INDAGINE STATISTICA

SUI CROP CIRCLES ITALIANI

NEL QUADRIENNIO 2003-2006

(English version coming soon)

 

 

 

Autore e copyright: www.cropfiles.it

 

A cura di: Leonardo D. (CropBuster) e Michele P. (Nepos)

 

Si ringrazia inoltre Daniele T. per la collaborazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Indice

 

 

 

 

 

Premessa……………………………………………………………………………….…p. 3

 

Rilevazione generale, dati complessivi………………………………….………………..p. 4

 

Distribuzione geografica regionale (per anno)…………………………………..….….…p. 5

 

Distribuzione temporale mensile…………………………………………………………..p. 7

 

Distribuzione temporale giornaliera………………………………………………...……..p. 9

 

Presunto orario creazione (giorno/notte) dei crop ………………………………….…….p.11

 

Fonti di prima segnalazione dei crop circles…………………………………….…..……p.12

 

Forma geometrica dei cerchi nel grano…………………………………………...….…...p.14

 

Tipo di coltura del suolo…………………………………………….…………...……….p.17

 

Tracce al suolo e tramlines………………………………………....……...……….……..p.18

 

Analisi scientifiche………………………………………………..…………….….……..p.19

 

Testimonianze di avvistamenti o eventi insoliti………….………………………...……..p.22

 

Dimensioni dei crop circles italiani………………………….……..…………….....…….p.24

 

Meteo e Crop: condizioni atmosferiche……………….…………..…………………..….p.26

 

Conclusioni……………………………………………………………………...…….….p.29

 

Appendice 2007…………………………………………………………………………..p.30

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Premessa

 

 

Il presente documento riguarda uno studio statistico relativo ai cerchi nel grano (“crop circles”) rinvenuti in Italia tra il Gennaio del 2003 e il Dicembre del 2006.

 Data la carenza di informazioni accertate sull’intero fenomeno, la seguente indagine è da ritenersi affidabile come linea di tendenza generale. L’inchiesta è stata condotta – nei limiti consentiti dalla quantità di notizie a nostra disposizione – nel modo più neutro e oggettivo possibile.

 

Riguardo i grafici e le statistiche, ci siamo attenuti alla casistica documentata nel nostro archivio:

 

www.cropfiles.it/archivio.html

 

 

Abbiamo conteggiato – quando non diversamente specificato - tutti i casi ivi menzionati, compresi i fenomeni di cui non si possiede una chiara ed esaustiva documentazione, ad esempio: lodging, meteo-crop, fairy circles, NGF (Non-Geometric-Formations) e simili.

 

 

I grafici risultano per lo più già elaborati, ed espressi in percentuali o valori assoluti[1]. Il fine della seguente indagine statistica è, principalmente, quello di informare e suggerire possibili chiavi di lettura, in attesa di ulteriori approfondimenti statistici.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

v           Rilevazione generale, dati complessivi

 

Un primo elemento su cui riflettere è l’andamento complessivo del fenomeno “crop” in Italia, dalle origini fino ad oggi.

Nel nostro Paese le prime segnalazioni ufficiali di strane formazioni circolari apparse nel bel mezzo di campi coltivati si registrano negli anni ‘70. Progressivamente, col passare del tempo, gli avvistamenti sono andati aumentando in modo costante, con un significativo incremento nei primi anni ’90.

 

Il grafico sottostante (grafico 1) ci mostra visivamente questo andamento.

 


Grafico 1: Andamento quantitativo dei cerchi nel grano in Italia dal 1977 al 2006

 

 

Appare evidente come il fenomeno abbia registrato una consistente impennata tra il 2003 e il 2006, quadriennio che - da qui in avanti - prenderemo in considerazione.

In questo periodo sono noti 191 casi di crop circles in Italia, di cui 42 nel 2003, 58 nel 2004, di nuovo 42 nel 2005 e 49 nel 2006 (vedi grafico 2)

 

Grafico 2: numero complessivo di cerchi nel grano in Italia ogni anno dal 2003 al 2006

 

 

Vediamo ora come i crop circles sono distribuiti geograficamente sul territorio.

 

 

 

v         Distribuzione geografica regionale (per anno)

 

 

La distribuzione geografica regionale, anno per anno, riferita all’intero quadriennio , è rappresentata nel grafico n. 3.

 

Grafico 3: distribuzione geografica regionale dei cerchi nel grano in Italia dal 2003 al 2006 [2]

 

Si può notare come le regioni più interessate siano il Piemonte e la Lombardia (specialmente nel 2004, colore giallo).

 

Nel grafico successivo (n. 4) valuteremo  la distribuzione geografica (regionale) complessiva dei crop circles nell'intero quadriennio, senza distinzione annuale ed in ordine decrescente per numero di formazioni.

 

Grafico 4: distribuzione geografica regionale numero di cerchi nel grano (ordine decrescente)

 

 

 

Come si nota, anche in questo caso le due regioni più prolifiche sono Lombardia e Piemonte, seguite da Marche, Emilia Romagna e Toscana. Poi Veneto ed Umbria, anch’esse con una doppia cifra. Una prima ed immediata conclusione che si può trarre è che il fenomeno è indubbiamente molto più concentrato nel Nord Italia, per poi attenuarsi nel Centro della penisola, fino quasi a scomparire nel Meridione[3].

 

 

Per quantificare meglio questa osservazione, supponiamo di dividere l’Italia longitudinalmente in 3 parti (Nord – Centro – Sud). Noteremmo (grafico 5)[4] che circa 1/3 dei casi si è verificato nel Centro Italia (62 casi), e i restanti 2/3 nel Nord (125 casi), mentre nel Meridione si ha una quasi totale assenza di valori significativi (4 casi).

 

 

 

Grafico 5: distribuzione per aree geografiche (Nord-Centro-Sud) dei crop italiani 2003- 2006.

 

 

 

 

Proviamo ora invece ad analizzare il quadriennio dal un punto di vista della distribuzione temporale dei crop circles.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

v         Distribuzione temporale (mensile)

 

Ciò che immediatamente salta all’occhio è che durante il solo mese di Giugno (94 casi in numero assoluto) si verificano praticamente la metà dei casi totali.

 

Grafico 6: distribuzione temporale mensile dei cerchi nel grano italiani dal 2003 al 2006 [5]

 

 

Se andassimo ad esaminare la distribuzione annuale, questa proporzione sarebbe grossomodo rispettata in tutti e quattro gli anni presi in esame (vedi grafico n. 7). Questo dato ci dice anche che nel mese di Giugno si verificano, mediamente, oltre due casi di crop circle ogni 3 giorni, circa uno ogni 31 ore (0,78 casi al giorno).

 

La restante metà dei casi si verifica principalmente nei mesi di Maggio e Luglio (quasi 35% insieme); seguono Aprile Agosto e Settembre (oltre il 10% insieme), mentre il restante 5% si distribuisce sugli altri mesi (ad eccezione di Dicembre durante il quale non si è mai verificato alcun caso).

