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I N
T E R V I S T A O N – L
I N E
S U
L T E M A
“C R O
P C I R C
L E S”.
Cropfiles.it ha
intervistato alcune organizzazioni e personalità tra le più qualificate in
Italia, ponendo loro alcuni quesiti sul tema “cerchi nel grano”, allo scopo di
migliorare la qualità delle informazioni a beneficio degli utenti. Quella che
segue è una brevissima presentazione degli intervistati, cui fanno seguito le
risposte incrociate.
Gli intervistati – finora - sono:
(clicca sul nome per
leggere l’intervista individuale)
Malini Roberto
Autore di vari scritti in tema di ufologia, membro della direzione del sito ufoitalia.net
(intervista individuale: www.cropfiles.it/special/interviste/Malini.pdf)
Pastore Giorgio
Presidente del Centro Operativo Ricerche sul Paranormale (C.R.O.P.).
(intervista individuale: www.cropfiles.it/special/interviste/Pastore.pdf)
Forgione Adriano
Direttore delle riviste “Hera” e “Graal”, scrittore di libri in tema e noto ricercatore del settore
(intervista individuale: www.cropfiles.it/special/interviste/Forgione.pdf)
Francesco Grassi
Ingegnere Elettronico (Università di Pavia), membro del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), studioso del paranormale. Info su: www.francescograssi.com
(intervista individuale: www.cropfiles.it/special/interviste/Grassi.pdf)
“La Commissione” di “X-PLAN”
Gruppo di studiosi e ricercatori di questa fenomenologia, gestori del sito: www.thexplan.net
(intervista individuale: www.cropfiles.it/special/interviste/X-PLAN.pdf)
Barucci Andrea
Responsabile scientifico del Gruppo Accademico Ufologico Scandicci (G.A.U.S.).
(intervista individuale: www.cropfiles.it/special/interviste/Barucci.pdf)
Farinacci Tiziano
Libero ricercatore, ideatore e gestore del sito italianresearch.it
(intervista individuale: www.cropfiles.it/special/interviste/Farinacci.pdf)
Panizza Stefano
Membro della direzione del CentroStudiFortiani, collaboratore del Centro Ufologico Nazionale
(intervista individuale: www.cropfiles.it/special/interviste/Panizza.pdf)
Pederzoli Luciano
Ingegnere e collaboratore del Gruppo Stargate Toscana. (G.S.T.)
(intervista individuale: www.cropfiles.it/special/interviste/Pederzoli.pdf)
Nigi Alberto
Scrittore, membro del gruppo Stargate Toscana (G.S.T.) e collaboratore del sito sentistoria.com
(intervista individuale: www.cropfiles.it/special/interviste/Nigi.pdf)
Maria Morganti & Luciano Gasparini
Rispettivamente
Presidente e Vicepresidente dell’Associazione socio-culturale “
(intervista individuale: www.cropfiles.it/special/interviste/Morganti-Gasparini.pdf)
INTERVISTA
·
Ci
racconti brevemente: cosa l’ha portata ad interessarsi di crop circles e di ufologia e/o paranormale?
Malini: Ho iniziato a dedicarmi allo studio dei fenomeni aerei dopo aver osservato un oggetto volante non identificato nel cielo di Milano, il 6 giugno 1983. Si tratta di un caso ben conosciuto, che ebbe decine di testimoni, ma che sfugge ancora a una spiegazione soddisfacente, come molti altri casi L'osservazione diretta di quell'evento mi spinse a cercare di comprendere un fenomeno che è studiato da decenni […] L'attività mia e dei miei collaboratori nel settore della ricerca dei fenomeni aerei anomali contribuisce a raccogliere dati, testimonianze, documenti e a fornire, insieme ad altri studiosi razionali, risposte nei casi di natura convenzionale, che superano il 90%. Più che al paranormale, direi di essere interessato agli aspetti metafisici dell'esistenza, all'influenza del macro sul microcosmo, alla sincronicità e alle potenzialità del pensiero e dello spirito.
Pastore: Fin dall’infanzia ho sempre avuto un’indescrivibile passione per il
mistero, gli ufo, i mostri, l’archeologia misteriosa e le riflessioni sullo
spazio-tempo (il fenomeno dei crop circles è relativamente nuovo; dieci anni
fa, non lo conoscevo). In due occasioni, mi è anche capitato inoltre di poter
assistere ad un avvistamento ufo. La prima volta ero un bambino e mi accadde di
vedere da vicino un ufo, in compagnia di mio fratello. Ancora oggi ricordiamo
lo stesso episodio abbastanza chiaramente. Nel secondo caso, ero in compagnia
di un amico appassionato di astronomia e capitò di filmare un ufo dal balcone
di casa sua. Credo che questi episodi abbiano contribuito anch’essi al mio
interessamento per queste tematiche.
Forgione: Il mio è un
interesse che risale all’infanzia. Ho sempre sentito come reale la presenza di un mondo diverso
dal nostro. I cerchi nel grano sono entrati nella mia vita nel 1993, durante i
miei primi passi come giornalista investigativo professionista. All’epoca mi
interessavo specificamente di UFO e di conseguenza la tematica crop circles ne faceva parte. Solo
alcuni anni dopo elaborai la mia visione del fenomeno in chiave
esoterico-psichica, slegata dal fenomeno UFO come lo conosciamo in Italia, che
è invece più aderente alla chiave “extraterrestrialista”.
Grassi: Fin
dall’infanzia sono sempre stato attratto dal mistero e da quei fenomeni che
vengono presentati come paranormali. Ho seguito l’ufologia durante
l’adolescenza ma questi interessi sono rimasti più o meno latenti fino a quando
nel 1997 ho deciso di collaborare attivamente con il CICAP. Francamente non so
spiegare razionalmente perché io abbia deciso di dedicarmi allo studio dei crop
circles, mi hanno affascinato e ho iniziato il mio percorso di studio.
Commiss. X-PLAN: La curiosità e la voglia di conoscenza, e il
desiderio di colmare le molte lacune riscontrate nella rete riguardo a certe
tematiche. L’obiettivo che ci proponiamo con il nostro sito è quello di
informare sotto molteplici aspetti (scientifici, umanistici, folkloristici),
ogni fenomeno trattato.
Barucci: Sono sempre stato appassionato
di scienza e di misteri in generale, è per questo che sono diventato un fisico.
Farinacci: Il fascino
[…]. Mi ha iniziato a tale ambito l’ idea che tra le righe del nostro
quotidiano si possa celare una realtà visibile a pochi […] In un primo momento
l’idea di trovarmi di fronte ad un IR3 mi portò ad approfondire l’argomento con
letture saltuarie. Successivamente appresi i fenomeni affluenti dell’Ufologia
[…]
Panizza: E'
difficile dirlo perché la passione esiste da sempre. Ad esempio il primo libro che ho letto da bambino
raccontava di un certo “fantasma formaggino”, e ricordo che mi piacque
moltissimo. Non so se è stato questo ad influenzare le mie scelte future o,
viceversa, se la mia attrazione è stata indirizzata verso tale libro per una
mia non troppo latente curiosità verso determinate cose. Poi, negli anni,
l'interesse si è maggiormente articolato, spaziando in ambiti diversi, ma
comunque indirettamente correlati, come l'astronomia e l'archeologia. Credo che
la motivazione più profonda sia, comunque, da ricercare nel desiderio di andare
al di là delle apparenze e di capire l'intima natura delle cose.
Pederzoli: […] è stato uno
zio paterno di elevatissima cultura [… che] pur essendo Monsignore […] teologo
ed avvocato della Sacra Rota, evidentemente non era molto condizionato dal modo
di pensare tradizionale della Chiesa, tanto da avviarmi sulla strada della
scienza e mettermi a conoscenza […] delle sue interessanti esperienze con un
dotatissimo medium […] Inoltre questo zio, come in altra occasione uno zio
materno, era stato testimone di avvistamenti di ufo. […] Ho iniziato da allora
ad interessarmi sia all’ufologia che al paranormale: ho letto tutto ciò che era
disponibile, ho svolto indagini ed infine sono entrato nella cerchia di coloro
che si occupano a livello professionale di quegli argomenti, ai quali il tema
dei cerchi nel grano è strettamente connesso.
Nigi: Si tratta di
una questione di indole. Fin da piccolissimo (appena ho avuto un barlume di
autocoscienza) sono stato istintivamente attratto dal fascino dell’ignoto e
dell’inconsueto. La mia mente è per sua natura “alternativa”, nel senso che
stenta a condividere i modelli culturali comunemente diffusi. […] La questione
dei Crop Circles è un aspetto della dimensione del mistero che attira la mia
attenzione e si integra con tutto un complesso quadro di ricerca che sta
portando avanti l’Associazione “Stargate”. Nel mio libro “Hoye-Lu. Un mistero
fra le stelle” […] racconto come fin dalla nascita un individuo particolare può
entrare in contatto con altre “dimensioni”.
Morganti & Gasparini: Sono
dei campi totalmente vasti e disuguali gli uno dagli altri, ed in ogni uno c’è
una forza che li accomuna sviluppando fonti di pensiero.
·
Se dovesse definire cosa è un “crop
circle” con poche semplici parole, cosa direbbe?
Malini: I cerchi nel grano sono opere d'arte che
possono essere inserite nel genere denominato"Land Art". E' una forma
d'arte monumentale ed effimera nata in Inghilterra quasi trent'anni fa, grazie
all'intuizione di due paesaggisti inglesi: Doug Bower e Dave Chorley. Gli
artisti di oggi, i "Circlemakers", hanno raffinato la tecnica del
"Plank Walking" (che consiste nel piegare le spighe seguendo un
tracciato e spingendo una tavola di legno legata a un piede, durante una
"passeggiata creativa") e creano crop circle sempre più sofisticati.
In alcuni casi, lavorano su commissione e allora "firmano" le loro opere,
che possono essere ammirate nel sito www.circlemakers.org. Doug Bower affermò
che lui e Chorley volevano regalare al mondo attraverso i cerchi nel grano
"l'emozione dell'atterraggio di dischi volanti". I disegni alla base
dei crop circles, studiati a tavolino anche avvalendosi del computer, sono
spesso ispirati all'alchimia, all'esoterismo, all'immaginario delle antiche
culture, alla simbologia.
Pastore: Un crop circle è un disegno realizzato in
una determinata coltivazione, piegando al suolo le piante o le spighe. Inizialmente,
il termine “crop circle” era appropriato, in quanto lo stesso termine, tradotto
dall’inglese, significa “cerchio nella coltivazione”. In effetti, in principio
si trattava proprio di semplici cerchi. In seguito, col passare degli anni, la
qualità dei disegni è migliorata, e sono stati rinvenuti nei campi di grano, di
mais e di altre colture diverse veri e propri pittogrammi, alcuni molto
elaborati. Basti pensare all’opera più maestosa, il pittogramma comparso a Milk
Hill, in Inghilterra, nel 2001. Formato da 409 cerchi su un’area di 90.000 mq.
Quindi, potremmo parlare di una serie di crop circles, piuttosto che di uno
solo.
Forgione: L’espressione
energetica di una mente universale, il prodotto “quantico” di un mondo
energeticamente, “vibrazionalmente”, più
elevato del nostro.
Grassi: La traduzione letterale è “cerchio nelle
coltivazioni”. L’accezione originaria indicava una zona di vegetazione dalla
forma circolare in cui le spighe si presentano appiattite al suolo tipicamente
in senso spiraliforme.
Commiss. X-PLAN: Un
Crop Circle è un fenomeno caratterizzato da disegni su campi di cereali, che si
formano nell’arco di una notte, di origine sconosciuta.
Barucci: Un
disegno creato in un campo.
Farinacci: Quasi nella totalità dei casi credo che un “Crop
Circle” sia una forma d’Arte contemporanea, riprodotta su campi di grano
(cereali, colza…) ed effettuata attraverso la piegatura in senso orario o
anti-orario delle spighe al fine di ottenere dei pittogrammi rappresentanti le
più disparate forme e simbologie.
Panizza: Si tratta di una figura, dalle forme più diverse, che si crea, in modi non ancora ben definiti e per finalità sconosciute, essenzialmente, ma non solo, nei campi di frumento, grazie alla piegatura degli steli delle piantine.
Pederzoli: Direi che senz’altro si tratta di un messaggio da
decifrare. Non essendo generalmente la decifrazione semplice, evidentemente il
messaggio si rivolge ad un limitato numero di persone capaci di affrontare tale
compito e secondo me occorrono specialisti di varie discipline che cooperino
per ottenere una decifrazione completa.
Nigi: Quelli
autentici […] rappresentano forme “archetipiche” elaborate appositamente per
parlare direttamente all’inconscio tramite un linguaggio universale. Si tratta
di un complesso di messaggi metalinguistici indirizzati all’umanità per
rivelare il segreto fondamentale relativo alla creazione del mondo e
soprattutto dell’uomo. Qui per “rivelare” intendo “ri-velare”, ovvero “velare
due volte”. Mi pare chiaro che comunicare un segreto attraverso codici criptati
sia un modo per nascondere la risposta. […]Tali messaggi sono di tipo esoterico
e cioè non per tutti. Sembrano infatti
indirizzati solo a coloro che siano in grado di capirne la chiave. La
loro natura dunque è selettiva e il loro obiettivo mirato. Dai nostri studi
condotti su vari campi dello scibile […] abbiamo dedotto che il messaggio
fondamentale riguarda il DNA. Nel mio libro “Tecno-archetipi e civiltà. Saggio sulla filosofia antropologica del
linguaggio universale” […] viene chiaramente spiegato come il concetto di
“archetipo”, sulla base delle straordinarie intuizioni dell’ing. Mario
Pincherle, può andare ben oltre rispetto alle definizioni della psicologia
ufficiale.
Morganti & Gasparini: Un
crop circle è una “forma” di civiltà e di altri mondi che comunica attraverso
il proprio pittogramma, simbolo o anagramma.
·
In Italia sembra esserci stato un boom
nel ritrovamento di cerchi,
a partire dal 2003. Secondo lei a cosa è
dovuto?
