INDAGINE STATISTICA
SUI CROP CIRCLES ITALIANI
NEL QUADRIENNIO 2003-2006
(English version coming soon)
Autore
e copyright: www.cropfiles.it
A
cura di: Leonardo D. (CropBuster) e
Michele P. (Nepos)
Si ringrazia inoltre Daniele T. per la collaborazione.

Indice
Premessa……………………………………………………………………………….…p.
3
Rilevazione
generale, dati complessivi………………………………….………………..p. 4
Distribuzione
geografica regionale (per anno)…………………………………..….….…p. 5
Distribuzione
temporale mensile…………………………………………………………..p. 7
Distribuzione
temporale giornaliera………………………………………………...……..p. 9
Presunto
orario creazione (giorno/notte) dei crop ………………………………….…….p.11
Fonti
di prima segnalazione dei crop circles…………………………………….…..……p.12
Forma
geometrica dei cerchi nel grano…………………………………………...….…...p.14
Tipo
di coltura del suolo…………………………………………….…………...……….p.17
Tracce
al suolo e tramlines………………………………………....……...……….……..p.18
Analisi
scientifiche………………………………………………..…………….….……..p.19
Testimonianze di avvistamenti o eventi
insoliti………….………………………...……..p.22
Dimensioni dei crop circles
italiani………………………….……..…………….....…….p.24
Meteo
e Crop: condizioni atmosferiche……………….…………..…………………..….p.26
Conclusioni……………………………………………………………………...…….….p.29
Appendice
2007…………………………………………………………………………..p.30
Premessa
Il presente documento riguarda uno studio statistico relativo
ai cerchi nel grano (“crop circles”) rinvenuti in Italia tra il Gennaio del
2003 e il Dicembre del 2006.
Data la carenza
di informazioni accertate sull’intero fenomeno, la seguente indagine è da
ritenersi affidabile come linea di tendenza generale. L’inchiesta è stata
condotta – nei limiti consentiti dalla quantità di notizie a nostra
disposizione – nel modo più neutro e oggettivo possibile.
Riguardo i grafici e le statistiche, ci siamo attenuti
alla casistica documentata nel nostro archivio:
www.cropfiles.it/archivio.html
Abbiamo conteggiato – quando non diversamente
specificato - tutti i casi ivi menzionati, compresi i fenomeni di cui non si
possiede una chiara ed esaustiva documentazione, ad esempio: lodging,
meteo-crop, fairy circles, NGF (Non-Geometric-Formations) e simili.
I grafici risultano per lo più già elaborati, ed
espressi in percentuali o valori assoluti[1]. Il fine
della seguente indagine statistica è, principalmente, quello di informare e
suggerire possibili chiavi di lettura, in attesa di ulteriori approfondimenti
statistici.
v
Rilevazione generale, dati complessivi
Un primo elemento su cui riflettere è l’andamento
complessivo del fenomeno “crop” in Italia, dalle origini fino ad oggi.
Nel nostro Paese le prime segnalazioni ufficiali di
strane formazioni circolari apparse nel bel mezzo di campi coltivati si
registrano negli anni ‘70. Progressivamente, col passare del tempo, gli
avvistamenti sono andati aumentando in modo costante, con un significativo
incremento nei primi anni ’90.
Il grafico sottostante (grafico 1) ci mostra
visivamente questo andamento.

Grafico 1:
Andamento quantitativo dei cerchi nel grano in Italia dal 1977 al 2006
Appare evidente come il fenomeno abbia registrato una
consistente impennata tra il 2003 e il 2006, quadriennio che - da qui in avanti
- prenderemo in considerazione.
In questo periodo sono noti 191 casi di crop circles
in Italia, di cui 42 nel 2003, 58 nel 2004, di nuovo 42 nel 2005 e 49 nel 2006
(vedi grafico 2)

Grafico 2:
numero complessivo di cerchi nel grano in Italia ogni anno dal 2003 al 2006
Vediamo ora come i crop
circles sono distribuiti geograficamente sul territorio.
v
Distribuzione geografica regionale (per anno)
La distribuzione geografica regionale, anno per anno,
riferita all’intero quadriennio , è rappresentata nel grafico n. 3.
Grafico 3: distribuzione geografica regionale dei
cerchi nel grano in Italia dal 2003 al 2006 [2]
Si può notare come le regioni più interessate siano il
Piemonte e
Nel grafico successivo (n. 4) valuteremo la distribuzione geografica (regionale)
complessiva dei crop circles nell'intero quadriennio, senza distinzione annuale
ed in ordine decrescente per numero di formazioni.

Grafico 4: distribuzione geografica
regionale numero di cerchi nel grano (ordine decrescente)
Come si nota, anche in questo caso le due regioni più
prolifiche sono Lombardia e Piemonte, seguite da Marche, Emilia Romagna e
Toscana. Poi Veneto ed Umbria, anch’esse con una doppia cifra. Una prima ed
immediata conclusione che si può trarre è che il fenomeno è indubbiamente molto
più concentrato nel Nord Italia, per poi attenuarsi nel Centro della penisola,
fino quasi a scomparire nel Meridione[3].
Per quantificare meglio questa osservazione,
supponiamo di dividere l’Italia longitudinalmente in 3 parti (Nord – Centro –
Sud). Noteremmo (grafico 5)[4] che
circa 1/3 dei casi si è verificato nel Centro Italia (62 casi), e i restanti
2/3 nel Nord (125 casi), mentre nel Meridione si ha una quasi totale assenza di
valori significativi (4 casi).

Grafico 5: distribuzione per aree
geografiche (Nord-Centro-Sud) dei crop italiani 2003- 2006.
Proviamo ora invece ad analizzare il quadriennio dal
un punto di vista della distribuzione temporale dei crop circles.
v
Distribuzione temporale (mensile)
Ciò che immediatamente salta all’occhio è che durante
il solo mese di Giugno (94 casi in numero assoluto) si verificano praticamente
la metà dei casi totali.

Grafico 6: distribuzione temporale
mensile dei cerchi nel grano italiani dal 2003 al 2006 [5]
Se andassimo ad esaminare la distribuzione annuale,
questa proporzione sarebbe grossomodo rispettata in tutti e quattro gli anni
presi in esame (vedi grafico n. 7). Questo dato ci dice anche che nel mese di
Giugno si verificano, mediamente, oltre due casi di crop circle ogni 3 giorni,
circa uno ogni 31 ore (0,78 casi al giorno).
La restante metà dei casi si verifica principalmente
nei mesi di Maggio e Luglio (quasi 35% insieme); seguono Aprile Agosto e
Settembre (oltre il 10% insieme), mentre il restante 5% si distribuisce sugli
altri mesi (ad eccezione di Dicembre durante il quale non si è mai verificato
alcun caso).
Un altro modo di visualizzare questo andamento - senza
perdere la prospettiva annuale e considerando il numero di casi effettivi (espressi
in numeri assoluti) - è illustrato nel
grafico n. 7 sottostante.