 

 

 

 

Un altro modo di visualizzare questo andamento - senza perdere la prospettiva annuale e considerando il numero di casi effettivi (espressi in numeri assoluti) - è  illustrato nel grafico n. 7 sottostante.

 

 

Grafico 7: distribuzione mensile cerchi nel grano nel quadriennio, valori assoluti anno per anno

 

Anche da questo grafico emerge con evidenza come il mese di Giugno sia il più prolifico. Al contrario, il mese di Dicembre il più sterile.

 

Ancora un altro modo di analizzare questo dato dal punto di vista della distribuzione temporale-mensile, è rappresentata dal grafico n. 8 (sotto), in cui per ogni mese possiamo vedere l’incidenza annuale.

Grafico 8: distribuzione mensile dei cerchi nel grano dal 2003 al 2006, con incidenze annuali

 

Si nota un’incidenza del solo colore giallo (2004) nei mesi di Ottobre, Novembre e Gennaio, e gran parte di settembre. Il 2004, inoltre, ha una particolare caratteristica: ha riservato dei pittogrammi anche in mesi in cui, negli altri anni, non se ne sono mai avuti (si tratta comunque di pochissimi casi). Lo stesso vale per Marzo, caratterizzato nel grafico dal colore rosso, perché nel 2006 è stata la prima volta che si è verificato un caso in questo mese (anche qui, si tratta di un unico caso, che tuttavia rappresenta il 100% del campione).

 

 

 

 

Se ora volessimo analizzare la distribuzione temporale complessiva dell’intero quadriennio (prescindendo dall’annata) dal punto di vista non più mensile, ma giornaliero, scopriremmo in quali giorni della settimana vengono realizzati i crop circles.

 

 

 

 

v         Distribuzione temporale (giornaliera)

 

 

Grafico 9: distribuzione giornaliera dei cerchi nel grano da 2003 al 2006 [6]

 

 

Dal grafico si nota un certo equilibrio mediano attorno al 10% giornaliero tra lunedì e venerdì (con i minimi al lunedì-martedì ed una leggera crescita dal mercoledì al venerdì). Tra Sabato e Domenica (che insieme totalizzano oltre il 33 % dei casi totali) vi è una decisa crescita, particolarmente marcata proprio nel giorno di sabato. Tra i casi  “incerti”, e cioè tra tutti quei crop circles che non possono essere datati con precisione in un giorno preciso della settimana, una maggioranza (approssimativamente circa il 65%) sono databili tra sabato e domenica, o almeno tra venerdì sera e lunedì mattina, quindi nel week-end.

Inoltre, tra i crop circles compresi tra lunedì e venerdì, molti sono apparsi in giorni festivi, pre-festivi, di ponte o comunque non lavorativi. Per cui volendo dividere la statistica solamente nelle due grandi categorie “lavorativi / non lavorativi” (includendo in questi ultimi il week-end dal venerdì sera alla domenica sera, festivi, pre-festivi e giornate di ponte o comunque non lavorative), avremmo una percentuale di circa il 56% dei crop apparsi in giornate non lavorative, contro il 44% circa in giornate lavorative.

Senza considerare che nel periodo estivo, soprattutto in agosto, molti giorni che fin qui abbiamo considerato “lavorativi” potrebbero viceversa considerarsi “festivi”, a causa delle vacanze estive. È altresì da valutare che parte dei casi del lunedì, potrebbero spostarsi in favore della domenica, supponendo che un crop ritrovato lunedì o martedì possa risalire al week-end precedente. Diciamo allora che intuitivamente, tenendo conto di tutti questi fattori, potremmo stimare indicativamente al 60% i crop circles delle giornate non lavorative, e al 40% quelli delle giornate lavorative[7].

 

 

Siamo in presenza di una forbice non particolarmente rilevante, che però assume qualche significato in più se consideriamo, calendario alla mano, che non più del 40% delle giornate sono da considerare non lavorative (in cui sono stati realizzati appunto il 56-60% dei crop), mentre non meno del 60% delle giornate dell’anno sono lavorative (in cui sono stati realizzati “solo” il 40-44% dei crop).

 

 

Grafico 10: approssimazione % di crop apparsi, in base tipo di giornata (lavorativa / non)

 

 

Questi dati confermano una sorta di propensione, consistente ma non assoluta, da parte dei crop circles, a manifestarsi nel week-end e nelle giornate festive.

 

 

 

 

 

Stabiliamo ora altre variabili che possono aiutarci nella comprensione del fenomeno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimanendo ancora sul fattore temporale, dopo esserci chiesti in quali anni, mesi e perfino giorni della settimana vengono realizzati i crop, potremmo anche chiederci a che ora del giorno o della notte vengono “alla luce” queste formazioni.

 

 

 

v         Orario di creazione dei crop circles

 

 

È ormai pacifico considerare i crop circles delle creature notturne. Quasi sempre, si dice, compaiono durante la notte, e molti studiosi si preoccupano di  sorvegliare alcuni campi soprattutto nell’arco delle ore notturne, magari con telecamere ad infrarossi o altre attrezzature.

 

In realtà, almeno per ciò che riguarda il nostro paese, nella stragrande maggioranza dei casi non è stato possibile stabilire se la creazione-apparizione di un crop sia avvenuta di notte o meno. Come illustra il grafico n. 11, oltre il 70% dei casi (135 su 191 totali) non sono databili dal punto di vista dell’orario.

 

 

Grafico 11: Presunto orario creazione-apparizione cerchi nel grano in Italia dal 2003 al 2006. [8]

 

 

 

Certo però che tra quelli di cui conosciamo il presunto orario di apparizione (56 casi), quelli “notturni” (52) sono oltre il 92%.

 

 

 

 

 

 

 

 

Occupiamoci ora di un altro aspetto relativo alla scoperta dei cerchi nel grano. Se in molti casi non possiamo dire chi è materialmente l’autore dei crop, forse possiamo almeno conoscere chi li scopre, li trova o li segnala per primo.

 

 

v         Fonti della prima segnalazione dei crop circles

 

Analizzando le informazioni del nostro archivio abbiamo ritenuto di poter organizzare e suddividere le principali fonti, relative alle segnalazioni di pittogrammi, in 5 grandi voci:

 

 

 

Il grafico n. 12 palesa in valori assoluti (tramite l’asse delle ordinate Y, e il diametro delle bolle) e percentuali (tramite l’asse delle ascisse X) quanto ognuna di queste fonti sia rilevante nella prima segnalazione di un crop circle.

 

Grafico 12: provenienza della prima segnalazione di un crop, in Italia, dal 2003 al 2006.