Malini: In Italia ci sono diversi giovani
circlemakers e in alcuni casi il nostro Paese ha ospitato artisti tedeschi,
olandesi e anche inglesi. Il fenomeno suscita grande interesse e Ufoitalia, con
i suoi articoli dedicati al circlemaking e ai suoi maestri, ha rappresentato
una base teorica per gli artisti del grano, quando muovevano i primi passi.
Abbiamo anche offerto ad alcuni di loro consigli per evitare di infrangere la
legge.. […] Due circlemakers italiani, i cui nomi di battaglia sono
"Diablo" e "Jack Moon", hanno avuto l'onore di conoscere
alcuni dei più esperti circlemakers inglesi e di esercitarsi con loro.
Pastore: In questi ultimi
anni, la gente si è avvicinata maggiormente al fenomeno. Potrebbe essere questa
la causa del boom. Mi spiego meglio: credo che di cerchi nel grano ve ne
fossero anche prima del 2003, ma molto spesso passavano inosservati, proprio
perché il fenomeno non era trattato a dovere. In questi anni, tramite la
stampa, la televisione e le conferenze degli esperti, gli Italiani hanno potuto
avvicinarsi maggiormente a questo mistero e, di conseguenza, si è potuta notare
la comparsa di numerosi pittogrammi. A tal proposito, è interessante notare
come il fenomeno interessi maggiormente i centro/nord Italia, guardacaso, le
zone più informate riguardo lo stesso.
Forgione: Era inevitabile
che avvenisse. Per chi studia da anni sul campo il fenomeno in tutti i suoi
aspetti e non si limita a leggere qualche articolo per poi definirsi “esperto”
(e ce ne sono tanti) è oramai palese un legame tra il fenomeno e la mente
umana. Più aumenta la consapevolezza della gente nei confronti del fenomeno,
maggiormente questo si struttura in senso quantitativo e qualitativo. La mia
collega inglese Karen Alexander
ha provato che esiste un aspetto psichico del fenomeno, insomma un legame con
la “mente collettiva” e con la mente del singolo. Anche io posso testimoniare
la realtà di questo aspetto. E’ chiaro che, come avvenuto per tutti gli altri
paesi (si pensi all’Inghilterra o alla Germania), questo dapprima si manifesta con forme
semplici, per poi pian piano giungere a figure più complesse. E’ come se il
fenomeno stesso agisse per incrementare le potenzialità energetiche del luogo,
al fine di “maturare” nel corso degli anni. E’ un altro indice dell’esistenza
di una forma d’intelligenza energetica dietro il fenomeno.
Grassi: Ci
sono diverse cause che contribuiscono a far nascere dei “circlemaker” in una particolare regione geografica. E’ veramente
arduo riassumere in poche righe quelle che sono le conclusioni della mia
conferenza che richiede un’esposizione di circa 90 minuti. Quello che posso
comunque dire è che uno dei fattori determinanti è legato alla popolarità
mediatica del fenomeno; quanto più si parla di crop circles, quante più trasmissioni televisive dedicano spazio al
fenomeno, quanti più siti internet nascono intorno ai cerchi, allora di
conseguenza si vengono a creare delle comunità di “believers” sempre più numerose e a seguire nascono naturalmente
anche i “circlemakers”. Con la parola
“circlemaker” intendo qualsiasi
persona che crei una qualsiasi formazione ,
indipendentemente dal suo grado di abilità e indipendentemente dalle proprie
motivazioni. Effettivamente il 2003 è stato l’anno zero dei cerchi nel grano in
Italia.
Commiss. X-PLAN: In realtà bisognerebbe andare all’ottobre 2002,
quando in Italia esce “Signs”, discusso film sui Cerchi nel Grano (per la regia
di M. Night Shyamalan), in cui il protagonista Mel Gibson si ritrova alle prese
con il fenomeno associato a un’invasione aliena. L’anno successivo ci fu un
moltiplicarsi di segnalazioni soprattutto nel territorio nazionale. Questa è
una delle ipotesi più accreditate riguardo alla “febbre dei cerchi”.
Barucci: Alla
moda che si è scatenata per questo tipo di fenomeni.
Farinacci: Il 2001 fu un anno importante per chi (come me)
seguiva ogni anno, da marzo/aprile a settembre/ottobre, il “comparire” di
queste splendide e a volte enormi rappresentazioni estetiche […] Nell’anno
successivo, il 15 agosto del 2002, nell’Hampshire, ci troviamo davanti
all’apparizione di un Crop Circle rappresentante nientemeno che un “grigio” […]
Tre mesi dopo sarebbe uscito il film Signs con Mel Gibson. “1+1=2”. Ed ecco che
alla luce di una conseguente maggior pubblicizzazione (anche in Italia) del
fenomeno con toni oltretutto più masticabili e riconoscibili, nell’anno
successivo (2003), i Cerchi iniziano a fioccare
anche nel nostro paese, seppur con una comprensibilmente acerba qualità
esecutiva. Causa la loro riconferma con le stesse caratteristiche anche in
questi ultimi due anni, credo si possa brindare ormai al “battesimo” (più o
meno ironico) di gruppi di “circle maker’s” anche nel nostro paese.
Panizza: Credo, purtroppo, che il merito, o meglio la colpa, sia da
imputare a “legioni” di falsari indigeni che, facendo tesoro dell'esperienza di
colleghi d'oltremanica ed opportunamente istruiti da qualcuno che vuole
inquinare la genuinità del fenomeno, hanno cominciato la loro opera vandalica
anche da noi. Tale pensiero si
giustifica nel riscontrare che la stragrande maggioranza delle formazioni sono
artefatte.
Pederzoli: Mi sembra che il “boom”
sia coinciso con il momento in cui la necessità di depistaggio dell’opinione
pubblica era massima: nel 2001, infatti, era apparso un Crop Circle a
Chilbolton, in Gran Bretagna, che a mio avviso conteneva un messaggio
fondamentale (consultare, in proposito, il lavoro “LEZIONI DAI CAMPI DI GRANO”,
nel sito www.sentistoria.org). Dopo di allora i cerchi nel grano fasulli sono
aumentati a dismisura, sia in numero sia in qualità, anche al di fuori dei
luoghi tradizionali, Italia compresa: questo fa notizia, ma i messaggi che
contengono sono credibili?
Nigi: Bisogna fare attenzione ai falsi che prolificano a
dismisura e dunque alterano le statistiche. Per riconoscere un Crop falso da
uno vero è sufficiente adottare la chiave di lettura del simbolismo. Se la
simbologia non è archetipica, cioè non si fonda sulla comunicazione inconscia,
si tratta sicuramente di un falso. Inoltre un falso manca di coerenza comunicativa
in rapporto con la complessità degli altri ed esula dallo schema della loro
rappresentazione globale. Il fenomeno si sta diffondendo in tutto il mondo. Se
in Italia il fenomeno si riferisce a Crops autentici ciò significa che gli
“autori” hanno interesse a stimolare e coinvolgere studiosi italiani, ossia
qualcuno che ci possa capire veramente qualcosa. […]
Morganti & Gasparini: […] Mi fu rivelato da una rivelazione cosmica,
essendo contattata con creature di mondi lontani. L’aumento dei cerchi nel
grano è un ulteriore tentativo di queste “creature” di portare un dialogo, fra
i cittadini del Cosmo, e sempre da loro ho appreso che queste simbologie
saranno sempre di meno mentre appariranno più avvistamenti. Quelli visibili
saranno formati in situazioni non accessibili all’uomo, oppure collocati in
posti estremi, facendo riconsiderare che non tutto è un artificioso inganno.
[…]
·
Quali ritiene che siano in Italia i casi
più interessanti di crop circles
(e perché)?
Malini:
Desio e Sabaudia 2004, ma
ormai i crop circles italiani degni di nota sono almeno una decina. Il mio
preferito è comunque il crop circle realizzato vicino a Milano (e a casa mia)
da sei virtuosi del circlemaking inglese. E' l'agroglifo creato l'anno scorso
per la campagna Nike "Power to your feet": un'impronta di piede nudo
lunga
Pastore: Ricordo il crop circle comparso a Desio (Mi) il 4
luglio del 2004. Un caso interessante. Ho avuto la possibilità di studiarlo
personalmente e di rilevarne le anomalie. Ad esempio, è stata riscontrata una
variazione sostanziale del campo magnetico terrestre. Se normalmente possiamo
misurare un elettromagnetismo di massimo 2 microtesla, in questo caso abbiamo
riscontrato un bel 6,7 microtesla e, la cosa strana, proprio nel centro della
figura! Inoltre, abbiamo raccolto numerose testimonianze relative ad
avvistamenti ufo e strani fenomeni nei due giorni precedenti e successivi alla
comparsa del pittogramma. Interessanti anche i crop circles comparsi nelle
Marche nel 2004 e nel 2005.
Forgione: Non mi esprimo mai sui casi che non studio di
persona. Farò quindi riferimento agli eventi che ho studiato “sul campo” in
Italia. Pertanto posso dire che a mio parere di grande interesse è l’intera
sequenza di apparizioni a Montegranaro nel 2003, corredata anche
dall’apparizione e ripresa fotografica di sfere di luce. Così come la
“cinquina” di Montegranaro del giugno 2005, nella quale oltre ad un pittogramma
bello e autentico, ho potuto filmare e fotografare delle sfere di luce in
connessione alla formazione. Va menzionata anche la splendida formazione di
Sabaudia del giugno 2004 con le sue spighe intrecciate e i coleotteri
disidratati.
Grassi: Un paio di mesi fa avrei forse risposto
diversamente, ma alla luce dei fatti un caso che oggi ritengo veramente
interessante è quello di Monteu da Po dello scorso anno (2005). Quella
formazione pur non essendo paragonabile a quelle odierne inglesi e pur non
ritenendola personalmente bella, è stata però oggettivamente una delle più
complesse apparse in Italia nella scorsa stagione. La ritengo interessante
perché dal mese di Dicembre è ufficialmente noto che quella è una formazione
sicuramente realizzata da uomini. La certificazione si trova qui: http://www.circlevault.org/ Questa è l’immagine che era stata
divulgata in maniera criptata prima della realizzazione: http://www.circlevault.org/files/20050708_01_decrypted.gif
Commiss. X-PLAN: I casi
ritenuti da CUN e CICAP autentici sarebbero quelli apparsi nel 2003 a Sabaudia e Tre Fontane (Lazio) e Foiano
della Chiana (Toscana). Questi, a differenza delle altre segnalazioni,
presenterebbero alcuni elementi anomali, tra cui una variazione del campo
magnetico.
Barucci: Ho avuto
modo di osservare di persona tutti quelli toscani e nessuno ha niente di
interessante. Infatti ad un esame attento nessuna delle “anomalie” inglesi
risulta presente e la formazione è ben interpretabile come creazione umana o
naturale.
Farinacci: Mah… Nessuno dei Cerchi italiani mi ha conquistato
particolarmente e su nessuno dei nostrani pittogrammi mi sento di abbracciare
l’ipotesi non terrena. Al contrario, è piuttosto nota in molti casi l’origine
umana dei Cerchi.
Panizza: La mia è una risposta necessariamente di parte. Infatti ritengo particolarmente significative le formazioni apparse nella mia provincia, e cioè Parma, perché sono state da me, e dal collega Cristian Vitali, attentamente studiate in prima persona. Al di là di questa valutazione soggettiva credo che il pittogramma di Panocchia 2004, pur essendo da più parti correttamente valutato come un “falso”, abbia avuto delle significative ed impreviste manifestazioni collaterali. Mi riferisco, ad esempio, alla presenza di insetti morti, al malessere delle persone al suo interno, a luci nel campo ed oggetti in cielo fotografati ed al malfunzionamento dei telefoni cellulari. E questo potrebbe significare almeno due cose: una sovrapposizione, non si sa quanto casuale, di diversi fenomeni, ed una ridefinizione di quali caratteristiche possano far considerare una origine non convenzionale del pittogramma.
Pederzoli: […] non si può esprimere un giudizio fondato
senza un approfondito e disincantato esame di tutti i casi. A partire dal 2002
la qualità dei falsi cerchi nel grano ha infatti subito un forte incremento:
secondo me il massimo esempio è rappresentato dal Crop Circle apparso a
Crabwood Farm House, vicino a Winchester, Hampshire (GB), il 15 agosto 2002 (quello con il “Grigio” che tiene nella mano sinistra
una specie di Compact Disk). […] In sintesi: secondo me se un cerchio nel
grano, dopo attento esame, ci insegna qualcosa che prima non sapevamo, è BUONO
ed UTILE, mentre se non ci dice nulla di nuovo potrebbe anche essere BUONO, ma
è INUTILE. Siccome siamo alluvionati dai falsi cerchi nel grano prodotti per
depistarci, tanto vale rischiare si scartarne parecchi BUONI, ma eliminare
tutti i FALSI, considerando BUONI solo quelli che, almeno, fanno avanzare i
nostro sapere.
Nigi: Recentemente,
qualcuno ha pensato di imbrogliarci con dei Crops falsi nel pisano, in modo da
poterci screditare. Ovviamente non ci siamo cascati. Da quando abbiamo scoperto
il segreto dei Crops, non ho più seguito con attenzione la casistica relativa e
la cronaca attuale, dando per scontato che ormai la faccenda sia “chiara” e
dunque da parte nostra conclusa. […] La nostra risposta si trova nell’articolo
del professor Corrado Malanga “Interpretazione archetipica dei crop-circles”
che può essere visionato visitando il sito www.sentistoria.com.
Morganti & Gasparini: Noi riteniamo che siamo degni di una nota di
riflessione tutti quei crop circles, all’interno dei quali siano state trovate
ed evidenziate delle “anomalie” elettromagnetiche, che rappresentano una prova
inconfutabile della “creazione” non umana, e quindi associata a qualche
intelligenza al di fuori del nostro sistema terrestre (come ad esempio la
piegatura e l’allungamento dei nodi delle spighe di grano).
·
Le teorie sull’origine dei cerchi nel
grano sembrano essere schematicamente quattro.
1-
Quella che chiameremo “naturale” (in tutte le sue diverse formulazioni, da Terence G. Meaden a “Gaia il pianeta
vivente”) in cui comunque gli agenti atmosferici e naturali, come l’acqua, il
suono, il vento solare, il magnetismo terrestre ecc, giocano un ruolo
determinante;
2-
Quella ufologica (opera di intelligenze aliene; BOL, ecc);
3-
Quella umana (come forma di land art o invece opera di “burloni”);
4-
Quella di organizzazioni governative, militari o strutture scientifiche o di intelligence
che effettuano degli esperimenti con strumentazioni avanzate.