Grafico 7: distribuzione mensile cerchi
nel grano nel quadriennio, valori assoluti anno per anno
Anche da questo grafico
emerge con evidenza come il mese di Giugno sia il più prolifico. Al contrario,
il mese di Dicembre il più sterile.
Ancora un altro modo di analizzare questo dato dal
punto di vista della distribuzione temporale-mensile, è rappresentata dal
grafico n. 8 (sotto), in cui per ogni mese possiamo vedere l’incidenza annuale.

Grafico 8: distribuzione mensile dei
cerchi nel grano dal 2003 al 2006, con incidenze annuali
Si nota un’incidenza del solo colore giallo (2004) nei
mesi di Ottobre, Novembre e Gennaio, e gran parte di settembre. Il 2004,
inoltre, ha una particolare caratteristica: ha riservato dei pittogrammi anche
in mesi in cui, negli altri anni, non se ne sono mai avuti (si tratta comunque
di pochissimi casi). Lo stesso vale per Marzo, caratterizzato nel grafico dal colore
rosso, perché nel 2006 è stata la prima volta che si è verificato un caso in
questo mese (anche qui, si tratta di un unico caso, che tuttavia rappresenta il
100% del campione).
Se ora volessimo analizzare la distribuzione temporale
complessiva dell’intero quadriennio (prescindendo dall’annata) dal punto di
vista non più mensile, ma giornaliero, scopriremmo in quali giorni della
settimana vengono realizzati i crop circles.
v
Distribuzione temporale (giornaliera)

Grafico 9: distribuzione
giornaliera dei cerchi nel grano da 2003 al 2006 [6]
Dal grafico si nota un certo equilibrio mediano
attorno al 10% giornaliero tra lunedì e venerdì (con i minimi al lunedì-martedì
ed una leggera crescita dal mercoledì al venerdì). Tra Sabato e Domenica (che
insieme totalizzano oltre il 33 % dei casi totali) vi è una decisa crescita,
particolarmente marcata proprio nel giorno di sabato. Tra i casi “incerti”, e cioè tra tutti quei crop circles
che non possono essere datati con precisione in un giorno preciso della
settimana, una maggioranza (approssimativamente circa il 65%) sono databili tra
sabato e domenica, o almeno tra venerdì sera e lunedì mattina, quindi nel
week-end.
Inoltre, tra i crop circles compresi tra lunedì e
venerdì, molti sono apparsi in giorni festivi, pre-festivi, di ponte o comunque
non lavorativi. Per cui volendo dividere la statistica solamente nelle due
grandi categorie “lavorativi / non lavorativi” (includendo in questi ultimi il
week-end dal venerdì sera alla domenica sera, festivi, pre-festivi e giornate
di ponte o comunque non lavorative), avremmo una percentuale di circa il 56%
dei crop apparsi in giornate non lavorative, contro il 44% circa in giornate
lavorative.
Senza considerare che nel periodo estivo, soprattutto
in agosto, molti giorni che fin qui abbiamo considerato “lavorativi” potrebbero
viceversa considerarsi “festivi”, a causa delle vacanze estive. È altresì da
valutare che parte dei casi del lunedì, potrebbero spostarsi in favore della
domenica, supponendo che un crop ritrovato lunedì o martedì possa risalire al
week-end precedente. Diciamo allora che intuitivamente, tenendo conto di tutti
questi fattori, potremmo stimare indicativamente al 60% i crop circles delle
giornate non lavorative, e al 40% quelli delle giornate lavorative[7].
Siamo in presenza di una forbice non particolarmente
rilevante, che però assume qualche significato in più se consideriamo,
calendario alla mano, che non più del 40% delle giornate sono da considerare non
lavorative (in cui sono stati realizzati appunto il 56-60% dei crop), mentre
non meno del 60% delle giornate dell’anno sono lavorative (in cui sono stati
realizzati “solo” il 40-44% dei crop).

Grafico 10: approssimazione % di crop
apparsi, in base tipo di giornata (lavorativa / non)
Questi dati confermano una sorta di propensione,
consistente ma non assoluta, da parte dei crop circles, a manifestarsi nel
week-end e nelle giornate festive.
Stabiliamo ora altre variabili che possono aiutarci nella
comprensione del fenomeno.
Rimanendo ancora sul fattore temporale, dopo esserci
chiesti in quali anni, mesi e perfino giorni della settimana vengono realizzati
i crop, potremmo anche chiederci a che ora del giorno o della notte vengono
“alla luce” queste formazioni.
v
Orario di creazione dei crop circles
È ormai pacifico considerare i crop circles delle
creature notturne. Quasi sempre, si dice, compaiono durante la notte, e molti
studiosi si preoccupano di sorvegliare
alcuni campi soprattutto nell’arco delle ore notturne, magari con telecamere ad
infrarossi o altre attrezzature.
In realtà, almeno per ciò che riguarda il nostro
paese, nella stragrande maggioranza dei casi non è stato possibile stabilire se
la creazione-apparizione di un crop sia avvenuta di notte o meno. Come illustra
il grafico n. 11, oltre il 70% dei casi (135 su 191 totali) non sono databili
dal punto di vista dell’orario.

Grafico 11: Presunto orario
creazione-apparizione cerchi nel grano in Italia dal 2003 al 2006. [8]
Certo però che tra quelli di cui conosciamo il
presunto orario di apparizione (56 casi), quelli “notturni” (52) sono oltre il
92%.
Occupiamoci ora di un altro aspetto relativo alla
scoperta dei cerchi nel grano. Se in molti casi non possiamo dire chi è
materialmente l’autore dei crop, forse possiamo almeno conoscere chi li scopre,
li trova o li segnala per primo.
v
Fonti della prima segnalazione dei crop circles
Analizzando le informazioni del nostro archivio
abbiamo ritenuto di poter organizzare e suddividere le principali fonti,
relative alle segnalazioni di pittogrammi, in 5 grandi voci:

Il grafico n. 12 palesa in valori assoluti (tramite
l’asse delle ordinate Y, e il diametro delle bolle) e percentuali (tramite
l’asse delle ascisse X) quanto ognuna di queste fonti sia rilevante nella prima
segnalazione di un crop circle.