 

Anche in questo caso, la voce principale è rappresentata dagli “ignoti” (bolla color viola, 90 casi = 47,12%). Questo significa che circa una volta su due non siamo in grado di sapere neppure chi ha scoperto o segnalato per primo il ritrovamento di una formazione. Seguono passanti e abitanti locali (circa 21%) e proprietari del campo in cui il crop si verifica (circa 15%). Le organizzazioni di settore incidono solamente per il 12% dei casi. Tuttavia quest’ultimo dato è l’unico ad essere disomogeneo negli anni. Infatti solamente nel 2006 questa voce ha raggiunto livelli elevati, attestandosi invece (nel triennio 2003-2005) attorno al 5%. Nel 2006 invece sono ben il 32% i casi di crop circles segnalati dalle organizzazioni di settore, portando così la media complessiva del quadriennio al valore sopra rappresentato del 12%. Abbiamo notato che ciò è dipeso anche in parte dal nostra organizzazione (cropfiles.it), che nel 2006 ha segnalato per prima diversi casi; tuttavia un aumento (seppur meno consistente) si è comunque registrato a prescindere da noi. Si tenga inoltre presente che una consistente “entrata” di questa voce potrebbe essere costituita da segnalazioni di abitanti locali o passanti, che tuttavia si rivolgono alle organizzazioni (le quali se ne “appropriano”) invece che ai giornali o ad altri. Sono infatti rari, sicuramente inferiori al 5%, i casi in cui le organizzazioni scoprono la presenza di crop circles senza ulteriori segnalazioni o “soffiate”. Questo dato non è particolarmente confortante, ma è comprensibile nonché in linea e coerente col fatto che in Italia (e non solo) non esiste una coordinazione tra studiosi o gruppi, né un gruppo di ricerca di “pronto intervento”. Quando uno di questi gruppi interviene, lo fa generalmente da solo, ed in modo autoreferenziale, magari perché informato dalla stampa; inoltre giunge sul posto quando ormai questo è stato, per così dire, “contaminato” e la notizia – il più delle volte – già “trattata” dai media.

Infine si attestano attorno al 5% le segnalazioni provenienti “dall’alto”. Pur trattandosi di una minoranza (si tenga conto che le persone che sorvolano i campi  sono una minoranza ancor più ristretta) questo dato ci dice che probabilmente esistono una discreta quantità di casi visibili solamente dall’alto, e – presumibilmente – una discreta quantità di crop circles mai scoperti e quindi mai segnalati.

 

 

 

 

 

Un altro elemento importante, nella comprensione del fenomeno “cerchi nel grano”, è costituito certamente dalla loro forma.

 

Negli anni sono stati effettuati molti studi su forma e simbologia dei pittogrammi, e sono stati proposti anche dei quadri comprensivi di tutte le forme sotto cui un crop circle è apparso negli anni: dai semplici cerchi, alle famose “cinquine” e così via (giungendo ad incasellare una enorme quantità di modelli).

 

 

Proviamo allora ad analizzare la forma con cui si sono manifestati i cerchi nel grano in Italia nell’ultimo quadriennio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

v         Forma geometrica dei cerchi nel grano

 

Un primo generico approccio potrebbe essere quello di considerare quanti cerchi nel grano possono essere considerati “geometrici” e quanti no. Se si escludono tutti i casi “sconosciuti”, dei quali non si conosce la forma (non si dispone di foto né di testimonianze in merito) otterremmo che circa il 68% dei crop circles risultano essere geometrici (in modo più o meno preciso), contro il 32% circa di crop non geometrici. Tenendo tuttavia conto del fatto che la grande maggioranza dei crop di cui non si conosce la forma sono probabilmente da considerarsi non geometrici, verosimilmente possiamo supporre che, complessivamente, questo rapporto dovrebbe tendere verso un 60% di crop geometrici contro un 40% di non geometrici[9].

 

Si tratta a questo punto di definire in cosa consista questa “geometria”, che sembra contraddistinguere la maggioranza dei crop circles[10].

 

È tuttavia necessaria una breve premessa, solo per chiarire che non è semplice stabilire uno standard, una unica voce alla quale ascrivere un certo numero di crop circles per caratteristiche geometriche analoghe. Dovendo necessariamente schematizzare, ne abbiamo ricavate alcune (vedi legenda del grafico n. 13), fermo restando che all’interno della stessa “categoria” possono coesistere pittogrammi diversi tra loro, e che l’attribuzione di un determinato crop ad una categoria piuttosto che ad un’altra risulta essere una operazione (inevitabilmente) in parte soggettiva. Detto ciò, proviamo a proporre una tabella ed un grafico delle varie forme (e relative quantità assolute e percentuali) con cui si sono manifestati i cerchi in Italia negli ultimi 4 anni.

 

 

 

Totale

Percentuale

Forma

2

1,05%

triangolo

4

2,10%

disegno senza cerchi

5

2,62%

disegno di soli cerchi

6

3,14%

uno o più anelli

13

6,81%

cerchio semplice

15

7,85%

più cerchi non collegati

20

10,47%

cerchi concentrici,collegati o anellati

25

13,09%

sconosciuto

49

25,65%

disegno con cerchi, forme circolari o anellari

52

27,22%

irregolare-anomalo-allettamento

 

Tabella 1: forma dei cerchi nel grano apparsi in Italia dal Gennaio 2003 al Dicembre 2006.

 

 

Grafico 13: forma dei cerchi nel grano apparsi in Italia dal Gennaio 2003 al Dicembre 2006.

 

 

Come era facile prevedere la forma geometrica più diffusa è quella circolare. Se sommiamo tutte le voci in cui il cerchio rappresenta un elemento geometrico importante, otteniamo un valore che supera la metà dei casi (53,4%). Se consideriamo che il 40% dei restanti casi è costituito da crop irregolari o di cui non conosciamo la forma, ci rendiamo conto che tra i crop circles “veri e propri” (ovvero escludendo casi di meteo-crop, fairy circles, lodging, forma sconosciuta o irregolare ecc) circa il 90% delle formazioni ha nel cerchio un elemento fondamentale o caratterizzante. Quindi è quanto mai corretta la semplificazione per la quale si parla proprio di “cerchi” nel grano.

 

Un altro aspetto interessante da evidenziare è sicuramente rappresentato dalla presenza di cerchi nel grano che raffigurano dei “disegni” (in cui vari elementi grafici o geometrici sono collegati tra loro secondo uno schema logico), e che quindi sono verosimilmente rappresentativi o significativi di una comunicazione. La maggior parte dei crop “disegnati” al suolo presenta forme circolari ed anellari, all’interno delle quali è spesso iscritto il disegno. Ma a prescindere da ciò, i crop “disegnati” sono complessivamente 58, cioè più del 30% (e se non considerassimo i casi “sconosciuto” e “allettamento-lodging-irregolari”, la percentuale salirebbe a oltre il 50%).