Si
sente vicino a una di queste ipotesi (se sì, quale e perché) o ha una sua idea
originale in proposito?
Malini: La numero 3. Nella sezione specifica del portale ufoitalia.net spiego come nascono i cerchi nel grano e come lavorano i più valenti artisti internazionali […]
Pastore: Potrebbero
essere valide tutte e quattro queste ipotesi, perché no? Alcuni crop circles
sono sicuramente opera dell’uomo. Ma altri, mi viene difficile pensarlo. Basti
pensare a Milk Hill, nel 2001, già accennato in precedenza. Oppure ad altri
casi simili e allo stesso modo complessi. In questi casi, potremmo supporre il
coinvolgimento di militari, ma anche di alieni, perché no? Invece, ritengo meno
attendibile l’ipotesi “naturale”, ma è una mia opinione e potrei anche
sbagliarmi, non conoscendo come stanno realmente le cose.
Forgione: La mia teoria,
che espongo nel mio saggio “Scienza,
mistica e alchimia dei cerchi nel grano” riunifica un po’ tutte queste
ipotesi. I cerchi nel grano sono a mio parere l’espressione dell’operato di un
“esecutivo” di intelligenze puramente energetiche, poste a mediazione tra il
livello di realtà umana e quello “divino”. Non parlo di angeli ma della realtà
di mondi paralleli e “vibrazionalmente” più elevati del nostro da cui queste
intelligenze di pura coscienza provengono e che operano nella natura in quanto
esse fanno parte della natura. Nella mia visione non si tratterebbe di alieni
ma di “entità”.
Grassi: La mia posizione è molto chiara e nota, i
crop circles sono realizzati da uomini che mettono in campo le proprie abilità.
Ancora una volta, non si può condensare in poche righe quella che è la storia
dei cerchi, nati con l'intenzione di Doug Bower e Dave Chorley di fornire allo
spettatore l'emozione di trovarsi di fronte alla prova dell'atterraggio di un
UFO inteso come un'astronave aliena e diventati poi vera e propria espressione
di una nuova forma d'arte anonima, un pò come i graffiti. La differenza fra i
cerchi e i graffiti è però enorme: i cerchi forniscono allo spettatore un luogo
"magico" in cui sentirsi parte integrante di un mistero e in cui
entrare per vivere un'esperienza con tutti i sensi, unica, irripetibile. I
cerchi sono dei “templi temporanei” in cui chiunque può entrare e celebrare il
proprio culto, i graffiti no. Il vero mistero del fenomeno, a mio parere, è
piuttosto costituito dalle motivazioni che spingono i circlemakers a creare le formazioni. Al momento sto lavorando alla
trascrizione e alla sottotitolazione di un DVD contenente delle interviste a circlemakers inglesi. Le interviste sono
veramente illuminanti e mostrano che qualsiasi forma di burla (hoax) è ben lontana dai loro obiettivi.
Si scoprono dei lati veramente inconsueti e inaspettati del circlemaking; sarà un documento
veramente sorprendente per chi vorrà approfondire maggiormente l’argomento.
Commiss. X-PLAN: La
Commissione ritiene che tutte le ipotesi sopra elencate siano meritevoli di
essere prese in considerazione come punti di partenza per qualsiasi indagine:
una non esclude l’altra , per varie ragioni:
1. i Crop Circles segnalati hanno spesso
caratteristiche diverse;
2. l’attività dei circlemakers è provata ma non può essere la sola a spiegare il
mistero dei cerchi;
3. la frequenza e il suono (cimatica) possono generare disegni solo quando i campi sono in prossimità di elementi “conduttori” (acqua, sabbia, gesso). D’altra parte l’attività di razze aliene e di agenzie di intelligence più o meno occulte non è da escludere anche in questo specifico fenomeno
Barucci: Molte
formazioni sono naturali e sono dovute al vento (dust devil), altre sono di
origine umana (landart o burloni). Solamente su alcune formazioni inglesi resta
il dubbio ed in quel caso sarei portato a credere alle BOL, sebbene un mio
studio riveli l’impossibilità per la semplice pressione di radiazione di
piegare le spighe.
Farinacci: […] ci sono
prove inconfutabili che la stragrande quantità dei Cerchi nel grano, che ogni
anno compaiono in ogni parte del mondo, sia opera di “circle maker’s”, i quali
hanno affinato sempre con maggior piglio le proprie capacità. Lo dimostra il
fatto che nel giro di pochi anni la qualità dei Cerchi nel grano (soprattutto
in Inghilterra) ha raggiunto un tale livello da poter considerare quella dei Crop Circle un’Arte dei nostri
tempi. Con quanto detto attribuisco all’ipotesi “umana” dell’origine del
fenomeno una percentuale altissima… ma non la totalità. Ad oggi, infatti,
ritengo ci siano ancora delle “anomalie” su cui non è stata fatta chiarezza:
specifici Cerchi che hanno ammaliato gli occhi e la fantasia per la loro
bellezza e al tempo stesso per la loro complessità e temporale impossibilità di
effettuazione per l’uomo. Mi riferisco a quei rari casi in cui all’interno dei
cerchi viene rilevata un “effettiva” mutazione delle spighe nonché una morìa di
insetti. In tali casi, infatti, trovo che la quarta ipotesi formulata sia da
prendere in considerazione, sebbene non saprei sotto quale scopo inserirla. Con
ciò non intendo eliminare l’ipotesi “ufologia” come potenziale origine del
fenomeno. Anzi, determinate documentazioni relative alle BOL, viste e riprese
nel loro aggirarsi al di sopra dei cerchi dopo la loro comparsa, sono ancora
oggi un nodo non sciolto, ma credo non sia ancora comprovata l’attinenza tra le
BOL e un’ idea di vita extraterrestre […]
Panizza: Io credo che tutte le spiegazioni siano
valide, nel senso che, a seconda dei casi, valga una piuttosto che un altra.
Esiste anche una 5° ipotesi che vede
Pederzoli: Sicuramente mi sento lontano dalla prima, perché è
come affermare che l’uomo è un prodotto del caso, come tentano di fare i
Darwiniani fondamentalisti: è una tesi razionalmente insostenibile. Le altre
tre, caso per caso, possono essere valide singolarmente oppure in combinazione
2+4. Quest’ultima è la tesi che sostengo, insieme al gruppo StarGate Toscana,
per il Crop Circle del Grigio col disco, il quale appare realizzato con
tecnologia “aliena”, ma con progettazione umana, naturalmente con lo zampino
dei militari.
Nigi: Direi
che tutte le risposte proposte potrebbero essere giuste o nessuna di esse.
Tutto dipende dal tipo di crops. La mia opinione in proposito è che se un crop
è autentico esso sia comunque frutto di intelligenza “aliena”. Intendo la
parola “alieno” nel senso più largo del termine, ben al di là di ciò che
riguarda semplicemente UFO e EBE. “Alieno” si riferisce (anche
etimologicamente) a qualcosa di “altro” di “estraneo” di “diverso” rispetto a
ciò che riteniamo consueto, insomma qualcosa che possa essere riferibile ad un
“altrove” indeterminato.
Morganti & Gasparini: Essendo
·
Quale è la sua opinione sui casi
anomali, sui fairy circles, sui cerchi ritrovati sul ghiaccio, sulla
neve, nell’acqua?
Malini: I "cerchi delle fate" sono una
micopatia causata da alcuni funghi: Coprinus, Clitocybe, Lepiota,
Marasmius e Psalliota. In primavera formano anelli o archi di colore verde
scuro, separati da una striscia d'erba morta in cui è presente una rete di ife
fungine, che possono raggiungere
Pastore: In
molti, pensano che i crop circles compaiano solamente nelle coltivazioni. In
verità, ne sono comparsi anche sul ghiaccio, sull’asfalto e perfino tra gli
alberi! Nel 1994, Petr Novak ne documentò uno di raggio
Forgione: Sono fenomeni di
grande interesse, ma credo che, per la maggior parte, nulla abbiano a che fare
con i cerchi nel grano. In ogni caso si inseriscono in quel contesto di
fenomenologie di confine che stanno “comunicando” non solo l’esistenza di una
dimensione differente dalla nostra, ma anche che
questa sta per rendersi palese, in linea con le profezie di ogni antica
civilizzazione.
Grassi: Il voler infilare tutte queste cose nello
stesso calderone mostra, a mio avviso, una grave carenza metodologica
nell’approccio alla ricerca. I fairy circles sono tipicamente formazioni
circolari nell’erba che si evidenziano a causa di una differente colorazione
della vegetazione. Sono causati da funghi.
Commiss. X-PLAN: La
cimatica è in grado di dimostrare che determinate frequenze che colpiscono
materiali quali acqua (a vari stadi) sabbia, gesso o oli, producono dei moduli
geometrici riconducibili alla geometria euclidea e
non euclidea, anche di una certa complessità.
Barucci: Non ci sono dati e quindi preferisco non
rispondere.
Farinacci: Ipotizzando, com’è stato fatto, che l’origine del
fenomeno sia da ricercare all’interno dell’operato di strutture scientifiche e
militari, credo che lo stesso processo effettuato per la creazione di un
Cerchio su di un campo di grano possa essere attuato magari in altre location e
magari con semplici modifiche di impostazione.
Panizza: Credo che siano altre sfumature di uno
stesso problema, nel senso che le giustificazioni possano essere le medesime. Rimane
da comprendere come mai, però, queste soluzioni siano marginali rispetto a
quelle che prediligono le formazioni cerealicole.
Pederzoli: Sembrano essere semplici varianti sul medesimo tema
ed andrebbero studiati a fondo senza pregiudizi con lo stesso metodo proposto
per i cerchi nel grano.
Nigi: Non li
considero casi anomali, bensì altre possibili versioni dello stesso fenomeno
per le quali vale la stessa regola per la definizione dell’autenticità. Se le forme rispondono ai criteri che ho già
menzionato, allora possono essere presi in seria considerazione, altrimenti,
secondo me, non ne vale la pena. C’è da dire però che certi esemplari, dal
punto di vista tecnico, possono essere
più facilmente realizzabili rispetto ai cerchi nel grano e pertanto potrebbero
essere opera di autori non necessariamente “alieni”.
Morganti & Gasparini: Una
delle nostre opinioni è che questi esseri cercano di manifestare in qualsiasi
stato del terreno la loro espressione, che per noi non ha limiti nei suoi
“movimenti”.
·
Poche settimane fa è stato ritrovato un
bellissimo e complesso disegno su una spiaggia, presso Byron
Bay (alcune fotografie sono su: http://www.cropfiles.it/special/strangecircles.html). Cosa ne pensa?
Malini: E' una formazione non difficile da tracciare con un minimo di attrezzatura. I cerchi nei campi di cereali e soprattutto quelli nel mais sono di ben altra difficoltà.
Pastore: Credo
sia un disegno molto ben fatto. Non saprei dire se si tratta di un’opera
dell’uomo o meno, non avendolo studiato personalmente. Però, ripeto, è fatto
davvero bene.
Forgione: Autentico a prima vista. Ripeto, non mi esprimo su
ciò che non indago in prima persona, però mi chiedo come si possa realizzare
una meraviglia del genere senza lasciare tracce sulla sabbia.
Grassi: Si chiamano “sand
circles” e vengono ovviamente realizzati da uomini. Qui c’è il video di una
realizzazione su sabbia: http://www.phidelity.com/circles/outward2.mov
Qui altri link:
http://www.phidelity.com/cms2/index.php?option=com_content&task=view&id=40&Itemid=85
http://circles.orcon.net.nz/indexc.html
Commiss. X-PLAN: E’
di certo un disegno molto complesso. Tuttavia dalle poche fotografie
disponibili non ci sentiamo di poter dare una spiegazione definitiva sulla
fonte della formazione. Possiamo azzardare che si sia trattato di un gruppo di circlemakers molto abili nel disegnare su un materiale così
difficile come la sabbia.
Barucci: A
occhio si giudica male.
Farinacci: Penso che sia accattivante. Tuttavia non ho avuto
modo di apprendere alcuna caratteristica tecnica a riguardo […]
Panizza: La formazione è particolarmente
accattivante, ma da semplici fotografie è difficile dare un giudizio
competente. L'idea comunque è che eventuali falsari avrebbero potuto avere il
compito facilitato dal materiale (la sabbia) sul quale plasmare la formazione,
per la possibilità di correggere eventuali imperfezioni e cancellare le tracce
del loro passaggio.
Pederzoli: L’ho visto e mi
è parso molto interessante, tuttavia, riprendendo il discorso esposto in
precedenza, per studiare a fondo un cerchio nel grano secondo me occorrono
specialisti di varie discipline e molto tempo. Solo dopo un attento e
prolungato studio si può decidere se il cerchio nel grano dice qualcosa di
nuovo ed è quindi da archiviare tra i BUONI. I “Crop” sono così numerosi che
anche se solamente il 10% di essi ci rivelasse, una volta decifrato (ammesso di
esserne capaci) qualcosa di nuovo, mettendo insieme le nuove scoperte ce ne
sarebbe sempre a sufficienza per scrivere interi nuovi libri di testo.
Nigi: Anche qui valgono le stesse considerazioni
già esposte sopra. Inoltre c’è da dire che enti come il CICAP, pagati per
smentire di tutto e per raccontare fesserie ancora più incredibili degli stessi
fenomeni “paranormali” esaminati, potrebbero aver creato apposta dei falsi per
dimostrare che si tratta di una bufala e quindi per riscuotere maggiori
consensi dal pubblico.
Morganti & Gasparini: Come accennato nella risposta alla
precedente domanda, qualsiasi sostanza (o terreno) è per i creatori oggetto di
comunicazione, per sensibilizzare l’essere umano […]
·
Quale è la sua opinione sulle “Balls of
Light” (BOL)? Anche alla luce delle indagini di Haselhoff, ritiene che ci sia –
o possa esserci – un qualche legame tra cerchi nel grano e Balls of Light? E
tra queste e le “luci di Hessdalen”?
