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il database sui cerchi nel grano

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Conferenza Crop-circle Cernusco sul Naviglio

Relazione di Marcello Garbagnati.
Recentemente sono stato spettatore di una conferenza sui Crop-Circle tenutasi a Cernusco sul Naviglio, premetto che non sono un esperto del settore (ma anche alcuni conferenzieri non lo erano in quanto mai entrati in un crop), quindi queste valutazioni sono frutto di ragionamenti logici e non di conoscenza approfondita e analisi sul campo se non nel caso del crop circe di Rho che è un’evidente produzione umana come ho già avuto modo di descrivere in un precedente articolo. Per motivi personali ho potuto seguire solo fino alle 23.10 e quindi commenterò solo ciò che ho visto e sentito.
Moderatore della conferenza: Alfredo Lissoni, ricercatore
I relatori della conferenza erano: Valentino Rocchi, ricercatore Giorgio Pastore, Centro di Ricerche Operativo sul Paranormale (C.R.O.P.) Christian Civati, Centro di Ricerche Operativo sul Paranormale (C.R.O.P.) Maria Morganti, gruppo La Corona Luciano Gasparini, gruppo La Corona

Messaggio SETI gli alieni rispondono con i cerchi nel grano.

Il C.R.O.P ha proposto un parallelismo tra il messaggio inviato nello spazio dal SETI e il Crop Circe di Chilbolton. Proponendo quindi il Crop come una risposta aliena al messaggio del SETI. Mentre ascoltavo l’intervento ho notato, nei ragionamenti proposti, alcune falle poi sintetizzate da un’osservazione fatta da un altro spettatore: se gli alieni sono in grado di ricevere e comprendere il segnale che abbiamo inviato significa che sono anche in grado di risponderci allo stesso modo. Quindi la cosa più ovvia, da parte degli alieni, sarebbe stata inviarci un segnale radio come quello utilizzato dal SETI.
Invece secondo il C.R.O.P non è da escludere che gli alieni siano tanto contorti da risponderci con un mezzo di comunicazione totalmente diverso proponendo l’ipotesi, a mio parere assurda, che siano in grado di ricevere un segnale ma non di inviarlo con la stessa metodologia. Sarebbe come ricevere una telefonata e rispondere con un segnale di fumo… Un’altra osservazione che propongo è la seguente: se gli alieni sono più avanti di noi e ci studiano dovrebbero saper bene che noi, tra “scettici” e “credenti”, non siamo in grado di comprendere una risposta del genere. Quindi, tale risposta, oltre che assurda dal punto di vista tecnico, implicherebbe una conoscenza molto scarsa dell’umanità.
Inoltre è curioso vedere come il messaggio di risposta segua i canoni imposti dalla fantascienza su presunti alieni.
Tra l’altro questa interpretazione, data per molto probabile da parte del C.R.O.P indica che tutto ciò che poi è stato detto dagli altri conferenzieri è assolutamente errato.
Il gruppo La Corona infatti fa risalire l’origine dei crop circle ad alieni di luce ben diversi da quelli descritti dal messaggio sul Grano.
Inoltre tale Crop Circe non segue le regole estetiche degli altri, non è quindi un cerchio geometrico: anche questo contribuisce a far crollare le teorie della sedicente sensitiva Maria Morganti. Insomma, sia C.R.O.P che La Corona avevano un atteggiamento da depositari di una verità che apparentemente poteva sembrare la stessa, ma che in realtà, ad un’analisi più approfondita, l’una esclude l’altra. A meno che non vi siano diverse razze di alieni tutte dedite a comunicare con il grano.
Cercando un po’ su internet mi sono imbattuto nell’analisi di Marco Morocutti sulla questione SETI. Riporto qui una parte che spiega tecnicamente, in modo chiaro e oggettivo perché non può essere il segnale di risposta:
