L’alieno di
Crabwood
Nella giornata di Ferragosto del 2002, tra Pitt e
Sparsholt (SU 445295; Winchester,
Hampshire), nei campi della Vale Farm circondati dalla foresta di Crabwood, in
un terreno di proprietà di Mike Burge, e a pochi metri di distanza da una stazione ad onde corte,
appare quello che è ritenuto uno dei più imponenti e magnifici crop circles di sempre.
Raffigura un enorme viso alieno, che tiene in mano un
oggetto sferico del tutto simile ad un cd-rom, all’interno del quale è scritto
un messaggio in codice binario. La cornice rettangolare entro cui è disegnato
misura circa

Foto: http://mmmgroup.altervista.org/e-crab.html
Non è la prima
volta che in Inghilterra appare un crop raffigurante il volto di un alieno.
Era accaduto l’anno precedente a Chilbolton, in concomitanza con un altro caso
molto noto: l’Arecibo Reply
(www.cropfiles.it/special/Chilbolton_Arecibo_Reply.pdf).

Dettaglio
Foto: Lucy Pringle
Crabwood dista
solamente
L’alieno di
Crabwood è realizzato con l’alternanza di righe (o linee) orizzontali a diverse
tonalità (similmente alle linee
interlacciate della televisione) la larghezza e dimensione delle quali è
modulata al fine di creare delle apparenti scale di grigio. Il sistema ricorda quello della TV digitale DVT,
chiamato a "scansione incrociata". Con l’avvento dell’alta risoluzione fornita
dai monitor dei computer, è nata la necessità di ottenere una "scansione
progressiva" per ricavare una risoluzione più elevata di quella televisiva. Il
sito fenice. info in proposito scrive:
“Proprio pochi
giorni prima (il 9 Agosto 2002) la Commissione Federale per le Comunicazioni ha
varato un piano secondo il quale i produttori di televisioni dovranno abilitare
tutti i televisori a ricevere la TV digitale (DTV) entro il 2007. La differenza
più significativa tra l'attuale standard NTSC [negli USA; da noi c'è il PAL,
ndJB] e il DTV, è che l'NTSC si basa unicamente sulla scansione interlacciata,
mentre il DTV dispone anche della scansione progressiva. Tanto per capirci..
L'NTSC (Comitato per il Sistema Televisivo Nazionale) è stato scelto come
standard per i televisori americani nel 1953. La scansione interlacciata era
comoda per mostrare un'immagine fluida sui vecchi teleschermi (con questo metodo
di scansione, ogni fotogramma viene suddiviso in righe dispari, che vengono
mostrate per prime, e in righe pari, che vengono mostrate successivamente). Con
l'avvento dei monitor per computer ad alta risoluzione, non ci volle molto prima
che si rendesse necessaria una scansione progressiva (cioè non-interlacciata),
che consente ai monitor di offrire una risoluzione molto superiore rispetto a
quella dei televisori, e inoltre la comodità di avere immagini più stabili e
senza sfarfallìo. I dati rappresentati nel "disco" rappresentato a Crabwood
appartengono a un fotogramma video di tipo
interlacciato”.

Immagine: http://www.fenice.info/
Anche il
metodo è sostanzialmente diverso da quello utilizzato a Chilbolton, poiché a
Pitt si è utilizzata la tecnologia GPS, ovvero “Global Position System”. Si
tratta – in parole povere – di un sistema di navigazione satellitare, fondato
per scopi militari dal dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DOD =
“Department of Defense”), e poi diffusosi per usi civili. Esso fornisce dei
segnali satellitari criptati che sono ricevuti ed elaborati da un ricevitore GPS
in grado di calcolare posizione (in tre dimensioni), velocità e
tempo.
Come mai un
anno fa non era stato utilizzato questo metodo assai più sofisticato? E’
pensabile che non lo conoscessero e che in un solo anno la “loro” tecnologia sia
tanto migliorata? Se possono produrre immagini di alta qualità nel campo
perché non possono scrivere semplicemente un messaggio? Inoltre, sostiene
Haselhoff, l’alieno di Crabwood, da un punto di vista di tecnica realizzativa,
non è migliore di quello di Chilbolton: è composto da linee anziché da pixels
individuali, e ciò lo rende più facile da realizzarsi utilizzando distanze GPS
dalla cornice-bordo in cui è inscritto.
La tecnologia GPS infatti, proprio perché più avanzata,
facilita il lavoro e ne “nobilita” la qualità. A scopo illustrativo mostriamo
l’immagine sottostante, che è un esempio di crop-labirinto (“maze”) realizzato dichiaratamente con
tecnologia GPS, in accordo col proprietario del campo .

http://www.snopes.com/photos/patriotic/cornmaze.asp#photo
Tutto ciò farebbe pensare che il nostro alieno sia un
elaborato di origine umana.
Tanto più che
circa 20 giorni dopo, nel Settembre 2002,
furono ritrovati in alcuni campi tra il Berkshire e il
Wiltshire, 4 crops identici raffiguranti il volto di
una donna (due dei quali nello stesso campo), e molti vollero trovare delle
analogie con l’alieno di Crabwood, attribuendo questo fenomeno agli stesi
autori.

Immagini: http://www.circlemakers.org/orange.html

Immagine
primopiano: Peter Sorensen; http://www.cropcircleconnector.com/Sorensen/2002/womanface2002.html
Il volto di
donna non era certo quello dell’alieno, e non conteneva nessun messaggio in
codice binario. Però era pur sempre un volto ad alta risoluzione, e un messaggio
“criptato” lo conteneva: pubblicizzava la nuova compagnia telefonica ORANGE, che proprio
allora stava realizzando il suo lancio pubblicitario.

http://www.circlemakers.org/orange.html
Tutti allora cominciarono a pensare per “associazione di
idee” e “proprietà transitive”. Si venne presto a sapere, o meglio a vociferare,
che gli autori del crop del viso di donna erano un gruppo di circlemakers chiamati “Team Satan”,
pagati dalla Orange per realizzare questa operazione. Ma erano dunque stati
anche loro a Crabwood? Pagati da chi e perché? Cosa pubblicizzava l’alieno di
Crabwood? Il nuovo film di Mel Gibson, “Signs”? In tal caso sarebbe stata la
Disney a pagare i creatori del crop? Qualcuno lo crede, tuttavia a nostro avviso
è una ipotesi improbabile. Se anche volessimo ammettere che ci sia un legame tra
questo crop e il film “Signs” (cosa
della quale non sia affatto persuasi), dobbiamo comunque considerare che per la
Disney, verosimilmente, il gioco non sarebbe valso la candela: semmai venisse
accertato un suo coinvolgimento diretto, sarebbe esposta a perdite imponenti,
sia a livello economico che di immagine. Inoltre ci rimane più facile pensare
che la Disney, una iniziativa del genere, avrebbe potuto tranquillamente
prenderla alla luce del sole, accordandosi col proprietario del campo,
pagandolo, e rendendo noto a tutti – come è accaduto nel caso della Nike – che
si trattava di una operazione commerciale.
Non è neppure scontato che i creatori dei crops di agosto e di settembre siano gli
stessi, lo stesso gruppo. Anche perché in realtà la tecnologia utilizzata per
raffigurare la donna “Orange” e l’alieno di Crabwood non è la stessa, sebbene
simile. Non c’è una modulazione per creare delle
(apparenti) scale di grigio, ma è in “bianco e nero”. Ciò non costituisce però
necessariamente un passo indietro nell’utilizzo della tecnologia, spiega
Sorensen. Potrebbe invece essere un passo avanti, nella misura in cui alcune
scale di grigio presenti a Crabwood potevano apparire scurite fino a risultare
“nere”, a seconda dell’angolazione solare e dell’ombra proiettata sulle spighe
adagiate al suolo. L’immagine in bianco e nero ad alto contrasto, e senza
sfumature di grigio, non presenta questo problema.
Un altro confronto viene proposto addirittura con un
dipinto Uzbeko che risalirebbe a circa 400 anni fa. Lo fa notare Andreas Muller,
al quale è stato a sua volta fato notare da un sito internet
polacco.