Malini:
No, non vedo legami fra
cerchi nel grano e Balls of Light. Conosco però un artista del grano attivo nei
Paesi Bassi che ha realizzato performance luminose dopo aver tracciato alcuni
crop circles: giochi di luce che non sono passati inosservati. I
"puristi" del circlemaking ritengono che tali esperienze inquinino la
purezza essenziale dei pittogrammi, ma vi sono Circlemakers che non rinunciano
all'aspetto "burlesco" di questa forma d'arte
Pastore: Molti
pensano che le BOL siano gli artefici dei crop circles. Si tratterebbe di sfere
comandate a distanza da chissà chi, capaci di realizzare i disegni nelle
coltivazioni. Altri pensano che le BOL stesse siano delle “menti” aliene
autonome. Altri ancora non vogliono trovare alcun nesso tra BOL e crop circles.
Io non ho mai visto sfere di luce dal vivo, ma sembrerebbero molti i testimoni
i quali si sono trovati ad assistere a questo fenomeno. Secondo queste fonti,
sarebbero state viste spesso in prossimità di pittogrammi appena comparsi. A
mio avviso, ammettendone la reale esistenza, potremmo ritenerle un fenomeno di
natura extraterrestre, dato che l’uomo non è ancora in grado di generare simili
cose, almeno non ufficialmente.
Forgione: Assolutamente
sì. Ne parlo anche nel mio libro. Le sfere di luce sono i veicolatori delle
in-formazioni energetiche modulate che
creano le simbologie al suolo. Le testimonianze affidabili parlano chiaro, le
analisi di Haselhoff parlano chiaro, le tracce presenti nelle formazioni
parlano chiaro, gli stessi luoghi interessati dal fenomeno, da sempre teatro di
fenomeni luminosi di questo tipo, parlano chiaro. Circa il legame con Hessdalen
reputo che vi sia una correlazione.
Grassi: Le “Balls of Light” sono tecnicamente UFO, cioè “Unidentified Flying Objects”. Non ho alcun problema a recepire che si
possa essere testimoni di un fenomeno visivo anomalo e nel contempo che non si
riesca però a darne una spiegazione. In base alle prove presentate fino ad oggi
ho però dei forti dubbi sul fatto che ci possa essere un legame fra BOLs e crop
circles e fra BOLs e “luci di Hessdalen”. Relativamente alla pubblicazione di
Haselhoff, spero siate a conoscenza del fatto che esiste questa pubblicazione a
firma di Grassi, Cocheo, Russo: http://www.cicap.org/crops/jse_19_2_159-170_2005.pdf
Il nostro articolo mostra che gli
argomenti contenuti nell’articolo di Haselhoff e in quelli di Levengood e
Levengood&Talbott non hanno alcuna consistenza. L’articolo è linkato dallo Speciale sui crop circles:
http://www.cicap.org/crops/
Commiss. X-PLAN: La
consideriamo una delle possibili teorie relative al fenomeno, anche se non
possiamo affermare con certezza quale sia il nesso tra i disegni e le sfere che
a volte vengono avvistate. Paradossalmente non si può escludere che,
nell’ambito della teoria “intraterrestre”, non sia l’energia che, formando i cerchi,
produca queste sfere luminescenti. In sostanza noi crediamo che ci possa essere
un nesso tra BOL e cerchi, ma non tra BOL e “Luci di Hessdalen”. Queste ultime
sarebbero fulmini globulari con una dinamica completamente diversa.
Barucci: Le luci
di Hessdalen sono sicuramente un interessante fenomeno fisico, confinamento di
plasma e cose del genere. Le BOL, se esistono davvero, potrebbero essere
qualcosa di simile.
Farinacci: […] Non escludo per partito preso questa
eventualità che ritengo essere la più affascinante che mente umana potrebbe
presagire. Non mancano documentazioni interessanti sulle BOL ed il buon
Haseloff ne è portatore sano.[…] Nel contempo, però, abbiamo un certo numero di
immagini fotografiche e video da valutare e altrettante “prove” del debunking
messo in atto a discredito di questa ipotesi (filmato di Oliver’s Castle
compreso) […] ritengo che il fenomeno delle BOL, crop circle o no, sia il più
interessante ed il più attendibile per documentazione espressa nel tempo e in
questa valutazione mi sento di comprendere le stesse luci di Hessdalen”,
sebbene queste presentino una “ripetitività” assente invece nel fenomeno più
generale delle BOL.
Panizza: L'idea dell'ingegnere olandese è
particolarmente convincente perchè si basa su dati scientifici. Anzi, credo che
questo sia uno dei pochi punti fermi nella ricerca. Molto correttamente,
Haselhoff, da vero scienziato, non si sbilancia su speculazioni non
comprovabili, sul “perché” avvenga il fenomeno, ma si pronuncia solamente sul
“come”. In senso lato ci può essere un collegamento tra le luci che appaiono
sui cerchi nel grano e quelle che si vedono ad Hessdalen, nel senso che si
tratta, comunque, di apparenze luminose ed inspiegabili. Ma le diverse
conseguenze che sembrano produrre, considerando almeno le più eclatanti, e cioè
pittogrammi in un caso, evoluzioni aeree ad ampio raggio e con cambiamenti di
stato e colore nel secondo, suggeriscono che non vi sia una diretta
correlazione fra i due fenomeni.
Pederzoli: Ho studiato ciò che Haseloff ha scritto sulle
“Balls of Light” (BOL) e mi sembra molto valido; anch’io sono convinto che ci
sia una stretta connessione con i cerchi nel grano. Per inciso mi sembra che
egli abbia fatto osservazioni molto sensate anche riguardo al tema dei cosiddetti
“ORBS”, sui quali è in corso di preparazione un lavoro che vedrà la luce fra
poco. Sono convinto che quella di Haseloff non sia TUTTA la spiegazione, ma mi
sembra UNA PARTE IMPORTANTE della spiegazione. Non potrei, tuttavia, affermare
con altrettanta sicurezza che si tratti dello stesso fenomeno segnalato ad
Hessdalen: l’apparenza spesso inganna e non è detto che due cose dalla forma
simile abbiano la medesima origine.
Nigi: Credo
che ciò possa essere possibile. Personalmente mi sono occupato della interpretazione
delle forme e non degli aspetti tecnici sulla loro formazione. Questi aspetti sono stati presi in
considerazione da studiosi di Stargate competenti in materia. Alla fine abbiamo
ipotizzato che la tecnica di certe composizioni possa basarsi sull’emissione di
microonde. Pertanto, le palle di luce potrebbero certamente essere collegate al
fenomeno in questo senso.
Morganti & Gasparini: Il
nostro punto di vista è che i cerchi nel grano sono stati sviluppati da
creature appartenenti a mondi diversi, civiltà con una consapevolezza più
elevata. Le Sfere di Luce sono una forma per non creare dubbi, esse sono
diverse l’una dalle altre con un contenuto di energia che ancora non si
conosce, e sono guidate da una intelligenza. Per noi ogni piccola sfera è un
documentare espressioni già vissute, risvegliare la coscienza umana.
·
Cosa pensa dell’argomento “mosche morte”
ritrovate su alcune spighe, e perché in alcuni casi le spighe risultano cotte o
bruciate all’altezza del primo nodo?
Malini: Francesco Grassi e altri studiosi hanno spiegato questo aspetto in modo soddisfacente. Attorno ai cerchi nel grano sono fiorite e fioriscono leggende e convinzioni di ogni genere. Un circlemaker inglese della vecchia guardia ha detto recentemente che non finisce mai di stupirsi dei fenomeni "soprannaturali" che sedicenti esperti ed appassionati rilevano nelle sue opere.
Pastore: Ammettendo
come valida l’ipotesi che questi pittogrammi siano creati mediante emissione di
energia dall’alto, potremmo ritenere plausibili eventuali bruciature degli
steli ed il ritrovamento di insetti all’interno della formazione. In certi
casi, sono state trovate mosche morte, col rostro ancora attaccato allo stelo,
come se l’insetto fosse stato colto di sorpresa da una forte energia capace di
fonderlo alla spiga sulla quale si era posato. In altri casi, si sono trovati
insetti letteralmente esplosi ed i pezzi di questi sparsi un po’ ovunque. La
cosa strana è che tale fenomeno è riscontrabile solamente all’interno delle
formazioni. Da ciò, ne consegue che si tratti di un fenomeno direttamente
collegato alla formazione dei cerchi nel grano, e non a sostanze nocive
presenti in tutta la coltivazione, come sostengono alcuni.
Forgione: Lascio i funghi
e le spore al CICAP. Si tratta invece del risultato dell’imposizione energetica
ad alta temperatura tipica del fenomeno. Io stesso ho rilevato dei coleotteri
completamente disidratati, cotti, vuoti al loro interno a causa
dell’evaporazione dei liquidi e privi di zampe e ali perché disintegrate dal
calore, all’interno della formazione di Sabaudia del 2004. Non c’è fungo o
spora che possa fare ciò. Ho parlato anche con un professore universitario
agronomo, di cui non faccio il nome in quanto non ne ho il consenso, per una
consulenza. Sebbene scettico sul fenomeno, all’ipotesi spore si è concesso una fragorosa risata.
Grassi: Sulle
mosche morte potete leggere i risultati delle mie indagini qui: http://www.cicap.org/crops/006.htm
e altri miei approfondimenti qui: http://www.francescograssi.com/adv/2004_09_07.htm
Commiss. X-PLAN: E’
interessante, in quanto si nota una differenza tra ciò che avviene all’interno
del crop circle e ciò che è al di
fuori. Inoltre gli animali trovati morti, avendo probabilmente subito
l’irraggiamento dell’energia o il contatto con determinate sostanze radioattive
(ritrovate in alcuni casi all’interno dei cerchi), dimostrano che esisterebbe
una differenza nel grado di tolleranza a dette condizioni, tra mondo vegetale
(grano) e animale. Ricordiamo infatti che le piante non muoiono, anzi
continuano nel loro processo di crescita. In quanto alla modificazione del
primo nodulo, la teoria principale (che noi condividiamo) afferma essere questa “cavità di espulsione”
una reazione della pianta all’irraggiamento che subisce dall’energia che forma
il crop circle. Lo stelo, sottoposto
a pressione interna, sfonda letteralmente le proprie pareti all’altezza del primo
nodo, espellendo tra l’altro i liquidi.
Barucci: Ho letto
varie spiegazioni sulla questione: funghi, pesticida, calore da irraggiamento.
Mon saprei cosa dire visto che non sono un entomologo ne un esperto delle
malattie delle piante, tuttavia il fatto, se è vero, che le mosche morte sono
solo all’interno della formazione ci deve far riflettere.
Farinacci: Innanzitutto
il fenomeno andrebbe ricondotto al tipo di effetto riscontrato sugli insetti
rinvenuti senza vita all’interno del cerchio. Rilevando presenze energetiche da
“microonde”, come spesso è accaduto, potremmo serenamente attribuire l’evento
come figlio della stessa causa all’origine della creazione del Cerchio [..]
Stesso discorso vale per il riscontro avuto sui nodi delle spighe. […] in determinati
casi, quelli che non mi sento di annoverare nella causale “umana”, una forza
energetica interviene sul grano ed è alla base dell’origine del Crop Circle, ma
le cause continuano ad oscillare tra una visione “tecnologica” e una visione
“ufologica”, a seconda dell’ “idea” individuale e… congeniale.
Panizza: La presenza di mosche e, più in generale,
di insetti morti rilevati nei cerchi del grano è un indizio che può comprovare
che qualcosa di strano è avvenuto. Questo, essenzialmente, per la loro strana
apparenza: rostro conficcato nello stelo, assenza di ali e parziale
bruciacchiatura del corpo. La cosa può trovare, allora, una giustificazione
nella presenza di una fonte energetica particolarmente rilevante, che
giustificherebbe pure la cottura a livello dei nodi delle spighe, avvalorando,
di conseguenza, la teoria di Haselhoff.
Pederzoli: Se, come sembra molto probabile, i cerchi nel grano
fossero prodotti da radiofrequenza o da qualcosa di simile, le mosche morte non
sarebbero una sorpresa. Basta mettere una mosca ed un vasetto con qualche stelo
d’erba nel forno a microonde e poi accenderlo a piena potenza quando la mosca
si posa su di uno stelo: certamente essa morirà subito, si disidraterà ed è
possibile che si incolli allo stelo. Io non ho mai fatto l’esperimento, ma,
volendo, non è difficile realizzarlo. Anche la “cottura” delle spighe potrebbe
essere provocata dalla stessa causa (le microonde). Una “cottura” localizzata
all’altezza del primo nodo fa pensare ad un’applicazione di potenza localizzata
in prossimità del suolo per un tempo più breve di quello richiesto dallo stelo
per inclinare fino a quell’altezza la propria cima, così da far “cuocere” anche
quest’ultima. Il problema è capire come venga realizzata la concentrazione di
potenza in uno strato di altezza limitata e costante.
Nigi: Forse
ciò accade proprio per quanto ho detto prima e cioè a causa dell’emissione di
microonde. Non sono un tecnico e tanto meno mi intendo di microonde, ma credo
di aver capito che il loro impatto sulla materia è differenziato. Lo si vede
anche semplicemente adoperando un fornetto da cucina: alcuni oggetti si
surriscaldano e altri rimangono quasi freddi. Per questo motivo terra, spighe,
animali o altri oggetti potrebbero risentire in modo diverso di tale stimolazione.
Morganti & Gasparini: […]
Qualche forma di energia a noi sconosciuta realizza con grande maestria e
velocità tale simbologia in queste varie colture, producendo quindi alcune
alterazioni dei campi elettromagnetici, e variazione di intensità di calore.
Conseguentemente è più che plausibile il
ritrovamento di queste piccole creature come se fossero mummificate, e di
alcune piante bio-dinamicamente alterate.
·
Alcuni test di germinazione su delle
spighe raccolte in alcuni cerchi nel grano, hanno prodotto risultati
inaspettati, e cioè una crescita particolarmente elevata (fino a 5 volte quella
naturale) o particolarmente scarsa. Cosa pensa dell’argomento “mutazione
genetica” delle spighe?
Malini:
Come affermato nella
risposta precedente, Francesco Grassi e altri studiosi hanno spiegato questo
aspetto in modo soddisfacente.