“ Un punto molto importante se pensate che questo sia un messaggio di ritorno: il messaggio del 1974 era mirato verso l'ammasso M13, che comprende centinaia di migliaia di stelle. È risaputo che M13 dista 25.000 anni luce, il che significa che il messaggio non raggiungerà il bersaglio per altri 250 secoli. Chiaramente, il disegno nel grano non può essere una risposta inviata da un eventuale abitante di M13: non ha ancora ricevuto alcun messaggio. Ma che dire riguardo ad una eventuale stella della Via Lattea che potrebbe casualmente trovarsi nel fascio del messaggio di Arecibo? Non potrebbero aver sentito per caso la trasmissione, ed averci offerto questa bella scultura come risposta? No. Il fascio di Arecibo a 2.380 MHz ha una ampiezza di circa 2 minuti d'arco, che equivale più o meno ad 1/15 del diametro della luna piena. È un fascio estremamente stretto.
Rappresentazione grafica del messaggio inviato dal SETI. Il crop circle rappresentante un presunto messaggio di risposta al messaggio del SETI
Immaginate di scoccare una freccia attraverso un immenso spazio vuoto, in cui vi siano alcune palline da ping-pong appese a dei fili. Le palline distano fra loro molti chilometri. Quanto a lungo dovrebbe viaggiare la freccia prima di colpire accidentalmente una di queste palline? Ciò è analogo alla situazione del messaggio di Arecibo, che viaggia all'interno del suo fascio ben focalizzato nello spazio della Via Lattea. Le possibilità che colpisca un altro sistema solare nei 27 anni da quando è stato trasmesso sono... all'incirca una su 50.000. Se si accetta la ragionevole assunzione secondo cui gli alieni non possono viaggiare più velocemente della luce, allora dovrebbero trovarsi non più in là di 13.5 anni luce per poter ricevere il messaggio e rispondere. Le possibilità che vi sia un sistema solare all'interno dello spazio finora percorso dal fascio fino a quella distanza sono vicine ad una su mezzo milione! In alte parole è estremamente, estremamente improbabile che qualsiasi sistema solare sia finora stato investito dal messaggio di Arecibo. Questo è un punto importante, dato che è quantitativo e non dipende da altre assunzioni riguardo a questo disegno nel grano: nessun altro sistema solare ha finora potuto ricevere la trasmissione. E per inciso, la probabilità che una sonda nelle nostre vicinanze possa averla intercettata sono ancora più piccole!” Siccome conosco abbastanza la materia oggetto dell’analisi (telecomunicazioni) posso dire con sicurezza che il ragionamento non fa una grinza. Certamente gli alieni potrebbero essere a conoscenza del messaggio perché già da queste parti, ma allora non si spiega come mai abbiano risposto in un modo cosi ambiguo e soprattutto perché abbiano risposto se vogliono star nascosti. Il mio parere è che un Crop del genere, è a sostegno di una natura umana e non aliena del fenomeno.

Crop e viso di Marte

Pensavo che ormai fosse noto a tutti che su marte non vi è alcun viso, ma semplicemente una montagna che ricorda il viso di una persona ne più ne meno di quanto Ras Mohamed (Mar rosso) assomiglia a Maometto. Anche questo è a favore della natura umana del Crop in questione. Ovvero fatto da chi è a conoscenza della leggenda e non certo da alieni che volando in lungo e in largo è probabile che non abbiano nemmeno colto la somiglianza.

L’alieno col CD-Rom (o DVD?)

Un Crop (Hampshire) mostra un alieno con in mano un disco (o una sfera?) scritto in binario proprio come i CD-Rom. Beh, altro punto a favore della natura umana del Crop in questione. Sicuramente gli alieni non usano il cd e nemmeno la tecnologia binaria. Noi stessi l’abbandoneremo per passare alla fuzzy logic e sicuramente il CD sarà un supporto che verrà superato prima di quando colonizzeremo il primo mondo. Si pensi a quanto poco sono durati i floppy disk. Per non parlare dell’alieno Hollywoodiano che regge il CD rappresentato nello stesso Crop. Insomma perché comunicare qualcosa in binario? Su di un disco? Con un gusto tipicamente umano?

