedin ha perso per il suo raccolto non sono tanti e valgono un paio di settimane di divertimento. Se gli artisti riusciranno a migliorare la loro tecnica di realizzazione daranno filo da torcere a tutti i ricercatori, scettici e non, almeno a quelli che non danno giudizi condizionati dalle proprie cieche idee, qualunque esse siano. Stefano ha anche ipotizzato dove faranno il cerchio. Mi limito ad appuntarmelo sul diario per adesso. Chi vivrà, vedrà.
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