Pastore: In
base agli esperimenti effettuati in laboratorio, si è arrivati a capire che: i
semi raccolti all’interno di crop circles comparsi ad aprile/maggio (quando le
spighe non erano ancora mature) hanno portato ad una crescita ridotta delle
piante. Invece, i semi raccolti quando le spighe erano già mature, a
luglio/agosto, hanno determinato una crescita maggiore, anche di cinque volte
superiore alla media. Da ciò, possiamo giungere alla conclusione che le spighe,
in alcuni casi, siano interessate da una mutazione genetica che può portare ad
un miglioramento qualitativo della pianta. Ma sotto questo punto di vista, c’è
ancora molto su cui indagare. Noi stessi siamo ancora all’oscuro riguardo agli
effetti che le onde elettromagnetiche hanno sul nostro organismo.
Forgione: E’ una realtà dimostrata da alcuni esami di
laboratorio. Non vedo perché smontarla solo perché non avviene sempre.
Grassi: Consiglio la lettura di questa pagina:
http://www.margheritacampaniolo.it/CGSagronomia11.htm
La pagina è tratta dal lavoro “Cum Grano
Salis” di Margherita Campaniolo, disponibile su web qui: http://www.margheritacampaniolo.it/cumgranosalis.htm
Commiss. X-PLAN: Crediamo
che tale modificazione genetica sia strettamente connessa al tipo di energia
che colpisce le piante, provocando un’alterazione nella struttura interna dei
vegetali. Secondo ricercatori come Dudley e Chorost, ad esempio, il mutamento
sarebbe condizionato dalla capacità delle piante di assorbire certe particelle
energetiche, che ne possono modificare a volte la struttura atomica a livello
dei neutroni, con variazione isotopica.
Riguardo all’incremento della crescita delle piante, a noi risulta che
vi sia quasi sempre una diminuzione della crescita, fino al 35% (dati forniti
dal BLT Research Team di W. Levengood).
Barucci: Servono
dati concreti e uno studio statistico serio per cercare di trarre delle
conclusioni. Più che sui test di germinazione io direi di concentrarci sulle
analisi del suolo dove ci sono le formazioni. Vi ricordate delle “impronte”
lasciate dai disegni a distanza di anni? Molto interessante, sembra che il
suolo abbia subito in quel caso un’alterazione, se sia naturale o meno non lo
so, comunque si dovrebbe approfondire la faccenda.
Farinacci: Penso che sia uno dei fenomeni legati all’
”anomalia” di quei cerchi inspiegabili […] E’ innegabile che la “mutazione
genetica” lasci sconcertati, ma alla luce delle documentazioni mostrate rimane
impossibile attribuire una causa ad una specifica “fonte”.
Panizza: Credo che sia un forte indizio
dell'origine non convenzionale del fenomeno ed una conseguenza dell'esposizione
a forti campi energetici
Pederzoli: Non sono un esperto genetista, ma sembra evidente
che la causa capace di produrre i cerchi nel grano è in grado di influire sui
semi dal punto di vista genetico, il che fa pensare a radiofrequenza ionizzante
(raggi X o raggi Gamma): un altro argomento a favore della tesi di Haseloff.
Nigi: Non
sono competente in questo campo. […] Posso semplicemente immaginare che se si
tratti di microonde, a seconda della loro natura potrebbero anche provocare
mutazioni genetiche.
Morganti & Gasparini: Alcuni autorevoli ricercatori di fama mondiale hanno dato
ampio spazio, con tantissimi dati, a questo fenomeno, offrendo così una
conferma scientifica e dimostrando compiutamente che su queste piantine viene
impressa una sollecitazione energetica, e che essa viene “trasmessa” durante la
comparsa del crop circle. Di conseguenza si rilevano varie mutazioni: prima,
durante e dopo la loro crescita.
·
Cosa sono i “capelli d’angelo”? Hanno a
che fare con alcuni crop circles?
Malini: Nella maggior parte dei casi sono parti di
ragnatela, polline di pioppo e di altri alberi, fibre tessili artificiali
disperse accidentalmente da stabilimenti industriali.
Pastore: I
capelli d’angelo sono dei filamenti biancastri rinvenuti più d’una volta in
seguito ad avvistamenti Ufo. Secondo gli studi condotti da Giorgio Pattera,
biologo del C.U.N. (Centro Ufologico Nazionale), non si tratterebbe di sostanze
biologiche, organiche, ma sintetiche. Quindi, è da escludere l’ipotesi che
possa trattarsi di tele di ragni, come è stato affermato più volte. Alcuni
credono possa trattarsi del naturale effetto derivato dal passaggio di veicoli
non convenzionali nell’atmosfera terrestre. Altri, associano questo fenomeno a quello delle scie chimiche. Francamente, non credo
che si possa parlare di una connessione diretta tra cerchi nel grano e capelli
d’angelo.
Forgione: Credo di no.
Grassi: Con il termine “capelli d’angelo”, in
gergo ufologico, si intendono in genere dei filamenti che cadono dal cielo la
cui natura in alcuni casi rimane misteriosa. Soprattutto nel passato la caduta
dei “capelli d’angelo” è stata associata dai testimoni all’avvistamento di UFO
(nel senso proprio del termine). Che io sappia, fra i vari corto-circuiti
logici proposti sui cerchi, questa correlazione non è mai stata avanzata da
nessuno. Secondo me non c’è alcuna relazione.
Commiss. X-PLAN: Non
avendo né prove certe né teorie atte a valutare oggettivamente il fenomeno, non
crediamo sia possibile formulare una ipotesi di connessione tra le due
fenomenologie.
Barucci: Con
il termine "capelli d'angelo" sono indicati dei filamenti bianchi che
sono stati osservati cadere al suolo durante alcuni avvistamenti di UFO. Non ci
sono dati per legare I crop ad avvistamenti ufo.
Farinacci:
I
“capelli d’angelo” non sono nulla di tutto quello che è stato detto. La loro
vera natura è ancora un mistero, ma ricondurla ad un’ attinenza con il fenomeno
dei Crop Circle ritengo sia una forzatura […]
Panizza: Si tratta di materiale leggero,
trasparente, scarsamente consistente e che tende al rapido dissolvimento.
Occasionalmente, è stato visto cadere dal cielo e depositarsi sul terreno. Analisi
effettuate hanno rilevato, poi, una importante componente silicea. Secondo
alcuni verrebbero rilasciati da oggetti non identificati in rapido passaggio
nel cielo, secondo altri si tratta di semplici ragnatele abbandonate da ragni
volanti. Una connessione con i crop circles mi sembra, in ogni caso, marginale,
non essendoci, al riguardo, una significativa letteratura.
Pederzoli: Sui capelli
d’angelo so quello che sanno tutti coloro che si occupano di ufologia: a parte
la loro composizione a base di Boro e Silicio, sulla quale non sto a dilungarmi
perché è un argomento più adatto ad uno specialista di chimica, essi sono stati
segnalati in tutto il mondo in concomitanza con avvistamenti di carattere
ufologico. Ne risulta confermata l’associazione UFO-capelli d’angelo, mentre
non ho notizia di una diffusa presenza di “capelli d’angelo” nei cerchi nel
grano. Se ciò è avvenuto in alcuni casi, non mi pare corretto fare di ogni erba
un fascio e creare un’automatica associazione ufo-cerchi nel grano, che non mi
sembra sufficientemente provata; il fatto di non associarli automaticamente
agli ufo non inficia, tuttavia, l’origine aliena dei cerchi nel grano.
Nigi: Per “capelli d’angelo” gli ufologi intendono la
cosiddetta “bambagia silicea” (Boro, Silicio, Calcio e Magnesio a struttura
macromolecolare filiforme) che talvolta cade sotto forma di fiocchetti di neve
al passaggio di un UFO. Il fenomeno si ebbe a Firenze il 27 Ottobre 1954 proprio sullo stadio durante
la partita Fiorentina-Pistoiese e anche durante le apparizioni di Fatima del
1917. Non sappiamo ancora dare una spiegazioni e esauriente a tale fenomeno, ma
ci stiamo studiando […] Tuttavia se i
“capelli d’angelo” hanno a che fare con i crops allora i crops hanno a che fare
con gli UFO e le palle di luce hanno a che fare con i crops. Oppure si tratta
di distinzioni ingannevoli se si pensa che alla radice di tutti questi fenomeni
multiformi ci sia la stessa matrice remota.
Morganti & Gasparini: […]
Quando
·
Cosa pensa della simbologia riprodotta
in modo esemplare in alcuni crop circles?
Malini:
Sono disegni
straordinari, a volte di una complessità che toglie il fiato, a volte
semplicissimi, ma sempre suggestivi. Non vi è dubbio che i crop circles nascano
da uno studio attento della simbologia oltre che da un'incomparabile
"magia" nell'esecuzione
Pastore: Si
tratta di una simbologia basilare, propria della cultura degli antichi popoli
della Terra. Sono stati rinvenuti simboli egizi, celtici, pseudo-sumeri,
cabalistici/ebraici, etc. Sembrerebbe un miscuglio simbolico senza né capo, né
coda. Ma tutto ciò acquisterebbe un certo senso se pensassimo ad un
collegamento esoterico tra queste antiche civiltà. In effetti, si sa che gli
Ebrei attinsero dalla cultura mesopotamica per la realizzazione delle Sacre
Scritture e, a loro volta, Babilonesi, Assiri e Sumeri ebbero molto in comune
con gli Egizi. Siamo pur sempre tutti quanti “cittadini del mondo”. Questa è
una visione universale che molto spesso ci sfugge, specialmente quando
rimaniamo fermi ad una ristretta concezione geografica. Dovremmo iniziare a
considerarci tutti fratelli, tutti abitanti della Terra, a prescindere dalla
nostra nazionalità e cultura d’appartenenza.
Forgione: […] E’ un
messaggio a carattere “trasmutativo”. Solo a conferma di quanto dico, cito
l’ultimo splendido agroglifo del 2005, lo scarabeo alato di East Field del 21
agosto. Un simbolo egizio, una divinità chiamata Kephre o Kheper,
simbolo alchemico di grande importanza. Kheper è “colui che è venuto al mondo
da solo” e associato al dio solare Ra. Nel Libro egizio dei Morti è scritto “Ecco che io mi tuffo nella
materia primordiale e divengo Kheper, dio delle metamorfosi. Io germoglio
mediante la forza primordiale”. Kheper è il dio delle trasmutazioni, in
quanto Egli fa nascere la vita dalla materia morta e inerme (lo sterco).
Pertanto si può interpretare questa formazione come un invito rivolto all’uomo
a cambiare alchemicamente sé stesso facendo nascere lo Spirito dalla materia in
questo momento storico di trasformazione così importante. Infatti, l’apparizione di Kheper è
interpretabile anche come la conferma della mutazione dell’energia solare
(Kheper è Ra, ricordiamolo) e di conseguenza della “sintonizzazione” della
Terra a questo nuovo stato energetico. Questi simboli stanno rappresentando una
traccia, un percorso, veicolando e favorendo una trasformazione che è in corso
da tempo e che non solo agisce sul pianeta ma sulla coscienza di tutti coloro
che li osservano. Le leggi geometriche auree che sottintendono a queste
architetture sono il linguaggio della Natura e, come tali, sono espressione del
linguaggio divino. Pertanto, oltrepassando le barriere della mente razionale,
agiscono direttamente sul subconscio e veicolano senza errori il loro codice
vibrazionale-evolutivo, essendo esse stesse il prodotto di una frequenza. La
fine del “Kali Yuga” è la chiusura di
un vecchio modello vibrazionale, per l’ingresso a un nuovo stato energetico, e
questo è quanto attualmente la fonte occulta dei cerchi nel grano ci sta
comunicando attraverso la lingua simbolico-geometrica dei Saggi Maestri di ogni
epoca.
Grassi: La
cultura umana è fatta di simboli e i circlemakers
si ispirano spesso a simbologia sacra, alchemica e di vario tipo.
Commiss. X-PLAN: Al
di là della bellezza e della complessità estetica di certe figure, siamo
convinti dell’esistenza di un messaggio preciso contenuto all’interno dei crop
circles, messaggio che può essere rivolto a vari livelli sia all’uomo come
individuo, che all’umanità come specie.
Barucci: Alcune
formazioni sono geometricamente interessanti per la loro complessità e per
quello che rappresentano, tuttavia il discorso degli archetipi non mi convince
fino in fondo.
Farinacci:
Credo
che la simbologia espressa dai Crop Circle presti il fianco a diverse e
controverse interpretazioni. Da un lato c’è chi le prende come chiaro sintomo
dell’umana appartenenza del fenomeno, riconoscendo questa simbologia come di
nota fattura. Dall’altro, c’è invece chi, proprio per questo, presuppone una
regia al di sopra delle coscienze che tenterebbe di indicare al genere umano
[…] un cammino da ricercare in quegli insegnamenti che fin dall’antichità hanno
caratterizzato il percorso dell’uomo sul pianeta Terra. La mia opinione si
riflette sicuramente più verso la prima corrente.
Panizza: Ciò che risulta evidente, ed interessante
perché può essere una chiave di lettura, è la costante di una simbologia sacra
ed esoterica. Però capirne il motivo significherebbe, alla fine, chiarire il
mistero che sta alla base del fenomeno. Ma, come accennato precedentemente, le
teorie proposte al riguardo mi sembrano semplici speculazioni.
Pederzoli: […] la simbologia è estremamente ricca ed
esteticamente ed emotivamente impressionante, di valore archetipico, come
sostiene il prof. Alberto Nigi, ma sono del parere che, dal punto di vista
puramente analitico, in prima battuta non siano da prendere in considerazione i
simboli a noi già noti, a meno che la loro associazione non sia tale da
insegnarci quel “qualcosa di nuovo” che mi sembra essere l’unico mezzo per
discriminare ciò che merita attenzione, sforzi e tempo da ciò che si può
prendere in considerazione solo in seconda battuta. Può apparire un metodo
troppo drastico, ma con poche forze e poco tempo a disposizione non ne vedo
altri capaci di produrre effetti sicuri ed utili in tempi ragionevoli.