Dipinto in una cava in Uzbeckistan;
Troviamo poi nel sito di Martin Keitel lo stesso tema,
con un ingrandimento del dipinto confrontato al disco di
Crabwood:

http://www.martinkeitel.net/cropcircles/articles/alien2.html
Il disegno di Crabwood risulta visibile solamente
dall’alto, mentre è impossibile distinguerlo da terra.

Foto da terra:
http://mmmgroup.altervista.org/e-crab.html;
Charles Mallet's photo at www.korncirkler.dk/
E’ altresì improbabile che questo pittogramma sia stato
realizzato da terra. La precisione dei dettagli lascia pensare che l’immagine
sia stato composta al computer, e realizzata poi dall’alto, o almeno con un
ausilio in tempo reale dall’alto.
Altre foto da terra sono state scattate da Paul Vigay il
18 Agosto. Qui sotto ne riportiamo 4, due al “cd” (la prima in dettaglio, la
seconda vista dal viso dell’alieno) e 2 al particolare del centro del
cd.

Immagini: http://www.cropcircleresearch.com/articles/alienface2.html
Le spighe sono piegate a terra e non presentano (se non
occasionalmente) delle spezzature.
Mark Fussell ha detto che il
grano si presentava secco e
fragile, ancora non schiacciato all’arrivo delle prime persone, i cui passi lo
hanno poi parzialmente frantumato.
Lucy Pringle sostiene che nonostante il grano fosse secco e le spighe
mature, le teste delle spighe, dove sono i semi, non sono state abbattute né
rovinate all’interno del disco. Lo confermano alcune foto in primo piano
scattate da Paul Vigay a diversi dettagli del pittogramma, poiché non sembrano
mostrare che il grano sia stato toccato da nessuno.
Non si sa praticamente nulla riguardo l’analisi chimica
o scientifica del suolo, o sulle spighe. Sappiamo solo di una testimonianza:
Sonya Porter dichiara che le sue bacchette da rabdomante (pur non essendo lei –
precisa - una rabdomante professionista) si incrociavano tra loro quando era
all’interno del crop, all’incirca ogni sette passi; cosa che viceversa non
accadeva all’esterno del crop (http://www.swirlednews.com/article.asp?artID=514).
Dunque si può ipotizzare la
presenza di una fonte d’acqua sotto al suolo, in corrispondenza del crop?
Le prime riflessioni su questo caso riguardano
l’immagine del volto alieno. Non rappresenta un tipico “grigio” (cioè l’abitante
di “Zeta Reticuli”, il “classico”
alieno), il quale – a differenza di quello di Crabwood - avrebbe larghi occhi
scuri senza pupilla, ed una espressione meno “malevola”.
Le linee confuse che lo
circondano danno una idea di movimento, trasmettono un senso di ansietà, di
incertezza su cosa stiamo vedendo. Una parte del volto, a sinistra, è nascosta,
nella penombra. L’occhio in luce, spalancato, con una grande pupilla scura,
sembra inquisitorio. Il viso è arcigno, le ciglia aggrottate, le guance scavate,
la bocca stretta affatto sorridente, la grande testa ed il piccolo naso in
ombra, quasi a voler trasmettere l’idea di un essere infido con grandi e
pericolose facoltà mentali: l’intera immagine insomma non trasmette affatto
serenità. Non manca però chi non concorda con questa impressione, sottolineando
– tra l’altro – che non è corretto dare una valutazione secondo i “nostri”
(umani) canoni e criteri di valutazione: anche se forse possiamo comunicare con
loro, non siamo in grado di percepire o interpretare lo stato emozionale di un
corpo alieno, e questo vale per i “grigi” come per tutte le altre forme a noi
sconosciute, o diverse da noi.
Non un classico “grigio” comunque, ma ricorda piuttosto
uno stereotipo hollywoodiano, alla “Star Trek”. Paul Vigay, noto studioso e
ricercatore di questo settore, racconta come il crop in questione, appena visto, gli ha
ricordato immediatamente alcuni episodi della serie televisiva “Star Trek”, in
particolare il personaggio “Balok” (foto a destra).
![[image uk02dl/Corbomite.jpg]](Alieno_Crabwood.htmm_file/image035.jpg)

Inoltre – nota Vigay – dal punto di vista del puro
“design”, ci sono delle imperfezioni, come il poco spazio sul lato destro del
viso alieno (sinistra dell’immagine), e come gli angoli della cornice in basso,
che misurano poco meno di 90° e quindi non sono perfettamente angoli retti.
Una interessante curiosità però la sottopone Martin
Noakes (ricercatore e membro del Team di studi di Swirled News), che mostra una
foto del crop dell’alieno sfocata,
offuscata, o meglio “blurred” (un
effetto disponibile nei principali programmi di grafica e fotoritocco). La foto
è stata ritoccata da “ewarrior”, un artista digitale (http://www.electricwarriors.com/) e
viene presentata da Martin Noakes in una pagina web dedicata alla discussione su
questo caso.