Grafico 12: provenienza della prima
segnalazione di un crop, in Italia, dal 2003 al 2006.
Anche in questo caso, la voce principale è
rappresentata dagli “ignoti” (bolla color viola, 90 casi = 47,12%). Questo
significa che circa una volta su due non siamo in grado di sapere neppure chi
ha scoperto o segnalato per primo il ritrovamento di una formazione. Seguono
passanti e abitanti locali (circa 21%) e proprietari del campo in cui il crop
si verifica (circa 15%). Le organizzazioni di settore incidono solamente per il
12% dei casi. Tuttavia quest’ultimo dato è l’unico ad essere disomogeneo negli
anni. Infatti solamente nel 2006 questa voce ha raggiunto livelli elevati,
attestandosi invece (nel triennio 2003-2005) attorno al 5%. Nel 2006 invece
sono ben il 32% i casi di crop circles segnalati dalle organizzazioni di
settore, portando così la media complessiva del quadriennio al valore sopra
rappresentato del 12%. Abbiamo notato che ciò è dipeso anche in parte dal
nostra organizzazione (cropfiles.it), che nel
Infine si attestano attorno al 5% le segnalazioni
provenienti “dall’alto”. Pur trattandosi di una minoranza (si tenga conto che
le persone che sorvolano i campi sono
una minoranza ancor più ristretta) questo dato ci dice che probabilmente
esistono una discreta quantità di casi visibili solamente dall’alto, e –
presumibilmente – una discreta quantità di crop circles mai scoperti e quindi
mai segnalati.
Un altro elemento importante, nella comprensione del fenomeno
“cerchi nel grano”, è costituito certamente dalla loro forma.
Negli anni sono stati effettuati molti studi su forma
e simbologia dei pittogrammi, e sono stati proposti anche dei quadri
comprensivi di tutte le forme sotto cui un crop circle è apparso negli anni:
dai semplici cerchi, alle famose “cinquine” e così via (giungendo ad
incasellare una enorme quantità di modelli).
Proviamo allora ad analizzare la forma con cui si sono
manifestati i cerchi nel grano in Italia nell’ultimo quadriennio.
v
Forma geometrica dei cerchi nel grano
Un primo generico approccio potrebbe essere quello di
considerare quanti cerchi nel grano possono essere considerati “geometrici” e quanti
no. Se si escludono tutti i casi “sconosciuti”, dei quali non si conosce la
forma (non si dispone di foto né di testimonianze in merito) otterremmo che
circa il 68% dei crop circles risultano essere geometrici (in modo più o meno
preciso), contro il 32% circa di crop non geometrici. Tenendo tuttavia conto
del fatto che la grande maggioranza dei crop di cui non si conosce la forma
sono probabilmente da considerarsi non geometrici, verosimilmente possiamo
supporre che, complessivamente, questo rapporto dovrebbe tendere verso un 60%
di crop geometrici contro un 40% di non geometrici[9].
Si tratta a questo punto di definire in cosa consista
questa “geometria”, che sembra contraddistinguere la maggioranza dei crop
circles[10].
È tuttavia necessaria una breve premessa, solo per
chiarire che non è semplice stabilire uno standard, una unica voce alla quale
ascrivere un certo numero di crop circles per caratteristiche geometriche
analoghe. Dovendo necessariamente schematizzare, ne abbiamo ricavate alcune
(vedi legenda del grafico n. 13), fermo restando che all’interno della stessa
“categoria” possono coesistere pittogrammi diversi tra loro, e che
l’attribuzione di un determinato crop ad una categoria piuttosto che ad
un’altra risulta essere una operazione (inevitabilmente) in parte soggettiva.
Detto ciò, proviamo a proporre una tabella ed un grafico delle varie forme (e
relative quantità assolute e percentuali) con cui si sono manifestati i cerchi
in Italia negli ultimi 4 anni.
|
Totale |
Percentuale |
Forma |
|
2 |
1,05% |
triangolo |
|
4 |
2,10% |
disegno senza cerchi |
|
5 |
2,62% |
disegno di soli cerchi |
|
6 |
3,14% |
uno o più anelli |
|
13 |
6,81% |
cerchio semplice |
|
15 |
7,85% |
più cerchi non collegati |
|
20 |
10,47% |
cerchi concentrici,collegati
o anellati |
|
25 |
13,09% |
sconosciuto |
|
49 |
25,65% |
disegno con cerchi, forme
circolari o anellari |
|
52 |
27,22% |
irregolare-anomalo-allettamento |
Tabella 1: forma dei cerchi nel grano apparsi
in Italia dal Gennaio 2003 al Dicembre 2006.