È quasi sempre tra questi casi che è lecito ricercare i migliori pittogrammi mai apparsi. Se volessimo compiere una operazione relativamente soggettiva, e considerare quelli che secondo noi sono i “migliori pittogrammi” (per dimensioni, nettezza e complessità del disegno appunto) noteremmo che probabilmente emergerebbe un numero attorno alle 32 unità (pari al 16,75% del totale, e al 28% se escludiamo gli irregolari e gli sconosciuti). Vogliamo infine evidenziare che i dati risultano abbastanza omogenei anche ove considerati annualmente, con una unica piccola eccezione che riguarda il 2003, allorché – pur essendo assai maggiore la percentuale di crop geometrici rispetto ai non geometrici - era maggiore la presenza di semplici segni circolari multipli non collegati tra loro, ed era invece inferiore la presenza di disegni e di pittogrammi complessi[11].

 

 

 

 

 

 

 

Una operazione ancor più rischiosa dalla quale dobbiamo infatti esimerci è quella di prendere in esame la simbologia vera e propria dei cerchi nel grano. In effetti occorrerebbero degli esperti di simbolismo per poter dire quali segni e disegni rappresentano una precisa simbologia e quali no. Questo perché ogni crop geometrico può avere una sua simbologia. Ci limitiamo allora ad osservare che, in linea del tutto generale, almeno un terzo dei cerchi “geometrici” sembrano avere un simbolismo intrinseco piuttosto marcato e palese.

 

Siamo persuasi che degli studi più approfonditi su questo campo potrebbero facilitare la comprensione del fenomeno o aprire nuove vie interpretative. Riteniamo che possano esserci delle curiose relazioni tra forma-simbologia e luogo-data di ritrovamento di molti crop circles, nella misura in cui determinate simbologie e forme risultano ripetitive o analoghe in determinate località e a determinate ricorrenze.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Analizzando le forme, abbiamo detto che è corretto parlare di “cerchi”. Vediamo ora se è altrettanto corretto parlare di cerchi “nel grano”. Vediamo cioè su che tipo di terreni e di colture vengono realizzati i pittogrammi italiani.

 

 

v         Tipo di coltura del suolo

 

 

La tabella sottostante ci mostra immediatamente una nettissima prevalenza della coltura del grano sui terreni nei quali si trovano le formazioni.

 

Tipo di coltivazione al suolo

2003

2004

2005

2006

totale

percent

% su 160casi noti

Riso

0

1

0

0

1

0,53%

0,63%

Soia

1

0

0

0

1

0,53%

0,63%

Mais

0

2

1

0

3

1,57%

1,88%

Avena

0

3

2

0

5

2,62%

3,12%

Orzo

2

4

5

3

14

7,32%

8,75%

Erba

5

10

3

5

23

12,04%

14,37%

? (dato non disponibile)

8

16

1

6

31

16,23%

X

Grano

26

22

30

35

113

59,16%

70,62%

Tabella 2: tipo coltura di terreno su campi interessati da cerchi nel grano in Italia (2003-2006)

 

Se escludiamo i 31 casi per i quali non siamo a conoscenza del tipo di coltivazione del terreno, notiamo che oltre il 70% dei pittogrammi è stato realizzato su terreni coltivati a grano. Dopo il grano segue l’erba (inclusa erba medica) con 23 casi in 4 anni (equivalenti a poco più del 14% dei casi totali conosciuti), l’orzo (14 casi = 8,75%) e l’avena (5 casi = 3,12%). Mais soia e riso risultano del tutto marginali, totalizzando insieme un totale equivalente a quello dell’avena.

 

 

 

 

Passiamo ora ad occuparci di un altro argomento che fa discutere gli appassionati di cerchi nel grano e che spesso viene (secondo noi a torto) additato come uno degli elementi decisivi per capire la genuinità o meno di una formazione. Stiamo parlando delle tramlines (tracce al suolo lasciate dai mezzi agricoli e meccanici per la semina e la lavorazione del campo), e di generiche tracce al suolo lasciate da incauti circle-makers o visitatori dei pittogrammi. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

v         Tracce al suolo e tramlines

 

Molti sostengono che la totale assenza di sentieri di ingresso alla formazione testimoni la sua genuinità, poiché sarebbe impossibile per chiunque addentrarsi nel campo senza lasciare traccia. Che si condivida o meno questa affermazione, vediamo quanti casi in Italia, nel quadriennio, sono da considerare totalmente privi di accesso al pittogramma.

Anche qui urge una breve premessa. Stabilire con esattezza questo dato è pressoché impossibile. Nella maggior parte dei casi non è dato sapere se si è in presenza di tracce o meno, perché non si dispone di immagini aeree né di testimonianze o altre informazioni. Anche laddove esiste un materiale informativo cospicuo, è complesso stabilire se eventuali tracce al suolo possono essere state generate in un secondo momento, e non è neppure semplice – perché non unanime – la valutazione della presenza di tramlines come possibile sentiero di passaggio o meno. Diciamo che un modo per ovviare a queste deficienze è quello di considerare solamente la difficoltà di un eventuale accesso alla formazione: facile nel caso di tramlines abbastanza nette e grandi e/o intersecanti la formazione, difficile nel caso di tramlines appena accennate o non intersecanti la formazione. Ciò premesso, abbiamo comunque ricostruito una linea di tendenza generale che dovrebbe risultare verosimile.

 

Grafico 14: percentuale di tracce al suolo nei crop Italiani dal 2003 al 2006

 

Come illustrato nel grafico, per quasi il 60% dei casi non è possibile neppure valutare questa variabile. I restanti casi si dividono grossomodo a metà: da un lato l’assenza di tracce (in campi in cui l’accesso è per altro difficile), e dall’altro la somma tra i casi con presenza di tracce palesi o possibili (per facilità di ingresso). Quindi, esclusi i casi non verificabili, se anche mettiamo insieme queste due voci (palesi e possibili) e consideriamo tutti i casi “possibili” come casi “con tracce”, la fetta più grande della torta riguarda sempre i casi senza apparenti tracce al suolo (54,5%). 

Inutile ribadire che questo dato è del tutto insignificante per chi ritiene che si possa accedere all’interno di un campo senza lasciare evidenti tracce, utilizzando delle semplici accortezze.

 

 

A questo punto della nostra indagine vorremmo riflettere su un elemento che riteniamo assolutamente fondamentale e centrale, probabilmente il più importante per la comprensione del “mistero” dei cerchi nel grano: le analisi scientifiche.

 

 

 

v         Analisi scientifiche

 

Se questo fenomeno è riuscito a catturare anche l’attenzione degli scettici e ad imporsi, sebbene limitatamente, nella comunità scientifica, è principalmente merito di alcune pubblicazioni scientifiche ufficiali che hanno sollevato delle problematiche oggettive e di non facile spiegazione relativamente a questo fenomeno.