Siti Megalitici e Crop

Gli alieni preferirebbero fare Crop vicino a strutture megalitiche: come mai? Forse perché sono alieni turisti appassionati di archeologia? Ma se fosse cosi come mai non atterrano in Grecia in Sardegna ecc? Il parallelismo non è suffragato da fatti se non che i siti megalitici sono spesso in zone circondate da campi.

Orbs (sfere di luce) nei campi

Le sfere di luce fotografate nei campi al buio sono SENZA OMBRA DI DUBBIO, delle limitazione dell’accoppiata obbiettivo-ccd o obbiettivo-pellicola, è curioso vedere come il “disegno” di queste aberrazioni sia identico in molte foto fatte in condizioni simili, ovvero con flash in scarsa luminosità con apparecchi compatti o obbiettivi molto spinti con un numero elevato di lenti: Ho sempre avuto apparecchi abbastanza buoni che raramente mi hanno dato tale problema. In questa sede allego solo il particolare in questione perché nelle foto vi sono delle persone. Tale distorsione è praticamente assente in tutte le foto che ho fatto con apparecchiatura di qualità (Canon G5). Ma entriamo nel dettaglio dell’ottica: Nel momento in cui un raggio di luce colpisce una lente subisce sia riflessione che rifrazione. La riflessione comporta una diminuzione della quantità di energia trasmessa attraverso la lente e una conseguente perdita di nitidezza. Da ciò si deduce che un maggiore è il numero di lenti comporta una maggiore sensibilità a questi disturbi . Succede quindi che nell'obiettivo viaggia un eccesso di luce inutile alla formazione dell'immagine che però crea problemi di contrasto. Ed è chiaro quindi come lenti di scarsa qualità, senza elementi asferici e un’elettronica di buon livello per pilotarli siano i candidati ideali per questi problemi. Indicando con a e con v, possiamo quantificare la (P) applicando la seguente formula: La percentuale di energia luminosa che viene “persa” è calcolabile con la seguente formula
E=[(v-a)/(v+a)]x[(va)/(v+a)]x100
E= perdita percentuale di energia luminosa
V= l'indice di rifrazione del vetro
A= l'indice di rifrazione dell'aria
Trattando ogni lente con uno strato antiriflesso è possibile ridurre drasticamente la perdita E, ma è evidente che solo le ottiche di buona qualità hanno trattamenti e sono progettate per eliminare il più possibile i difetti tipici di alcune situazioni di ripresa.