Grafico 13: forma dei cerchi nel grano
apparsi in Italia dal Gennaio 2003 al Dicembre 2006.
Come era facile prevedere la forma geometrica più
diffusa è quella circolare. Se sommiamo tutte le voci in cui il cerchio
rappresenta un elemento geometrico importante, otteniamo un valore che supera
la metà dei casi (53,4%). Se consideriamo che il 40% dei restanti casi è
costituito da crop irregolari o di cui non conosciamo la forma, ci rendiamo
conto che tra i crop circles “veri e propri” (ovvero escludendo casi di
meteo-crop, fairy circles, lodging, forma sconosciuta o irregolare ecc) circa
il 90% delle formazioni ha nel cerchio un elemento fondamentale o
caratterizzante. Quindi è quanto mai corretta la semplificazione per la quale
si parla proprio di “cerchi” nel grano.
Un altro aspetto interessante da evidenziare è
sicuramente rappresentato dalla presenza di cerchi nel grano che raffigurano
dei “disegni” (in cui vari elementi grafici o geometrici sono collegati tra
loro secondo uno schema logico), e che quindi sono verosimilmente
rappresentativi o significativi di una comunicazione. La maggior parte dei crop
“disegnati” al suolo presenta forme circolari ed anellari, all’interno delle
quali è spesso iscritto il disegno. Ma a prescindere da ciò, i crop “disegnati”
sono complessivamente 58, cioè più del 30% (e se non considerassimo i casi
“sconosciuto” e “allettamento-lodging-irregolari”, la percentuale salirebbe a
oltre il 50%).
È quasi sempre tra questi casi che è lecito ricercare
i migliori pittogrammi mai apparsi. Se volessimo compiere una operazione
relativamente soggettiva, e considerare quelli che secondo noi sono i “migliori
pittogrammi” (per dimensioni, nettezza e complessità del disegno appunto) noteremmo
che probabilmente emergerebbe un numero attorno alle 32 unità (pari al 16,75%
del totale, e al 28% se escludiamo gli irregolari e gli sconosciuti). Vogliamo
infine evidenziare che i dati risultano abbastanza omogenei anche ove
considerati annualmente, con una unica piccola eccezione che riguarda il 2003,
allorché – pur essendo assai maggiore la percentuale di crop geometrici
rispetto ai non geometrici - era maggiore la presenza di semplici segni
circolari multipli non collegati tra loro, ed era invece inferiore la presenza
di disegni e di pittogrammi complessi[11].
Una operazione ancor più rischiosa dalla quale
dobbiamo infatti esimerci è quella di prendere in esame la simbologia vera e
propria dei cerchi nel grano. In effetti occorrerebbero degli esperti di
simbolismo per poter dire quali segni e disegni rappresentano una precisa
simbologia e quali no. Questo perché ogni crop geometrico può avere una sua
simbologia. Ci limitiamo allora ad osservare che, in linea del tutto generale,
almeno un terzo dei cerchi “geometrici” sembrano avere un simbolismo intrinseco
piuttosto marcato e palese.
Siamo persuasi che degli studi più approfonditi su
questo campo potrebbero facilitare la comprensione del fenomeno o aprire nuove
vie interpretative. Riteniamo che possano esserci delle curiose relazioni tra
forma-simbologia e luogo-data di ritrovamento di molti crop circles, nella
misura in cui determinate simbologie e forme risultano ripetitive o analoghe in
determinate località e a determinate ricorrenze.
Analizzando le forme, abbiamo detto che è corretto
parlare di “cerchi”. Vediamo ora se è altrettanto corretto parlare di cerchi “nel
grano”. Vediamo cioè su che tipo di terreni e di colture vengono realizzati i
pittogrammi italiani.
v
Tipo di coltura del suolo
La tabella sottostante ci mostra immediatamente una nettissima
prevalenza della coltura del grano sui terreni nei quali si trovano le
formazioni.
|
Tipo di coltivazione al suolo |
2003 |
2004 |
2005 |
2006 |
totale |
percent |
% su 160casi noti |
|
Riso |
0 |
1 |
0 |
0 |
1 |
0,53% |
0,63% |
|
Soia |
1 |
0 |
0 |
0 |
1 |
0,53% |
0,63% |
|
Mais |
0 |
2 |
1 |
0 |
3 |
1,57% |
1,88% |
|
Avena |
0 |
3 |
2 |
0 |
5 |
2,62% |
3,12% |
|
Orzo |
2 |
4 |
5 |
3 |
14 |
7,32% |
8,75% |
|
Erba |
5 |
10 |
3 |
5 |
23 |
12,04% |
14,37% |
|
? (dato non disponibile) |
8 |
16 |
1 |
6 |
31 |
16,23% |
X |
|
Grano |
26 |
22 |
30 |
35 |
113 |
59,16% |
70,62% |
Tabella 2: tipo coltura di terreno su
campi interessati da cerchi nel grano in Italia (2003-2006)
Se escludiamo i 31 casi per i quali non siamo a conoscenza
del tipo di coltivazione del terreno, notiamo che oltre il 70% dei pittogrammi
è stato realizzato su terreni coltivati a grano. Dopo il grano segue l’erba
(inclusa erba medica) con 23 casi in 4 anni (equivalenti a poco più del 14% dei
casi totali conosciuti), l’orzo (14 casi = 8,75%) e l’avena (5 casi = 3,12%).
Mais soia e riso risultano del tutto marginali, totalizzando insieme un totale
equivalente a quello dell’avena.
Passiamo ora ad occuparci di un altro argomento che fa
discutere gli appassionati di cerchi nel grano e che spesso viene (secondo noi
a torto) additato come uno degli elementi decisivi per capire la genuinità o
meno di una formazione. Stiamo parlando delle tramlines (tracce al suolo
lasciate dai mezzi agricoli e meccanici per la semina e la lavorazione del
campo), e di generiche tracce al suolo lasciate da incauti circle-makers o
visitatori dei pittogrammi.
v
Tracce al suolo e tramlines
Molti sostengono che la totale assenza di sentieri di
ingresso alla formazione testimoni la sua genuinità, poiché sarebbe impossibile
per chiunque addentrarsi nel campo senza lasciare traccia. Che si condivida o
meno questa affermazione, vediamo quanti casi in Italia, nel quadriennio, sono
da considerare totalmente privi di accesso al pittogramma.
Anche qui urge una breve premessa. Stabilire con
esattezza questo dato è pressoché impossibile. Nella maggior parte dei casi non
è dato sapere se si è in presenza di tracce o meno, perché non si dispone di
immagini aeree né di testimonianze o altre informazioni. Anche laddove esiste
un materiale informativo cospicuo, è complesso stabilire se eventuali tracce al
suolo possono essere state generate in un secondo momento, e non è neppure
semplice – perché non unanime – la valutazione della presenza di tramlines come
possibile sentiero di passaggio o meno. Diciamo che un modo per ovviare a
queste deficienze è quello di considerare solamente la difficoltà di un
eventuale accesso alla formazione: facile nel caso di tramlines abbastanza
nette e grandi e/o intersecanti la formazione, difficile nel caso di tramlines
appena accennate o non intersecanti la formazione. Ciò premesso, abbiamo
comunque ricostruito una linea di tendenza generale che dovrebbe risultare
verosimile.