 Vogliamo allora provare a prendere in esame anche questo aspetto, e da un punto di vista meramente quantitativo provare ad esaminarlo.

In quanti casi la scienza interviene con analisi chimiche, fisiche, di laboratorio ecc, per appurare la reale natura dell’evento? Con quali risultati?

Prima ancora di vedere che genere di analisi sono eventualmente state effettuate, è però il caso di domandarsi in quanti casi si è provveduto ad effettuare delle “qualsiasi” analisi, ed in quanti casi no. La tabella sottostante ci aiuta a comprendere questo dato.

 

 

ANALISI

2003

2004

2005

2006

totale

Dato non disp. (ignote)

5

26

10

12

53

Nessuna

20

11

10

22

63

Effettuate (varie, tutti i tipi)

17

21

22

15

75

Tabella 3: schema di analisi realizzate nei cerchi nel grano in Italia dal 2003 ad oggi.

 

Premettiamo che includiamo sotto la voce “ignote” tutti i casi relativamente ai quali non siamo in grado di affermare se sia stata praticata o meno una qualsiasi forma di analisi; mentre sotto la voce “nessuna” inglobiamo i casi nei quali siamo in grado di affermare, con (relativa) certezza, che non sono state compiute analisi di alcun genere. La restante voce (“effettuate”) riguarda analisi di vario tipo di cui diremo meglio tra poco.

 

 

 

Quindi una prima osservazione potrebbe essere la seguente: sui 191 casi di cerchi nel grano noti,  di 53 (27,75%) si ignora la rilevazione o meno di analisi; di 63 (32,99% ovvero 1 caso su 3) si può affermare che non sono mai stati soggetti ad alcuna analisi; mentre sono stati in certa misura presi in analisi un totale di 75 casi (39,76%). In altri termini, per ogni 10 crop circles, solamente 4 vengono analizzati.

 

 

 

 

 

 

 

 

La domanda successiva riguarda inevitabilmente il tipo di analisi svolte. Abbiamo pensato di dividerle, per comodità, in due categorie: analisi “visive” e analisi “scientifiche”.

 

 

- visive o parziali: quelle analisi derivanti per lo più dalla osservazione e da deduzioni.

 

- scientifiche: le analisi svolte con strumentazione tecnica ed i cui risultati sono misurabili in termini oggettivi.

 

 

Poiché le analisi scientifiche presuppongono anche una analisi visiva, quest’ultima consta, come visto, di 75 casi, che rappresentano il 100% del campione. Su questi 75 casi (in cui è stata esercitata una analisi visiva e deduttiva) si è sovrapposta una analisi scientifica 32 volte.

 

Tipo di analisi

2003

2004

2005

2006

Totale

Visive, deduttive

9(+8)

7(+14)

15(+7)

12(+3)

43(+32)=75

Scientifiche (varie, tutti i tipi)

8

14

7

3

32

 

Tabella 4 : tipo di analisi effettuate sui cerchi nel grano in Italia nel quadriennio 2003-2006

 

 

Per ovvie ragioni vogliamo qui approfondire solamente l’indagine sulle analisi scientifiche. Queste ultime, sul totale dei casi che sono stati presi in analisi, rappresentano neppure il 43% dei casi, quindi meno della metà. Se poi volessimo calcolare la percentuale sul campione totale dei 191 casi, i 32 casi di analisi scientifica costituiscono appena il 16,75% della casistica. Quindi è lecito sostenere che viene preso in esame scientifico solamente 1 crop circle ogni 6.

 

Il passo successivo riguarda il tipo di analisi scientifiche. Per comodità abbiamo diviso anche qui, stavolta in 3 categorie:

 

- analisi scientifiche “monodisciplinari” o unidisciplinari: ove l’analisi ha riguardato una sola disciplina o aspetto. Ad esempio sono state fatte “solamente” osservazioni delle spighe al microscopio, o misurato l’allungamento dei nodi, o registrata eventuale radioattività o elettromagnetismo… comunque una sola di queste cose[12].

 

- analisi scientifiche “multidisciplinari” o pluridisciplinari: in cui l’analisi ha riguardato complessivamente più aspetti o elementi – ad esempio fisico, chimico, molecolare, ambientale etc.

 

Una terza categoria, che tecnicamente non dovrebbe esistere ma statisticamente è purtroppo imprescindibile, è quella delle:

 

- analisi scientifiche “non specificate”: laddove non siamo in grado di stabilire che genere di rilevazioni sono state eseguite - ad esempio sono state prelevate delle spighe e/o porzioni del terreno, ed il tutto spedito in qualche laboratorio… salvo poi, da quel momento, perdere le tracce senza ulteriori notizie.

 

 

 

scientifiche (tutte)

8

14

7

3

32

scientifiche non specificate

1

4

2

2

9

scientifiche unidisciplinari

5

1

1

0

7

scientifiche multidisciplinari

2

9

4

1

16

Tabella 5: tipo di analisi “scientifiche”

effettuate sui cerchi nel grano in Italia nel quadriennio 2003-2006

 

E’ palese che la voce più interessante, e scientificamente rilevante, sia quella delle analisi cosiddette multidisciplinari. Eppure questa costituisce solamente la metà dei casi di analisi scientifiche. Ciò vuol dire – tenendo conto del totale della casistica - che una analisi scientifica complessa multidisciplinare, viene realizzata solamente 1 volta ogni 12.

 

A questo punto, evidentemente, è il caso di prendere in considerazione gli eventuali risultati di queste (seppur scarse) analisi scientifiche.

 

Anche da questo punto di vista registriamo una certa carenza e confusione di risultati. Considerando tutti i casi sottoposti ad analisi scientifiche (32), i risultati sono i seguenti:

 

RISULTATI

2003

2004

2005

2006

totale

Non si conoscono

3

4

2

2

11

Nessuna anomalia

3

2

4

1

10

Controversi o inconcludenti

2

7

1

0

10

Riscontrate anomalie

0

1

0

0

1

Tabella 6:  risultati delle analisi “scientifiche”

effettuate sui cerchi nel grano in Italia nel quadriennio 2003-2006

 

Dunque 11 volte su 32 (che significa oltre un terzo), non si conoscono i risultati di analisi che pure si è dichiarato essere state effettuate o in corso. Questi 11 casi verosimilmente includono i 9 casi di analisi scientifiche “non specificate”, a cui se ne aggiungono altri 2. In altri 10 casi (oltre il 31%, quindi quasi un altro terzo) le analisi non hanno evidenziato alcun genere di anomalia. Il restante terzo (10 casi) ha prodotto dei risultati controversi o inconcludenti. Ciò significa che le analisi, pur avendo registrato qualche anomalia (fisica, genetica, chimica, elettromagnetica, ambientale o di altra natura), non possono essere considerate del tutto attendibili o acquisite. Ciò per varie ragioni, che possono andare da interpretazioni controverse e non unanimi, a spiegazioni “alternative” della specifica anomalia riscontrata, alla presenza di un dato anomalo tra tanti altri “normali” e “standard” (e quindi non conforme né coerente con gli altri dati, pertanto discutibile), alla non perfetta esaminabilità dei campioni (perché danneggiati, usurati, mal conservati ecc) solo per dire alcune tra le principali cause.