Maria Morganti e l’alieno

La sig.Maria Morganti asserisce di entrare in contatto telepatico con un alieno, oltre che con altre entità non inerenti a questi argomenti. Tale alieno Neuronice (E’ forse un alieno rumeno? neuronice = neurale in rumeno ) le avrebbe fatto alcune incredibili soffiate sul futuro dell’umanità e la contatterebbe con una certa frequenza. Mi chiedo come mai la Sig. Morganti non vada da James Randi a passargli qualche soffiata: sicuramente il milione di dollari in palio per chi ha poteri paranormali non gli verrebbe negato e le sarebbe utilissimo per divulgare la verità. L’associazione La Corona si definisce: “l’unica associazione che è stata capace di decifrare i misteriosi cerchi nel grano che compaiono nei campi dell’Inghilterra meridionale sin dagli anni Ottanta e nel resto del mondo, sin dal 1966” . Mi chiedo, da dove nasce il presupposto che ci sia un messaggio nascosto da decifrare? E soprattutto se la Sig. Morganti parla con gli alieni come mai non sono loro, gli autori, a spiegarne il significato? Altre parole della Sig. Morganti sono: “Durante questo tempo la scienza in più occasioni ha confermato tali informazioni, dando in qualche modo credito al mio impegno di tentare di scrivere una nuova pagina di storia dell’uomo.” Questa è una falsità: la scienza non da e non può dar credito a ciò che non segue il metodo scientifico e non mi risulta siano stati fatti esperimenti scientifici su quanto detto dalla Sig. Morganti. In ogni caso credo che un’associazione come il CICAP sia ben disponibile ad analizzare i poteri paranormali della Sig. Morganti. In fondo sarebbe davvero molto semplice: basterebbe verificare una qualsiasi soffiata di Neuronice. Lasciando perdere le questioni su telepatia e contatti con alieni, che necessiterebbero un’analisi e un’indagine a parte, torniamo al discorso Crop. La Corona analizza il punto di vista figurativo dei Crop, in accordo con una delle teorie proposte dal C.R.O.P che li vede come formazioni realizzate con frequenze particolari e vibrazioni elettromagnetiche. Il problema è che questo si scontra con raffigurazioni come volti, alieni, segnali SETI ecc. Vi sono quindi molti dubbi e lacune anche da chi si presenta come depositario della verità. In ogni caso per mantenere alto l’interesse anche dopo la conferenza la Sig. Morganti ci regala una soffiata: gli alieni di luce le hanno dato appuntamento in Egitto…staremo a vedere ;-). Con questo articolo voglio mettere alla luce il fatto che chi fa i cerchi del grano è molto bravo e che nessuno sa chi è l’autore e che tecnica utilizza. Per ora si possono fare solo ipotesi, ma è importante rendersi conto che le prove oggettive non danno abbastanza informazioni per attribuire agli alieni la paternità dei cerchi. Ed è un errore, da parte di chi non è in grado di farli o di spiegarne la tecnica, attribuirli a esseri sconosciuti. Altrimenti si finirebbe per assurdo per attribuire ad alieni anche le piramidi egizie, le opere di Leonardo e di Michelangelo e tutto ciò che non saremo mai in grado di ripetere. Lo stimolo deve essere quello di studiare e analizzare, e di cercare spiegazioni nel conosciuto piuttosto che nello sconosciuto.
autore: Marcello Garbagnati
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Per dovere di cronaca, riportiamo anche una risposta – rilasciataci dall’associazione “La Corona”, a sua “difesa:
“Le soffiate cosmiche” della contattata sig.ra Morganti
Il 16 luglio 2004 la sig.ra Morganti partecipa come relatrice alla Conferenza del Centro ufologico Nazionale sui Cerchi nel Grano a Cernusco sul Naviglio (MI) Qualcuno, in maniera scettica, ha detto che la sig.ra Morganti, in quell’occasione, aveva regalato una soffiata: gli alieni di luce le avevano dato appuntamento in Egitto, come potrete verificare usando un qualsiasi motore di ricerca. Nel mese di marzo 2005 la sig.ra Morganti, durante il programma “Piazza Grande” su RAI DUE condotto da Magalli in cui partecipava come ospite per parlare dei messaggi di Amatlan, in diretta televisiva rende pubblico il suo appuntamento in Egitto con “gli Amici di un mondo lontano”
L’EVENTO
L’appuntamento con gli “Amici di un mondo lontano” avviene puntualmente nel mese di maggio 2005, come ampiamente documentato nella nostra sezione Le Nostre Ricerche.
IL RICONOSCIMENTO
18 GENNAIO 2006, RAI DUE – programma “Piazza Grande”, Maria Morganti e Luciano Gasparini ospiti di Ma galli.
La sig.ra Morganti, per la veridicità della sua affermazione fatta un anno prima, viene invitata di nuovo nella trasmissione per parlare del suo “Contatto in Egitto”. Durante la diretta televisiva la regia ripropone il momento in cui la sig.ra Morganti nel 2005 fa l’anticipazione che viene messa in rilievo dallo stesso Magalli.


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