Grafico 14: percentuale di tracce al
suolo nei crop Italiani dal 2003 al 2006
Come illustrato nel grafico, per quasi il 60% dei casi
non è possibile neppure valutare questa variabile. I restanti casi si dividono
grossomodo a metà: da un lato l’assenza di tracce (in campi in cui l’accesso è
per altro difficile), e dall’altro la somma tra i casi con presenza di tracce
palesi o possibili (per facilità di ingresso). Quindi, esclusi i casi non
verificabili, se anche mettiamo insieme queste due voci (palesi e possibili) e
consideriamo tutti i casi “possibili” come casi “con tracce”, la fetta più
grande della torta riguarda sempre i casi senza apparenti tracce al suolo
(54,5%).
Inutile ribadire che questo dato è del tutto
insignificante per chi ritiene che si possa accedere all’interno di un campo
senza lasciare evidenti tracce, utilizzando delle semplici accortezze.
A questo punto della nostra indagine vorremmo
riflettere su un elemento che riteniamo assolutamente fondamentale e centrale,
probabilmente il più importante per la comprensione del “mistero” dei cerchi
nel grano: le analisi scientifiche.
v
Analisi scientifiche
Se questo fenomeno è riuscito a catturare anche
l’attenzione degli scettici e ad imporsi, sebbene limitatamente, nella comunità
scientifica, è principalmente merito di alcune pubblicazioni scientifiche
ufficiali che hanno sollevato delle problematiche oggettive e di non facile
spiegazione relativamente a questo fenomeno.
Vogliamo allora
provare a prendere in esame anche questo aspetto, e da un punto di vista
meramente quantitativo provare ad esaminarlo.
In quanti casi la scienza interviene con analisi
chimiche, fisiche, di laboratorio ecc, per appurare la reale natura
dell’evento? Con quali risultati?
Prima ancora di vedere che genere di analisi sono
eventualmente state effettuate, è però il caso di domandarsi in quanti casi si
è provveduto ad effettuare delle “qualsiasi” analisi, ed in quanti casi no. La
tabella sottostante ci aiuta a comprendere questo dato.
|
ANALISI |
2003 |
2004 |
2005 |
2006 |
totale |
|
Dato non disp. (ignote) |
5 |
26 |
10 |
12 |
53 |
|
Nessuna |
20 |
11 |
10 |
22 |
63 |
|
Effettuate (varie, tutti
i tipi) |
17 |
21 |
22 |
15 |
75 |
Tabella 3: schema di analisi realizzate nei
cerchi nel grano in Italia dal 2003 ad oggi.
Premettiamo che includiamo sotto la voce “ignote”
tutti i casi relativamente ai quali non siamo in grado di affermare se sia
stata praticata o meno una qualsiasi forma di analisi; mentre sotto la voce
“nessuna” inglobiamo i casi nei quali siamo in grado di affermare, con
(relativa) certezza, che non sono state compiute analisi di alcun genere. La
restante voce (“effettuate”) riguarda analisi di vario tipo di cui diremo
meglio tra poco.
Quindi una prima osservazione potrebbe essere la
seguente: sui 191 casi di cerchi nel grano noti, di 53 (27,75%) si ignora la rilevazione o
meno di analisi; di 63 (32,99% ovvero 1 caso su 3) si può affermare che non
sono mai stati soggetti ad alcuna analisi; mentre sono stati in certa misura
presi in analisi un totale di 75 casi (39,76%). In altri termini, per ogni 10
crop circles, solamente 4 vengono analizzati.
La domanda successiva riguarda inevitabilmente il tipo
di analisi svolte. Abbiamo pensato di dividerle, per comodità, in due
categorie: analisi “visive” e analisi “scientifiche”.
- visive o parziali: quelle analisi derivanti
per lo più dalla osservazione e da deduzioni.
- scientifiche: le analisi svolte con
strumentazione tecnica ed i cui risultati sono misurabili in termini oggettivi.
Poiché le analisi scientifiche presuppongono anche una
analisi visiva, quest’ultima consta, come visto, di 75 casi, che rappresentano
il 100% del campione. Su questi 75 casi (in cui è stata esercitata una analisi
visiva e deduttiva) si è sovrapposta una analisi scientifica 32 volte.
|
Tipo di analisi |
2003 |
2004 |
2005 |
2006 |
Totale |
|
Visive, deduttive |
9(+8) |
7(+14) |
15(+7) |
12(+3) |
43(+32)=75 |
|
Scientifiche (varie,
tutti i tipi) |
8 |
14 |
7 |
3 |
32 |
Tabella 4 : tipo di analisi effettuate
sui cerchi nel grano in Italia nel quadriennio 2003-2006
Per ovvie ragioni vogliamo qui approfondire solamente
l’indagine sulle analisi scientifiche. Queste ultime, sul totale dei casi che
sono stati presi in analisi, rappresentano neppure il 43% dei casi, quindi meno
della metà. Se poi volessimo calcolare la percentuale sul campione totale dei
191 casi, i 32 casi di analisi scientifica costituiscono appena il 16,75% della
casistica. Quindi è lecito sostenere che viene preso in esame scientifico
solamente 1 crop circle ogni 6.
Il passo successivo riguarda il tipo di analisi
scientifiche. Per comodità abbiamo diviso anche qui, stavolta in 3 categorie:
- analisi scientifiche “monodisciplinari” o
unidisciplinari: ove l’analisi ha riguardato una sola disciplina o aspetto. Ad
esempio sono state fatte “solamente” osservazioni delle spighe al microscopio,
o misurato l’allungamento dei nodi, o registrata eventuale radioattività o
elettromagnetismo… comunque una sola di queste cose[12].
- analisi scientifiche “multidisciplinari” o
pluridisciplinari: in cui l’analisi ha riguardato complessivamente più aspetti
o elementi – ad esempio fisico, chimico, molecolare, ambientale etc.
Una terza categoria, che tecnicamente non dovrebbe
esistere ma statisticamente è purtroppo imprescindibile, è quella delle:
- analisi scientifiche “non specificate”: laddove
non siamo in grado di stabilire che genere di rilevazioni sono state eseguite -
ad esempio sono state prelevate delle spighe e/o porzioni del terreno, ed il
tutto spedito in qualche laboratorio… salvo poi, da quel momento, perdere le
tracce senza ulteriori notizie.
|
scientifiche (tutte) |
8 |
14 |
7 |
3 |
32 |
|
scientifiche non specificate |
1 |
4 |
2 |
2 |
9 |
|
scientifiche unidisciplinari |
5 |
1 |
1 |
0 |
7 |
|
scientifiche multidisciplinari |
2 |
9 |
4 |
1 |
16 |
Tabella 5: tipo di analisi
“scientifiche”
effettuate
sui cerchi nel grano in Italia nel quadriennio 2003-2006
E’ palese che la voce più interessante, e
scientificamente rilevante, sia quella delle analisi cosiddette
multidisciplinari. Eppure questa costituisce solamente la metà dei casi di
analisi scientifiche. Ciò vuol dire – tenendo conto del totale della casistica
- che una analisi scientifica complessa multidisciplinare, viene realizzata
solamente 1 volta ogni 12.
A questo punto, evidentemente, è il caso di prendere
in considerazione gli eventuali risultati di queste (seppur scarse) analisi
scientifiche.
Anche da questo punto di vista registriamo una certa
carenza e confusione di risultati. Considerando tutti i casi sottoposti ad
analisi scientifiche (32), i risultati sono i seguenti:
|
RISULTATI |
2003 |
2004 |
2005 |
2006 |
totale |
|
Non
si conoscono |
3 |
4 |
2 |
2 |
11 |
|
Nessuna
anomalia |
3 |
2 |
4 |
1 |
10 |
|
Controversi
o inconcludenti |
2 |
7 |
1 |
0 |
10 |
|
Riscontrate
anomalie |
0 |
1 |
0 |
0 |
1 |
Tabella 6: risultati delle analisi “scientifiche”
effettuate sui cerchi nel grano in
Italia nel quadriennio 2003-2006
Dunque 11 volte su 32 (che significa oltre un terzo), non
si conoscono i risultati di analisi che pure si è dichiarato essere state
effettuate o in corso. Questi 11 casi verosimilmente includono i 9 casi di
analisi scientifiche “non specificate”, a cui se ne aggiungono altri
Esiste solamente un caso di anomalia registrata e –
per quanto ne sappiamo – mai finora messa in discussione, quando nel Luglio
2004 si è registrato (in microtesla e non soltanto secondo le dichiarazioni di
persone presenti sul posto che sostenevano il malfunzionamento dei loro
apparecchi elettronici) un campo elettromagnetico anomalo all’interno di un
crop lombardo. Siamo però in presenza di una analisi monodisciplinare (seppure
confortata da interessanti analisi visive e deduttive), che da sola non è certo
in grado di avallare una teoria non convenzionale sulla natura del pittogramma.
Ci sono ovviamente anche altri casi di anomalie non
ufficialmente smentite, di cui tuttavia non si conoscono misurazioni e metodi
di analisi scientifiche, e pertanto sono destinati a rientrare nel terreno
delle ipotesi[13].
v
Testimonianze
di avvistamenti o eventi insoliti
Da un punto di vista meno scientifico e più emozionale
e suggestivo, non abbiamo potuto fare a meno di notare che sono molte le
testimonianze di curiosi avvistamenti o di eventi insoliti occorsi a persone
che erano presenti sul posto al momento (o poco dopo) la creazione di un crop
circle.
Se andiamo a misurare questa “variabile” scopriamo che
siamo in presenza di una segnalazione “insolita” ogni 6,5 casi. Cioè rispetto
alla casistica totale (191 crop circles nei quattro anni), solamente 30
(15,71%) sono gli eventi in cui sono rilasciate testimonianze di eventi
anomali.
|
TESTIMONIANZE INSOLITE |
2003 |
2004 |
2005 |
2006 |
totale |
percentuale |
% senza dati non disp. |
|
Dato
non disponibile |
16 |
35 |
31 |
18 |
100 |
52,35% |
|
|
No |
21 |
14 |
3 |
23 |
61 |
31,94% |
67,03% |
|
Si |
5 |
9 |
8 |
8 |
30 |
15,71% |
32,97% |
Tabella 7: testimonianze di eventi
insoliti nei cerchi nel grano in Italia, dal 2003 al 2006
Tuttavia questa percentuale sale molto se escludiamo
dalla casistica tutti quei casi per i quali non siamo in grado di dire se ci siano
state o meno testimonianze. Parliamo di ben 100 casi, per i quali non possiamo
escludere (né confermare) eventuali testimonianze. In tal caso, con la
casistica ridotta a 91 unità (191-100), i 30 casi di testimonianza
rappresenterebbero un terzo del totale.
Ma in cosa consistono queste testimonianze?
Il grafico sottostante[14] ci
illustra, con valori percentuali, cosa dicono di aver sentito o visto le
persone coinvolte in questi 30 casi verificatisi dal 2003 ad oggi.