Esiste solamente un caso di anomalia registrata e – per quanto ne sappiamo – mai finora messa in discussione, quando nel Luglio 2004 si è registrato (in microtesla e non soltanto secondo le dichiarazioni di persone presenti sul posto che sostenevano il malfunzionamento dei loro apparecchi elettronici) un campo elettromagnetico anomalo all’interno di un crop lombardo. Siamo però in presenza di una analisi monodisciplinare (seppure confortata da interessanti analisi visive e deduttive), che da sola non è certo in grado di avallare una teoria non convenzionale sulla natura del pittogramma.

Ci sono ovviamente anche altri casi di anomalie non ufficialmente smentite, di cui tuttavia non si conoscono misurazioni e metodi di analisi scientifiche, e pertanto sono destinati a rientrare nel terreno delle ipotesi[13].  

 

 

v         Testimonianze di avvistamenti o eventi insoliti

 

 

Da un punto di vista meno scientifico e più emozionale e suggestivo, non abbiamo potuto fare a meno di notare che sono molte le testimonianze di curiosi avvistamenti o di eventi insoliti occorsi a persone che erano presenti sul posto al momento (o poco dopo) la creazione di un crop circle.

 

 

Se andiamo a misurare questa “variabile” scopriamo che siamo in presenza di una segnalazione “insolita” ogni 6,5 casi. Cioè rispetto alla casistica totale (191 crop circles nei quattro anni), solamente 30 (15,71%) sono gli eventi in cui sono rilasciate testimonianze di eventi anomali.

 

 

 

TESTIMONIANZE INSOLITE

2003

2004

2005

2006

totale

percentuale

% senza dati non disp.

Dato non disponibile

16

35

31

18

100

52,35%

 

No

21

14

3

23

61

31,94%

67,03%

Si

5

9

8

8

30

15,71%

32,97%

 

Tabella 7: testimonianze di eventi insoliti nei cerchi nel grano in Italia, dal 2003 al 2006

 

 

 

Tuttavia questa percentuale sale molto se escludiamo dalla casistica tutti quei casi per i quali non siamo in grado di dire se ci siano state o meno testimonianze. Parliamo di ben 100 casi, per i quali non possiamo escludere (né confermare) eventuali testimonianze. In tal caso, con la casistica ridotta a 91 unità (191-100), i 30 casi di testimonianza rappresenterebbero un terzo del totale.

 

 

 

Ma in cosa consistono queste testimonianze?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il grafico sottostante[14] ci illustra, con valori percentuali, cosa dicono di aver sentito o visto le persone coinvolte in questi 30 casi verificatisi dal 2003 ad oggi.

 

Grafico 15: eventi insoliti raccontati da testimoni (in percentuale, dal 2003 al 2006)

 

Due volte su tre (e precisamente in questo caso 20 volte su 30) la testimonianza riguarda l’avvistamento di luci insolite nel cielo, in genere globi luminosi di vario colore o cangianti. Anche le famose “BOLs” (Balls of Light”, sfere di luce), che molti ritengono essere coinvolte nel processo di creazione dei crop circles, rientrerebbero in questa categoria.  La maggior parte delle testimonianze relative alle luci riguardano tuttavia sfere luminose viste di notte, ad una certa distanza, prima (a volte anche dopo) la comparsa di una formazione.

A quella delle luci seguono, come rilevanza quantitativa, le testimonianze relative a suoni o strani rumori (spesso fischi di sottofondo all’interno o nelle vicinanze del crop, o boati, rumore di motori o veivoli piuttosto che esplosioni, subito antecedenti il ritrovamento del crop), e quella relativa alla irrequietezza degli animali: sono molte le persone che giurano di aver ravvisato comportamenti insoliti dei loro animali (vedi latrare continuo dei cani) durante la notte nella quale si presume sia stato creato il crop circle. Solo 13 volte su 100 invece si hanno testimonianze di presunte anomalie elettromagnetiche, desunte da salti di corrente o apparecchiature elettroniche in tilt; a cui si può aggiungere un 6,7% di casi desunti dal verificarsi di stati di sonnolenza, cefalee, senso di nausea nelle persone all’interno del pittogramma. La stessa percentuale (6,7%) riguarda casi di avvistamento di veivoli (militari o non identificati) o altre manifestazioni insolite (fumo, strani odori, ma anche tracciati radar non identificati[15]).

 

 

 

 

 

 

 

v         Dimensioni dei crop circles italiani

 

Siamo soliti osservare, specialmente nelle formazioni inglesi, le enormi dimensioni dei crop circles, che a volte arrivano a misurare centinaia di metri. Si tende inoltre spesso a giudicare la fattura del pittogramma in base alla sua grandezza.

         Vediamo allora quale dimensione assumono mediamente i cerchi nel grano nel nostro paese. Abbiamo convenzionalmente stabilito una suddivisione in tre “range dimensionali”, espressi in metri:

 

Formazione piccola (da 1 a 10 metri);

Formazione media (da 11 a 50 metri);

Formazione grande (oltre i 50 metri).

 

          A queste tre voci dobbiamo infine aggiungerne una quarta, che si riferisce ai casi imprecisati, dei quali cioè non si conoscono le esatte dimensioni.

 

Grafico 16: Dimensione dei crop circles in Italia (quadriennio 2003-2006, anno per anno)

 

 

 

Purtroppo il numero dei casi in cui non è stato possibile misurare la formazione costituisce l’entrata maggiore, ad eccezione tuttavia dell'anno 2005, in cui si registrano solo 2 casi di dimensione rimasta imprecisata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vediamo nel grafico sottostante come si distribuiscono questi dati nell’arco dell’intero quadriennio.

 

Grafico 17: Dimensione dei crop circles in Italia (quadriennio 2003-2006)

 

 

     Ad eccezione dunque dei casi imprecisati, ciò che resta in evidenza è una discreta prevalenza di cerchi nel grano di dimensione media e grande.

    

Poiché spesso accade che i cosiddetti meteo-crop o i casi di lodging  diano luogo a formazioni irregolari di grandi dimensioni, e poiché il nostro campione è inclusivo delle cosiddette “NGF” (Non-Geometrc-Formations), si potrebbe legittimamente supporre che queste ultime abbiano avuto un peso determinante nel favorire la predominanza di casi medio-grandi rispetto ai piccoli. In realtà l’influenza delle NGF sul dato complessivo sopra esposto è assai più limitata di quanto si possa credere. Se infatti uniamo in una unica categoria (“medio-grande”) i casi “grande” e “medio”, ed andiamo a vedere che tipo di pittogramma (geometrico o meno) contraddistingue le formazioni di tale dimensione, troveremo una netta prevalenza di casi geometrici.