Foto: http://mmmgroup.altervista.org/e-crab.html;
Imm. sfocata: http://www.dcccs.org/crabwood_discussion.htm;
dipinto: www.mkeitel.addr.com/
Come si può notare, sfocando l’immagine (foto al centro,
bianco e nero), questa acquista una tridimensionalità impressionante. Si vedono
meglio le dita delle mani che sostengono il cd, e con un minimo di fantasia si
vede discretamente bene anche la mano destra, le cui punte delle dita sono come
illuminate. Anche il naso, il petto dell’alieno, tutto assume una sembianza più
reale e tridimensionale. Si vedono meglio gli occhi, specialmente il destro. Il
cd che tiene in mano sembra più una sfera luminosa (qualcuno vorrebbe dire “ball
of light” o BOL, sfere luminose da alcuni ritenute le vere creatrici dei cerchi
nel grano). Anzi, la fonte luminosa che illumina il viso dell’alieno sembra
essere proprio la sfera che egli tiene in mano.
Difficile comunque dire se si tratti o meno di un’opera
di circlemaking, magari realizzata
prima al computer, con tecnologia GPS, o partendo da una fotografia
renderizzata.
Non si sa molto poi riguardo i tre piccoli cerchi, che
sembrano rappresentare tre stelle, sopra la spalla destra dell’alieno (sinistra
in foto). Cosa sono? Per qualcuno sono 3 UFO, oggetti volanti non identificati,
magari la firma dell’alieno al quadro che ha dipinto sul grano. Secondo Martin
Noakes si tratta della rappresentazione della costellazione di Orione, mentre
Barry Reynolds (ricercatore membro del “Southern Circular Research” e anch’egli di
“Swirled News”) suggerisce che i punti – ad un attento esame – sono
quattro: tre ben visibili sono le dita della mano destra dell’alieno, mentre il
quarto punto, meno visibile e vicino alla spalla destra, è il pollice.
Non ci sono neppure molte testimonianze, salvo alcune
eccezioni come quella della signora Mary Hill, che vive in prossimità del campo,
la quale dice di aver sentito, circa all’1 di notte tra il 14 e il 15 agosto, un
rumore di elicottero sorvolare a lungo la zona. Il rumore è durato circa un
quarto d’ora, e poteva essere un elicottero o anche un qualche generatore di
corrente. La notizia sarebbe stata vagamente confermata anche da pochissimi
altri abitanti della zona. Si sospetta dunque che il velivolo (se di elicottero
trattatasi) facesse da guida nella tracciatura del disegno, effettuata
utilizzando un GPS controllato da un computer.
A proposito dei tempi di creazione del crop, sembrerebbe
appurato che il signor Sid Colles, che lavora per il signor Burge sul terreno
interessato dal fenomeno, avesse notato qualcosa di insolito già il 14 Agosto
attorno all’ora di pranzo, circa all’una: la cornice, e alcuni tracciati-guida
(si parla di 6 “linee” complessivamente); ma non il disegno, né le spighe
piegate, tanto che non se ne curò molto. La notizia “ufficiale”, cioè
verificata, del crop completo, invece, arrivava il 15 Agosto alle 8 di sera,
cioè circa 30 ore dopo (si veda: http://www.korncirkler.dk/cccorner/pitt.html;
http://www.galactic-server.com/c45d8621k/alien.html).
Se tutto ciò corrisponde al vero, si presume che la formazione possa essere
stata creata in più fasi, e nell’arco di circa 1 giorno e mezzo, certamente non
in pochi secondi (come si suppongono essere molte formazioni ritenute
“autentiche”). Leggendo dal sito di Lucy Pringle, apprendiamo che il crop non
poteva essere visto dalla strada, ed infatti veniva visto da una donna che stava
andando a cavallo in un campo sovrastante quello su cui è stato realizzato il
pittogramma. Il 16 mattina la donna telefonava alla radio “Ocean FM” raccontando
quanto aveva visto. Il reporter “Pippa Head” si recava sul posto, lo sorvolava,
e confermava che la notizia era affidabile.
E
ancora: Stephen Short, della vicina cittadina di Warnford, il 21 Agosto ha
conversato con 3 giovani ragazzi, i quali gli avrebbero detto che la notte tra
il 14 e il 15 Agosto si trovavano nei pressi del campo su cui era apparso il crop circle, e avevano visto delle
strane luci danzare nel cielo per poi scomparire come stelle cadenti.
Il 25 Agosto Lucy Pringle era al telefono con la signora
Marie, la quale gli disse di aver sentito, la mattina del 15 Agosto verso le 11
- 11:30 di mattina, un forte odore di bruciato che proveniva dal campo adiacente
alla sua casa (lo stesso del crop).
Lucy Pringle racconta di aver riscontrato anche delle difficoltà di
registrazione con una telecamera, e di aver provato all’interno del crop una sorta di forte apatia e
confusione, giramenti di testa, e cose di questo genere, aggiungendo la sua
testimonianza a quella di tanti altri che hanno provato sensazioni analoghe
quando situati all’interno di crop circles.
Altro dettaglio piuttosto curioso è il ritrovamento di
un “LED” sul campo.

Immagine: http://www.cropcircleresearch.com/articles/alienface2.html
E’ stato trovato da Freddy Silva la
mattina dopo il ritrovamento della formazione. Silva lo ha poi recapitato a Paul
Vigay, esperto di elettronica, il quale ha verificato che si tratta di un
semplice LED (Light Emitting Diode)
connesso ad una batteria tramite un pulsante di accendimento/spegnimento. Era
rivestito con un nastro in plastica, ed ancora tiepido, probabilmente non era
stato lasciato da molto tempo. Funzionava
ancora. Vigay non è in grado
di dirci a cosa possa essere servito; forse come strumento luminoso nel buio;
potrebbe essere stato perduto dai creatori del pittogramma, o anche essere stato
messo lì come falsa traccia per sviare le indagini.
Altra coincidenza sospetta è la recente
uscita del film “Signs”, in cui si parla di alieni dall’aspetto malevolo (come
quello di Crabwood) che creano crop
circles. Qualcuno allora interpreta questo crop come parte di una campagna
mediatica atta a dipingere gli alieni come entità negative, o a promuovere il
film prodotto dalla Disney.
Ciò che rende però questo crop
circle tra i più interessanti e discussi di sempre, è non solo la qualità
grafica e la dimensione del disegno, ma la presenza del cd (che alcuni scettici
chiamano ironicamente pizza), all’interno del quale c’è un messaggio in codice.
L’attenzione degli studiosi si è così focalizzata soprattutto su questo aspetto.
Occupiamoci allora di questo oggetto sferico tenuto
dall’alieno con la sua mano sinistra, che sporge dalla cornice entro cui è
raffigurato il volto, è che ha le sembianze di un cd-rom.

Immagine:
http://www.the1phoenix.net/x-files/pix/crabwood.jpg
Se si guardasse la superficie di un disco DVD o CD-ROM
con un enorme ingrandimento, si vedrebbero dei quadratini usati per
rappresentare i bit dell'informazione digitale. Lo stesso metodo è stato usato
nella formazione di Crabwood. A un primo sguardo, i quadratini sembrano
organizzati in cerchi concentrici, ma osservando attentamente ci si accorge che
si tratta di una spirale.
Per l’esattezza quindi, più che di un cd-rom, si
tratterebbe di un DVD, poiché i blocchi non sono organizzati secondo un
struttura concentrica bensì spirale.

Immagine: http://www.fenice.info/
Prima di occuparci della traduzione del messaggio
binario contenuto nel disco, ci sembra interessante fare dei rilievi
preliminari. Il sito http://www.fenice.info/ ritiene che l’alieno
di Crabwood sia la dimostrazione di come si possa avere una comunicazione
bidirezionale con una razza extraterreste. Per avere tale comunicazione la prima
cosa da fare è stabilire un mezzo di comunicazione. Il fatto che la formazione è
apparsa accanto a una stazione a onde corte, la quale punta in direzione del crop stesso, fa ritenere che il mezzo
scelto siano le onde corte.