Nigi: Si
tratta di messaggi in codice di tipo archetipico, indirizzati a chi sia in
grado di intenderli ed interpretarli. Sembra una specie di quiz enigmistico,
una caccia al tesoro. Forse qualcuno, da chissà dove, sta “giocando”… La posta
in gioco è la conoscenza della “verità”. Però, come dice sapientemente Gabriele
Salvatores nel film Nirvana “La realtà non sopporta di essere guadata negli
occhi…”
Morganti & Gasparini: È
un linguaggio spirituale che riporta figurazioni dell’essere vissuto, remoto,
presente e futuro.
·
Secondo alcuni le “Leylines”
(linee sincroniche, o di forza) sono delle virtuali linee energetiche che
avvolgerebbero il Pianeta, e lungo le quali è facile ritrovare siti
archeologici e monumentali, nonché – a volte – dei crop circles. Accade
realmente? Anche in Italia? Queste “Leys” hanno qualche fondamento
empirico o si tratta di un argomento puramente filosofico-esoterico?
Malini: E'
un'ipotesi affascinante, ma estrema. In alcuni casi i sacerdoti delle antiche
civiltà ordinavano che santuari e luoghi di culto fossero edificati lungo linee
e secondo geometrie ritenute sacre.
Pastore: Vennero
teorizzate nel 1922 dall’inglese Alfred Watkins. Si tratterebbe di una griglia
energetica che avvolgerebbe il nostro pianeta. Vi sarebbero linee principali e
secondarie, a seconda dell’entità di variazione del campo magnetico terrestre.
Si pensa che gli antichi conoscessero già tali energie. Questi, inoltre,
capirono come fare per utilizzarle attraverso la pietra e la geometria.
Costruirono importanti monumenti proprio su queste linee di forza, con la
funzione di catalizzatori energetici. Le piramidi, Stonehenge, menhir e molti
templi del mondo antico sarebbero serviti proprio a questo, così come
oggigiorno i crop circles. Rilevamenti rabdomantici li fece Hartmann, rilevando
l’esistenza di tale rete energetica. Ma studi scientifici smentirebbero tale
teoria, in quanto, secondo le leggi fisiche di Maxwell, le linee non potrebbero
incrociarsi tra loro.
Forgione: E’ un argomento scientifico e allo stesso tempo
esoterico. Assolutamente vero,: cerchi nel grano e templi megalitici
condividono lo stesso territorio, in quanto entrambi costruiti e realizzati
sopra canali d’acqua sotterranei che danno luogo alle leylines. Troppo lungo
spiegarne il perché, ma il perché esiste (per chi è interessato può leggere il
mio libro). Anche in Italia, tutti i cerchi nel grano autentici si sono
manifestati sopra falde acquifere e canali d’acqua sotterranei. Offro un
suggerimento: si faccia riferimento a Masaru Emoto e ai suoi studi; ad Hans
Jenny e alle sue scoperte di Cimatica.
Grassi: Non c’è alcuna evidenza dell’esistenza
delle “Leylines”.
Commiss. X-PLAN: Si,
le “Leylines” facilitano secondo noi la formazione dei cerchi, in quanto
predispongono il terreno ad un campo elettrico e magnetico particolarmente
intenso. Secondo l’analisi di Oberto Airaudi queste linee energetiche
attraverserebbero tutto il globo terrestre, e in Italia sarebbero concentrate
al Nord, tra Torino e Milano. Non a caso, nel corso di alcune nostre
conferenze, abbiamo sottolineato come nel nostro paese vi sia stata una
concentrazione di cerchi al Nord rispetto al Centro-Sud.
Farinacci: Credo che il voler riconoscere una reale attinenza
tra le Leylines ed i Crop Circle significhi andare a considerare l’ipotesi
“naturale” del fenomeno. Ho escluso in precedenza questa ipotesi perchè ritengo
si possa collocare in un ambito di ricerca che comprende e valuta appunto
aspetti “filosofico-esoterici”, quegli aspetti che, per personali convinzioni,
tendo a tenere fuori senza ripensamenti nell’analizzare qualsiasi tipo di
fenomeno.
Panizza: Pur nella convinzione che
Pederzoli: Ci sono molti indizi a favore delle “Leylines”, ma
non mi risulta che siano stati costruiti apparati tecnologici per rilevarle. Se
esse fossero in grado di produrre qualche sia pur minimo effetto fisico,
quest’ultimo potrebbe essere sfruttato per eseguire studi più approfonditi. In
campo paranormale questa linea di condotta sta portando ai primi risultati
pratici (leggere il lavoro, di prossima pubblicazione, intitolato INTERAZIONE
FISICA TRA FACOLTA' PSI ED AMBIENTE). Si tratta di ricercare interazioni con i
dispositivi e gli apparati di cui possiamo disporre. Spesso l’interazione viene
notata per caso, ma basta un minimo indizio per adottare una corretta direzione
di ricerca. Occorrono apparati adatti, attenzione, perspicacia e tanti
tentativi, ma, quando l’interazione viene notata e si riesce a riprodurla, in
poco tempo l’incredibile diventa prima credibile, poi prevedibile ed infine
utilizzabile, cioè normale e reale, non più filosofico od esoterico.
Nigi: Mi viene da pensare alla geobiologia (nodi
di Hartmann), alla rabdomanzia e alla geomanzia dove scienza e para-scienza si
fondono. Occorrerebbero precisi strumenti scientifici di rilevazione. Io credo
che l’interpretazione filosofico-esoterica non possa disgiungersi da qualche
fondamento empirico. Tutto ciò che esiste, malgrado le sue ineluttabili valenze
ideali, deve comunque servire a qualcosa di pratico. […] Non credo agli
“orpelli ornamentali”. [...] Ogni oggetto ha una sua valenza tecnica. Quando le
signore si adornano di gioielli, ad esempio di rubini, lo fanno perché sono
convinte che l’oggetto impreziosisca chi lo porta, ma in realtà il rubino
permette la realizzazione del raggio laser. Chi portasse al collo un processore
del computer potrebbe farlo convinto di indossare un bel medaglione. Se diamo
in mano a dei selvaggi i DVD dell’enciclopedia universale, magari quelli ci
giocano a frisbee…[...] Da qui si può anche intuire perché gli antichi
sacerdoti portavano addosso certi paramenti descritti nei testi sacri. Questi
ed altri arcani ho cercato di spiegarli nel mio libro “Chi è veramente Dio?
Folle avventura a caccia di bugie”. […]
Morganti & Gasparini: Ci
sono dei punti più energizzanti sulla Terra, e questo potrebbe facilitare lo
svolgimento del pittogramma; ma, secondo noi, questi luoghi sconosciuti, vale a
dire anche affollati, amalgamati con l’energia di ogni essere vivente, emanano
e sviluppano un punto di forza, ed anche l’Italia ne è coinvolta.
·
E’ vero che all’interno di alcuni crop
si è registrato, per diverse ore, un suono di circa 5,2 Hz? Che spiegazione
ne da lei?
Malini: E' un
altro dei "misteri" che nascono e si diffondono attorno al
meraviglioso mondo dei crop circles.
Pastore: Ricollegandoci
al discorso di prima, le leylines, ammettendone l’esistenza, sarebbero indice
della presenza in quei punti di acqua sotterranea. Attraverso la cimatica è
possibile vedere come sia possibile modificare la disposizione geometrica delle
molecole in un liquido applicandovi una determinata frequenza sonora. Il suono
di fondo presente nei crop circles, potrebbe essere il residuo dell’emanazione
necessaria a dare una forma geometrica alla figura stessa presente nel campo.
Ciò sarebbe possibile proprio grazie alla fonte d’acqua sotterranea. Se si
studiassero i crop circles, cercando di capire se effettivamente vi siano
sorgenti sotterranee sotto ad essi, si farebbero dei passi avanti nella ricerca
in questo campo. Che io sappia, il sud dell’Inghilterra sarebbe proprio
soggetto alla presenza di molte falde acquifere sotterranee.
Forgione: Sì, è vero. Ottima domanda. Credo sia dovuto al
fatto che l’energia che viene indirizzata sul campo è chiaramente il prodotto
di una vibrazione. Questa vibrazione viene percepita dall’acqua nel sottosuolo
che (e questo è dimostrato) inizia a vibrare a livello molecolare in riposta a
questa energia creando un suono a bassa frequenza non udibile dall’uomo ma
percepibile dagli strumenti. Quello che si percepisce è la vibrazione
dell’acqua al di sotto della formazione che, come una molla, pian piano perde
lo slancio.
Grassi: È uno di quegli argomenti-leggenda che
fanno parte del folklore “cerchiologico”.
Commiss.
X-PLAN: Nel corso delle
nostre ricerche abbiamo avuto notizia di fonti sonore prodotte dai/nei cerchi
in certe occasioni e, pur condividendo l’ipotesi del suono come fonte primaria
di creazione di queste forme, non abbiamo conoscenze sufficienti per spiegare
il dettaglio dell’intensità sonora. Certo è che le frequenze dei cerchi variano
a seconda del modulo geometrico rappresentato, così come ci insegna la
cimatica.
Barucci: Dati
presi da chi? Con che strumentazione? Con quali precauzioni? Taratura
strumenti? Vicinanza sorgenti di interferenza? Rumore elettronico della
strumentazione? Le misure o si fanno perbene oppure è bene astenersi dal farle.
Farinacci: […] credo sia eccessivo considerare tale anomalia come caratteristica anche semplicemente “occasionale” dei Cerchi. In più, quel che mi spinge a non prendere ancora in considerazione tale aspetto del fenomeno, oltre alla scarsità del materiale a supporto, è l’attendibilità [fragile] di questo materiale.
Panizza: In alcuni casi si è effettivamente
registrato, e può anche essere che, laddove non se ne parli, tale mancanza sia
imputabile, semplicemente, ad una carenza di strumentazione. La presenza di
questa frequenza ritengo sia imputabile alla consueta presenza di un campo
energetico.
Pederzoli: È noto che, mediante il suono, si possono
riprodurre, sull’acqua, alcuni dei disegni dei cerchi nel grano e le molte
relazioni che ho letto riguardo a suoni percepiti all’interno dei “Crop”
rendono il fenomeno segnalato attendibile, tuttavia come ingegnere debbo dire
che esse non contengono, purtroppo, dati tecnici sufficienti a consentire di
sviluppare un metodo standard di sicura efficacia per rilevare l’effetto
segnalato (ad esempio, per accertare se si tratta veramente di un suono e non
di un effetto psichico, elettrico, magnetico,elettromagnetico o quant’altro,
occorrerebbe utilizzare contemporaneamente, registrandone i segnali, microfoni
basati su principi fisici diversi ed amplificati con circuiti strutturalmente
differenti). Già è difficile riuscire ad essere sul posto subito dopo la
formazione di un cerchio nel grano, ma quando ciò accade si dovrebbero utilizzare
apparecchiature standard (dello stesso genere usato la prima volta che il
fenomeno è stato rilevato), fino ad ottenere la conferma della riproducibilità
del fenomeno stesso. Disponendo di questa certezza si potrebbero formulare
ipotesi e sviluppare nuove apparecchiature le quali, affiancate a quelle
standard, condurrebbero in breve ad una conoscenza sempre più approfondita del
fenomeno.
Nigi: Sono
tutte informazioni credibili. Noi di Stargate stiamo attualmente studiando le
diverse frequenze sonore e siamo convinti che esse siano in grado di provocare
fenomeni particolari a seconda delle frequenze. Tutto è in via di
sperimentazione… Personalmente credo, malgrado questo non riguardi il mio campo
specifico, che le onde sonore siano comunque strettamente legate alle onde
elettromagnetiche e interagiscano con esse. Ritengo che si posa intervenire
anche sulla gravità che a mio avviso non è una “forza” come comunemente si
crede, ma una “condizione dimensionale”.
Morganti & Gasparini: Non ci sentiamo in grado di dare valutazioni tecniche, non
abbiamo né la capacita né la preparazione scientifica per poterlo fare,
tuttavia dobbiamo dire che personalmente abbiamo messo piede in almeno due crop
circles (che dal nostro punto di vista riteniamo autentici) in cui abbiamo
potuto raccogliere delle spighe di campione. Queste spighe raccolte, che sono
ancora in nostro possesso, risultano piegate in modo anomalo a ben 2 nodi della
stessa piantina, fenomeno questo che la manualità dell’uomo e i vari agenti
atmosferici non sarebbero in grado di fare; e dunque ciò che abbiamo vissuto
energeticamente in questo campo, è stato
qualcosa di molto particolare e interessante.
·
Quanti sono i casi irrisolti? Sono tali
per insufficienza di informazioni o perché non riconducibili a fenomeni noti?
Malini:
L'arte è per sua natura
elusiva (e "aliena"!) come il genio. Non penso che vi sarà mai una
"soluzione" per la totalità dei casi.
Pastore: Che io sappia, ogni caso di crop circle è
“irrisolto”. Perché non è stato mai possibile capirne la natura, a parte quei
casi in cui sicuro artefice è stato l’uomo. Finora, l’unica cosa possibile è
stata quella di raccogliere e classificare i vari attributi del fenomeno,
cercando di venire a capo del mistero. Quindi, si è capito che, ad esempio, un
elettromagnetismo superiore alla media, connesso ad altri elementi chiave come
numerose testimonianze relative ad avvistamenti ufo nella stessa zona e nello
stesso periodo di tempo, anomalie genetiche nelle piante e rinvenimento di
polvere meteorica e piccole sfere di silicio, possono portarci a credere che il
fenomeno non sia di natura convenzionale umana. Ma solo in questi casi.
Tuttavia, siamo ben lontani dal “risolvere” il mistero.
Forgione: Impossibile rispondere a questa domanda. Tutto il
fenomeno è “irrisolto”.
Grassi: I
casi misteriosi legati ai crop circles si creano a causa di diversi fattori.
Uno fra i più importanti è la mancanza di capacità di indagine da parte delle
stesse persone che si dichiarano “researchers”
(vedi il mistero delle mosche morte). Altri meccanismi di distorsione
dell’informazione dovuti al passaparola veloce e incontrollato fra i “believers” finiscono per cristallizzare
e consacrare a “Mistero” fatti e notizie che non potranno essere mai
verificate.