Grafico 15: eventi insoliti raccontati
da testimoni (in percentuale, dal 2003 al 2006)
Due volte su tre (e precisamente in questo caso 20
volte su 30) la testimonianza riguarda l’avvistamento di luci insolite nel
cielo, in genere globi luminosi di vario colore o cangianti. Anche le famose
“BOLs” (Balls of Light”, sfere di luce), che molti ritengono essere coinvolte
nel processo di creazione dei crop circles, rientrerebbero in questa
categoria. La maggior parte delle
testimonianze relative alle luci riguardano tuttavia sfere luminose viste di
notte, ad una certa distanza, prima (a volte anche dopo) la comparsa di una
formazione.
A quella delle luci seguono, come rilevanza
quantitativa, le testimonianze relative a suoni o strani rumori (spesso fischi
di sottofondo all’interno o nelle vicinanze del crop, o boati, rumore di motori
o veivoli piuttosto che esplosioni, subito antecedenti il ritrovamento del
crop), e quella relativa alla irrequietezza degli animali: sono molte le
persone che giurano di aver ravvisato comportamenti insoliti dei loro animali
(vedi latrare continuo dei cani) durante la notte nella quale si presume sia
stato creato il crop circle. Solo 13 volte su 100 invece si hanno testimonianze
di presunte anomalie elettromagnetiche, desunte da salti di corrente o
apparecchiature elettroniche in tilt; a cui si può aggiungere un 6,7% di casi
desunti dal verificarsi di stati di sonnolenza, cefalee, senso di nausea nelle
persone all’interno del pittogramma. La stessa percentuale (6,7%) riguarda casi
di avvistamento di veivoli (militari o non identificati) o altre manifestazioni
insolite (fumo, strani odori, ma anche tracciati radar non identificati[15]).
v
Dimensioni dei
crop circles italiani
Siamo soliti osservare, specialmente nelle formazioni inglesi,
le enormi dimensioni dei crop circles, che a volte arrivano a misurare
centinaia di metri. Si tende inoltre spesso a giudicare la fattura del
pittogramma in base alla sua grandezza.
Vediamo
allora quale dimensione assumono mediamente i cerchi nel grano nel nostro
paese. Abbiamo convenzionalmente stabilito una suddivisione in tre “range
dimensionali”, espressi in metri:
Formazione piccola (da 1 a 10 metri);
Formazione media (da 11 a 50 metri);
Formazione grande (oltre i 50 metri).
A queste tre voci dobbiamo infine
aggiungerne una quarta, che si riferisce ai casi imprecisati, dei quali cioè
non si conoscono le esatte dimensioni.

Grafico 16: Dimensione dei crop circles
in Italia (quadriennio 2003-2006, anno per anno)
Purtroppo il numero dei casi in cui non è stato
possibile misurare la formazione costituisce l’entrata maggiore, ad eccezione
tuttavia dell'anno
Vediamo nel grafico sottostante come si distribuiscono
questi dati nell’arco dell’intero quadriennio.

Grafico 17: Dimensione dei crop circles
in Italia (quadriennio 2003-2006)
Ad
eccezione dunque dei casi imprecisati, ciò che resta in evidenza è una discreta
prevalenza di cerchi nel grano di dimensione media e grande.
Poiché spesso accade che i cosiddetti meteo-crop o i
casi di lodging diano luogo a formazioni
irregolari di grandi dimensioni, e poiché il nostro campione è inclusivo delle
cosiddette “NGF” (Non-Geometrc-Formations), si potrebbe legittimamente supporre
che queste ultime abbiano avuto un peso determinante nel favorire la
predominanza di casi medio-grandi rispetto ai piccoli. In realtà l’influenza
delle NGF sul dato complessivo sopra esposto è assai più limitata di quanto si
possa credere. Se infatti uniamo in una unica categoria (“medio-grande”) i casi
“grande” e “medio”, ed andiamo a vedere che tipo di pittogramma (geometrico o
meno) contraddistingue le formazioni di tale dimensione, troveremo una netta
prevalenza di casi geometrici.