Immagine: http://www.fenice.info/
La presenza della stazione però – sottolinea un articolo
su edicolaweb.net - potrebbe essere spiegata anche diversamente, tenendo cioè
conto del fatto che essa costituisce un perfetto ripetitore di segnali di
microonde. Tale antenna potrebbe essere stata usata per ricevere e
ritrasmettere, o per amplificare le microonde che avrebbero avuto un ruolo nel
formare il crop sul campo. E’ noto
infatti che in molti crop sono
coinvolte le microonde, utilizzate in qualche modo ad arte per realizzare tali
disegni. Inoltre – volendo spingersi verso teorie azzardate – va ricordato che
Bill Hamilton ha recentemente scritto a Linda Howe valutando l’ipotesi affatto
remota che i crop possano essere
creati da militari usando un raggio laser o maser posto su di un satellite in
orbita.
In ogni caso torniamo al concetto di comunicazione
bidirezionale di cui avevamo iniziato a parlare. Se è di comunicazione che
stiamo parlando, e se il disco di Crabwood contiene un messaggio, allora deve
esserci anche un protocollo, cioè un formato
concordato tra mittente e destinatario che permetta la trasmissione (e la
comprensione) del messaggio tra i due. Un protocollo è affidabile nella misura
in cui dispone di una struttura-dati (ci dice che aspetto
hanno i dati, e se sono stati o meno compressi); di un controllo-errore (il protocollo deve
stabilire un modo per determinare se il messaggio è stato trasmesso e ricevuto
correttamente); di un fine-trasmissione (il modo in cui il
dispositivo che trasmette indica che ha finito di inviare il messaggio) e di una
conferma-ricezione (il modo in cui
il dispositivo che riceve indica che ha ricevuto il
messaggio).
Questi elementi sarebbero tutti presenti nella
formazione di Crabwood. La struttura-dati, come abbiamo già visto, è costituita da un messaggio digitale
sequenziale essenzialmente strutturato come un DVD, con lettura a spirale dal
centro verso l’esterno.
Per quanto riguarda il “controllo-errore” si ritiene che il
più probabile metodo di verifica è costituito dall'immagine stessa dell'alieno,
che si direbbe fungere da fotogramma di confronto (comparison frame): “se riusciamo a generare la stessa immagine a
partire dai dati che abbiamo decodificato, allora sapremo anche come codificare
un'appropriata risposta al messaggio. Purtroppo però le uniche immagini
disponibili di questa formazione sono state scattate ad angoli obliqui, il che
rende assai difficoltoso il compito di analizzare la codifica dei dati - poiché
gli angoli obliqui rendono estremamente difficile (se non impossibile)
distinguere l'esatta spaziatura dei quadratini nella spirale”. (http://www.fenice.info/)
Non fa eccezione a questa logica l’elemento di “fine
trasmissione”: i segmenti dell'area dove
inizia la spirale (start of spiral) e di quella dove finisce (end of data
marker) sono più lunghi di qualsiasi altro segmento nella spirale dei dati.


I lettori
CD/DVD leggono i dati dal centro del disco verso l'esterno, fino a che trovano
un marcatore di fine-dati (end of data marker) - che dice al lettore di
fermarsi. La formazione di Crabwood mostra chiaramente una sequenza di fine-dati
nel margine esterno della spirale. Con ogni probabilità, si tratta di un
messaggio di fine-trasmissione usato nel protocollo extraterrestre per indicare
che il dispositivo trasmittente ha finito di inviare l'intero
messaggio”.
Invece la “conferma-ricezione” è qualcosa che
spetta a noi, a chi ha ricevuto il messaggio. Tutto dipenderà da cosa l'umanità
sceglierà di fare di questo messaggio.
Tutto ciò può aver senso nell’ottica di una speranza:
che si tratti di una comunicazione proveniente da una razza aliena.
A questo proposito Jay Goldner, ricercatore, avrebbe
scoperto che la formazione di Pitt contiene al suo interno due numeri primi: 59
(linee orizzontali) e 17 (sezioni dal centro del cd). I numeri primi sono quegli
speciali numeri divisibili solamente per 1 o per sé stessi, e non è un mistero
che sono ritenuti – anche per questa loro caratteristica – tra gli elementi di
possibile comunicazione con eventuali intelligenze
extra-terrestri.
Ma che si tratti di effettiva comunicazione con altre
specie non umane non è affatto appurato, né unanimemente condiviso. Abbiamo però
riportato quanto scritto sul sito “fenice” (e la nota di Jay Goldner) perché
interessante, e di aiuto per successive riflessioni, a prescindere dalla
soluzione o meno del caso e dalle personali opinioni di
ciascuno.
Altre riflessioni interessanti, sebbene opinabili e non
conclusive, le ha fatte il già menzionato Paul Vigay, il quale ci fornisce tre
spunti.
1- Il primo pensiero che ho avuto appena visto il
disco mostrato dall’alieno – racconta Vigay – è che somigliava molto a quei
vecchi dischi metallici che facendo ruotare gli intagli su una puntina
producevano delle note, un pò come nell’antica “scatola musicale” vittoriana,
predecessore del fonografo. Sarebbe interessante fare una simulazione al
computer e fare suonare il disco dell’alieno di Crabwood da una “scatola
vittoriana”. Cosa ne verrebbe fuori? La risposta non c’è, perché Vigay in questo
caso si è limitato a lanciare la proposta, ma nessuno per ora ha raccolto il suo
invito a sperimentare.
2- Il secondo spunto ha a che fare con la cimatica, e
cioè – in breve – lo studio dell’interazione tra suono e materia (per cui
quest’ultima verrebbe modellata dal suono). Il pioniere della cimatica fu il
fisico Ernst Chladni, esperto di musica e di acustica, che iniziò suonando un
violino sul bordo metallico di un piano su cui aveva posto della sabbia. Si
accorse che la sabbia reagiva alle onde musicali disponendosi in determinate
forme, e i toni musicali prodotti facevano muovere le particelle di sabbia che
si disponevano secondo forme “mandala”.
![[image uk02dl/chladni.gif]](Alieno_Crabwood.htmm_file/image052.gif)
Chladni's 'Cymatic' diagrams
Secondo Vigay il disco di Crabwood potrebbe
rappresentare una sorta di “cymatic
mandala”. Parzialmente collegato a questo tema, è il campo di ricerca sulle
possibili griglie del sistema planetario. Esisterebbe una armonia internazionale
basata sulla musica o sul suono della griglia del sistema planetario. Vigay, nel
corso delle sue ricerche, avrebbe
individuato un diagramma della griglia del sistema planetario basata su
un “Lambdoma Matrix” che origina da uno dei poli.
![[image uk02dl/lambdoma.jpg]](Alieno_Crabwood.htmm_file/image053.jpg)
Diagram showing a Lambdoma
Matrix
Il “Lambdoma Matrix” è una scoperta attribuita a Pitagora, ancora oggi relativamente
sconosciuta (http://www.lambdoma.com/).
Apparentemente è una sorta di tavola matematica delle divisioni e
moltiplicazioni. Ci si è poi accorti però che ha una relazione molto stretta con
gli intervalli musicali in serie armoniche specifiche, e può essere tradotta in
frequenze sonore.
Difficile stabilire un nesso diretto tra questo “suggerimento” di Vigay e il crop di Crabwood, ma sembra interessante
come spunto di riflessione ai fini di eventuali future
indagini.
3- Il terzo e ultimo spunto è ancor più suggestivo. Se
provassimo a visualizzare il disco di Crabwood in termini di sfera
tridimensionale e sovrapponessimo la sequenza binaria sulla superficie della
sfera, giungeremmo ad un modello scientifico utilizzato per studiare l’entropia
dei buchi neri.
![[image uk02dl/bekenstein.png]](Alieno_Crabwood.htmm_file/image055.jpg)
Secondo la fisica teorica la quantità di informazioni
che può essere nascosta in un buco nero non è infinita, e molti scienziati sono
convinti di ciò. Sono convinti che si possa anche iniziare a calcolare la
quantità delle informazioni contenute in un buco nero a partire da un singolo,
semplice numero: il numero puro, noto come
il “nat number” di Bekenstein, che è
esattamente l’area di superficie dell’orizzonte del buco nero, divisa quattro
volte il quantum elementare dell’area. Questo permette di ricavare una
incredibile connessione tra massa pura, massa del buco nero, e informazioni
contenute.
A costo di rischiare di apparire largamente superficiali ed imprecisi agli occhi di un fisico, e incomprensibili agli occhi di tutti gli altri, ci siamo limitati – per ovvie ragioni - a esporre quel che al nostro scopo interessa, e cioè il solo “concetto” (come del resto ha fatto nei suoi articoli on-line Paul Vigay, da cui abbiamo attinto traducendoli in italiano), semplificando il più possibile (per chi volesse approfondire: http://sundoc.bibliothek.uni-halle.de/habil-online/00/00H153/habil.pdf;).
Torniamo dunque ad interpretare il disco che l’alieno di
Crabwood ci porge. Una cosa è certa: contiene dati digitali. Hanno un senso? Si,
è il testamento di un alieno all’umanità, vociferano alcuni. Ma andiamo per
gradi. Intanto è – senza dubbio - un messaggio digitale sequenziale. Anzi il
messaggio è stato decodificato in tempi talmente rapidi dopo la sensazionale
scoperta, da generare perfino qualche sospetto. Anche perché la prima decodifica è stata fatta, probabilmente,
da un anonimo visitatore del sito di Linda Moulton-Howe, che si firmava
semplicemente “Richard”. Difficile dire chi sia stato il primo a decodificare il
messaggio, poiché si è aperta una vera e propria gara, per cui circolano vari
nomi. Ne scegliamo uno a caso: Richard Brain, analista informatico americano.
Egli sostiene che l’informazione è rappresentata in 8 bit di identica lunghezza,
e sono stati usati caratteri ASCII. Per separare i blocchi è stato usato
l’esadecimale in lingua inglese.
Già questo genera dei sospetti e dei rilievi critici, da
parte degli scettici: il codice ASCII (a differenza della composizione dei
numeri primi, della struttura armonica dell’idrogeno, del “PI” o altri numeri
irrazionali ecc.) non è un linguaggio universale riconosciuto come valido per
comunicare con altre forme di vita intelligenti. E’ semplicemente l’invenzione
di un gruppo di informatici. Appare piuttosto improbabile che forme di
intelligenza aliene abbiano potuto utilizzare il codice ASCII per scrivere poi
un messaggio da tradurre in lingua inglese. Si pongono allora alcune domande:
chiunque abbia realizzato quest’opera, conosce dunque sia l’ASCII che l’inglese? e perché scrivere in inglese
e non in un’altra lingua? Non sarebbe stato più comodo e veloce scrivere
direttamente in inglese?. Tuttavia va precisato che il messaggio sul cd, se è
scritto in codice ASCII, è pur sempre in linguaggio binario: lo stesso che
abbiamo utilizzato noi terrestri per inviare nello spazio il messaggio di
Arecibo. Inoltre non è poi così assurdo che gli alieni possano avere familiarità
con i nostri linguaggi universali e con la tecnologia computeristica. Se poi il
messaggio fosse stato scritto direttamente in inglese, non sarebbe stato forse
obiettato che il messaggio in inglese è “troppo umano”?
Comunque andiamo avanti, e vediamo come è stato tradotto
il messaggio binario. Lo scienziato e ricercatore Haselhoff ha usato
ingrandimenti delle immagini del disco di Crabwood scattate da Lucy Pringle, ed
è stato in grado di costruire piccoli quadratini o “Pixels” da sovrapporre
all’immagine tramite un computer. A questo punto, partendo dal centro e
procedendo a spirale verso l’esterno, si ha un “1” se li grano è alzato, e uno
“0” se piegato. Ogni 9 posizioni si riscontra un piccolo ciuffo di grano
rialzato, più piccolo dei “Pixel” standard. Va probabilmente interpretato come
divisore tra le cifre. All’interno di ogni marcatore-divisore ci sono cifre a 8
“pixel”, che probabilmente corrispondono agli 8 bits per byte usati dai
computer. Bisogna sapere che adoperando 8 bit si può rappresentare tutto,
partendo da "00000000" che rappresenta lo 0 decimale, fino a "11111111"
equivalente al numero 255 decimale.
Il binario è il linguaggio usato dai computer: per
convertire il binario nel nostro alfabeto viene adoperato un codice chiamato
ASCII, inventato da specialisti del settore informatico nel 1960 e composto da
128 caratteri che rappresentano numeri e lettere dell’alfabeto. Utilizzando
quindi una codifica binaria a 8 bit e rappresentato in carattere ASCII, il
messaggio è traducibile in lingua inglese.
L’immagine sottostante ci aiuta a comprendere come è
stata fatta la “traduzione”.