Commiss. X-PLAN: Se parliamo di crop
circles a livello mondiale, il fenomeno è ancora così dibattuto da non
poter affermare quanto possa essere certa una sua precisa identificazione
statistica di autenticità, né di certezza nella fonte creatrice. In Italia il
discorso è diverso: secondo le statistiche da noi analizzate, il 97% dei cerchi
sarebbe riconducibile all’attività umana. Non avendo probabilmente gli
strumenti idonei a comprendere fino in fondo la natura dei crop circles, ancora non possiamo affermare che cosa sono realmente
i Cerchi nel Grano.
Barucci: Tutti i
casi sono irrisolti, se avessimo un caso risolto non staremmo tanto a
discutere.
Farinacci: […] Pochi
rispetto al notevole numero di casi, ma tanti se consideriamo il mancato
chiarimento dato all’origine del fenomeno. Insufficienza di informazioni? Molto
spesso sì. Non riconducibili a fenomeni noti? Idem […]
Panizza: Penso che siano tantissimi, sia perché non
sono stati adeguatamente indagati
(spesso per mancanza di tempo o di strumentazione apposita), sia perché
non esiste una chiara ed univoca interpretazione su cosa debba presentare una
formazione per ritenersi “non convenzionale”. Alcuni parlano di ripetitività
del pittogramma (l'anno successivo, nello stesso campo), altri di allungamenti
eccezionali dei nodi, altri ancora di particolari reazioni psicofisiche
dell'organismo all'interno degli agroglifi, per non citare coloro che li
ritengono tutti autentici. Pur essendo normale che ognuno abbia il suo modo di
vedere le cose, credo che questa disomogeneità di vedute sia da imputare,
soprattutto, all'incertezza sulla esattezza e veridicità dei dati raccolti
(quali strumenti sono stati utilizzati? sono stati adoperati correttamente? le
misurazioni erano precise? etc).
Pederzoli: Distinguerei tra “decifrazione” e “spiegazione”: si
può affermare che i cerchi nel grano completamente decifrati sono pochi, mentre
nessuno di essi è stato veramente del tutto spiegato, cioè completamente
compreso sia nel significato che nell’origine. Le informazioni necessarie per
la decifrazione sono disponibili e sono rappresentate dalle immagini,
solitamente di buona oppure ottima qualità, ma sono pochi i gruppi di studiosi
qualificati che le studiano ed il tempo di decifrazione di ciascun “Crop” è
inevitabilmente lungo.
Nigi: […]
Ritengo che le informazioni ci siano, ma che in certi casi siano difficilmente
interpretabili e relazionabili fra di loro. Quindi è anche vero che determinati casi non sono riconducibili a
fenomeni noti e pertanto non viene applicata una metodologia idonea di analisi.
Morganti & Gasparini: Crediamo
che l’informazione non sia sempre completa, o necessariamente corretta, quindi
è abbastanza complesso determinare tutta una serie di dati per poter affermare
una cosa piuttosto che un’altra; inoltre l’uomo sembra sempre più interessato a
discutere della genuinità o meno dei crop circles, e sempre meno interessato a
discutere quello che in realtà il fenomeno dei crop circles vuole dire nelle sue molteplici espressioni.
·
Quanto
sono in grado di dirci, nell’esame di un cerchio nel grano, la scienza e le
analisi al suolo?
Malini: Spesso si attribuiscono a una fantomatica "scienza" conclusioni che vengono tratte da appassionati di buona volontà. In Inghilterra qualcuno si è addirittura allarmato, chiedendosi: "Oddio! E se le 'radiazioni aliene' che formano i crop circles fossero dannose per noi consumatori?". Le analisi al suolo fanno parte del "folklore" che si crea intorno ai cerchi nel grano, come le "balls of light", le "mosche morte" e la "sensazione di pace" che le anime pure provano all'interno delle formazioni. Chi ne dubitasse può effettuare un esperimento, magari la prossima estate. Insieme ad alcuni amici, dopo un breve allenamento, provi a realizzare in segreto un cerchio nel grano, anche semplicissimo, purché di dimensioni apprezzabili: almeno 10/15 metri di diametro. Bastano paletti, corde e assi di legno. Quindi segnali la formazione a un giornalista locale. Nell'arco di qualche giorno l'effetto domino sarà completo e le analisi "di rito" rileveranno le consuete "anomalie" all'interno del crop circle. Questo sì è "inspiegabile"!
Pastore: La
scienza ci dà dei numeri, dei dati, delle risposte solo parziali. Ciò non ci
permette di poter capire la natura del fenomeno. Le analisi possono dirci
tanto, ma ancora rimane un grande punto interrogativo su questi dati raccolti.
Forgione: Solo
se la formazione è autentica. In ogni caso non sempre è possibile trarre
informazioni definitive. La scienza può risolvere solo il 40% del fenomeno. Il
restante ha bisogno di un approccio multidisciplinare di geologia, fisica
quantistica, antropologia, esoterismo e
alchimia, simbolismo etc, etc.
Grassi: Molto
poco. A mio avviso lo studio dei cerchi nel grano dovrebbe essere recepito dai
sociologi e dagli antropologi, più che dai fisici, chimici, biologi, etc.
Commiss. X-PLAN: La scienza, attraverso strumenti di rilevamento
spettroscopico, di emissione di gas, di emissione radioattiva, di rilevamento
elettrico e magnetico, sono attualmente in grado di stabilire con buona
approssimazione:
A) l’emissione
di particelle e la loro radioattività;
B) l’esistenza
di una frequenza sonora;
C) l’alterazione
degli standard di emissione di onde alfa e beta del terreno.
Non sono però in
grado di definire con esattezza la natura dell’energia coinvolta.
Barucci: La scienza ha un suo percorso, lungo,
tortuoso e molte volte errato però è sicuramente il mezzo più potente che
abbiamo. Purtroppo ad oggi nessuno ha fatto niente di tutto ciò. Sui cerchi
vengono fatte attualmente solo delle misure inutili e le conclusioni che se ne
traggono sono da barzelletta. Fare misurazioni di un certo tipo richiede tempo,
soldi, una preparazione adeguata e non è detto che se ne tiri fuori qualcosa.
Ho visto gente col geyger e con i
rivelatori di campi, e nessuno si preoccupava di capire cosa lo strumento stava
effettivamente leggendo.
Farinacci: […] siamo in grado di sapere tutto sulle
informazioni tecniche di un Crop Circle. Il dubbio è dato dalla sensazione che
il “tutto” attuale appartenga ancora ad un’era primitiva rispetto a quanto
forse potrebbe esserci da sapere all’interno dei Cerchi “Autentici”.
Panizza: Credo possano dirci tanto, perché ci
permettono di distinguere, se usati correttamente ed onestamente, fra ciò che è
normale e quanto invece può essere straordinario. Sarebbe doveroso parlare,
però, riguardo le motivazioni professionali, umane e personali che spingono un
ricercatore ad operare; ma il discorso, veramente molto importante, si farebbe
lungo e complesso. Basti ricordare, in ogni caso, che l'idea che esista una
ricerca pura e disinteressata, è solo una convinzione degli illusi e degli
ingenui.
Pederzoli: […] sarebbe necessario disporre di alcuni gruppi
d’intervento rapido dotati di apparecchiature portatili tutte uguali ed
accuratamente selezionate, capaci di effettuare registrazioni digitali delle
misure, così da poterle distribuire con facilità ai vari studiosi. Le
apparecchiature delle quali dotare i gruppi d’intervento rapido andrebbero
scelte dopo un’approfondita discussione con la partecipazione di molti di
coloro che hanno già effettuato misure sul campo. L’analisi dei dati forniti da
questi gruppi ed i risultati delle decifrazioni dovrebbero fornire indizi utili
per identificare con certezza l’origine dei cerchi nel grano. In questo
settore, nonostante i “Crop” esistano da lungo tempo, siamo ancora ai primordi,
a causa della scarsa disponibilità di persone preparate e di attrezzature
adatte, nonché di mezzi finanziari per le ricerche.
Nigi: Possono
dire molte cose, ma dipende da chi ci sta lavorando, dai presupposti di
partenza e dalle metodologie adottate. Se si tratta di “studiosi” al servizio
della scienza ufficiale o appartenenti ad enti come CISCOP e CICAP, allora
arrivederci e grazie. Si può dire nulla o tutto e il contrario di tutto: dipende da chi
lo dice.
Morganti & Gasparini: Molto, peccato che i dubbi siano tanti, e che la
confusione non porti a nessuna conclusione.
·
Perché, a suo avviso, non si riesce a
scoprire definitivamente la verità sui cerchi nel grano?
Malini:
Perchè è più appagante -
per la mente e per lo spirito - cercare la verità piuttosto che rimpicciolirla,
svilirla, ridurla all'evidenza. Perchè esiste l'universo? Perchè i pianeti
ruotano attorno a stelle luminose e accolgono la vita? Perchè si piange, si
ride, si ama, si passano notti intere a tracciare simboli antichi nei campi di
grano? Perchè... è magico! E' meraviglioso! (E' umano!).
Pastore: Perché
si tende spesso a sminuire l’importanza del fenomeno. La gente è accecata dalla
concretezza della vita, pensa solo al denaro, al lavoro, a mille altri
problemi, e dimentica che nel mondo accadono cose simili. Solo poche persone
sanno che è doveroso interessarsi a tali tematiche, più legate al mondo dello
spirito, secondo me, piuttosto che a quello del materialismo. Chi potrebbe
davvero contribuire finanziariamente alla risoluzione del fenomeno, preferisce
investire i propri soldi in attività più redditizie. Basterebbe poco per
trovare delle risposte al mistero dei crop circles, se solo si volesse
trovarle. Per non parlare di quei circlemakers del tutto umani, che creando
crop circles “falsi” accanto a quelli “autentici” non fanno altro che rendere
la vita difficile a quei seri ricercatori impegnati nella
risoluzione del mistero.
Forgione: Chi ha detto che è impossibile? Sono stati fatti
molti passi avanti dagli anni ’70 ad oggi. In ogni caso essendo un fenomeno
basato su presupposti scientifici che la nostra scienza non considera o che
abbiamo dimenticato, le cose sono più complicate. A mio parere bisogna aprire
le porte alla scienza ermetica e all’esoterismo. Quei simboli sono presenti
nelle tradizioni esoteriche di tutte le civiltà di ogni epoca e così vanno
lette. Altrimenti si resta bloccati a metà.
Grassi: La
risposta a questa domanda è sottintesa
in tutte le mie risposte alle domande precedenti.
Commiss. X-PLAN: In
sintesi, per queste ragioni:
A) livello scientifico: ancora arretrato
rispetto al fenomeno;
B) livello umano: la comprensione dei
simboli risulta essere sempre molto complessa e difficile da associare a un
messaggio preciso.
L’inquinamento di prove, causato dalla
presenza di molti crop creati dai
circlemakers, ha aumentato la diffidenza delle persone nei confronti del
mistero dei cerchi.
Barucci: Perché
non si fanno studi concreti e perché a molti fa comodo tenere vivo il mito,
hanno paura che se si scopre la verità non potranno più tenere conferenze sulle
loro teorie assurde o vendere libri ancora più assurdi. Sui cerchi nel grano si
fanno conferenze, si vendono riviste, dvd e quanto altro. Credo che a molti
conviene tenere il mito piuttosto che rischiare di cercare la verità.
Farinacci:
La
“verità” è un qualcosa con cui, di questi tempi, evitiamo di confrontarci, più
o meno consciamente, su ogni aspetto del quotidiano umano. […] non credo ci sia
un volere dall’alto, volto a depistare e mantenere nel vago il fenomeno (tranne
rari casi) semplicemente perché non ce n’è bisogno in quanto le divergenti
considerazioni espresse da chi si muove all’interno della Ricerca sui Crop
Circle sono talmente varie, così come i riscontri ottenuti, da provocare una
tale varietà di opinioni da mantenere sempre il dibattito aperto e “congeniale”
per tutti.
Panizza: Perché siamo di fronte ad un fenomeno
unico ed eccezionale e quindi mancano dei parametri di riferimento. E' come se
un uomo dell'antichità osservasse, ad esempio, un transistor. Non potrebbe mai
capire di cosa si tratta perché assolutamente estraneo al suo mondo.
Pederzoli: Senza soldi le apparecchiature sono difficilmente
reperibili e per di più sono poche le persone qualificate a rendersi
disponibili, cosicché le ipotesi (spesso anche troppo fantasiose) si sprecano,
ma i risultati concreti scarseggiano e le conoscenze concrete avanzano molto
lentamente: è ciò che gli autori del “cover up” desiderano, per ritardare al
massimo la scoperta della verità. Il “cover up”, infatti, raggiunge la massima
efficienza con la realizzazione e la pubblicizzazione di falsi cerchi nel
grano, in modo da ridicolizzare i potenziali ricercatori e scoraggiare
qualsiasi investimento di ricerca nel settore.
Nigi: La
“verità” sui cerchi del grano, a mio avviso, è stata scoperta. Basta visitare
il sito www.sentistoria.com e
leggere i lavori del professor
Morganti & Gasparini: Nelle
nostre ricerche non pensiamo di essere molto lontani da alcune verità, ma passo
dopo passo si intuiscono e si comprendono il significato di talune figurazioni.
Questo è stato scritto in un nostro
libro che uscirà speriamo presto.
Malini: Al principio, nell'era di Bower e Chorley,
il fine dell'arte del grano era quello di creare una nuova mitologia; gli
artisti di oggi si propongono di riportare l'attenzione della gente verso la
sacralità del paesaggio, gli aspetti meravigliosi della relazione che unisce da
tanto tempo l'uomo alla natura.
Pastore: I
circlemakers “umani” vedono la cosa come una nuova forma di espressione
artistica e, nel peggiore dei casi, intendono proprio mettere un bastone tra le
ruote dei ricercatori “possibilisti”. Mentre, quelli ritenuti autentici,
secondo me, portano in sé stessi un messaggio subliminale rivolto all’umanità
intera; un messaggio che non si può oscurare, in quanto è visibile a tutti:
“esiste qualcos’altro, oltre al mondo visibile”; un mondo sottile, già visibile
per alcune persone, ma dimenticato. Sempre presente, ma invisibile agli occhi
della gente.
Forgione: Ho risposto sopra a questa domanda. E’ un messaggio
a carattere “trasmutativo”.