Grafico 18: Tipo di cerchio (geometrico
/ NGF) per dimensioni medio-grandi.
Pertanto potremmo concludere che se i meteo-crop, i
casi di lodging e le Non-Geometric-Formatons in genere sono molto estese in
dimensione (e come vedremo più avanti sono direttamente proporzionali a
condizioni meteorologiche avverse), non è invece valida la affermazione
contraria per cui le formazioni di grandi dimensioni sono prevalentemente casi
irregolari, meteo-crop o NGF (né proporzionali a condizioni di mal tempo).
v
Condizioni
atmosferiche
Un altra variabile presa in considerazione è quella
delle condizioni meteo rilevate al momento della comparsa dei crop circles. Nel
nostro caso sono state prese in considerazione tre voci specifiche di
condizioni meteo:
1) condizione di maltempo, che comprende tutti quei fenomeni atmosferici come
pioggia, temporale e vento forte;
2) condizione di sereno, cioè cielo poco nuvoloso con assenza di piogge e vento
forte (anche di notte, con o senza la presenza della luna);
3) “non determinato”, relativo cioè a tutti quei casi
in cui non è stato possibile appurare le reali condizioni meteo occorse al
momento della creazione del crop circle.
Questi tipi di dati sono stati ricavati in base alle
testimonianze dirette di coloro che hanno scoperto per primi ciascuna
formazione, o in base ad analisi scientifiche tempestive fatte in loco che
hanno fornito le condizioni atmosferiche dei giorni in cui sono apparsi i crop.
Vediamo di seguito il grafico espresso in percentuale
relativo a ciascun anno del quadriennio.

Grafico 19: Distribuzione % annua
(2003-2006)
condizioni meteo al presunto momento
della creazione del crop.
Come si può notare la percentuale più alta presente in
ogni anno è quella in cui non è stato possibile determinare con certezza le
reali condizioni atmosferiche al momento della comparsa del crop circle, e
questo era inevitabile. Seguono poi i casi di condizione di maltempo in cui si
può vedere la percentuale più alta nell'anno 2005 con il 21,43% dei casi,
mentre le condizioni di sereno
verificate sono presenti solo negli ultimi due anni (2005 e 2006). Per
osservare meglio questo dato complessivamente nell'arco dell'intero quadriennio
ci avvaliamo del seguente grafico espresso sempre in percentuale.
Grafico 20: Distribuzione % complessiva (2003-2006) condiz.
meteo al presunto momento della creazione crop.
Prendiamo ora in considerazione solamente i dati
verificati in cui è stato possibile appurare le reali condizioni atmosferiche e
lasciamo i casi indeterminati, allo scopo di capire che tipo di formazioni sono
apparsi durante il manifestarti di queste due condizioni meteorologiche (sereno
o maltempo). Da ciò che sappiamo le varie formazioni cosiddette irregolari si
dicono essere create da cause naturali, come la pioggia e il vento, che
allettano le spighe in modo anomalo creando
a volte enormi figure irregolari nei campi. Mentre in condizione di
sereno la maggior parte delle volte vengono create delle figure più complesse e
soprattutto geometriche, aventi spesso una simbologia specifica. Vediamo quindi
se queste affermazioni valgono anche in Italia e in che numero si sono
verificate.

Grafico 21: Tipo di crop circle
(geometrico/NGF) in condizione di
maltempo (Italia 2003-2006)
Il grafico sovrastante prende in considerazione
l'intero quadriennio ed è espresso in numero assoluto di crop (geometrici/
irregolari) data una condizione meteorologica di maltempo. Come è facile
intuire ben 17 formazioni irregolari sono apparse in caso di piogge e vento
forte, mentre solo 6 formazioni geometriche si sono verificate nelle suddette
condizioni.
Al contrario osserviamo il grafico sotto, che si
riferisce a condizioni meteorologiche serene.

Grafico 22: Tipo di crop circle (geometrico/NGF)
in condizione di sereno (Italia
2003-2006)
Stavolta la maggior parte dei crop circles apparsi
nelle condizioni di sereno sono quelli aventi una precisa forma geometrica (9
in tutto) mentre solo 2 crop irregolari si sono verificati nelle suddette
condizioni meteo. Ricordo tuttavia che questa condizione presa in
considerazione è presente solo negli anni 2005 e 2006, per cui complessivamente
nel quadriennio ci si riferisce comunque
a questi due anni.
In conclusione abbiamo potuto constatare che anche in
Italia esiste probabilmente una relazione direttamente proporzionale tra crop
irregolari e condizioni atmosferiche avverse, come pure tra crop geometrici e condizioni di sereno.
v
Conclusioni
I cerchi nel grano sono ad oggi considerati uno dei
grandi misteri dei tempi moderni. Certamente perché, quali che siano le
opinioni individuali, si tratta di un fenomeno affascinante sotto molteplici
punti di vista. Un mistero, oggettivamente, vista la cronica mancanza di
informazioni oggettive e scientifiche. E non sono certamente di ausilio i
media, che hanno sempre trattato l’argomento con ironia e superficialità
allarmante. Nella maggior parte dei casi non c’è nessun approfondimento,
viceversa si sottolinea unicamente l’aspetto folcloristico del ritrovamento –
pellegrinaggio dei curiosi, foto ricordo, E.T. e riferimenti al lungometraggio
Signs.
Quando invece si tratta di riviste o organizzazioni di
“settore”, gruppi di studio o ricercatori più specializzati, si riscontra
spesso un miglior approccio al tema, ma spesso fuorviato dall’imperativo di far
emergere una determinata posizione (di volta in volta quella più aderente alla
linea editoriale della rivista, alla politica dell’organizzazione, piuttosto
che alle opinioni o agli interessi del ricercatore). Perfino laddove gli
intenti sono meritevoli, è poi facile riscontrare una certa autoreferenzialità
e mancanza di collaborazione da parte degli “addetti ai lavori”.
Lungi da noi voler porre in essere una critica
indiscriminata, restiamo perplessi unicamente riguardo le possibili
conseguenze: dati carenti e superficiali, altre volte parziali e controversi,
perfino contraddittori. Su questo terreno instabile e controverso si alimentano
la superficialità, la confusione e la cattiva informazione, e tutto diviene aleatorio e relativo.
Nel suo piccolo, “Cropfiles” è nato e sta crescendo
con l’ambizione di informare e porre un argine alle lacune sopra citate,
cercando di porsi come polo di attrazione e riferimento super partes delle
varie interpretazioni ed evoluzioni del fenomeno. Questa indagine statistica,
dunque, altro non vuole essere che un piccolo passo in questa direzione. Riteniamo che l’approccio statistico (finora
sostanzialmente assente nella ricerca), ove seriamente e disinteressatamente
sviluppato, possa rappresentare oggi e in futuro una delle possibili chiavi di
lettura e di interpretazione del fenomeno. Speriamo dunque di aver fornito un
piccolo contributo per successive riflessioni ed evoluzioni.
Disclaimer: Questo documento è proprietà esclusiva di
“Cropfiles.it”. Ogni riproduzione totale o parziale è espressamente vietata.
Nel caso vogliate riferivi a questo
documento è solamente consentito effettuare un link diretto all’indirizzo:
www.cropfiles.it/special/cropstatic.pdf