 

 

Grafico 18: Tipo di cerchio (geometrico / NGF) per dimensioni medio-grandi.

 

Pertanto potremmo concludere che se i meteo-crop, i casi di lodging e le Non-Geometric-Formatons in genere sono molto estese in dimensione (e come vedremo più avanti sono direttamente proporzionali a condizioni meteorologiche avverse), non è invece valida la affermazione contraria per cui le formazioni di grandi dimensioni sono prevalentemente casi irregolari, meteo-crop o NGF (né proporzionali a condizioni di mal tempo).

 

 

 

v         Condizioni atmosferiche

 

Un altra variabile presa in considerazione è quella delle condizioni meteo rilevate al momento della comparsa dei crop circles. Nel nostro caso sono state prese in considerazione tre voci specifiche di condizioni meteo:

1) condizione di maltempo, che comprende tutti quei fenomeni atmosferici come pioggia, temporale e vento forte;

2) condizione di sereno, cioè cielo poco nuvoloso con assenza di piogge e vento forte (anche di notte, con o senza la presenza della luna);

3) “non determinato”, relativo cioè a tutti quei casi in cui non è stato possibile appurare le reali condizioni meteo occorse al momento della creazione del crop circle.

Questi tipi di dati sono stati ricavati in base alle testimonianze dirette di coloro che hanno scoperto per primi ciascuna formazione, o in base ad analisi scientifiche tempestive fatte in loco che hanno fornito le condizioni atmosferiche dei giorni in cui sono apparsi i crop.

Vediamo di seguito il grafico espresso in percentuale relativo a ciascun anno del quadriennio.

 

Grafico 19: Distribuzione % annua (2003-2006)

condizioni meteo al presunto momento della creazione del crop.

 

Come si può notare la percentuale più alta presente in ogni anno è quella in cui non è stato possibile determinare con certezza le reali condizioni atmosferiche al momento della comparsa del crop circle, e questo era inevitabile. Seguono poi i casi di condizione di maltempo in cui si può vedere la percentuale più alta nell'anno 2005 con il 21,43% dei casi, mentre  le condizioni di sereno verificate sono presenti solo negli ultimi due anni (2005 e 2006). Per osservare meglio questo dato complessivamente nell'arco dell'intero quadriennio ci avvaliamo del seguente grafico espresso sempre in percentuale.

 

 

 

 Grafico 20: Distribuzione % complessiva (2003-2006) condiz. meteo al presunto momento della creazione crop.

 

 

 

Prendiamo ora in considerazione solamente i dati verificati in cui è stato possibile appurare le reali condizioni atmosferiche e lasciamo i casi indeterminati, allo scopo di capire che tipo di formazioni sono apparsi durante il manifestarti di queste due condizioni meteorologiche (sereno o maltempo). Da ciò che sappiamo le varie formazioni cosiddette irregolari si dicono essere create da cause naturali, come la pioggia e il vento, che allettano le spighe in modo anomalo creando  a volte enormi figure irregolari nei campi. Mentre in condizione di sereno la maggior parte delle volte vengono create delle figure più complesse e soprattutto geometriche, aventi spesso una simbologia specifica. Vediamo quindi se queste affermazioni valgono anche in Italia e in che numero si sono verificate.

 

 

Grafico 21: Tipo di crop circle (geometrico/NGF) in  condizione di maltempo (Italia 2003-2006)

 

 

 

Il grafico sovrastante prende in considerazione l'intero quadriennio ed è espresso in numero assoluto di crop (geometrici/ irregolari) data una condizione meteorologica di maltempo. Come è facile intuire ben 17 formazioni irregolari sono apparse in caso di piogge e vento forte, mentre solo 6 formazioni geometriche si sono verificate nelle suddette condizioni.

 

 

 

 

 

 

 

Al contrario osserviamo il grafico sotto, che si riferisce a condizioni meteorologiche serene.

 

 

Grafico 22: Tipo di crop circle (geometrico/NGF) in  condizione di sereno (Italia 2003-2006)

 

 

Stavolta la maggior parte dei crop circles apparsi nelle condizioni di sereno sono quelli aventi una precisa forma geometrica (9 in tutto) mentre solo 2 crop irregolari si sono verificati nelle suddette condizioni meteo. Ricordo tuttavia che questa condizione presa in considerazione è presente solo negli anni 2005 e 2006, per cui complessivamente nel  quadriennio ci si riferisce comunque a questi due anni.

In conclusione abbiamo potuto constatare che anche in Italia esiste probabilmente una relazione direttamente proporzionale tra crop irregolari e condizioni atmosferiche avverse, come pure tra crop  geometrici e condizioni di sereno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

v         Conclusioni

 

 

I cerchi nel grano sono ad oggi considerati uno dei grandi misteri dei tempi moderni. Certamente perché, quali che siano le opinioni individuali, si tratta di un fenomeno affascinante sotto molteplici punti di vista. Un mistero, oggettivamente, vista la cronica mancanza di informazioni oggettive e scientifiche. E non sono certamente di ausilio i media, che hanno sempre trattato l’argomento con ironia e superficialità allarmante. Nella maggior parte dei casi non c’è nessun approfondimento, viceversa si sottolinea unicamente l’aspetto folcloristico del ritrovamento – pellegrinaggio dei curiosi, foto ricordo, E.T. e riferimenti al lungometraggio Signs. 

Quando invece si tratta di riviste o organizzazioni di “settore”, gruppi di studio o ricercatori più specializzati, si riscontra spesso un miglior approccio al tema, ma spesso fuorviato dall’imperativo di far emergere una determinata posizione (di volta in volta quella più aderente alla linea editoriale della rivista, alla politica dell’organizzazione, piuttosto che alle opinioni o agli interessi del ricercatore). Perfino laddove gli intenti sono meritevoli, è poi facile riscontrare una certa autoreferenzialità e mancanza di collaborazione da parte degli “addetti ai lavori”.

Lungi da noi voler porre in essere una critica indiscriminata, restiamo perplessi unicamente riguardo le possibili conseguenze: dati carenti e superficiali, altre volte parziali e controversi, perfino contraddittori. Su questo terreno instabile e controverso si alimentano la superficialità, la confusione e la cattiva informazione,  e tutto diviene aleatorio e relativo.