Grassi: Essendo
gli autori vari e avendo (o meno) ciascuno delle finalità differenti, la
domanda ha veramente poco senso.
Commiss. X-PLAN: Non
si può parlare di un messaggio univoco, data la varietà delle forme e delle segnalazioni.
Tuttavia la tendenza che noi riteniamo valida è quella di una serie di messaggi
rivolti all’uomo ma soprattutto alla creazione e all’importanza dell’umanità
nell’universo. D’altro canto non possiamo evitare di notare come, a livello mediatico si tenda, forse con troppa ostentazione, a
evidenziare il collegamento tra ufo e crops.
Barucci: Pace, speranza, amore, amicizia...come
faccio a saperlo? Non sappiamo neppure chi li fa? Credo che sia diverso il
significato se li fa una civiltà ET, la “ madre terra” o un gruppo di bischeri.
Farinacci: […] il messaggio ha sempre dato l’impressione di
presagire, a mio avviso, la necessità di ritornare ad una visione ideale e
spirituale del percorso umano al fine di invertire la rotta intrapresa dall’umanità
basata sul materialismo e sul possesso a tutti i costi […]
Panizza: Non riesco a farmi un'idea che mi convinca
fino in fondo. La spiritualità del messaggio, di cui molti parlano, pur
rispettandola, mi sembra molto, troppo, figlia dei tempi incerti e bui che
stiamo vivendo.
Pederzoli: […] molti
cerchi nel grano contengono un messaggio riconducibile alla struttura del
nostro DNA: è come se qualcuno volesse consigliarci di studiare il DNA perché
esso è per noi della massima importanza. Molti altri “Crop” contengono messaggi
di natura matematico-geometrica e sembrano voler comunicare conoscenze di alto
livello, forse per rendere più credibili i cerchi nel grano nel loro insieme.
Sia pure con piccole varianti, i messaggi sembrano ripetersi più volte, probabilmente
per evitare che il loro contenuto vada disperso a causa di qualche incidente
imprevisto; inoltre la loro complessità aumenta con il tempo. Infine ci sono
messaggi anomali, cioè non geometrici, come quelli di Chilbolton. Nel complesso
appare ragionevole ritenere che si tratti di un tentativo di comunicazione
aliena che, negli anni, è diventato sempre più complesso e sofisticato e si
svolge su due livelli: un primo, più immediato, di tipo emotivo ed archetipico
ed il secondo, volutamente più complicato e quindi riservato ad un pubblico
molto più ristretto, di tipo tecnico. […]
Nigi: Il
messaggio viene da fonti “aliene” ed è
finalizzato ad una sorta di risveglio dell’umanità affinché essa tutta prenda
finalmente atto delle sue origini, della sua vera storia, dei suoi giusti
obiettivi e dei suoi destini. Il messaggio, per essere comprensibile a tutti,
deve essere giocoforza espresso in un linguaggio metalinguistico e dunque
archetipico: deve parlare ad un aspetto dell’uomo che sia veramente universale
e tale “luogo” universale altro non è che l’inconscio ove si ritrova l’unica
possibile collettività al di la di lingue, culture, tradizioni e differenze
etniche.
Morganti & Gasparini: I
crop circles hanno diversi messaggi e varie tipologie associate in varie etnie:
il loro linguaggio principale è di pensare con il cuore, e tutto viene cifrato
da una linea che contiene il tutto, un linguaggio universale, che è fonte di
studio.
Malini: E' caotica, suggestiva, stupendamente
confusa: quasi letteratura fantastica. Il "merito" di questo caos
creativo è dei Circlemakers, che non tradiscono mai il progetto iniziale
Pastore: No.
Ho notato che spesso si tende a tirare più acqua al proprio mulino, ed in altri
casi si cerca proprio di oscurare questa realtà, omettendo informazioni utili
oppure variandone il significato. Fondamentalmente, esistono due grandi classi
di “ricercatori”: i “possibilisti”, che considerano possibili certe cose,
difficili da accettare, e le studiano cercando delle risposte obiettive; e gli
“scettici” ad oltranza, che non credono nemmeno se vedono. In mezzo, potremmo
collocare gli “scettici sani”, quelli che mettono le mani avanti, ma sono
disposti a cambiare idea se è il caso. Con loro, il dialogo è sicuramente
costruttivo. Alla fin dei conti, il dubbio è sempre salutare, perché mette alla
prova le nostre convinzioni e ci spinge a cercare oltre le risposte che
vogliamo. Quindi, potremmo suddividere ricercatori, studiosi, appassionati del
fenomeno e giornalisti entro queste due o tre categorie.
Forgione: Assolutamente
no. I mezzi di informazione di massa non sono adeguatamente informati quando
parlano di questo fenomeno, e quando lo fanno
creano solo danni. Con le mie pubblicazioni (AREA 51 ed HERA in particolare)
tento di sopperire a questa lacuna.
Grassi: Francamente
no. Ecco, forse è proprio questo uno dei motivi che mi ha spinto ad
approfondire l’argomento e ad andare avanti: cercare concretamente di fornire
un punto di vista alternativo alla miriade di libri e informazioni acritiche
che sono state accumulate e prodotte in questi anni.
Commiss. X-PLAN: Assolutamente
no. Riteniamo anzi che i media e i giornali diano
informazioni in gran parte fuorvianti e scarsamente approfondite. Se si vuole
approfondire il fenomeno occorre fare riferimento a riviste di settore o
scientifiche, oppure visitare siti internet, in gran parte in lingua inglese.
Barucci: L’informazione
c’è ma purtroppo non è obiettiva. Da una parte c’è chi sta fondando una nuova
religione sui crop circles, dall’altra c’è chi se ne frega al 100% e nega tutto
a priori. In questo modo si va in pochi
posti.
Farinacci: Esauriente
[si]. Obiettiva: assolutamente no. Ma come pretendere che lo sia? L’informazione
è, come in ogni altro ambito, strettamente legata agli interessi dei singoli
[…]
Panizza: Se ne sta parlando tantissimo, ma non
sempre correttamente, né da parte dei detrattori assoluti che imputano sempre
agli “artisti” dei campi i pittogrammi, né da parte dei ricercatori
“alternativi” spesso un po' approssimativi (molte volte per causa di forza
maggiore) nelle loro indagini. Per non parlare dei mezzi di informazione pronti
a cavalcare, a seconda dei tempi e della convenienza, talvolta l'onda
“scettica” talaltra quella “possibilista”.
Pederzoli: […] oggi l’informazione è persino troppo abbondante
su ogni argomento, però è necessario selezionarla, poiché in gran parte si
tratta di spazzatura. Il risultato è che […] l’informazione corretta è
disponibile solo per i pochi che hanno affrontato il lungo ed arduo percorso
personale che porta all’aumento della conoscenza. È molto probabile che chi si
fida del giudizio altrui seguendo il “principio di autorità” sia destinato a
prendere delle grosse fregature ed è su questo punto debole che confidano
coloro i quali, purtroppo con successo, vogliono depistare il grande pubblico.
[…]
Nigi: Dipende
dalle fonti. Le fonti soggette al
dominio del “potere” non solo non sono obiettive ed esaurienti, ma addirittura
sono […] fuorvianti. Non si vuole “dall’alto”, che l’umanità prenda finalmente
coscienza di sé e si liberi della millenaria schiavitù cui è stata sottoposto e
sotto cui soffre tuttora.
Morganti & Gasparini: In
parte, secondo il nostro punto di vista, c’è ancora confusione.
·
Cosa pensa dei circlemakers italiani?
Ne conosce o ne ha mai visto qualcuno all’opera?
Malini:
La maggior parte di loro
sono studenti, ragazzi giovanissimi che emulano i Circlemakers inglesi. Alcuni
seguono una filosofia interessante e curano l'aspetto "filosofico"
dei crop circles piuttosto che quello tecnico/artistico. Sono più
"selvaggi" e "anarchici" rispetto ai loro colleghi inglesi,
tedeschi, olandesi e canadesi. L'estate scorsa alcuni di loro hanno creato
decine di cerchi vicino a casa mia, fra Cassina de' Pecchi, Cernusco sul
Naviglio, Vimodrone e Segrate. Si trattava di formazioni improvvisate,
irregolari, a volte neanche finite. Sono "monelli del grano".
Pastore: No,
ma mi piacerebbe farlo. Tempo fa, un mio amico aveva anche promesso una certa
somma di denaro a chiunque fosse stato capace di creare un crop circle identico
ad uno dei più complessi, come ad esempio quello di Milk Hill, nelle stesse
condizioni atmosferiche e di luce (o sarebbe meglio dire, di “buio”). Ma
nessuno si è mai presentato. Di conseguenza, i casi son due: o questi
circlemakers sono tutti messi bene, e non hanno bisogno di denaro; oppure, non
sono realmente in grado di fare ciò che affermano di fare. Se così fosse, ci
troveremmo di fronte a delle persone che vogliono oscurare la verità, seminando
sul cammino della ricerca falsi indizi e portando la gente sempre più verso uno
sterile materialismo, nemico dell’evoluzione.
Forgione: No comment! Sarei scortese.
Grassi: Tecnicamente
devono ancora crescere, la qualità e la complessità delle formazioni italiane
non è al momento paragonabile a quella inglese. Il circlemaking italiano non è ancora strutturato a livello
“filosofico” come quello inglese. In Italia si fanno i cerchi soprattutto “per
vedere l’effetto che fa” e magari anche per semplice burla. Ma tutto ciò e
normale, ci vuole tempo prima che certe cose prendano forma ; il circlemaking inglese è nato nel 1978,
quello italiano nel 2003. Conosco sia circlemakers
italiani che inglesi , e li ho visti anche all’opera
Commiss. X-PLAN: I
circlemakers sicuramente esistono.
Purtroppo non ne abbiamo visti all’opera, ma abbiamo visto alcune loro
realizzazioni, e ne conosciamo le tecniche di esecuzione. Crediamo che si
tratti di un fenomeno di “Land Art” che purtroppo però devia dal vero
significato di questo interessante mistero.
Barucci: Penso che hanno ancora molto da imparare
dai loro amici inglesi. Non conosco nessuno di loro e non ho mai visto nessuno
all’opera.
Farinacci: Personalmente non ne conosco nessuno. Credo solo
che abbiano ancora molto da apprendere, ma che non avendo alcuna scadenza
possano cimentarsi con l’intento di perfezionare la tecnica, stando
naturalmente bene attenti a non rischiare ripercussioni legali, accordandosi
magari anticipatamente con i proprietari dei campi […]
Panizza: No, non ne conosco personalmente (anche se
alcuni indizi portano a persone che ho potuto notare all'interno delle
formazioni apparse a Parma) e non ne ho mai visto alcuno all'opera. Essi
comunque violano la proprietà privata, la danneggiano e contribuiscono al
diffondere notizie false e tendenziose. Senza dimenticare che ostacolano,
incoscientemente, chi mette tempo e risorse, sacrificando spazio al lavoro e
alla famiglia, per cercare di comprendere il fenomeno
Pederzoli: Non ne ho mai conosciuti né visti all’opera, ma
evidentemente ci sono e stanno anche migliorando il proprio livello tecnico e
realizzano cerchi nel grano di qualità di anno in anno migliore.
Nigi: […] Non
ne conosco e non ne ho mai visti all’opera […]
Morganti & Gasparini: Sono
dei geni, anche se fanno queste “bufalate”: nel loro cuore hanno del buono e
del bello, e realizzano espressioni pittoriche non di poco conto. Ci chiediamo
però: perché non parlate, voi che avete queste genialità? Perché siete unici!
·
Ulteriori ed eventuali libere
dichiarazioni…
Forgione: Interagite
direttamente con il fenomeno. E’ un dono che ci viene offerto da mondi che
avevamo dimenticato. Sforzatevi di fare ricerca sui simboli, sui perché di
questa comunicazione arcana. Perché entrare in “simbiosi” con queste
simbologie, poterle leggere con razionalità e intuizione allo stesso tempo,
aiuta la nostra parte più profonda a evolvere e costruire una umanità migliore.
E’ questo l’obiettivo dei cerchi nel grano.
Grassi: È
importante sottolineare e ricordare che il circlemaking
è un’attività illegale ove non concordata con il proprietario del campo.
Personalmente invito chiunque decida di fare un crop circle a realizzarlo nella piena legalità. Non è moralmente
corretto entrare nella proprietà altrui e causare dei danni alla coltivazione.
Pastore: Vi
ringrazio calorosamente per avermi concesso l’opportunità di rispondere a
questa intervista e vi ricordo l’esistenza del C.R.O.P., Centro di Ricerche
Operativo sul Paranormale (www.croponline.org),
il quale si occupa di trovare delle risposte soddisfacenti ai molti misteri che
ci circondano. Siamo sempre alla ricerca di validi collaboratori e sostenitori,
perché crediamo nel lavoro di gruppo. Un saluto a tutti voi, a presto.
Panizza: Credo che il fenomeno “crop circle” abbia
il vantaggio, rispetto ad altri “misteri”, di essere tangibile e sotto gli
occhi di tutti e, dunque, scientificamente studiabile. Però, ed è questa la
cosa affascinante, rimane ugualmente elusivo, il che indica che siamo di fronte
ad un qualcosa di veramente nuovo ed importante.
Pederzoli: Secondo me l’importante è capire e c’è chi vuole
evitare con cura di fornirci questa possibilità. Purtroppo il tempo a
disposizione è quello che è e quando ci si occupa di ricerche innovative,
soprattutto se con scarsità di fondi, ne occorre molto. Per non disperdere
inutilmente le energie conviene concentrarsi solo su pochi argomenti, sperando
di riuscire a capire qualcosa riguardo ad essi e lasciando ad altri il compito
di approfondire i temi per i quali non si dispone del tempo necessario. In
particolare per lo studio dei cerchi nel grano auspico, pertanto, la
costituzione di molti piccoli gruppi tra i quali suddividere l’analisi dei
tanti “Crop” ed anche di un solo gruppo d’intervento rapido capace di creare un
valido protocollo di ricerca sul campo e di fornire misure attendibili. Sarebbe
un lavoro utile ed encomiabile.

Questa
intervista è una esclusiva di Cropfiles.it.
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