Immagine:
http://www.edicolaweb.net/crop014g.htm
Nella creazione di un CD o DVD i primi dati vengono
posti all’inizio della spirale, ossia al centro di questa, allo scopo di
indicare all’esecutore come devono essere interpretati.
Per l’esattezza i primi bit di dati posti all'inizio (centro)
della spirale sono le informazioni
di “setup”, quelle che dicono al
lettore come interpretare e riprodurre i dati. Nella formazione di Crabwood
questo sistema elaborato di setup è
stato evitato, e i dati vengono presentati - senza “preamboli" - sotto forma di
zero e uno, che rappresentano i puntini bianchi e neri usati per formare
l'immagine dell'alieno.
Come accennato, i dati sono stati letti partendo dal
centro e seguendo lungo la spirale, trovando i dati rappresentati in binario: 1
se il grano è eretto, 0 se è abbattuto.
Seguendo questo metodo si giunge alla traduzione
completa dell’intero disco.
![[Messaggio decodificato, in lingua italiana]](Alieno_Crabwood.htmm_file/image057.jpg)
Immagine: http://www.edicolaweb.net/
La prima curiosità, difficile da spiegare, riguarda
l’utilizzo di maiuscole e minuscole mescolate senza un apparente senso (come la
parola “OPpose” o “COnduit”). Qualcuno ritiene che, se si conoscono
sufficientemente bene alcuni tra i maggiori casi ufologici, spesso si
riscontrano degli aspetti ambigui, verosimilmente non casuali ma lasciati di
proposito come elementi di confusione, capaci di far interrogare anche gli
scettici su un fenomeno che altrimenti questi bollerebbero sic et simpliciter come “burla”. Si potrebbe obiettare però che questi
elementi di ambiguità, quando anche posti in essere volontariamente dagli
artefici, non testimoniano di per sè una origine aliena degli artefici
stessi.
Altri, nel caso della parola Oppose, hanno fatto notare
che “OP” è l’abbreviativo per indicare l’Order of Preachers dei Domenicani, ma
questa a noi sembra essere una ipotesi remota del tutto trascurabile e
probabilmente non inerente.
Una riflessione più interessante è quella che vuole le
maiuscole, laddove raggruppate tra loro, contenere un secondo messaggio cifrato,
anagrammato. Sono stati fatti alcuni tentativi, ma ci sono due grandi difficoltà
che impediscono di avere risultati attendibili. Il primo è l’incertezza sulla
parola “EELRIJUE” o “BELIEVE”, di cui ci occuperemo tra poco; il secondo è che
anagrammare su oltre 40 lettere è assai complesso (ci vorrebbe un generatore di
anagrammi potentissimo), ed i risultati possibili sono tantissimi. Ci ha provato
l’ingegner Eltjo Haselhoff (anagrammando considerando attendibile la parola
“believe”) su tutte le lettere maiuscole del messaggio (sotto raggruppate in
ordine alfabetico)
AABBBCCCDDEEEEEEEEFGGIIIIIKLLLMMNNNNOOOOOOOOPPPPRRSSSSTTVW.
Il risultato è che emergono delle interessanti frasi
come: “A SECRET CODE IS BROKEN, PROOF FOR MAN MADE
CROP CIRCLE”, oppure potrebbero apparire i nomi di alcuni importanti ricercatori
e scienziati che si sono occupati di questo tema, come “DICKINSON”, “WILLIAMS”
“LEVENGOOD”. Ma l’ingegnere non è
stato in grado di completare questa operazione, per le difficoltà sopra
menzionate.
Secondo altre ipotesi, ad oggi non verificate e
difficilmente verificabili, potrebbe anche esserci un ulteriore livello di
comprensione del messaggio, che potrebbe essere stato codificato, e decifrabile,
non in linguaggio binario, bensì trinario (“trinary”). La logica trinaria è di
tipo digitale, su tre livelli, rappresentati dai numeri -1,0,1 (oppure 0,1,2):
al numero più piccolo corrisponde la falsità logica, al più grande la verità
logica, e all’intermedio la neutralità logica (né vero, né falso). Allora
anziché suddividere le unità solamente tra 0 (grano appiattito) e 1(ciuffo
quadrato, non appiattito) si potrebbe suddividere quest’uno tra 1 e -1, poiché
il grano non appiattito è a forma di quadrato ma – a volte – anche di
triangolo…
Tornando alla principale curiosità di questo messaggio
inserito nel “DVD” dell’alieno, essa è relativa - come accennato - alla
traduzione della parola BELIEVE. Come si nota è posta, nell’immagine sopra, in
grassetto. Questo perché non è appurato che si tratti della corretta traduzione.
Scrivere dati binari su un campo di grano non è evidentemente così facile come
scriverli su un supporto magnetico, e non è facile per chi legge doverli
interpretare. Senza considerare poi che gli agenti atmosferici possono aver
inciso sul disegno. Fatto sta che la parola in questione, trasformata in inglese
da codice binario, sarebbe letteralmente “EELRIJUE”. Ma secondo altri “EELI!UVE",
o "EELIJDE", oppure "EELIJVE", piuttosto che "EELIRJUE". In ogni caso una parola
che non ha un chiaro ed immediato significato.