APPENDICE A
2007
Riguardo
il 2007 segnaliamo qui le informazioni e le statistiche di cui veniamo man mano
a conoscenza.
1) Statistica quantitativa sui crop internazionali,
elaborata dall’ ICCA (dalla quale risulta che l’Italia si pone come il secondo
paese – insieme alla Germania e dopo l’Inghilterra) interessato dal fenomeno
dei crop circles.
ICCA - The
STATISTICS

ICCA was founded in 1994 and has more
than 6000 Crop Circles in over 50 countries listed and continuous to archive
every new seasons’s new formations. At each new year ICCA produces a its
„Annual Report“ which resembles a statistical review of the past crop Circle
year worldwide. We only do list "classical" crop circle formation in
which the plants were flattened in a geometrical pattern. Not in cluded are so
called "RDF - randomly Downed Formations" or pattern cut into the
fields like maize-labyrinths etc. ICCA gets regularly updated, like with the
years previous to 1995, so some numbers may change over the time. Please note
the to-date stand.
Stand: 20.02.2008
BASIC OVERVIEW
1995: 188
1996: 240
1997: 228
1998: 195
1999: 245
2000: 275
2001: 201
2002: 238
2003: 251
2004: 238
2005: 229
2006: 193
2007: 171
2008...

ICCA - ANNUAL REPORT 2007

Crop Circles per Month 2007
Total: 171
Januar January 1
Februar February 0
März March 1
April April
10
Juni June 51
Juli July 52
August August 15
September September 4
Oktober October 3
November November 1
Dezember December 0
Unbekannt Unknown 0
Crop Circles per Country in
2007
England UK 57
Deutschland Germany 27
Italien Italy 27
Niederlande Netherlands
12
Belgien Belgium 11
USA USA 10
Schweiz Switzerland
8
Kanada Canada 7
Slovenien Slovenia 3
Polen Poland 2
Norwegen Norway 2
Tschechische Rep. Czech Rep. 1
Frankreich France 1
Kroatien Croatia 1
Schweden Sweden 1
Österreich Austria 1
Copyright 2008 by ICCA–The International Crop Circle
Archive
Contact: piktogramm@hotmail.com
The listings of ICCA might differ
with those of other crop circle archive and lists.
[1] Abbiamo spesso omesso le tabelle dei dati originari complessivi per non appesantirne e complicarne la lettura. Le tabelle possono essere richieste via mail
[2] Le regioni prive di casistica (zero casi) sono state omesse dal grafico. Lo stesso vale per il grafico 4.
[3] Tra l’altro il caso della Campania (verificatosi a Sparanise) è un caso non verificato.
[4] NORD: Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Liguria.
CENTRO: Toscana, Marche, Umbria, Lazio e Sardegna.
SUD: Campania, Calabria e Sicilia.
Le regioni prive di casistica non sono state prese in considerazione.
[5] Alcuni crop sono datati al primo del mese o all’ultimo
giorno del mese, e quindi potrebbero appartenere al mese precedente o
successivo. In tutto si tratta comunque solamente del 5% dei casi, spalmato sui
quattro anni e relativamente a tutti i mesi, pertanto non altera i risultati.
Inoltre il caso di Sarmede è stato diviso tra Settembre ed Ottobre, e quello di
Parola tra Luglio e Agosto (0,5 + 0,5).
[6] Sono considerati “incerti” tutti i casi in cui il margine di possibile apparizione-ritrovamento è uguale o superiore a tre giorni. Per i casi in cui il margine di errore è 2 giorni, si è calcolato quello ritenuto più probabile.
[7] La stima è ovviamente del tutto indicativa e generica. Per una stima esatta bisognerebbe specificare anche il tipo di lavoro e le mansioni, le ferie, le malattie, straordinari, sabato lavorativo o meno, part-time o full-time ecc…
[8] Per giorno abbiamo considerato dalle ore 06:00 del mattino alle ore 19:59 della sera; per notte si intende viceversa dalle ore 20:00 alle ore 05:59. Dei 52 casi di crop “notturni” non tutti sono certi, pertanto il numero è arrotondato per eccesso.
[9] Si tratta di dati teorici e tendenziali, ma empiricamente verosimili nell’arco del quadriennio. Per “geometrici” si intende anche un semplice cerchio o anello, anche non geometricamente perfetto. Inoltre è curioso notare come per il 2006 questo rapporto di 40%-60% sia quasi perfettamente invertito a favore dei crop non geometrici, mentre è nel 2003 che i crop geometrici sovrastano in modo determinante quelli non geometrici.
[10] Secondo alcune interpretazioni i crop circles in quanto tali sono solamente quelli geometrici. Ricordiamo invece che in questa indagine statistica stiamo considerando sotto la voce “crop circles” tutti i casi noti di appiattimento della vegetazione al suolo, riportati nella nostra casistica.
[11] Nel 2003, 5 pittogrammi contro una media di 9 nei tre anni successivi, e nel 2003 ben 8 i casi di cerchi multipli non correlati, contro una media di 2,25 nei tre anni successivi.
[12] In realtà è frequente che avvenga una analisi solo “monodisciplinare”, come nel caso di Tre Fontane(RM), ove per scongiurare ogni timore sono state fatte eseguire delle analisi sull’inquinamento magnetico, e una volta verificato che non c’era pericolo il caso è stato “archiviato”; oppure accade spesso che si svolga una analisi monodisciplinare preventiva, e se questa non indica dei valori interessanti si ritiene inopportuno (anche perché costoso) procedere ad ulteriori analisi .
[13] Per facilitare la ricerca scientifica, facciamo appello ad attenersi alle direttive stilate dal Centro ricerche esobiologiche Galileo e di prendere visione del protocollo di indagine sul campo, una copia del quale è disponibile anche presso il nostro sito all’indirizzo: http://www.cropfiles.it/protocollo.pdf
[14] La somma delle percentuali non equivale al 100% poiché varie
testimonianze includono più di una tipologia (ad esempio, spesso, è stato
testimoniato di avvistamenti di luci in cielo e – al tempo stesso – rumori o
latrare di cani).
[15] Rilevati dall’Aeronautica militare a Potenza Picena, nel Giugno 2003. Si presume possa essersi trattato di caduta di frammenti satellitari.