Nel suo piccolo, “Cropfiles” è nato e sta crescendo con l’ambizione di informare e porre un argine alle lacune sopra citate, cercando di porsi come polo di attrazione e riferimento super partes delle varie interpretazioni ed evoluzioni del fenomeno. Questa indagine statistica, dunque, altro non vuole essere che un piccolo passo in questa direzione.  Riteniamo che l’approccio statistico (finora sostanzialmente assente nella ricerca), ove seriamente e disinteressatamente sviluppato, possa rappresentare oggi e in futuro una delle possibili chiavi di lettura e di interpretazione del fenomeno. Speriamo dunque di aver fornito un piccolo contributo per successive riflessioni ed evoluzioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Disclaimer: Questo documento è proprietà esclusiva di “Cropfiles.it”. Ogni riproduzione totale o parziale è espressamente vietata. Nel caso vogliate riferivi  a questo documento è solamente consentito effettuare un link diretto all’indirizzo:

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APPENDICE A

 

2007

 

Riguardo il 2007 segnaliamo qui le informazioni e le statistiche di cui veniamo man mano a conoscenza.

 

1)     Statistica quantitativa sui crop internazionali, elaborata dall’ ICCA (dalla quale risulta che l’Italia si pone come il secondo paese – insieme alla Germania e dopo l’Inghilterra) interessato dal fenomeno dei crop circles.

ICCA - The International Crop Circle Archive
STATISTICS



ICCA was founded in 1994 and has more than 6000 Crop Circles in over 50 countries listed and continuous to archive every new seasons’s new formations. At each new year ICCA produces a its „Annual Report“ which resembles a statistical review of the past crop Circle year worldwide. We only do list "classical" crop circle formation in which the plants were flattened in a geometrical pattern. Not in cluded are so called "RDF - randomly Downed Formations" or pattern cut into the fields like maize-labyrinths etc. ICCA gets regularly updated, like with the years previous to 1995, so some numbers may change over the time. Please note the to-date stand.

Stand: 20.02.2008

BASIC OVERVIEW

1995: 188
1996: 240
1997: 228
1998: 195
1999: 245
2000: 275
2001: 201
2002: 238
2003: 251
2004: 238
2005: 229
2006: 193
2007: 171
2008...





ICCA - ANNUAL REPORT 2007


Crop Circles per Month 2007

Total: 171

Januar January 1
Februar February 0
März March 1
April
April 10
Mai May 33
Juni
June 51
Juli July 52
August August 15
September September 4
Oktober October 3
November November 1
Dezember December 0
Unbekannt Unknown 0

Crop Circles per Country in 2007

England UK 57
Deutschland Germany 27
Italien Italy 27
Niederlande
Netherlands 12
Belgien Belgium 11
USA USA 10
Schweiz
Switzerland 8
Kanada Canada 7
Slovenien Slovenia 3
Polen Poland 2
Norwegen
Norway 2
Tschechische Rep. Czech Rep. 1
Frankreich France 1
Kroatien Croatia 1
Schweden Sweden 1
Österreich Austria 1

 


Copyright 2008 by ICCA–The International Crop Circle Archive
Contact: piktogramm@hotmail.com

 

The listings of ICCA might differ with those of other crop circle archive and lists.

 

 



[1] Abbiamo spesso omesso le tabelle dei dati originari complessivi per non appesantirne e complicarne la lettura. Le tabelle possono essere richieste via mail

[2] Le regioni prive di casistica (zero casi) sono state omesse dal grafico. Lo stesso vale per il grafico 4.

[3] Tra l’altro il caso della Campania (verificatosi a Sparanise) è un caso non verificato.

 

[4] NORD: Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Liguria.     

  CENTRO: Toscana, Marche, Umbria, Lazio e Sardegna.

   SUD: Campania, Calabria e Sicilia.

   Le regioni prive di casistica non sono state prese in considerazione.

[5] Alcuni crop sono datati al primo del mese o all’ultimo giorno del mese, e quindi potrebbero appartenere al mese precedente o successivo. In tutto si tratta comunque solamente del 5% dei casi, spalmato sui quattro anni e relativamente a tutti i mesi, pertanto non altera i risultati. Inoltre il caso di Sarmede è stato diviso tra Settembre ed Ottobre, e quello di Parola tra Luglio e Agosto (0,5 + 0,5).

 

[6] Sono considerati “incerti” tutti i casi in cui il margine di possibile apparizione-ritrovamento è uguale o superiore a tre giorni. Per i casi in cui il margine di errore è 2 giorni, si è calcolato quello ritenuto più probabile.

[7] La stima è ovviamente del tutto indicativa e generica. Per una stima esatta bisognerebbe specificare anche il tipo di lavoro e le mansioni, le ferie, le malattie, straordinari, sabato lavorativo o meno, part-time o full-time ecc…

[8] Per giorno abbiamo considerato dalle ore 06:00 del mattino alle ore 19:59 della sera; per notte si intende viceversa dalle ore 20:00 alle ore 05:59. Dei 52 casi di crop “notturni” non tutti sono certi, pertanto il numero è arrotondato per eccesso.

[9] Si tratta di dati teorici e tendenziali, ma empiricamente verosimili nell’arco del quadriennio. Per “geometrici” si intende anche un semplice cerchio o anello, anche non geometricamente perfetto. Inoltre è curioso notare come per il 2006 questo rapporto di 40%-60% sia quasi perfettamente invertito a favore dei crop non geometrici, mentre è nel 2003 che i crop geometrici sovrastano in modo determinante quelli non geometrici.

 

[10] Secondo alcune interpretazioni i crop circles in quanto tali sono solamente quelli geometrici. Ricordiamo invece che in questa indagine statistica stiamo considerando sotto la voce “crop circles” tutti i casi noti di appiattimento della vegetazione al suolo, riportati nella nostra casistica.

[11] Nel 2003, 5 pittogrammi contro una media di 9 nei tre anni successivi, e nel 2003 ben 8 i casi di cerchi multipli non correlati, contro una media di 2,25 nei tre anni successivi.

[12] In realtà è frequente che avvenga una analisi solo “monodisciplinare”, come nel caso di Tre Fontane(RM), ove per scongiurare ogni timore sono state fatte eseguire delle analisi sull’inquinamento magnetico, e una volta verificato che non c’era pericolo il caso è stato “archiviato”; oppure accade spesso che si svolga una analisi monodisciplinare preventiva, e se questa non indica dei valori interessanti si ritiene inopportuno (anche perché costoso) procedere ad ulteriori analisi .

[13] Per facilitare la ricerca scientifica, facciamo appello ad attenersi alle direttive stilate dal Centro ricerche esobiologiche Galileo e di prendere visione del protocollo di indagine sul campo, una copia del quale è disponibile anche presso il nostro sito all’indirizzo: http://www.cropfiles.it/protocollo.pdf

[14] La somma delle percentuali non equivale al 100% poiché varie testimonianze includono più di una tipologia (ad esempio, spesso, è stato testimoniato di avvistamenti di luci in cielo e – al tempo stesso – rumori o latrare di cani).

[15] Rilevati dall’Aeronautica militare a Potenza Picena, nel Giugno 2003. Si presume possa essersi trattato di caduta di frammenti satellitari.