Ingrandimento
della parte “corrotta”: http://www.cropcircleresearch.com/articles/alienface.html
Secondo Paul Vigay la parola scritta è “EELIJ?E”, dove il punto
interrogativo è una lettera che non si riesce a decifrare, ma verosimilmente si
tratta di una “V”, e quindi la parola sarebbe “EELIJVE”. Ad una attenta analisi
ammette che la “J” potrebbe essere invece una “E”, ma a suo avviso non è
possibile che la “E” iniziale possa essere una “B” (contrariamente a quanto
dirà, come vedremo tra poco, Martin Keitel); quindi contesta che la traduzione
corretta sia “BELIEVE”.

http://www.cropcircleresearch.com/articles/alienface.html
Per Richard Brain invece la parola potrebbe essere
"EELIE?E", con significati ancora dubbi, oppure ELI, equivalente all’italiano
“Indicatore del Linguaggio Inglese” nel codice Braille, un formato perfetto per
comunicare idee complesse.
Secondo altri ancora sarebbe il nome del luogo ove
vi sarebbe "del buono", quindi un riferimento ad una stella o ad un
pianeta.
Martin Keitel, inizialmente è convinto che la parola
correttamente tradotta sia "EELI!UVE"

Immagine: http://www.martinkeitel.net/cropcircles/articles/alien2.html
In
un secondo momento però cambia idea e tenta di vedere se la parola giusta possa
essere o meno “BELIEVE”. Sostiene allora – contrariamente a Paul Vigay – che
leggendo la prima lettera come 01000010 invece di 01000101, la “E” diventerebbe
una “B”. Fin qui potrebbe essere
corretto, ma il problema è che c’è un extra-bit, segnalato nell’immagine sotto
col punto rosso. La freccia indica invece il separatore di bit

Immagine: http://www.martinkeitel.net/cropcircles/articles/alien2.html
Le
tre lettere successive sono invariate, e quindi fin qui la traduzione sarebbe
“BELI”. Le ultime 2 lettere secondo Keitel erano “v” ed “e”, quindi per ottenere
“BELIEVE” mancava una ulteriore “e” prima della “v” e dopo la “i”. Keitel
ammette che possa esserci, ma di nuovo con un problema: ci sono 4 extra-bits
(0101) inutilizzati, tra i due separatori (indicati dalla freccia rossa in alto
a destra, tra i due punti rossi che sono i separatori). Quindi una traduzione
“alla lettera” dovrebbe essere: “B1ELIE5VE”. Ma se
ammettiamo che la parola è “BELIEVE”, dobbiamo ritenere anche che i creatori del
messaggio abbiano commesso un errore. Oppure – ne è convinto Keitel, pur non
producendo alcuna evidenza delle sue affermazioni – l’inglese è soltanto uno dei
livelli di comprensione e traduzione di questo messaggio, dietro li quale ce ne
sono altri che probabilmente forniscono delle informazioni relative ad DNA, e
forse in qualche modo correlate al calendario Maya e Azteco.
Le curiosità che riguardano questa parola non finiscono
qui. Essa infatti è anche posta in una posizione centrale all’interno del
messaggio, tra due punti; quindi potrebbe essere una parola importante, o solo
un separatore di due messaggi (è preceduta da 15 parole che si riferiscono alla
nostra situazione “locale”, e seguita da 10 parole che si riferiscono a entità
extraterrene). C’è di più: la lunghezza della parte che precede questa parola (e
che si riferisce alla nostra realtà “locale”) costituisce esattamente i 3/5
della lunghezza dell’intero messaggio; quella che segue (cioè la parte
“extraterrestre”) esattamente i restanti 2/5. Vojtech Petracek, fisico
dell’Università di Heidelberg, si chiede: è una coincidenza che il nostro
RNA-DNA polimerizza in una struttura 3’5’ mentre, come suggerito già
nell’Arecibo Reply di Chilbolton (www.cropfiles.it/special/Chilbolton_Arecibo_Reply.pdf)
la struttura 2’5’ riguarda gli alieni? E che l’orientamento della spirale su cui
è scritto il messaggio ricordi molto l’elica del DNA? Molti altri dubbi vengono
sollevati da Petracek (http://www.physi.uni-heidelberg.de/~petracek/glyphs/about_uk02dl.html), il quale alimenta anche il mistero riguardante un
curioso fatto avvenuto il 25 agosto di quel 2002: tutti i dati relativi al crop di Crabwood, e solamente quelli,
sono stati misteriosamente cancellati dall’archivio del sito, alle ore 3:15. Non
c’era traccia di hackers e non si capisce cosa possa
essere successo. Inoltre i numeri 25 e 3-15 potrebbero avere a che fare con la
decifrazione del pittogramma di Crabwood (per dettagli si rimanda al sito di
Petracek). Storie suggestive insomma, perfino inquietanti, e che forse varrebbe
la pena di approfondire, ma poste in questi termini –ci perdoni il professore –
sembrano forse attenere più alla fantascienza che non alla scienza.
Si fa riferimento poi ad un altro pittogramma apparso in
quei giorni a Crooked Soyl, che descriverebbe il nostro DNA insieme al ciclo di
precessione della Terra di 26.000 anni (http://www.phy6.org/stargaze/Iprecess.htm) evidenziando come ci sia un rapporto diretto tra i
numeri di “squares” (quadrati) che costituiscono l’immagine del crop, e i due valori suddetti (DNA e
ciclo precessionale).
Tornando al crop di Crabwood, Petracek sviluppa anche
uno studio molto approfondito del disco dell’alieno, invertendo l’immagine
fotografica positiva e negativa di questo, assegnando dei gruppi, studiando
frequenze dei numeri ecc. Non potendo dilungarci qui su “esperimenti” molto
lunghi, invitiamo i veri appassionati che abbiano un minimo di dimestichezza con
l’inglese e con la matematica ad informarsi presso la pagina di Petracek nel
sito dell’Università di Heidelberg.
Torniamo invece
alla traduzione del messaggio binario.
Assumiamo, per il momento, che la parola sia BELIEVE,
come molti ritengono. La traduzione letterale del messaggio sarebbe dunque la
seguente:
"Beware the bearers of FALSE gifts &
their BROKEN PROMISES. Much PAIN but still time. BELIEVE. There is GOOD out
there. We OPpose DECEPTION. Conduit CLOSING (
Tradotto in italiano:
"Diffida dei portatori di FALSI regali &
le loro PROMESSE NON MANTENUTE. Molto DOLORE ma ancora tempo. CREDETE. C’è del
BUONO là fuori. Opponiamo il tradimento. Canale IN CHIUSURA (suono di
campana)".
Cosa significa?
La
maggior parte delle frasi sono negative, e l’intero messaggio è piuttosto vago e
generico, così che ognuno può interpretarlo come meglio crede. Ci sono frasi e
pensieri incompiuti, ed è scritto in un inglese piuttosto misero (della serie
“Io tarzan, tu Jane!”). Poco a che vedere con Chilbolton, dove l’alieno aveva un
aspetto neutro, ed il messaggio era preciso.
Il messaggio inizia comunque con un ammonimento:
diffidare dei portatori di falsi doni e delle loro promesse non mantenute. Al
cospetto di questa frase il primo interrogativo che ci si pone è: chi sono
questi portatori di falsi regali?
Pescando nella mitologia greca, si possono notare molte
affinità con l’episodio dell’ammonimento di Laocoonte sul famoso Cavallo di
Troia.
Lo fa notare Francesco Grassi, ingegnere del CICAP, che
attraverso una interessante analisi fornisce uno spunto, una ipotesi per
rispondere a questo interrogativo. Leggiamo dal suo sito:
Quando i Troiani erano partiti nottetempo
lasciando sulla spiaggia in regalo un enorme cavallo di legno, appunto il “Cavallo di Troia”. Prima di accettare il regalo che
poi rappresentò la distruzione di Troia, Laocoonte, sacerdote di Nettuno, tentò
di avvertire i Troiani che si erano divisi in due fazioni, quelli che credevano al regalo e quelli che
invece erano scettici
(Equo ne credite,
Teucri. Quidquid id est, timeo Danaos et dona ferentes)”. E per rafforzare il proprio scetticismo
lanciò verso il ventre del cavallo una lancia che vi si conficcò con cupo
rimbombo. (Stetit illa
tremens, uteroque recusso insonuere cavae gemitumque dedere
cavernae).
I Troiani esitavano ancora, nel dubbio che
il cavallo potesse costituire un presagio favorevole, quando due terribili
serpenti marini uscirono dal mare avvolgendo nella loro stretta mortale i figli
di Laocoonte, con cui egli perì cercando invano di salvarli. I Troiani, convinti
che quello fosse un segno del cielo, non ascoltarono il consiglio di Laocoonte e
introdussero il cavallo in città, contribuendo così alla propria distruzione.
Che analogia può avere l'ammonimento di
Laocoonte che esorta a non accettare i
falsi doni dei Greci, con il "Beware the
bearers of FALSE gifts" del CD alieno?
La
risposta potrebbe venire da uno strano crop circle apparso nell'agosto del 1991
a Milk Hill vicino Alton Barnes (Wiltshire, UK).

Immagine sopra
e info seguenti tradotte da: http://www.dcca.nl/art/milkhill-uk.htm
Il messaggio impresso nel grano era lungo circa 55
metri, e le lettere - o glifi - avevano una altezza di 5,5
metri.
Michael Green, archeologo inglese e presidente del
C.C.C.S. (Center for Crop Circles Studies), identificò queste lettere come
appartenenti alla antica scrittura ebraica. Leggendo allora da destra a
sinistra, notava che vi era scritto “Phehthi” o
“Ptah” (antico Dio egizio della creazione) e “Ea-cheche” o “Ea-Enki” (antico Dio
della saggezza sumero, amico del popolo). Secondo Green il messaggio poteva
tradursi in questo modo: “THE CREATOR, WISE AND LOVING” (in italiano: “Il
Creatore, Saggio e Amorevole”).
Robert Boerman era convinto che Green si
era avvicinato molto alla traduzione, ma qualcosa ancora non quadrava. Fece così
analizzare la scritta ad un suo amico ebreo che conosceva l’antica scrittura
ebraica, e questi pose uno specchio alla sinistra della scritta e leggendo dallo
specchio gli rivelò una differente traduzione: “Sewet Cham Anasim Gadasim”, che
significa “A New Breed of People” (Una nuova stirpe di persone). Infatti
“Phehthi” o “Ptah”, “Ea-cheche” o “Ea-Enki” (in tempi antichi noto anche come
“Ea”, “Enki” o “Ptah”) era l‘antico Dio che, secondo le antiche tavole sumere,
era responsabile della creazione dell’Homo Sapiens. Fu Zecharia Sitchin a
tradurre molte di queste tavole sumere, e secondo quanto egli dice c’è un
pianeta nel nostro sistema solare, con un’orbita di 3.600 anni, chiamato Nibiru
ed abitato dagli Annunaki, scesi dal Paradiso. Enki, lo scienziato degli
Annunaki, prese del DNA dall’Homo Erectus e lo mescolò con quello di un giovane
Annunaki. Il risultato fu Adamo. In altre parole Enki fu responsabile di “una
nuova stirpe” (a “New Breed of People”; “Sewet Cham Anasim
Gadasim”).
Quelle di Green e Boerman non erano però
le uniche traduzione possibili del messaggio di Milk Hill. Il Professor Gerald
Hawkins (astronomo ed esperto di archeo-astronomia, autore del libro “Stonehenge
Decoded”) ne diede una diversa versione, riportata dal giornale “Cerealogist”.
Egli mise insieme 12 letterati cui affidò il compito di osservare il messaggio,
consultarsi, studiare calcoli e possibilità, e poi tirare delle conclusioni.
Le conclusioni
furono le seguenti:
Assunto che:
·
I
creatori del crop hanno contrassegnato la comunicazione con delle
interruzioni;
·
Le
doppie linee contrassegnano le interruzioni nelle
parole;
·
E’
un codice carattere-per-carattere;
·
Le
linee longitudinali sul campo delimitano la base del
messaggio;
·
Non ci sono
abbreviazioni;
·
La
comunicazione è conoscibile (il messaggio è in grado di essere
conosciuto).
Allora, come si vede, l’inizio e la fine del messaggio
corrispondono (O II ; II O), e tra le interruzioni rappresentate dalle doppie
linee ci sono 2 parole.
Dopo
una ricerca su circa 18.000 frasi comuni in 42 linguaggi, i 12 letterati
sostengono che l’unica possibilità è che le parole siano in latino: “OPPONO” e
“ASTOS”. L’unica parola con doppie lettere che comincia e finisce con la stessa
lettera è infatti “OPPONO” (che significa “I oppose”, cioè “mi oppongo”). Questa
parola necessita di un complemento oggetto, che è appunto la seconda parola:
“ASTOS”. Questa seconda parola termina infatti con un “0-blank” che può essere
solamente “OS”, plurale accusativo. L’unica parola possibile sembra dunque
essere “ASTOS”, plurale di “ASTUS”, che significa “acts of craft and cunning”,
cioè “atti di inganno e astuzia (intesa come furberia)”. La traduzione finale è
dunque:
I oppose acts of
craft and cunning
(Mi oppongo ad inganni e
astuzie)
Un’altra traduzione era stata fatta da Simon Burton nell’ottobre 1995.
Egli sostiene che il messaggio è scritto in “Lingua Franca”, cioè un linguaggio
intermedio tra diversi linguaggi, o il linguaggio scelto come mezzo di
comunicazione tra persone che parlano lingue diverse.
Se abbandoniamo i preconcetti sul sopra e
sotto, fronte e retro, destra e sinistra, possiamo supporre che le 2 parole si
vengono incontro al centro, come riflesse da uno specchio. In questo caso c’è
solo una lettera che risulta fuori allineamento rispetto alle altre, cioè la “L”
nella parola che corre da sinistra a destra (a sinistra nella foto), e la “N”
nella parola da destra a sinistra (destra nella foto). Se le ribaltiamo
allineandole in modo da renderle accettabili al nostro “pregiudizio
anti-dislessico”, abbiamo quanto segue:
O II UCCULUI II NUNC II
O
Ora una essenza dell’alchimia è
trasformare l’imperfetto nel perfetto, usando deliberatamente delle imperfezioni
per nascondere il significato delle cose. Allora sostituendo una semplice linea
sopra la prima “U” perfezioniamo il messaggio, che diventa “Occuli
Nunc”:
OII OCCULUI II NUNC
IIO
In inglese significa “I have hidden, at
present” (“al momento sono nascosto”). Poiché si ritiene che questo crop sia stato fatto in risposta a
quello realizzato da Erik Beckjord, che aveva scritto “Talk To Us!”
(Parlateci!), la risposta avrebbe chiaramente senso.
Abbiamo allora almeno 4 diverse traduzioni del
messaggio. Suonano più o meno così:
Michael Green: Il creatore saggio ed
amorevole
Robert Boerman: Una nuova stirpe
Gerald Hawkins: Mi oppongo
all’inganno
Simon Burton: Ora
sono nascosto
Come sottolinea Boerman, queste 4
traduzioni, pur differenti, non sono in realtà incompatibili, ed anzi è
possibile che si riferiscano tutte ad un unico concetto, o concetti simili.
Mettendole insieme, e se la consideriamo la risposta alla domanda di Erik
Beckjord (ma perché
dovrebbero essere a rimorchio del messaggio Beckjord e rispondere a questo
anziché comunicare cose magari più rilevanti, e in modo più chiaro?) allora potrebbe essere una stessa
risposta a livelli diversi (e forse ce ne sono altri che non
abbiamo ancora decifrato?):
“Sono il Creatore, saggio e amorevole, di
una nuova stirpe, mi oppongo agli inganni, e ora sono
nascosto”.
Fantasie? Illazioni?
Forse….
Ci eravamo però chiesti, con Francesco Grassi, che analogia può avere l'ammonimento di Laocoonte con
quello del crop di Crabwood. Ebbene se prendiamo per buona la traduzione più
accreditata del crop di Milk Hill, cioè quella di Hawkins, l’analogia è
evidente.
Leggiamo ancora cosa scrive
Grassi:
In latino la parola "astos" fu usata per
descrivere il dono del Cavallo di Troia, fatto dai Greci ai Troiani.
La nuova formazione con il volto dell'alieno
è, secondo la mia interpretazione, un piccolo capolavoro artistico intriso di
raffinatezze, di citazioni, di informazioni codificate, in sostanza una favolosa
meta-opera.
Un'opera che appartiene a un "mito
nuovo" e contemporaneamente cita un "mito storico", un'opera che
soltanto "apparendo" cita sé stessa affondando le sue radici nella mitologia,
perché?
Perché l'autore, o meglio gli autori, hanno
consegnato ai terrestri (che si sono divisi in due fazioni: quelli che
credono ai crops e quelli che invece sono scettici) una formazione
"Cavallo di Troia", con allegato un CD in cui compare l'ammonimento di Laocoonte
a rimanere scettici.
Accetteranno i terrestri questo
"Cavallo di Troia" donato dagli alieni?
In conclusione: chi - o cosa - ha creato questo crop circle? Perché?
Sono le domande di sempre, alle quali non c’è nessuna
risposta certa.
Approfondendo il caso di Crabwood, dopo un primo momento
di sbigottimento per l’imponenza e la bellezza del disegno, ci si accorge che
forse – e sottolineamo “forse” - ci sono più elementi che possono portare a
ritenere che si tratti dell’opera di qualche geniale gruppo di circlemakers, piuttosto che di
misteriosi alieni. Ma perché non rivendicano - anche anonimamente - un lavoro
così ben fatto? Perché spendere tempo e denaro (e deve essercene voluto per
realizzare un pittogramma simile) per realizzare quest’opera? Perché far credere
poi che siano stati gli alieni? E ancora: se questo pittogramma è un “hoax”,
“man-made”, o un “falso” che dir si voglia, bisognerebbe interrogarsi di nuovo
su quali sono i criteri per distinguere un crop autentico da un “hoax”. Le
spighe piegate al suolo senza essere spezzate ad esempio, non possono più essere
considerate come segno di autenticità. La qualità e la dimensione del crop
neppure.
Comunque il nostro scopo era quello di approfondire e
portare il lettore a conoscenza dei fatti (e delle ipotesi), per aiutarlo a
costruirsi una propria idea o teoria. Speriamo di essere riusciti nel
proposito.
A cura di:
L.D.
©
Cropfiles.it
Principali fonti di
riferimento:
2) http://web.tiscali.it/cropcircles/Teorie/Alin%20face.htm
3) www.zonamagica.net/cropdiscoalieno.htm
4) http://www.cropcircleresearch.com/articles/alienface.html
6) http://www.physi.uni-heidelberg.de/~petracek/glyphs/about_uk02dl.html
7) http://www.francescograssi.com/adv/2002_08_22.htm
8) http://www.korncirkler.dk/cccorner/pitt.html
9) http://www.galactic-server.com/c45d8621k/alien.html
10) http://www.lucypringle.co.uk/
11) http://www.martinkeitel.net/cropcircles/articles/alien.html

Questo articolo è a cura di L.D. e
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